sabato 1 maggio 2010

Festa precaria


La festa dei lavoratori in Italia è come la sagra della porchetta nei Paesi musulmani, poiché qui non c’è lavoro e lì non mangiano carne di maiale. E’ come un october fest senza birra, il babà senza rhum, il caffè senza la sigaretta, Berlusconi senza conflitto d’interesse. La festa dei lavoratori ora è solo il concertone a piazza San Giovanni. Solo questo. Ma per milioni di persone, i disoccupati, quella del primo maggio è una giornata come le altre.

La festa dei lavoratori non coincide con la festa del lavoro. Del lavoro qui in Italia si è cambiata la prospettiva. Lavoro a tempo determinato, lavoro nero, lavoro part time. Lavoro e basta non se ne trova. C’è sempre un aggettivo appresso. E sono quegli aggettivi a modificare il senso del lavoro, la tua prospettiva futura, la tua sicurezza, il tuo status. Di conseguenza, oltre al lavoro, anche i lavoratori acquistano gli stessi aggettivi.

La “festa dei lavoratori” tra qualche anno si chiamerà “festa dei lavoratori precari”. Il precariato ha diminuito sia i disoccupati che gli occupati a tempo indeterminato. Risultato, l’insicurezza. Quella sociale, però. Perché poi c’è anche l’insicurezza materiale, fisica, nel mondo del lavoro. Le morti bianche le chiamano. Anche qui un aggettivo a caratterizzare la morte. Bianca perché è innocente. Non si può morire sul lavoro!

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro (art.1 Cost.)

Io aggiungerei precario e insicuro.

IL SIGNIFICATO DI QUESTA FESTA

Il primo maggio è la festa dei lavoratori o festa del lavoro. E’ una festività che annualmente viene celebrata per ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. L'origine della festa viene fatta risalire ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate alla Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialista ed anarchico - suggerirono come data della festività il Primo maggio. In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia soltanto due anni dopo. In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945. Nel 1947 fu funestata a Portella della Ginestra (Palermo) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

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