lunedì 30 aprile 2012

'Onore al duce' sul display di un autobus romano


Potete approfondire la vicenda su Non leggere questo Blog!

A Catania una messa per Benito Mussolini

Sabato 28 aprile a Catania, nella Chiesa di San Gaetano alle Grotte, si è svolta una messa per Benito Mussolini celebrata da Don Antonio Lo Curto, parroco noto per la sua fede fascista. La funzione religiosa ha sollevato moltissime polemiche sia in città che sul web, ma il sacerdote si giustifica così: "Benito ha solo commesso alcuni errori. Mussolini, del resto, era una brava persona. Le leggi razziali, la guerra: sono errori che tutti possiamo commettere". Eh certo, chi non commette questi errori? Una dichiarazione da brividi. No comment.

sabato 28 aprile 2012

Incredibile ma vero


Non è uno scherzo, è tutto vero

Ecco la vera miracolata da San Gennaro


Questo cartellone è apparso stamattina a Napoli. L’iniziativa è stata ideata dal sito 'I costi della Chiesa' e mette in evidenza quanto costa la Chiesa allo Stato ogni anno. Sul sito dell’associazione si fa una stima precisa, oltre sei miliardi. A facc ro' cazz direbbero a Napoli!

venerdì 27 aprile 2012

E la guerra dei diamanti in Sierra Leone ha un colpevole

«Giustizia è fatta!». Questo il grido che si è levato ieri dalle strade di Freetown, capitale della Sierra Leone, quando la Corte speciale delle Nazioni Unite per la Sierra Leone istituita all’Aja ha dato lettura della sentenza a carico dell’ex presidente della Liberia Charles Taylor: colpevole. A suo carico c’erano undici capi d’imputazione, tra i quali crimini di guerra e crimini contro l’umanità, che facevano riferimento al suo ruolo di appoggio e approvvigionamento ai ribelli del Fronte Rivoluzionario Unito (Ruf) durante la guerra civile che ha insanguinato la Sierra Leone dal 1991 al 2001, in quella che è considerata una delle pagine più feroci della recente storia africana.

Il processo contro i responsabili delle atrocità commesse durante la guerra civile era stato inaugurato nel 2004 dal presidente della Sierra Leone Tejan Kabbah. Dopo otto anni, l’ex presidente e signore della guerra liberiano Charles Taylor è stato ritenuto colpevole di tutto gli undici capi d’accusa di cui era imputato, e cioè omicidio, violenza, atti di terrorismo, stupro, atti disumani, schiavitù sessuale, oltraggio alla dignità personale, reclutamento di minori, altre violenze, riduzione in schiavitù e razzie. Taylor ha avuto dunque un ruolo chiave nel sostegno dato ai ribelli sierraleonesi e nei crimini da essi commessi, ma secondo il Tribunale Speciale delle Nazioni Unite non ha mai esercitato un ruolo di comando nel movimento di guerriglia: la leadership del Ruf è infatti rimasta per tutta la durata della guerra civile nelle mani di Foday Sankoh, che «non prendeva ordini da Taylor» ha letto il giudice Richard Lussick, nella sentenza che è stata trasmessa in diretta tv a Freetown. Non solo: le armi fornite da Taylor ai ribelli del Ruf sarebbero state ottenute in cambio di diamanti, una delle principali e più ambite ricchezze minerarie della Sierra Leone. Alcuni di essi sarebbero anche stati donati dallo stesso Taylor alla modella Naomi Campbell, come lei stessa ha confermato in una deposizione alla Corte dell’Aja datata agosto 2010.

La sentenza ha ricevuto un plauso pressoché unanime dall’Unione Europea, gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e le varie organizzazioni internazionali impegnate sul fronte dei diritti umani. Essa infatti «rappresenta un successo importante per questa corte ed una pietra miliare nella lotta contro l’impunità» ha infatti commentato Catherine Ashton, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, mentre per il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon «si tratta di un segnale forte a tutti i leader che sono e saranno ritenuti responsabili per le loro azioni». Anche per Amnesty International il verdetto di colpevolezza emesso nei confronti di Charles Taylor «porta un po’ di giustizia alla popolazione della Sierra Leone e manda un segnale importante: non conta chi sei e quale posizione occupi, la giustizia ti chiederà di rispondere dei tuoi crimini. E’ un verdetto che ricorda anche alle autorità liberiane la necessità di processare Taylor per i crimini commessi nel suo paese, durante la sua presidenza». Tuttavia l’organizzazione umanitaria sottolinea anche come Taylor sia solo «la punta dell’iceberg: migliaia di persone sospettate di crimini commessi nel conflitto del 1991-2002 in Sierra Leone non sono mai state processate né indagate». Dopo il processo di Norimberga, non era più successo che un ex capo di Stato fosse giudicato da un tribunale internazionale mentre era ancora in vita: la pena di Taylor – rimasto in carica come presidente della Liberia dal 1997 al 2003 – verrà resa nota solo a fine maggio e sarà scontata in un carcere britannico.

Il conflitto armato che dal 1991 al 2011 ha lacerato il Paese è stato caratterizzato infatti da importanti abusi di diritti umani su larga scala: la mutilazione di mani e piedi ai civili con il machete è stata una delle pratiche più utilizzate dai ribelli del Ruf, insieme allo stupro sistematico ed al reclutamento di baby-soldati, in particolare bambine. La guerra civile ha lasciato una pesante eredità anche in termini di infrastrutture e danni alla proprietà ed un bilancio tragico in termini di vite umane: circa 50mila le vittime, migliaia le persone rapite, mutilate, torturate e più di un milione e mezzo tra sfollati e rifugiati. Con la condanna di Taylor «una piccola parte delle migliaia di vittime che portano ancora oggi le terribili cicatrici del conflitto hanno ricevuto una riparazione, elemento essenziale per ottenere giustizia e poter ricostruire le loro vite», ha concluso Amnesty.

Fonte: Diritto di critica

mercoledì 25 aprile 2012

La festa della Liberazione

Oggi si festeggia la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Il 25 Aprile è l’anniversario della rivolta armata partigiana e popolare contro le truppe, ormai di occupazione, naziste e i loro fiancheggiatori fascisti della repubblica sociale italiana. Grazie al sangue versato dai partigiani fu possibile dare agli italiani la libertà che era stata negata durante il ventennio di dittatura fascista.

martedì 24 aprile 2012

I fascisti non hanno ancora le idee ben chiare...

In concomitanza dell'avvicinarsi del 25 aprile (strano eh?) iniziano a spuntare i soliti manifesti fascisti (e abusivi) per le vie della Capitale ... quest'anno, anche in spazi ufficiali del comune (Alemanno invece di cacciare i"gladiatori" dal Colosseo pensasse veramente al decoro della città), sono apparsi diversi manifesti che inneggiano alla Repubblica di Salò richiamando ad una famosa frase di Francesco Guccini (nella canzone La locomotiva), "gli eroi sono tutti giovani e belli" (poi la dedica, "ai ragazzi di Salò") ....

Ma come ha risposto lo stesso Guccini a Repubblica, a molti forse ancora non è chiaro, "i partigiani lottarono per la libertà, i fascisti stavano con i nazisti"!


Fonte: Stop Censura

lunedì 23 aprile 2012

Stadio Marassi di Genova, scene mai viste...


Ieri pomeriggio allo stadio Marassi di Genova la partita della trentaquattresima giornata di Serie A tra Genoa e Siena è stata sospesa per 45 minuti a causa di una violenta protesta dei tifosi del Genoa, sia per la pesante sconfitta che stava maturando col Siena sia per la delicata posizione in classifica della squadra (il Genoa infatti rischia la retrocessione in serie B). I tifosi hanno contestato i giocatori, li hanno costretti a togliersi le maglie e invitati ad andarsene dal campo. La situazione poi è tornata alla normalità.


Personalmente non ho mai visto delle scene del genere su un campo di calcio...

venerdì 20 aprile 2012

E ora chi glielo dice a Storace?

Qualcuno dovrà dire a Francesco Storace - "il fascismo male assoluto? Una cretinata" - e a tutti i nostalgici del Duce che lo seguono con le braccia tese al cielo che in quei manifesti con cui ha tappezzato tutta Roma c'è una foto degli anarchici greci, ed in quella foto un cartello recante la scritta "Apopte petheni o fascismos". Cosa significa? "Stasera muore il fascismo" ...


Fonte: Non leggere questo Blog!

giovedì 19 aprile 2012

Regione Lombardia, 10 indagati su 80!

La regione Lombardia, un vero esempio di legalità e onestà ... 10 Consiglieri Regionali su 80 indagati (per vari reati), ecco l'elenco (nella foto dall'alto al basso, da sinistra a e destra):


Romano La Russa, assessore alla sicurezza della Lombardia (fratello del coordinatore del Pdl Ignazio) sarebbe coinvolto nell'ambito dell'inchiesta sul caso Aler. Secondo gli inquirenti: un imprenditore gli avrebbe versato 10mila euro.

Angelo Giammario (Pdl), è accusato di corruzione e finanziamento illecito dei partiti: avrebbe intascato una mazzetta da 10 mila euro.

Davide Boni (Lega Nord), è inquisito per corruzione nell'ambito di un'inchiesta per un giro di tangenti a Cassano d'Adda da un milione di euro. Ha rassegnato le dimissioni proprio oggi.

Filippo Penati (Pd), ex presidente della provincia di Milano è finito nel registro degli indagati per concorso in corruzione anche per il filone dell' inchiesta dei pm di Monza che riguarda l'acquisto della Milano-Serravalle.

Franco Nicoli Cristiani (Pdl), ex membro dell'ufficio di presidenza del Pirellone, è stato arrestato a novembre: nella sua abitazione trovati 100 mila euro riconducibili a una presunta tangente.

Massimo Ponzoni (Pdl), consigliere regionale, è coinvolto in un'inchiesta per appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta, corruzione, concussione e peculato.

Gianluca Rinaldin (Pdl), sotto inchiesta a Como con l’imputazione di truffa aggravata e falso in atto pubblico.

Nicole Minetti (Pdl), accusata di favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby.

Daniele Belotti (Lega Nord), è finito sotto inchiesta per un'indagine sul tifo violento.

Monica Rizzi (Lega Nord), è indagata a Brescia con l'accusa di trattamento illecito di dati protetti. Potrebbe aver agito anche per favorire Renzo Bossi alle elezioni.

Fonte: Stop Censura

domenica 15 aprile 2012

Scende in campo mamma Bossi

La prima pagina di oggi de 'Il Giornale'


Non ci credo

Bruno Vespa e il plastico della Concordia. Porta a Porta del 12 aprile


Ciao Piermario


Piermario Morosini, calciatore del Livorno, nel corso della partita del campionato di Serie B Pescara-Livorno, si è accasciato a terra ed è morto poco dopo per arresto cardiaco. Il mondo del calcio e non solo è sotto choc. La domanda che tutti si pongono è perchè, nonostante nello sport italiano i controlli sugli atleti siano rigorosi e continui, avvengono troppo spesso queste morti improvvise?

sabato 14 aprile 2012

Strage di piazza della Loggia, assolti i 4 imputati

Francesco Delfino, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Maurizio Tramonte sono stati assolti perchè non considerati colpevoli della strage di piazza della Loggia, che il 28 maggio di 38 anni fa fece otto morti e oltre cento feriti. Che vergogna...

Non è uno scherzo...


Questo è il volantino del leghista Franco Zotti, capolista della Lega alle prossime elezioni comunali di Gorizia, contro il governo Monti. Mutande verdi e spada in mano. Tutto vero

venerdì 13 aprile 2012

Vivere con 300 euro al mese? La storia di Stefania Cimini, 28 anni

Ho ventotto anni e sono una stagista. Vivo con trecento euro al mese. E fin qui, niente di anormale, direte voi. No, infatti niente di anormale, se non fosse che c’è un errore di fondo nella frase precedente, non dovrei utilizzare la parola “vivo”, perché a voler dare un’occhiata più approfondita questa non è vita.

L’affitto di una stanza in una casa che condivido con altre tre persone, tutti lavoratori, la pagan i miei genitori. E per il resto a loro non chiedo altri soldi, perché fanno già tanto. Vedere che ora neppure possano godersi quel poco di stipendio che gli avanza perché devono ancora provvedere alla loro figlia ventottenne mi fa molta rabbia. E poi ci sono i miei trecento euro.

Cento vanno via automaticamente ogni mese, tra abbonamento ai mezzi, sigarette e altre spese fisse. Con altri cento faccio la spesa, e a volte, quando verso fine mese non ho più nulla in dispensa e devo saltare la cena, vado a letto ancor più arrabbiata per lo stomaco vuoto e per essere costretta a vivere così. Gli ultimi cento euro me le tengo per i fine settimana, quando le mie amiche mi chiamano per uscire ed io invento scuse per rifiutare gli inviti a cenare fuori e centellino le adesioni ai dopocena, nei quali ordino di solito una coca, la cosa meno cara che ci sia sul menù, sperando che i miei compagni di serata non se ne accorgano. Provo addirittura a mettere qualche euro da parte, per le emergenze, anche se l’emergenza è tutti i giorni. Eppure, se mi vedeste camminare per la strada, nessuno sospetterebbe minimamente della mia situazione. Anzi… Bei vestiti, tutti comprati più di due anni fa, quando ancora avevo uno stipendio, passo sicuro e testa alta, di chi sa di valere, anche se non gli é riconosciuto.

E al mattino quando vado a lavorare in tailleur (obbligatori nel ruolo che occupo) i senzatetto si avvicinano per chiedermi qualche spiccio ed io mi sento insieme arrabbiata, triste e imbarazzata. Arrabbiata perché sembra che io sia senza cuore piena di soldi ed invece a volte ho davvero solo due euro nel portafoglio. Triste perché nel mondo in cui vivo io, a differenza di loro, nonostante non abbia soldi, non devo darlo a vedere, o meglio, devo comunque truccarmi, vestirmi, farmi i capelli. Imbarazzata perché nonostante tutto io ho più di loro e non mi basta, non può bastarmi.

Il tutto mentre la generazione precedente alla mia si ingozza. In moltissimi casi non ha nemmeno la metà della mia preparazione e delle mie competenze eppure si lamenta perché non ha soldi, ma ha la casa di proprietà, auto e moto in garage, vacanze in località balneari e uno stipendio ogni mese garantito a vita (dicasi di contratto a tempo indeterminato, in Italia).

E poi mi guardano, si rivolgono a me ed hanno il coraggio di dirmi: beata te che sei giovane ed hai ancora tutta la vita davanti. Questa giovane, vorrei risponder loro, ha quasi trent’anni, età in cui sua madre aveva già due figlie adolescenti. Questa giovane non ha neppure la possibilità di affittare un buco di monolocale, e non solo perché non ha uno stipendio, ma perché per affittare un appartamento è necessario un contratto a tempo indeterminato. Questa giovane è pronta a fare una famiglia ed è consapevole che per mettere al mondo un figlio non le restano che pochi anni, ma purtroppo quel desiderio le sembra lontano anni luce, se non riesce neppure a valere per se stessa. Questa giovane non tollera di venire additata come la causa dei suoi mali, perché non vuole andare a raccogliere i pomodori o lavare i piatti nei ristoranti, quando la società in cui vive le ha venduto l’illusione di una vita migliore per quelli che studiavano, rimangiandosela poi in modo vergognoso e scaricando persino la colpa su chi, a questa illusione, ci ha creduto. Questa giovane si indigna, quando nemmeno troppo velatamente viene inserita nella categoria dei “bamboccioni”, senza che nessuno si sia preso il disturbo di scoprire che nell’arco della sua vita ha cambiato 18 appartamenti, vissuto in 7 città differenti, condiviso casa con qualcosa come 35 coinquilini. E la cosa più importante di tutte è che questa giovane rappresenta migliaia di giovani come lei, preparati, svegli, intelligenti, con potenzialità e idee e voglia di fare, ma che lentamente si stanno spegnendo in una società che non li rappresenta minimamente, non dà loro alcuna opportunità, e quando gliela dà, si preoccupa subito di precisare che “oggi lo stipendio è obsoleto, passato in secondo piano, non si lavora più per quello ma per prestigio e crescita personale”.

Ma allora, ditemi voi, cara generazione precedente, che legge sui giornali che i giovani sono in crisi, ma poi di nascosto pensa che è colpa loro, ditemi voi se questa è vita, privandoti di tutto il superfluo perché non puoi permettertelo. Ditemi voi signori, che speranza ha un giovane oggi se ogni ideologia è fallita ed il dio denaro, in adorazione al quale ci hanno cresciuti, ci ha abbandonato. Ditemelo voi signori, perché io mi sforzo ogni giorno di trovare una risposta, ed ogni giorno vivo l’ennesima, bruciante sconfitta

Fonte: Controlacrisi.org

giovedì 12 aprile 2012

Tutto regolare

Bologna, 12 aprile. Ecco a voi i manifesti del "Movimento Fascismo e Libertà". Sono anni che nelle nostre città vediamo km di materiale elettorale abusivo, a Napoli come a Milano. La cosa tragica è che stavolta è tutto regolare, con tanto di timbro comunale.


Fonte: Non leggere questo Blog!

mercoledì 11 aprile 2012

America's Cup a Napoli, ma nessuno ne parla...


L'America's Cup è il più famoso trofeo nello sport della vela, nonché il più antico trofeo sportivo del mondo per cui si compete tuttora. La competizione è 'sbarcata' a Napoli il 7 aprile, ma nessun tg e nessun programma sportivo ne parla. E se, invece di Napoli, c'era Genova o Venezia? 

domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua



Auguro a tutti i lettori, assidui o frequentatori, e a tutti i blog amici di trascorrere una serena e felice Pasqua

Andrea De Luca

venerdì 6 aprile 2012

L'Aquila 3 anni dopo, per non dimenticare...

Sono trascorsi esattamente 3 anni dal terribile terremoto che colpì L'Aquila e l'Abruzzo. Nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, alle ore 3.32, una fortissima scossa di terremoto devastò L'Aquila e i paesi circostanti causando 309 morti, 1600 feriti e 65.000 sfollati.

giovedì 5 aprile 2012

Bossi si è dimesso

In seguito alla bufera che da qualche giorno investe la Lega Nord, Umberto Bossi ha deciso di presentare le sue dimissioni da segretario del partito. Sono ben tre le procure che indagano sui fondi della Lega: Milano, Napoli e Reggio Calabria. Gli inquirenti ritengono che dal conto, gestito da Belsito, tesoriere del partito indagato per truffa, appropriazione indebita e riciclaggio finito quindi sotto inchiesta, provengano somme destinate alle spese personali dei familiari di Bossi. Infatti dopo il sequestro della cassaforte di Belsito è emersa una cartella con l'intestazione "The family' ed un carnet di assegni che recano la scritta "Umberto Bossi" insieme a ricevute che documenterebbero altre spese affrontate per esigenze di vario genere dai familiari

martedì 3 aprile 2012

Calcio scommesse: lo scandalo si allarga. “Quell’autogol voluto”

La conferma agli investigatori è arrivata: un autogol voluto per truccare una partita di calcio, 300mila euro per depositare il pallone nella propria rete e permettere al Lecce, l’antagonista per eccellenza del Bari, di restare in Serie A. Il difensore dell’Atalanta Andrea Masiello è in prigione, arrestato ieri mentre era a casa con la famiglia. Dopo aver negato più volte, durante gli interrogatori, la combine del derby Bari-Lecce del 15 maggio 2011 (0-2), il calciatore ha confessato.

Il quadro che ne è emerge, al vaglio degli inquirenti, vede protagonisti esponenti della malavita barese, capi della tifoseria locale dediti a continue minacce ai loro beniamini, affinché perdessero le partite sulle quali gli stessi ultrà scommettevano ingenti somme di denaro. Non tutti i giocatori accettarono di truccare le partite, nonostante le minacce ricevute. L’ex portiere del Bari Gillet e Marco Rossi, per esempio, avvertirono il direttore sportivo Angelozzi e scesero in campo impegnandosi al massimo, nonostante nelle ultime partite il Bari fosse già retrocesso in serie B.

In carcere ieri sono finiti anche gli amici di Masiello e “scommettitori” Gianni Carella e Fabio Giacobbe. Quest’ultimi saranno sentiti in Procura quest’oggi, mentre al difensore dell’Atalanta toccherà mercoledì. Tuttora sono cinque le partite del Bari della massima serie nel mirino degli investigatori (Bologna-Bari, 22 maggio 2001 0-4, Udinese-Bari, 9 maggio 2010 3-3, Cesena-Bari, 28 novembre 2010 1-0, Bari-Genoa, 2 maggio 2010 3-0 e appunto Bari-Lecce del 15 maggio 2011 0-2). La lista si allunga con altri club di A, compresa la Lazio. L’inchiesta di Cremona, che si intreccia con quella di Bari, potrebbe arricchirsi di ulteriori sviluppi. L’attenzione degli agenti della Squadra mobile e dello Sco (Servizio centrale operativo) si concentra su due partite della società biancoceleste dello scorso campionato: Lecce – Lazio (2-4) e Lazio – Genoa (4-2). A parlarne per la prima volta fu il pentito Carlo Gervasoni, ex Piacenza, nel suo interrogatorio dopo l’arresto del 27 dicembre scorso. La circostanza fu confermata il 12 marzo corso, quando il giocatore comparì davanti al procuratore Roberto Di Martino, in un interrogatorio dal contenuto secretato.

Nel frattempo, è giunta agli inquirenti cremonesi la rogatoria ungherese con la trascrizione dell’interrogatorio di Gabro Horvat, calciatore magiaro già arrestato in Ungheria per vicende di calcio scommesse. Fu lo stesso Horvat a parlare in particolare di Lecce-Lazio come di una partita combinata. E così gli investigatori, con l’analisi del traffico telefonico delle persone chiamate in causa, accertamenti bancari e altri indagini tecniche, sembrano aver trovato delle conferme di massima al racconto dei protagonisti. Dati che potrebbero portare a una significativa svolta, anche a seguito dell’arrivo in Italia di altri due presunti componenti del gruppo degli scommettitori, gli ‘Zingari’, colpiti da ordinanza di custodia cautelare: si tratta di Admir Suljic e Dino Lalic, sloveni, tuttora latitanti.

Sotto accusa, da parte degli inquirenti, è il meccanismo delle scommesse all’estero, che consente di puntare elevate somme di denaro, aggirando la legislazione antiriciclaggio vigente in Italia. “L’obiettivo – ha spiegato il procuratore di Bari, Antonio Laudati – non è tanto vincere, ma riciclare denaro. Spesso – hanno accertato gli inquirenti – sulla stessa partita si puntava su tutti e tre i risultati ottenendo una vincita in molti casi pari alla puntata, ma riciclando in questo modo molti soldi. Quello che favorisce l’illegalità – ha ammonito Laudati – è che si può scommettere sempre, anche durante la partita, potendolo fare online su tutto quello che succede in campo, perfino sui calci d’angolo e sul minuto in cui verrà segnato un gol”.

Fonte: Diritto di critica

lunedì 2 aprile 2012

Belen merita il Nobel della comunicazione (cit.)



Renato Brunetta sulla chiacchierata farfallina di Belen mostrata al festival di San Remo: "Belen senza talento? Per me merita il Nobel della comunicazione". Comunicazione di cosa? Della figa?


domenica 1 aprile 2012

Viale Padania. E non è un pesce d'aprile

A Marcallo con Casone, in provincia di Milano, è stata intitolata una via alla Padania. Alla cerimonia di inaugurazione era presente anche Umberto Bossi, che è stato aspramente criticato dagli abitanti. Il leader del Carroccio ha replicato così: "disgraziati, l'Italia la vogliono in pochi".