Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
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martedì 17 maggio 2016
Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia
Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
martedì 12 aprile 2016
La legge contro i gay in Mississippi
Ci sono proteste da giorni per una legge che consente agli impiegati pubblici di non celebrare i matrimoni gay per motivi religiosi, tra le altre cose
Nel Mississippi dalla scorsa settimana ci sono proteste e iniziative organizzate da attivisti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) contro una controversa legge firmata dal governatore Repubblicano dello stato, Phil Bryant, che dà la facoltà ai funzionari statali di rifiutarsi di celebrare i matrimoni gay per motivi religiosi. Il provvedimento dà anche la possibilità ai datori di lavoro di imporre politiche aziendali basate sulla loro religione, anche per quanto riguarda il modo in cui vestirsi, di radersi e come devono essere organizzati i servizi igienici. In alcuni passaggi la legge ricorda quella approvata a inizio aprile in North Carolina, che di fatto nega diversi diritti e libertà alle persone omosessuali.
Bryant ha sostenuto che il provvedimento serve a “proteggere le convinzioni religiose e morali delle persone, delle organizzazioni e delle associazioni private da azioni discriminatorie da parte dell’amministrazione statale”. La legge entrerà in vigore il prossimo luglio e l’American Civil Liberties Union, una delle principali associazioni per i diritti civili negli Stati Uniti, ha annunciato che sta valutando le iniziative da assumere nello stato del Mississippi, ricordando che nel North Carolina ha avviato una causa contro lo stato. La firma della controversa legge nel Mississippi è stata criticata da diverse aziende con stabilimenti nello stato, compreso il produttore di automobili Nissan. Il Mississippi però è uno stato molto conservatore e sembra che la legge abbia il sostegno di circa due terzi degli elettori: almeno secondo un sondaggio condotto da Family Research Council, un gruppo cristiano molto popolare e seguito.
Domenica 10 aprile il cantante Bryan Adams ha annunciato di avere cancellato un suo concerto in programma per il 14 aprile a Biloxi, scrivendo un breve messaggio su Instagram nel quale ha spiegato di non potersi esibire in uno stato dove “vengono negati i diritti civili ad alcune persone a causa del loro orientamento sessuale”.
Qualcosa di analogo era successo in North Carolina, dove Bruce Springsteen e la E Street Band avevano cancellato un loro concerto in programma a Greensboro, in segno di protesta per la legge contro le persone omosessuali.
Fonte: Il Post
Una manifestazione organizzata da attivisti e membri della comunità LGBT all'esterno degli uffici del governatore del Mississippi a Jackson - 4 aprile 2016
Nel Mississippi dalla scorsa settimana ci sono proteste e iniziative organizzate da attivisti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) contro una controversa legge firmata dal governatore Repubblicano dello stato, Phil Bryant, che dà la facoltà ai funzionari statali di rifiutarsi di celebrare i matrimoni gay per motivi religiosi. Il provvedimento dà anche la possibilità ai datori di lavoro di imporre politiche aziendali basate sulla loro religione, anche per quanto riguarda il modo in cui vestirsi, di radersi e come devono essere organizzati i servizi igienici. In alcuni passaggi la legge ricorda quella approvata a inizio aprile in North Carolina, che di fatto nega diversi diritti e libertà alle persone omosessuali.
Bryant ha sostenuto che il provvedimento serve a “proteggere le convinzioni religiose e morali delle persone, delle organizzazioni e delle associazioni private da azioni discriminatorie da parte dell’amministrazione statale”. La legge entrerà in vigore il prossimo luglio e l’American Civil Liberties Union, una delle principali associazioni per i diritti civili negli Stati Uniti, ha annunciato che sta valutando le iniziative da assumere nello stato del Mississippi, ricordando che nel North Carolina ha avviato una causa contro lo stato. La firma della controversa legge nel Mississippi è stata criticata da diverse aziende con stabilimenti nello stato, compreso il produttore di automobili Nissan. Il Mississippi però è uno stato molto conservatore e sembra che la legge abbia il sostegno di circa due terzi degli elettori: almeno secondo un sondaggio condotto da Family Research Council, un gruppo cristiano molto popolare e seguito.
Domenica 10 aprile il cantante Bryan Adams ha annunciato di avere cancellato un suo concerto in programma per il 14 aprile a Biloxi, scrivendo un breve messaggio su Instagram nel quale ha spiegato di non potersi esibire in uno stato dove “vengono negati i diritti civili ad alcune persone a causa del loro orientamento sessuale”.
Qualcosa di analogo era successo in North Carolina, dove Bruce Springsteen e la E Street Band avevano cancellato un loro concerto in programma a Greensboro, in segno di protesta per la legge contro le persone omosessuali.
Fonte: Il Post
martedì 22 dicembre 2015
Rimosso il divieto di donazione del sangue per i gay negli Stati Uniti
Viene però introdotto l'obbligo di astinenza sessuale nei 12 mesi precedenti. La norma era in vigore da più di trent'anni
Il governo degli Stati Uniti ha rimosso il divieto di donazione del sangue per i gay che era in vigore dal 1983. Tuttavia viene introdotto l'obbligo di astinenza sessuale nei 12 mesi precedenti la donazione per tutte le persone gay, o bisessuali.
"Attualmente, la finestra di attesa di 12 mesi è sostenuta dalle migliori prove scientifiche disponibili", ha spiegato in una nota Peter Marks, vice direttore della divisione biologica della Food and Drug Administration, l'ente statunitense che ha rimosso il bando.
Il divieto di donazione era stato approvato nel 1983 quando l'Aids iniziò a diffondersi negli Stati Uniti. Con questa scelta gli Stati Uniti si allineano alle norme già presenti nel Regno Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda, paesi dove c'è l'obbligo di astinenza per i gay nei 12 mesi precedenti la donazione.
Le organizzazioni per i diritti dei gay hanno espresso soddisfazione per la rimozione del bando, ma hanno anche messo in evidenza che la norma resta omofobica.
"È ridicolo e contrario alla salute pubblica che un uomo gay, che abbia una relazione monogama, non possa donare il sangue, mentre può farlo un eterosessuale che, nell'anno precedente, abbia avuto centinaia di partner", ha detto Jared Polis, deputato democratico e copresidente di Congressional LGBT Equality Caucus, un gruppo che rappresenta i parlamentari gay del Congresso degli Stati Uniti.
(Il tweet con cui il gruppo Congressional LGBT Equality Caucus commenta la decisione del governo statunitense)
Fonte: The Post Internazionale
Persone in fila per donare il sangue dopo una sparatoria a Roseburg, Oregon, Stati Uniti. Credit: Lucy Nicholson
Il governo degli Stati Uniti ha rimosso il divieto di donazione del sangue per i gay che era in vigore dal 1983. Tuttavia viene introdotto l'obbligo di astinenza sessuale nei 12 mesi precedenti la donazione per tutte le persone gay, o bisessuali.
"Attualmente, la finestra di attesa di 12 mesi è sostenuta dalle migliori prove scientifiche disponibili", ha spiegato in una nota Peter Marks, vice direttore della divisione biologica della Food and Drug Administration, l'ente statunitense che ha rimosso il bando.
Il divieto di donazione era stato approvato nel 1983 quando l'Aids iniziò a diffondersi negli Stati Uniti. Con questa scelta gli Stati Uniti si allineano alle norme già presenti nel Regno Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda, paesi dove c'è l'obbligo di astinenza per i gay nei 12 mesi precedenti la donazione.
Le organizzazioni per i diritti dei gay hanno espresso soddisfazione per la rimozione del bando, ma hanno anche messo in evidenza che la norma resta omofobica.
"È ridicolo e contrario alla salute pubblica che un uomo gay, che abbia una relazione monogama, non possa donare il sangue, mentre può farlo un eterosessuale che, nell'anno precedente, abbia avuto centinaia di partner", ha detto Jared Polis, deputato democratico e copresidente di Congressional LGBT Equality Caucus, un gruppo che rappresenta i parlamentari gay del Congresso degli Stati Uniti.
(Il tweet con cui il gruppo Congressional LGBT Equality Caucus commenta la decisione del governo statunitense)
.@LGBTEqCaucus leaders @RepJaredPolis and @RepMikeQuigley demand @US_FDA FULLY lift ban on gay blood donations pic.twitter.com/nUZqgD914W
— LGBT Equality Caucus (@LGBTEqCaucus) 21 Dicembre 2015
Fonte: The Post Internazionale
lunedì 29 giugno 2015
L’omosessualità non è più illegale in Mozambico
Da oggi non è più illegale essere gay in Mozambico. Questa mattina è entrato in vigore il nuovo codice penale, modificato in dicembre, che proibisce la persecuzione giudiziaria contro gli omosessuali in tutto il paese, dove comunque l’intolleranza è meno marcata che in altri stati dell’Africa meridionale.
Il vecchio codice penale, adottato nel 1886 quando il Mozambico era ancora una colonia portoghese, prevedeva “misure di sicurezza” contro chi “è solito dedicarsi ad atti contro natura”. Una disposizione che avrebbe potuto essere utilizzata per perseguitare gli omosessuali, con condanne ai lavori forzati fino a tre anni, ma non è mai stata applicata dopo l’indipendenza del paese nel 1975. Rilasciato lo scorso dicembre dal presidente uscente, Armando Guebuza, il nuovo codice depenalizza anche l’aborto, a seguito della mobilitazione dello scorso anno di molte organizzazioni che si battono per i diritti delle donne.
“È una vittoria simbolica. Ma per noi non cambierà molto”, ha detto all’agenzia francese Afp uno studente di comunicazione di 22 anni, socio dell’associazione Lambda difesa dei diritti Lgbt, che ancora non è riconosciuta dallo stato. “L’inclusione sociale rimane la sfida principale”, ha aggiunto, rifiutando di dare il suo nome.
“Non possiamo veramente parlare di volontà politica, il governo reagisce piuttosto alla pressione esterna di alcune ambasciate e investitori”, ha detto Dercio Tsandzana, un blogger e influente attivista.
L’entrata in vigore del nuovo codice penale è avvenuta in una certa indifferenza generale. Non è stato programmato nessun evento particolare per celebrare quello che in altri paesi della dell’Africa meridionale sarebbe apparso come un importante passo avanti per i diritti Lgbt. Gli atti omofobi sono molto rari in Mozambico, che invece è circondato da paesi in cui la situazione è completamente opposta. Basti pensare a Robert Mugabe, il presidente del vicino Zimbabwe, noto per la sua crociata anti-gay. E comunque, l’omosessualità rimane illegale nella maggior parte dei 54 paesi africani.
Fonte: Internazionale
domenica 17 maggio 2015
Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia
Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
martedì 24 marzo 2015
Una legge per uccidere i gay
La proposta è stata depositata da un avvocato della California, e nonostante la sua incostituzionalità sembra difficile da fermare
di The Post Internazionale
Matt McLaughlin, avvocato della contea di Orange, in California, ha pagato il 26 febbraio la tassa di 200 dollari per poter presentare il Sodomite suppression Act (l’atto per la soppressione dei sodomiti) e sottoporla alla volontà degli elettori nel novembre 2016.
Questa proposta di legge dello stato della California prevede l’uccisione “ una pallottola in testa o qualsiasi altro metodo si convenga” per qualsiasi persona che ne tocchi un’altra del proprio stesso sesso per gratificazione sessuale. Qualora lo stato non eseguisse la condanna entro un anno, qualsiasi cittadino potrebbe compiere la condanna. In altri termini, si legalizzerebbe l’omicidio.
La proposta di legge prevede inoltre una multa di un milione di dollari, fino a 10 anni di detenzione e l’espulsione permanente dalla California per chiunque difendesse i diritti dei gay di fronte a un pubblico di minori.
La proposta difficilmente potrà diventare una legge, in quanto incostituzionale, ma, al tempo stesso, sembra sia difficile fermarne il processo referendario. Infatti, il procuratore dello stato della California deve garantire il diritto di ogni cittadino a proporre qualsiasi legge da sottoporre agli elettori, comprese le più assurde e violente.
Questo fatto è stato stabilito dalla Corte Suprema della California per evitare la possibilità che i procuratori affossino una proposta di legge per ragioni politiche. Tuttavia, come dimostra il caso del Sodomite suppression Act, viene garantita anche la possibilità di proporre leggi incostituzionali.
Intorno a questa vicenda è nato un ampio dibattito riguardo le regole per proporre i quesiti referendari. Ad esempio, secondo il presidente della California Voter Foundation, Kim Alexander, la tassa per presentare le proposte di legge, fissata dal 1943 a 200 dollari, è troppo bassa, e “andrebbe aumentata a 500 o mille dollari”, come ha riferito al Sacramento Bee.
Fonte: The Post Internazionale
di The Post Internazionale
Matt McLaughlin, avvocato della contea di Orange, in California, ha pagato il 26 febbraio la tassa di 200 dollari per poter presentare il Sodomite suppression Act (l’atto per la soppressione dei sodomiti) e sottoporla alla volontà degli elettori nel novembre 2016.
Questa proposta di legge dello stato della California prevede l’uccisione “ una pallottola in testa o qualsiasi altro metodo si convenga” per qualsiasi persona che ne tocchi un’altra del proprio stesso sesso per gratificazione sessuale. Qualora lo stato non eseguisse la condanna entro un anno, qualsiasi cittadino potrebbe compiere la condanna. In altri termini, si legalizzerebbe l’omicidio.
La proposta di legge prevede inoltre una multa di un milione di dollari, fino a 10 anni di detenzione e l’espulsione permanente dalla California per chiunque difendesse i diritti dei gay di fronte a un pubblico di minori.
La proposta difficilmente potrà diventare una legge, in quanto incostituzionale, ma, al tempo stesso, sembra sia difficile fermarne il processo referendario. Infatti, il procuratore dello stato della California deve garantire il diritto di ogni cittadino a proporre qualsiasi legge da sottoporre agli elettori, comprese le più assurde e violente.
Questo fatto è stato stabilito dalla Corte Suprema della California per evitare la possibilità che i procuratori affossino una proposta di legge per ragioni politiche. Tuttavia, come dimostra il caso del Sodomite suppression Act, viene garantita anche la possibilità di proporre leggi incostituzionali.
Intorno a questa vicenda è nato un ampio dibattito riguardo le regole per proporre i quesiti referendari. Ad esempio, secondo il presidente della California Voter Foundation, Kim Alexander, la tassa per presentare le proposte di legge, fissata dal 1943 a 200 dollari, è troppo bassa, e “andrebbe aumentata a 500 o mille dollari”, come ha riferito al Sacramento Bee.
Fonte: The Post Internazionale
domenica 22 marzo 2015
“Scusa”: l’esperimento sul razzismo in rete (Video)
Si tratta di un esperimento video dedicato a promuovere il sito www.svetimageda.lt lanciato di recente (solo in lituano). Il sito web è un “manuale” digitale, pieno di consigli su come tutti noi possiamo reagire al razzismo, omofobia, altro tipo di bullismo, abuso e discorsi di odio on line, nei mass media, nelle strade, nelle scuole, lavoro, etc.
L’agenzia lituana che ha organizzato l’esperimento racconta: “Come abbiamo fatto a condurre l’esperimento? Abbiamo invitato le persone (attori non professionisti) a partecipare ad un casting per un annuncio. In anticipo, abbiamo dato non specifiche su ciò che riguardava l’annuncio. Quando sono arrivati, abbiamo chiesto loro di aspettare un secondo nella nostra sala d’attesa. Non avevano idea che la sala d’attesa non fosse reale, e sono stati ripresi con le nostre telecamere nascoste.”
Il ragazzo di colore finge di essere appena arrivato in Lituania e chiede alle persone di leggere quanto gli hanno scritto (in lituano) sulla propria pagina facebook. Si tratta di messaggi razzisti: “Scimmia”, “Tornatene in Africa”, e tanti altri. La reazione di chi legge e dovrebbe tradurre è spiazzante. I “traduttori” si scusano e si sentono in difetto, hanno vergogna di leggere quei messaggi.
Sui social Network sono tantissime le pagine e i gruppi razzisti, omofobi e portatori di un pensiero d’odio. Molte volte chi esprime tali “sentimenti” si richiama al principio della libertà di manifestazione del pensiero. Ma il limite che la libertà d’espressione può subire in caso di manifestazioni razziali deve essere letto, almeno inizialmente, con lo sguardo rivolto al passato ed in particolar modo al ventennio fascista che portò a gravi limitazioni alla libertà di espressione e all’introduzione del nostro ordinamento di un corpus legislativo che istituiva la definizione giuridica di “appartenente alla razza ebraica” e assoggettava tali persone a un elevato numero di restrizioni fino ad escluderle dalla vita sociale ed economica del Paese. All’epoca vi furono tante campagne di diffusione delle idee razziste, attraverso la distribuzione pubblica di immagini, opuscoli o materiali diversi inerenti la discriminazione razziale. L’”arte dell’odio” è stata diffusa ampiamente attraverso le colonne della rivista “La Difesa della razza”, che iniziò le sue pubblicazioni il 5 agosto 1938. Il Ministro dell’educazione, Bottai, in una circolare, invitò i rettori delle università e i direttori delle scuole superiori a divulgare tale rivista, assimilandone i contenuti.106 Ma altre riviste dell’epoca diffondevano tale odio: “Lo Stato”, “Il diritto Razzista” e “La nobiltà della stirpe”.
Oggi, simili riviste violerebbero la legge Scelba e prima ancora i princìpi dello Stato costituzionale.
Nel corso degli anni si è sviluppata un’azione di sensibilizzazione dei pericoli che possono derivare dal divulgarsi di un pensiero razzista e fascista. Anche se stiamo constatando come parte della classe politica e dirigente italiana non si nasconde difronte a proclami razzisti.
Con il decreto legge 26 aprile 1993, n.122 convertito con legge il 25 giugno 1993, n.205 (c.d. Legge Mancino), si giunge ad una svolta estremamente importante nella regolamentazione delle manifestazioni di odio razziale. È infatti con questa normativa che il legislatore inizia ad ampliare l’area delle illiceità penali, introducendo non solo la commissione, ma anche l’incitamento alla commissione di atti (anche non violenti fisicamente) di discriminazione razziale, etnici, religiosi o nazionali. Intenzione manifesta del nuovo intervento legislativo è dunque la volontà di ampliare ed articolare in maniera sostanzialmente diversa rispetto al passato l’intervento repressivo. L’oscuramento di un sito e, quindi, l’impedimento alla diffusione delle idee, è finalizzato dalla necessità di impedire la reiterazione di un presunto reato. Spesso, però, il reato è strettamente inerente ad un singolo messaggio, non a tutto il contenuto del sito. In sostanza, tali provvedimenti possono presentare il vizio di essere sopra dimensionati rispetto al contenuto, mancando un’indicazione di metodo da parte del legislatore rispetto ad un mezzo che, ai tempi della formulazione dei nostri codici, era inesistente.
Bisogna notare come gli obiettivi di tutela a cui si riferiva la c.d. Legge Mancino non sono stati adeguatamente raggiunti. Lo dimostra lo scarso numero delle sentenze pronunciate sulla base della legge 205/1993. La stessa Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) afferma: “Benché esistano casi di applicazione di tali disposizioni, viene segnalato da certe fonti che i casi portati dinnanzi ai tribunali non riflettono il numero reale degli atti razzisti verificatisi in Italia. Ciò si può spiegare in parte con le difficoltà iniziali di far conoscere la legislazione. In particolare, l’ECRI ritiene che dovrebbe venir migliorata l’applicazione delle disposizioni secondo le quali la motivazione razzista costituisce una circostanza aggravante, come pure di quelle relative all’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. A tal fine l’ECRI incoraggia le autorità italiane a predisporre una formazione supplementare in materia per tutte le persone che operano nel quadro dell’ordinamento giudiziario penale, che si tratti di agenti di polizia, di ufficiali del pubblico ministero, oppure di giudici, al fine di sensibilizzarle maggiormente sulla necessità di lottare in maniera incisiva contro i reati commessi per motivi razziali e contro l’incitamento alla discriminazione e alla violenza razziale. Nel contempo si dovrebbero prendere in esame i mezzi da mettere in atto per incoraggiare le vittime di tali atti a denunciarli”.
Purtroppo internet sembra essere un mondo a sè. Provate a segnalare a Facebook un gruppo palesemente razzista, spesso e volentieri la risposta, relativamente ai controlli effettuati dal social network, sarà negativa. Non si può lasciare la regolamentazione legislativa in mano ai vertici di un social network su tematiche che formano le prossime generazioni, purtroppo troppo spesso collocate davanti ad un pc.
Fonte: OltremediaNews
Pubblicato da
Andrea De Luca
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domenica 15 marzo 2015
L’ultima di Salvini: «Il figlio di coppie gay parte con handicap»
Le frasi choc del segretario della Lega Nord non finiscono mai. Per lui i matrimoni omosessuali «non sono un diritto umano». Gay Center risponde: «Non sa quel che dice. Parla per slogan»
Si allunga la serie di dichiarazione anti-rom, anti-immigrati e anti-gay di Matteo Salvini. Intervenendo nel corso della trasmissione radiofonica di Radio 24 La Zanzara il segretario federale della Lega Nord ha affermato che non affitterebbe la casa a «rom cenciosi», che vieterebbe il velo islamico, che le nozze gay «non sono un diritto umano» e che il bambino di una coppia omosessuale «parte con un handicap».
SALVINI: «LE NOZZE GAY NON SONO UN DIRITTO UMANO. IL BAMBINO DI UNA COPPIA OMOSEX PARTE CON UN HANDICAP» – «Matrimonio e adozione gay – ha dichiarato Salvini – non sono un diritto umano. I bambini devono nascere e crescere come il buon Dio ha deciso, l’utero in affitto è bieco e volgare egoismo». «Ma – ha detto ancora il leader del Carroccio – pensiamo al bambino: oltre all’egoismo del genitore pensiamo al bimbo. Se cresce con genitori o un genitore gay parte da un gradino più sotto. Parte con handicap».
SALVINI: «IO PROIBIREI DI INDOSSARE IL VELO ISLAMICO» – Sugli stranieri Salvini ha poi affermato: «Ho letto che a Bologna due islamici non trovano una casa da affittare. Ma uno sarà libero di affittare la casa a chi vuole? Se arriva un rom cencioso, con quattro bambini che usa ai semafori, sarò libero di non affittargli la casa?». E ancora, sull’Islam: «Il velo è simbolo di oppressione. La donna che porta il velo non mi piace, è simbolo di prigionia. Fosse per me lo proibirei, si va in giro a volto scoperto».
MARRAZZO (GAY CENTER): «SALVINI NON SA COSA DICE. PARLA PER SLOGAN» – Le parole del segretario leghista hanno immediatamente scatenato indignazione. «Salvini non sa cosa dice. Ormai – ha fatto sapere in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center – parla per slogan. Prima i Rom, adesso i gay. Un buon modo per riesumare slogan fascisti. E fare quello di destra puro e duro da salotto radiofonico o tv».
GRILLINI (GAYNET): «PER SALVNI PROVO UNA GRANDE PENA» – «Vedo che Salvini – è stato il commento di Franco Grillini, presidente di gayNet Italia – è ossessionato dai gay, dai matrimoni omosessuali e dalle adozioni da parte delle coppie lgbt. Psicologicamente sarei portato a dire che gatta ci cova, se uno ne parla tanto… se non parla d’altro, se gli interessa solo questo». «In realtà – ha continuato Grillini nella sua nota – provo una grande pena perché Salvini e Maroni solo pochi anni fa dicevano esattamente il contrario ed entrambi sono proprio l’esempio di come si cambia discorso politico a seconda delle convenienze. Dai comunisti padani di cui Salvini era il capo ai nazisti padani per raccattare qualche voto dalle fogne della storia». «Secondo Salvini i gay adottati sono handicappati? Tutti gli studi effettuati su persone educate da genitori omosessuali – ha continuato Grillini – dimostrano che il successo educativo è lo stesso di tutti gli altri ma Salvini si guarda bene dallo studiare perché se vede un libro mette mano alla pistola«. «Il bello è che Salvini fa finta di combattere l’estremismo islamico e poi ne condivide valori e idee politico esattamente come Al Bagdadi. L’unica soddisfazione a proposito di Salvini è che gli italiani sono vaccinati dall’estremismo e dal fascismo e finché c’è Salvini – ha concluso il presidente di Gaynet – la Lega non vincerà mai e il nostro non saraà mai leader del centrodestra».
(Foto di copertina di Marco Dal Maso da archivio LaPresse)
Fonte: Giornalettismo
Si allunga la serie di dichiarazione anti-rom, anti-immigrati e anti-gay di Matteo Salvini. Intervenendo nel corso della trasmissione radiofonica di Radio 24 La Zanzara il segretario federale della Lega Nord ha affermato che non affitterebbe la casa a «rom cenciosi», che vieterebbe il velo islamico, che le nozze gay «non sono un diritto umano» e che il bambino di una coppia omosessuale «parte con un handicap».
SALVINI: «LE NOZZE GAY NON SONO UN DIRITTO UMANO. IL BAMBINO DI UNA COPPIA OMOSEX PARTE CON UN HANDICAP» – «Matrimonio e adozione gay – ha dichiarato Salvini – non sono un diritto umano. I bambini devono nascere e crescere come il buon Dio ha deciso, l’utero in affitto è bieco e volgare egoismo». «Ma – ha detto ancora il leader del Carroccio – pensiamo al bambino: oltre all’egoismo del genitore pensiamo al bimbo. Se cresce con genitori o un genitore gay parte da un gradino più sotto. Parte con handicap».
SALVINI: «IO PROIBIREI DI INDOSSARE IL VELO ISLAMICO» – Sugli stranieri Salvini ha poi affermato: «Ho letto che a Bologna due islamici non trovano una casa da affittare. Ma uno sarà libero di affittare la casa a chi vuole? Se arriva un rom cencioso, con quattro bambini che usa ai semafori, sarò libero di non affittargli la casa?». E ancora, sull’Islam: «Il velo è simbolo di oppressione. La donna che porta il velo non mi piace, è simbolo di prigionia. Fosse per me lo proibirei, si va in giro a volto scoperto».
MARRAZZO (GAY CENTER): «SALVINI NON SA COSA DICE. PARLA PER SLOGAN» – Le parole del segretario leghista hanno immediatamente scatenato indignazione. «Salvini non sa cosa dice. Ormai – ha fatto sapere in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center – parla per slogan. Prima i Rom, adesso i gay. Un buon modo per riesumare slogan fascisti. E fare quello di destra puro e duro da salotto radiofonico o tv».
GRILLINI (GAYNET): «PER SALVNI PROVO UNA GRANDE PENA» – «Vedo che Salvini – è stato il commento di Franco Grillini, presidente di gayNet Italia – è ossessionato dai gay, dai matrimoni omosessuali e dalle adozioni da parte delle coppie lgbt. Psicologicamente sarei portato a dire che gatta ci cova, se uno ne parla tanto… se non parla d’altro, se gli interessa solo questo». «In realtà – ha continuato Grillini nella sua nota – provo una grande pena perché Salvini e Maroni solo pochi anni fa dicevano esattamente il contrario ed entrambi sono proprio l’esempio di come si cambia discorso politico a seconda delle convenienze. Dai comunisti padani di cui Salvini era il capo ai nazisti padani per raccattare qualche voto dalle fogne della storia». «Secondo Salvini i gay adottati sono handicappati? Tutti gli studi effettuati su persone educate da genitori omosessuali – ha continuato Grillini – dimostrano che il successo educativo è lo stesso di tutti gli altri ma Salvini si guarda bene dallo studiare perché se vede un libro mette mano alla pistola«. «Il bello è che Salvini fa finta di combattere l’estremismo islamico e poi ne condivide valori e idee politico esattamente come Al Bagdadi. L’unica soddisfazione a proposito di Salvini è che gli italiani sono vaccinati dall’estremismo e dal fascismo e finché c’è Salvini – ha concluso il presidente di Gaynet – la Lega non vincerà mai e il nostro non saraà mai leader del centrodestra».
(Foto di copertina di Marco Dal Maso da archivio LaPresse)
Fonte: Giornalettismo
sabato 17 maggio 2014
Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia
Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
lunedì 17 febbraio 2014
Sochi: arrestata e poi liberata Vladimir Luxuria
Ieri Vladimir Luxuria è stata arrestata a Sochi e rilasciata poche ore dopo. La polizia russa ha fermato l'ex deputato mentre sventolava la bandiera "Essere gay è ok" appena fuori da Medal Plaza. La notizia l'ha data Imma Battaglia, presidente onorario di 'Gay Project'. Alcune ore più tardi l'ex parlamentare è stata liberata.
Luxuria si trovava a Sochi con alcuni inviati del programma 'Le Iene' per realizzare un servizio in cui si recasse ad una partita di hockey su ghiaccio proprio con l’obiettivo di mostrare pubblicamente la bandiera. Quella bandiera arcobaleno con su scritto in cirillico "Essere gay è ok" violava la contestatissima legge russa che proibisce la propaganda omosessuale davanti a minori. Una legge che ha suscitato polemiche e proteste anche in relazione alle Olimpiadi. Non appena si era diffusa la notizia dell'arresto, la Farnesina aveva attivato un'unità di crisi.
L'ex parlamentare di Rifondazione Comunista, appena arrivata a Sochi aveva postato su Twitter una fotografia che la ritraeva nei pressi di Medal Plaza davanti ai cerchi olimpici, con in mano un ventaglio con i colori arcobaleno della bandiera della pace. "Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!". Il riferimento era alle leggi omofobe russe che hanno spinto diversi capi di stato a disertare la cerimonia d'apertura.
Luxuria si trovava a Sochi con alcuni inviati del programma 'Le Iene' per realizzare un servizio in cui si recasse ad una partita di hockey su ghiaccio proprio con l’obiettivo di mostrare pubblicamente la bandiera. Quella bandiera arcobaleno con su scritto in cirillico "Essere gay è ok" violava la contestatissima legge russa che proibisce la propaganda omosessuale davanti a minori. Una legge che ha suscitato polemiche e proteste anche in relazione alle Olimpiadi. Non appena si era diffusa la notizia dell'arresto, la Farnesina aveva attivato un'unità di crisi.
L'ex parlamentare di Rifondazione Comunista, appena arrivata a Sochi aveva postato su Twitter una fotografia che la ritraeva nei pressi di Medal Plaza davanti ai cerchi olimpici, con in mano un ventaglio con i colori arcobaleno della bandiera della pace. "Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!". Il riferimento era alle leggi omofobe russe che hanno spinto diversi capi di stato a disertare la cerimonia d'apertura.
venerdì 17 maggio 2013
Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia
Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
venerdì 23 novembre 2012
A. non si è suicidato, è morto di omofobia
Aveva 15 anni. E amava il rosa e lo smalto. Alcuni hanno 15 anni e la pelle nera. Altri hanno 15 anni e sono grassi. O, forse, hanno 15 anni e sono troppo magri. E hanno anche 15 anni e pochi soldi per vestire con la stessa uniforme firmata dei loro compagni. A 15 anni si è fragili. Anche a 40 ma a 15 molto di più, perché si e’ colmi dell’assenza di quegli strumenti che, col tempo, ci permettono meglio di trovare un equilibrio, meno precario, fra ciò che siamo e ciò che gli altri vedono.
Di A. gli altri vedevano solo uno smalto rosa. Nella loro ottusa cecità, quasi sempre ereditata da genitori ancora più ottusi o da contesti violenti da tifo squadrista da stadio, non vedevano altro. Siamo incapaci di accettare ciò che ha coraggio di sé. Ciò che sfrontatamente, vincendo paure che noi creiamo, ci si pone di fronte per ciò che è.
A. aveva 15 anni in un paese, che più di altri paesi ha un atteggiamento violento, discriminatorio, razzista e immorale nei confronti degli omosessuali. L’Italia, mentre altri paesi progrediscono piano piano, sul piano dei diritti civili, precipita verso un abisso sempre piu’ tenebroso.
A. non si è suicidato ma è stato ucciso. Questo ha scritto qualcuno su Facebook e questo è ciò che penso.
A. è stato ucciso non solo da chi lo derideva e lo feriva, ogni giorno, colpendolo violentemente con oltraggiose volgarità.
A. è stato ucciso da ciascuno di noi. Da noi che ci voltiamo dall’altra parte. Da noi che non abbiamo il coraggio di dire che siamo omofobi, ma poi ridacchiamo se vediamo una “checca”. Da noi che non crediamo l’amore fra persone dello stesso sesso puro come l’amore è. Sempre. Senza distinguo. Da noi che non crediamo che un bambino orfano e senza amore possa stare meglio con due genitori dello stesso sesso, desiderosi solo di dargli tutto, di dargli la vita. Da noi che crediamo sia abbastanza non sputare addosso ai gay per sentirci in pace e moderni e con una mentalità aperta.
Noi tutti abbiamo ucciso A. E per tutto ciò che io, personalmente, non ho fatto, gli chiedo perdono. Solo perdono.
Fonte: il Fatto Quotidiano
Di A. gli altri vedevano solo uno smalto rosa. Nella loro ottusa cecità, quasi sempre ereditata da genitori ancora più ottusi o da contesti violenti da tifo squadrista da stadio, non vedevano altro. Siamo incapaci di accettare ciò che ha coraggio di sé. Ciò che sfrontatamente, vincendo paure che noi creiamo, ci si pone di fronte per ciò che è.
A. aveva 15 anni in un paese, che più di altri paesi ha un atteggiamento violento, discriminatorio, razzista e immorale nei confronti degli omosessuali. L’Italia, mentre altri paesi progrediscono piano piano, sul piano dei diritti civili, precipita verso un abisso sempre piu’ tenebroso.
A. non si è suicidato ma è stato ucciso. Questo ha scritto qualcuno su Facebook e questo è ciò che penso.
A. è stato ucciso non solo da chi lo derideva e lo feriva, ogni giorno, colpendolo violentemente con oltraggiose volgarità.
A. è stato ucciso da ciascuno di noi. Da noi che ci voltiamo dall’altra parte. Da noi che non abbiamo il coraggio di dire che siamo omofobi, ma poi ridacchiamo se vediamo una “checca”. Da noi che non crediamo l’amore fra persone dello stesso sesso puro come l’amore è. Sempre. Senza distinguo. Da noi che non crediamo che un bambino orfano e senza amore possa stare meglio con due genitori dello stesso sesso, desiderosi solo di dargli tutto, di dargli la vita. Da noi che crediamo sia abbastanza non sputare addosso ai gay per sentirci in pace e moderni e con una mentalità aperta.
Noi tutti abbiamo ucciso A. E per tutto ciò che io, personalmente, non ho fatto, gli chiedo perdono. Solo perdono.
Fonte: il Fatto Quotidiano
martedì 10 luglio 2012
La gaffe di Totti: ''Rispetto l'omofobia''
Ieri Francesco Totti, durante la conferenza stampa della Roma nel ritiro di Riscone di Brunico, si è reso protagonista con una incredibile dichiarazione. Un giornalista chiede al capitano della Roma un commento sulla frase poco elegante di Zarate, che aveva risposto con un insulto omofobo a un tifoso che lo criticava via twitter. Totti esordisce con un: "Io rispetto l'omofobia, rispetto la gente che vuole fare quella cosa... sono esseri umani e vanno rispettati". Il giocatore della Roma avrà fatto senz'altro confusione, visto che intendeva dire l'omosessualità. Niente di offensivo però. Solo una curiosa gaffe, naturalmente.
domenica 8 luglio 2012
Stanze separate per i militari gay. E’ una questione di buonsenso (cit.)
'Oggi nell’esercito mettono gli uomini da una parte e le donne da un’altra. Dormono in posti diversi perché giustamente possono crearsi dei disguidi', ha affermato Carlo Giovanardi, senatore del Pdl, ai microfoni de La Zanzara su Radio 24. 'Se ci sono degli omosessuali che vogliono praticare la loro omosessualità devono essere messi in camerate separate. E' una questione di buonsenso'. 'Le stanze separate sarebbero una cosa assolutamente normale'.
Anche a febbraio Giovanardi disse la sua sui gay. Leggi qui
Anche a febbraio Giovanardi disse la sua sui gay. Leggi qui
giovedì 14 giugno 2012
Una targa ricordo per Daniel
Nella sua sede di rappresentanza a Roma, l'Arcigay ha dedicato una targa ricordo per Daniel Zamudio, il giovane cileno ucciso dai neonazisti solo perchè gay. Presente il padre Ivan: 'Vivo col dolore più profondo che un padre possa provare. Ho due certezze: Daniel non tornerà più e questa sofferenza non mi abbandonerà mai. Per questo, vi dico: parlate di omofobia, fatelo per Daniel'
domenica 10 giugno 2012
Matrimoni tra gay? Allora anche con gli animali (cit.)
Francesco Perri, Movimento Cinque Stelle: 'Oggi non c’è nessun problema per l’accesso ai diritti. Il problema è quando l’accesso ai diritti va a ledere i diritti degli altri, come quello della famiglia. Da che mondo è mondo, il matrimonio è sempre stato tra uomo e donna. Non sono contrario alle unioni. Il problema è: perché il matrimonio, che riguarda l’uomo e la donna? Come fai ad istituirlo per persone dello stesso sesso? Allora ci potremmo sposare anche in tre o col nostro animale. Ci sono persone che hanno un rapporto stretto col proprio animale: anche loro potrebbero sposarsi?'
giovedì 17 maggio 2012
Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia
Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Pochi sanno che il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
mercoledì 16 maggio 2012
Battipaglia censura manifesto per la giornata contro l'omofobia
Il Comune di Battipaglia, in provincia di Salerno, ha censurato questo manifesto per celebrare la giornata internazionale contro l'omofobia, in programma il 17 maggio. Diffondete la notizia!
martedì 27 marzo 2012
Cile, neonazisti torturano a morte un ragazzo di 24 anni, Daniel, perché gay
Il Cile è sotto choc. Daniel Zamudio, un ragazzo di 24 anni, è stato torturato a morte perché gay. Il ragazzo era andato il 3 marzo al concerto di Ricky Martin, al termine della serata si era addormentato su una panchina di un parco prima di essere aggredito e torturato per ore. Sono durate circa sei ore le torture, è stato colpito da pietre e sfregiato con un collo di una bottiglia rotta, i quattro criminali, di un’età compresa tra i 25 e i 19 anni, hanno disegnato una svastica sul petto. Si è visto staccare un pezzo di orecchio, ha riportato gravi ustioni ad una gamba. Per Daniel, che da circa un mese era in coma, è stata dichiarata la morte cerebrale, ma «Sta diventando un simbolo», come annunciano le associazioni contro le discriminazioni sessuali in Cile e in America Latina, dove l’omofobia purtroppo è molto diffusa. La polizia ha fermato tre dei quattro sospettati: Alejandro Axel Angulo Tapia di 26 anni, Raúl Alfonso López Fuentes di 25 anni, Patricio Iván Ahumada Garay di 25 anni e Fabián Alexis Mora Mora di 19. Rischiano fino a 40 anni di carcere.Fonte: The Monitor
Ringrazio Ali Moda per la segnalazione
venerdì 24 febbraio 2012
I gay? fanno schifo! durante il fascismo venivano mandati in miniera (cit.)
Giuseppe Ciarrapico: "Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli. Io preferisco la farfallina di Belen. In Italia oggi ti devono piacere per forza i gay, ma a me piacciono le donne. Per fortuna vedo gli omosessuali una volta l'anno durante il gay pride, poi basta"
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