sabato 31 dicembre 2011

Breve riflessione di fine anno

Il 2011 è stato un anno pieno di eventi: catastrofi naturali, fallimenti economici, crisi politiche, addii celebri, scandali, fatti di cronaca, storie incredibili e tanto altro ancora...
La speranza, senza essere troppo banali e scontati, è che il 2012 sia leggermente migliore sotto diversi aspetti, soprattutto quello politico e sociale.


Cosa vi è rimasto impresso o cosa ricordate, in positivo o in negativo, di questo 2011?

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale



Auguro a tutti i lettori, assidui o frequentatori, e a tutti i blog amici di trascorrere un sereno e felice Natale


Andrea De Luca

sabato 24 dicembre 2011

2011: le foto dell'anno

Solito, magnifico lavoro di "The Big Picture". Ecco a voi una piccola selezione delle "Foto dell'anno".

Giappone, marzo 2011. Lo tsunami dopo il terremoto.


Alaska, marzo 2011. Aurora boreale.


Černobyl', aprile 2011. 25 anni dopo.


Washington, Usa, maggio 2011. Poco prima della cattura di Bin Laden.


Cile, giugno 2011. Vulcano.


Canada, giugno 2011. Il bacio durante le proteste.


Grecia, giugno 2011. Il paese è nel caos, il popolo in rivolta.


Norvegia, luglio 2011. Il terrorista Breivik uccide 77 persone.


Londra, luglio 2011. Muore Amy Winehouse.


Carolina del Nord, Usa, agosto 2011. Uragano Irene.


Egitto, settembre 2011. Mubarak è caduto, e viene processato.


New York, Usa, settembre 2011. Dieci anni dopo.


Libia, ottobre 2011. Stanato ed ucciso il dittatore Gheddafi.


Usa, ottobre 2011. Muore Steve Jobs.


California, Usa, novembre 2011. Occupy.


Ed infine, Italia, novembre 2011. Ciao ciao.


Fonte: Non leggere questo Blog!

venerdì 23 dicembre 2011

Il berlusconismo dopo Berlusconi

Era il 1994 quando tutto ebbe inizio. Silvio Berlusconi con un discorso a reti unificate scendeva in campo per attuare la sua “rivoluzione liberale”. Oggi, anno 2011, tiriamo le somme di quello che è stato molto di più di un semplice governo. E' stato un modo di pensare, di credere e di vivere la politica in una maniera completamente diversa rispetto al passato: è stato il berlusconismo. Personalmente però, non credo affatto che questo sia finito. Giorgio Gaber diceva: «Non ho paura di Berlusconi in sé, ma di Berlusconi in me» e forse queste parole possono esprimere con maggiore chiarezza i cambiamenti di questi ultimi 20 anni.

Su Berlusconi si è detto tutto, si è scritto tanto, si è anche discusso tanto e i giudizi su di lui hanno sempre e profondamente diviso l’Italia a metà. "E’ un grande imprenditore! E’ tutta invidia!", "E’ un perseguitato!", "E’ un uomo che si è fatto da solo!", quante volte abbiamo ascoltato questi commenti, nei bar, con gli amici, in tv, per strada, ovunque. Opinioni contrapposte che si traducevano in voti, e quelli sì che fanno la differenza. E allora, alla luce delle parole di Gaber, come ricorderemo Berlusconi? Lo ricorderemo come un perseguitato o come un ladro? Vivremo contrapposizioni come quelle che ancora oggi ci sono su Mussolini e sul ventennio fascista, oppure emergerà una verità storica (se davvero esiste), univoca e oggettiva? Perchè ciò che ha maggiormente colpito di lui, è stato il modo con cui ha utilizzato lo strumento della legge per risolvere le proprie questioni personali, e si potrebbe fare un lungo elenco dei provvedimenti che hanno avuto una ricaduta sulle sue aziende o sui suoi processi. Come il d.lgs. 61/2002 che ha depenalizzato il falso in bilancio, reato per cui Berlusconi era imputato in ben cinque processi, che si sono poi quasi tutti conclusi con la formula "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". O ancora la legge Ex Cirielli, la 251/2005, la quale ha, tra le tante cose, anche diminuito i tempi di prescrizione da 15 a 10 anni del reato di corruzione giudiziaria, reato per il quale era imputato l’avvocato David Mills, che non è stato condannato proprio perchè il reato si è prescritto pur essendo stato commesso, e poi il Lodo Alfano, dichiarato incostituzionale dalla Consulta perchè tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, compreso il Capo del Governo. Il Berlusconismo è stato anche questo.

Un nuovo linguaggio, un nuovo modo di relazionarsi con la realtà, di chiamare le cose con vecchie e nuove parole, come "comunista", un vocabolo gettato nel dimenticatoio per decenni e riesumato per bollare chi la pensava in maniera differente e magari, con il comunismo, non aveva e non ha nulla a che fare. Tuttavia il Fascismo, seppur in assoluto contrasto con i moderni principi costituzionali democratici, aveva una sua ideologia di fondo, un suo perchè. La causa dell’attuale dibattito sul periodo fascista sorge proprio sulla base del fatto incontestabile che, in effetti, in Italia durante il regime, vennero fatte anche tante cose positive. La "grandezza" di Berlusconi oggi invece, sta nell’essere riuscito a far credere agli italiani di aver fatto tanto, quando in realtà ha fatto poco o pochissimo. Del resto non a caso Montanelli lo definiva "il più grande piazzista del mondo". Ecco appunto, le televisioni: nessuno meglio di lui ha capito come potessero essere utilizzate nella maniera più utile. Spesso ci si chiede: "Ma è capitato anche a lui di perdere le elezioni, e in quei momenti dove erano le sue televisioni?", in realtà la domanda che ci si dovrebbe porre è:"Anche quando ha perso le elezioni, di quanto le avrebbe perse se non avesse avuto le televisioni?".

Il conflitto d’interessi è l’elemento che segna il deficit di democrazia italiano rispetto agli altri Stati esteri, in nessun altro Paese del Mondo il Presidente del Consiglio è anche il più grande industriale nel ramo delle telecomunicazioni e dell’informazione. Nel 2001 durante la campagna elettorale per le presidenziali, circolava nelle case degli italiani un libricino chiamato Una storia italiana, dove veniva raccontata la storia del Cav. Berlusconi per primo aveva quindi deciso di porre la propria vita privata al centro della politica italiana, salvo decidere poi di marchiare come "gossip" le inchieste che ruotavano intorno a quella sua stessa quotidianità, fatta anche di escort e feste nei palazzi istituzionali. L’aver attirato su di sé e sulla propria vita l’attenzione mediatica è stata quindi, per un primo periodo, una mossa vincente, che in seguito si è tuttavia rivelata un’arma a doppio taglio, perchè anche la condotta privata di un uomo pubblico è di rilievo pubblico se ci si rende ricattabili. E quante cose in tv non ci vengono raccontate? Come quando nel 2002 Berlusconi pronunciò il famoso "Editto bulgaro" contro Santoro, Luttazzi e Biagi, i suoi ordini vennero prontamente eseguiti da una Rai addomesticata.

Berlusconi è stata una grande occasione per l’Italia. Purtroppo persa. Con la maggioranza parlamentare che aveva a disposizione, senza precedenti nella storia Repubblicana, avrebbe potuto davvero migliorare il nostro Paese, colmare le lacune e le mancanze dei governi precedenti. E invece dov’è la "rivoluzione liberale" dopo 17 anni? Di concreto, guardando la realtà delle cose, non si è fatto quasi nulla: la legge anti-fumo, quella sullo stalking e la patente a punti. Non proprio una rivoluzione. Ma certe cose in Italia ce le meritiamo. Non siamo mai stati veramente in grado di scendere dal carro dei vincitori, anzi siamo sempre stati pronti ad assaltarlo, come in un teatro affollato dove si fa a gara per avere le poltrone migliori. Non siamo mai attenti "a quelli che verranno dopo", forse perchè, come diceva Ugo Jetti: "L'Italia è un Paese di contemporanei, senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso". Ed è questa la preoccupazione più grande: la paura che si possano dimenticare le mancanze di questi anni e che il "Berlusconi che è in noi" possa ripresentarsi in altre forme, magari tra le fila del centrosinistra. Sì perchè in fondo il Cavaliere poteva stare benissimo anche nella fazione politica opposta, di destra ha davvero poco. La sua caduta è quindi un segnale di respiro per questa democrazia italiana malata perchè favorisce un’alternanza e una riorganizzazione della linea conservatrice, magari più conforme agli altri partiti appartenenti alla medesima tradizione europea, i quali vantano, ad esempio, donne musulmane come chairman di partito (vedi i "Tories" inglesi). Anche se il Cav se n’è andato resteranno i suoi programmi televisivi importati dall’America, che oggi influenzano le ambizioni e le diete di milioni di italiani, il suo modo di vedere le donne e la politica, la sua capacità di saper indicare sempre la scelta più conveniente e mai la più giusta.

L’uomo di Arcore non sarà stato la causa di tutti i problemi ma di sicuro era il problema più grosso, il più evidente, quel problema senza la cui soluzione, non si potranno risolvere tutti gli altri. Semplicemente perchè "il Berlusconi in sé" era la scusa per tutti "i Berlusconi in me", i quali si sentivano quasi autorizzati a comportarsi di conseguenza, "Se lo fa lui che è il Presidente del Consiglio, perchè non dovrei farlo io che sono un comune cittadino?". Questo sillogismo, che obiettivamente non fa una piega, per anni ha fatto passare atrocità politiche di qualsiasi livello e di qualsiasi fazione, come normali banalità spicciole, bazzeccole, frutto d’invenzioni di giornalisti e magistrati. Indro Montanelli nel ‘94, scrisse: “Con Berlusconi la parola destra diventerà impronunciabile per almeno 50 anni, per ragioni di decenza” e credo che i cittadini italiani di destra, e non meno quelli di sinistra, meritino ormai una risposta concreta dai propri rappresentanti in Parlamento.

La fine del Berlusconismo sembra quindi essere ancora molto lontana ma abbiamo in Italia degli esempi che si muovono in una direzione opposta e da cui possiamo senz’altro attingere per le nostre condotte future. L’importante è essere attrezzati, l’importante è restare vigili.

Mario Pagano

Fonte: Ilrenudo

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martedì 13 dicembre 2011

Nucleare a chi conviene?

Voglio consigliarvi un libro. Nucleare a chi conviene? di Gianni Mattioli e Massimo Scalia, docenti alla Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali all'Università 'La Sapienza' di Roma. Questo libro mi è stato regalato da un mio professore universitario durante un esame e l'ho trovato subito interessante.

Cosa significherebbe per l'Italia investire sull'energia atomica anziché su fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico?
Sappiamo che il nucleare:
- utilizza come combustibile l'uranio, una risorsa che va comunque acquisita sul mercato estero, scarsa e perciò destinata a divenire sempre più costosa e oggetto di competizione internazionale;
- utilizza una tecnologia complessa che non mette al riparo da rischi sanitari neppure nel normale funzionamento di una centrale;
- non ha risolto il problema delle scorie radioattive, lasciando quindi aperti gravi problemi per il futuro;
- presenta costi di produzione del kWh elettrico difficilmente definibili e comunque superiori rispetto ad altre fonti energetiche realmente pulite e rinnovabili.

Nucleare a chi conviene? propone un'analisi sul tema avvalendosi di dati reali e documentati provenienti da fonti internazionali.

NUCLEARE A CHI CONVIENE?
Le tecnologie, i rischi, i costi

di Gianni Mattioli e Massimo Scalia
Introduzione di Gianni Silvestrini
Edizioni Ambiente

sabato 10 dicembre 2011

Una nazione di privilegiati: ecco chi non paga l'Ici in Italia!

Una nazione di privilegiati: ecco chi non paga l'Ici in Italia! Avevo trattato l'argomento già ne giorni scorsi, parlando in particolar modo del Vaticano e delle esenzioni di cui gode a danno dei cittadini Italiani ... ma ecco un riassunto di chi paga o non paga l' Ici in Italia, sfatando così anche quel falso tabù (a cui avevo abboccato anche io) sui sindacati che non pagherebbero l'imposta sulla casa (da Repubblica.it):



RELIGIONI
Musulmani e buddisti salvi come i cattolici

Tutti i luoghi di culto non pagano l'Ici. Vale per parrocchie, moschee, sinagoghe, anche per l'unico edificio in mano all'Unione Buddista Italiana. Per tutti vale l'esenzione dei beni utilizzati a fini "non esclusivamente commerciali". Con i Comuni incaricati di valutare eventuali abusi. Una recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecco, per dire, ha esentato dall'imposta un ex-opificio trasformato in "luogo di culto dalla locale comunità mussulmana".

CIRCOLI
Biliardini e ristoranti sfuggono alla gabella

I circoli ricreativi che fanno capo a organizzazioni non a fine di lucro non pagano l'Ici. Vale ad esempio per i 5.500 circoli e sodalizi Arci, anche se l'associazione – conferma il presidente Paolo Beni – paga l'imposta sulle parti di edificio legate ad attività commerciali come ristoranti. È forse una delle partite più delicate, visto che in molte di queste realtà operano attività di ristorazione. "Ma sono rette dal volontariato e funzionano solo per i soci", assicura Beni.

ONLUS
Molte cause in tribunale per gli immobili affittati

Tutte le Onlus e le Ong sono esentate dal pagamento dell'Ici, almeno per gli edifici che usano come sedi proprie e non a fine di lucro. Non paga Emergency, non paga Medici senza frontiere, non paga l'Associazione per la ricerca sul cancro e la Lega per il filo d'oro. Chi invece dispone di un patrimonio di immobili messi a reddito (cioè affittati) è costretto - almeno in teoria - a onorare con il fisco il pagamento dell'imposta, anche se la materia è ancor oggi oggetto di confronto giuridico.

SCUOLE
Niente tassa agli istituti legati agli enti no-profit

Un altro tema delicato è quello delle strutture sanitarie e scolastiche. Le cliniche private (convenzionate o meno con sistema sanitario nazionale) devono pagare l'Ici. Gli enti non commerciali convenzionati con la sanità pubblica - tra cui diverse istituzioni religiose o Onlus - invece no, almeno sui reparti ospedalieri mentre sul patrimonio immobiliare a reddito si paga tutto. Zero Ici anche per le scuole private che fanno capo a enti non a fine di lucro indipendentemente dal livello delle loro rette.

PARTITI
Pagano tutta l'imposta sulle abitazioni ereditate

I partiti politici non beneficiano di alcuna esenzione Ici. "Noi per la sede di Torre Argentina sborsiamo 2-3mila euro l'anno" mette i puntini sulle "i" Mario Staderini, segretario dei Radicali. Paga il Pd, pagano le fondazioni degli ex-Ds cui è stato dirottato il patrimonio di case (5.800 immobili) girato dai militanti. Fanno la loro parte - perché obbligati dalla legge - pure gli eredi della vecchia Democrazia Cristiana. Anche se durante i burrascosi anni di Tangentopoli e della diaspora della Balena bianca è svanita nel nulla una dote di qualche centinaio di edifici di pregio.

SINDACATI
Patrimonio milionario, non ricevono sconti

I sindacati (come Confindustria) pagano l'Ici. Sia per le loro sedi istituzionali che per gli altri immobili destinati a reddito. Si tratta di un patrimonio importante. Solo la Cgil ha oltre 3mila tra uffici e delegazioni lungo tutta la Penisola. La Cisl ne ha addirittura 5mila. Il mattone nel portafoglio della Uil ha un valore stimato di circa 35 milioni. Un "tesoretto" accumulato grazie a lasciti, donazioni e investimenti nel corso degli anni e cresciuto sullo zoccolo duro dei beni ereditati (esentasse) per legge dalle vecchie rappresentanze sindacali dell'era fascista.

mercoledì 7 dicembre 2011

Arrestato Michele Zagaria, il boss dei Casalesi



Il boss Michele Zagaria, l’ultimo superlatitante della camorra, è stato arrestato stamattina a Casapesenna, in provincia di Caserta. L'operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, insieme a quella di Caserta e al Servizio Centrale Operativo della polizia.

lunedì 5 dicembre 2011

I punti principali della manovra finanziaria

Ecco i punti principali della manovra finanziaria:

FISCO

TORNA ICI-IMU. Al posto della vecchia Ici arriva l’Imposta municipale unica (Imu). Si pagherà anche sulla prima casa. Previsto un 60% di rivalutazione degli estimi catastali. Aliquote dello 0,4% sulla prima casa e dello 0,75 per le altre

TASSA LUSSO SU AUTO, BARCHE, AEREI. Sulle auto si pagherà un bollo più alto a partire da 170 chilowatt (20 euro a chilowatt oltre i 170); per i natanti si applicherà sul posto barca, anche per lo stazionamento di un giorno; per gli aerei varierà in base al peso.

ADDIZIONALI. Per le regioni è previsto un aumento dell’aliquota addizionale Irpef dallo 0,9% all’1,23%.

ACCISE BENZINA. Le Regioni potranno finanziare il trasporto pubblico locale con una accisa sui carburanti: +1 cent al litro.

UNA TANTUM SU CAPITALI SCUDATI. L’imposta è dell’1,5%.

RINCARO IVA SE NO RIFORMA FISCO. Da settembre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% sono incrementate di 2 punti. Si tratta di una clausola di salvaguardia che sostituisce il taglio lineare previsto per le agevolazioni fiscali.

TRACCIABILITA’ 1.000 EURO. Scende la soglia oltre la quale non è possibile pagare in contanti.

CONTI CORRENTI. Norme più efficaci per il controllo dei movimenti finanziari.

BOLLO TITOLI. Arrivano nuovi interventi in materia di imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari.

PENSIONI

PENSIONI, CONTRIBUTIVO PER TUTTI. Estensione dal 2012 del metodo contributivo a tutti i lavoratori.

ADDIO FINESTRE. Abolite le cosiddette finestre mobili che saranno assorbite nell’età effettiva di pensionamento. Le donne andranno in pensione di vecchiaia dal 2012 a 62 anni e nel 2018 a 66. L’età di 66 anni per la vecchiaia è prevista da subito anche per gli uomini. I lavoratori autonomi andranno in pensione dal 2012 a 66 anni e sei mesi; le lavoratrici autonome a 63 anni e sei mesi.

ABOLITE QUOTE ANZIANITA’. Le quote per le uscite per la pensione di anzianità sono state abolite. Si uscirà solo con 41 anni e 1 mese per le donne e 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini.

ADDIO ANZIANITA’, SI CHIAMERA’ ‘ANTICIPATA’. Cambia la denominazione.

PEREQUAZIONE ASSEGNI FINO A 960 EURO. La rivalutazione piena rispetto all’inflazione nel 2012 sarà prevista solo per le pensioni di importo doppio rispetto alla minima che è di 480 euro. Gli altri assegni saranno congelati.

PIU’ CONTRIBUTI PER AUTONOMI E AGRICOLTORI. Per artigiani e commercianti aumentano di 0,3 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 22%. Verranno rideterminate anche le aliquote contributive pensionistiche nel settore agricoltura.

PENALIZZAZIONI PER CHI ESCE PRIMA 63 ANNI. Per chi esce in pensione anticipata (quindi con almeno 42 anni e 1 mese di contributi se uomini) prima dei 63 anni di età dal 2012 avrà una penalizzazione sulla quota liquidata con il retributivo del 3% per ogni anno di anticipo.

CONTRIBUTO SOLIDARIETA’. Interesserà le pensioni più alte.

IMPRESE E SVILUPPO

PATRIMONIALIZZAZIONE. Arriva l’Ace, l’Aiuto alla Crescita Economica, una misura che incentiva la capitalizzazione delle imprese. Ci sarà anche nuovo credito per i fondi di garanzia per le pmi.

SGRAVI IRAP. Sarà possibile scontare dall’Ires la quota di Irap riferita al costo del lavoro. Per l’internazionalizzazione arriva il ‘nuovo Ice’. Anche interventi per il risparmio energetico.

GARANZIA STATO SU PASSIVITA’ BANCHE. Il ministero dell’Economia “è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni”.

LIBERALIZZAZIONE FARMACI FASCIA ‘C’. Saranno venduti anche nelle parafarmacie. Nuove regole per l’apertura di farmacie: il numero delle autorizzazioni sarà stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4.000 abitanti.

TRASPORTI. In arrivo una apposita Autorità.

SPESA

ENTI LOCALI, -5 MLD. E’ il contributo che pagheranno Regioni, Province e Comuni.

MINISTRI, NIENTE DOPPIO STIPENDIO. Vale anche per i sottosegretari.

PROVINCE, CAMBIA ORGANIZZAZIONE. Ridotti membri dei consigli, eliminate le giunte.

VIA INPDAP E ENPALS. Sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’Inps.

SCURE SU AUTORITA’. Dalla Consob all’Antitrust è previsto un calo del numero dei componenti.

Elenco tratto da il Fatto Quotidiano

domenica 4 dicembre 2011

La mozzarella della legalità

Nelle terre di don Peppe Diana, il parroco assassinato dalla Camorra, sui beni confiscati al clan dei Casalesi, sorgerà un’impresa sociale per la produzione della “mozzarella della legalità”. Il bene confiscato a Michele Zazza, affidato sino al 2008 all’associazione Libera, dal 2009 è stato oggetto del progetto per la costruzione di un caseificio. Grazie ad un bando pubblico, sono stati selezionati cinque soggetti e, a settembre del 2010, hanno costituito la loro società: due casari Massimo Rocco e Mario Minieri, un responsabile del prodotto Teo Perone, un agronomo Roberto Fiorillo, un trattorista Enrico Massimilla. Il progetto, finanziato in tutte le sue tappe dall’associazione Fondazione per il sud, crea i presupposti per una sensibilizzazione territoriale. Il 19 marzo del 2009, quindicesimo anniversario della scomparsa di Don Peppe Diana, è stato firmato un protocollo d’intesa tra diverse figure istituzionali riunite per discutere di simboli e risorse per creare una comunità libera, e il protocollo portava la firma simbolica di Gennaro Diana. Nell’aprile 2011, dopo aver atteso l’iter burocratico per gli studi di fattibilità, relazione di un piano d’impresa, percorso di selezione e stage, sono iniziati i lavori di ristrutturazione del bene, mentre i 5 soggetti hanno iniziato il loro cammino verso la produttività affrontando il discorso iniziale dell’agricoltura.

“Purtroppo per quest’annata abbiamo potuto coltivare solo due dei terreni che ci sono stati affidati – afferma il presidente Massimo Rocco – ovvero quelli presenti a Pignataro Maggiore. Qui è stato possibile produrre il grano per la produzione dei paccheri di Don Peppe Diana, ma per la prossima annata abbiamo preparato i terreni per la coltivazione della cicerchia, un legume che sta scomparendo, e forse un tipo di lenticchia biologica. Disponiamo di otto terreni: tre a Pignataro Maggiore, tre a Cancello Arnone, uno a Castel Volturno e uno a Carinola”. Il primo ottobre c’è stata la chiusura definitiva del progetto con il taglio del nastro da parte di Don Ciotti e del fratello di Don Peppe Diana. “Abbiamo intenzione anche di esportare la nostra mozzarella – prosegue il Presidente – e cercheremo di espanderci a livello nazionale producendo due tipi di mozzarella: uno a consumo più rapido, l’altro per un tempo di conservazione più lungo. Il progetto prevede di arrivare a produrre una mozzarella biologica cercando di individuare allevatori convertiti al bio”.

Un obiettivo a medio termine, ma ciò che conta è essere finalmente riusciti a mettere in moto un’attività da tempo attesa sul nostro territorio: l’ennesima sorta sulle ceneri della camorra che fu.

Fonte: quiCaserta

sabato 26 novembre 2011

Monti cambierà davvero le cose?


E alla fine arriva Mario Monti. Caduto (rovinosamente) Berlusconi, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nominato l’ex Commissario europeo nuovo Capo del Governo. Ma a quali condizioni? Perché fra totoministri, totoprogramma e totofuturo del paese, non si è ancora capito quali siano – nel dettaglio – le scelte di Monti per rilanciare il paese. La patrimoniale, forse? La reintroduzione dell’Ici? L’anticipo dell’innalzamento dell’età pensionabile, già a 67 anni, al 2020? Il programma sono le richieste contenute nella lettera inviataci mesi fa dalla Bce? Mistero.

Si è fatto un grosso errore, a mio avviso. Un errore che il paese rischia di pagare caro. Già qualche giorno fa avevo sollevato dubbi sulla scelta di Monti: il fatto che sia un uomo di Goldman Sachs (come pure Draghi), e che soprattutto sia membro del Bilderberg Group e della Trilateral Commission non mi fa dormire sonni tranquilli. Perché si ha come l’impressione di essersi finalmente tolti dai piedi un massone (Berlusconi), per ritrovarci nelle mani di un tecnocrate braccio armato della finanza più spietata, quella che per intenderci ha scatenato la crisi con cui da anni dobbiamo fare i conti. Torno al discorso intrapreso poche righe fa. Ho parlato di errore, e molti di voi si chiederanno il perché. È semplice: abbiamo avuto (tutti) fretta. Pur di togliersi dai piedi il Cavaliere, il Parlamento ha votato la legge di stabilità – non una norma qualsiasi – in tre giorni. Legge che fra l’altro contiene anche le misure richieste all’Italia dalla Banca Centrale Europea per rilanciare l’economia. All’interno ci sono norme ripugnanti, vedi quella che è stata ribattezzata «Legge mancia», ovvero un fondo per piccoli interventi nei comuni che i parlamentari hanno a disposizione per i propri collegi. Questo sulla carta: in pratica il provvedimento non è altro che un modo dei parlamentari per assicurarsi una quota “a fondo perduto” da ripartire poi nel chiuso delle commissioni. E non si tratta di poche centinaia di migliaia di euro, ma di ben 150 milioni.

Poi sabato, alle ore 21.41, Berlusconi lascia. Caroselli, champagne, trenini e pure qualche monetina, in ricordo del 1993, di Bettino Craxi e dell’Hotel Raphael. Monti prende l’incarico con riserva, dice che «c’è molto lavoro da fare», che «non si verseranno lacrime e sangue ma qualche sacrificio è necessario». Partono le consultazioni, e si va incontro al primo intoppo: l’ex rettore della Bocconi non vuole un Esecutivo fatto di soli tecnici, ma anche di personalità di spicco del mondo della politica (Amato e Letta, malgrado quest’ultimo abbia fatto l’ormai famoso «passo indietro»?). Alt, fermi tutti un istante. Il Governo tecnico è una cosa – formato, appunto, da figure che non provengono dal mondo della politica –, quello tecnico-politico un’altra. A questo punto, a ben vedere, erano meglio le urne. O no?

Monti parla chiaro: «Il mio non è un incarico a tempo: sono pronto a rinunciare se ci fossero problemi di sorta». Anche questa mattina si sono vissuti momenti di tensioni, visto anche l’annuncio del futurista Italo Bocchino al Corriere della Sera: «Non escludo l'eventualità di un'alleanza futura con il Pd che preveda Monti come candidato a palazzo Chigi». All’ora di pranzo, una volta terminate le consultazioni con Pd e Pdl, il Governo Monti sembra essere in procinto di nascere. Entro venerdì dovrebbe esserci il voto della Camera. Intanto lo spread è risalito paurosamente a quota 530 punti, e la Borsa di Milano è in perdita, così come gli altri listini europei.

Presidente, al paese servono segnali forti. La politica cominci a darne alcuni – riducetevi lo stipendio, tagliatevi i vitalizi, rinunciate alle auto blu –, noi vi seguiremo. Avete la nostra parola.

Giorgio Velardi

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mercoledì 16 novembre 2011

Governo Monti, la lista dei ministri


Ecco la lista dei ministri del nuovo governo Monti. Come detto, nessun politico ma solo 'tecnici':

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture;

Giampaolo Di Paola, ministro della Difesa;

Anna Maria Cancellieri, ministro dell'Interno;

Paola Severino, ministro della Giustizia;

Giulio Terzi, ministro degli Esteri;

Elsa Fornero, ministro del Welfare con delega alle Pari Opportunità;

Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca;

Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni culturali;

Renato Balduzzi, ministro per la Salute;

Mario Catania, ministro delle Politiche Agricole e forestali;

Corrado Clini, ministro dell'Ambiente.

Nominati anche cinque ministri senza portafoglio:

Enzo Moavero Milanesi (Affari Europei),

Piero Gnudi (Turismo e Sport),

Fabrizio Barca (Coesione territoriale),

Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento),

Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale).

sabato 12 novembre 2011

Berlusconi si è dimesso



Silvio Berlusconi si è dimesso. Dopo l'approvazione della legge di stabilità, il presidente del Consiglio è salito al Colle intorno alle 21 per rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Alle ore 21.42 la notizia ufficiale delle sue dimissioni.

domenica 6 novembre 2011

Il Financial Time: "In nome di Dio, vattene"


"In nome di Dio, vattene!", questo è il titolo dell’editoriale del Financial Time nei confronti di Silvio Berlusconi. E ancora: "Dopo vent'anni di inutile show, solo un cambio di leadership può ridare credibilità all'Italia".

sabato 5 novembre 2011

Le bugie di Berlusconi, l'imbarazzo dell'Europa

Poche settimane fa, in un articolo pubblicato sul blog che gestisco (http://mercantenotizie.altervista.org/il-linguaggio-obsoleto-di-berlusconi/), ho analizzato il linguaggio ormai obsoleto di Silvio Berlusconi. Una retorica mutata in maniera abissale rispetto a quella con cui, nel 1994, il Cavaliere si era imposto all’attenzione dei media come l’«uomo nuovo» capace di cambiare – in positivo – il destino dell’Italia. Oggi, a diciassette anni dalla sua «discesa in campo», il Presidente del Consiglio sembra cominciare ad accusare i sintomi della vecchiaia (ha 75 anni, ndr). Il motivo? Basta ascoltare le dichiarazioni rilasciate ieri a margine del G20 a Cannes: il capo del Governo, dopo essere tornato a dire che in Italia la crisi non esiste «I ristoranti e gli alberghi sono sempre tutti pieni» ha mostrato dei seri problemi di comunicazione con i partner europei (che sia colpa dell’inglese, come capitato a La Russa?)

Nel corso della conferenza stampa a cui ha presenziato, Berlusconi ha rivelato come «il Fondo monetario internazionale volesse aiutare l’Italia con risorse specifiche, ma l’offerta è stata rifiutata». Un’affermazione forte, che avrà fatto sobbalzare dalle loro sedie gli economisti di mezzo mondo. Ma attenzione: si trattava di una balla. Ci ha pensato Christine Lagarde – che dell’Fmi è il Direttore, non un usciere – a smentire quando detto dal nostro primo ministro, aggiungendo a tal proposito: «All’Italia manca credibilità». Semplice misunderstanding, come si dice in questi casi? No, e di seguito vi spiego il perché.

Il 26 ottobre scorso, durante una telefonata all’amico Bruno Vespa nel corso della trasmissione Porta a Porta al termine del vertice fra i capi di governo dell’Ue, Berlusconi dichiarò in pompa magna: «La Signora Merkel è venuta da me a scusarsi per la situazione che è stata provocata, e mi ha detto in maniera esplicita che non aveva alcuna intenzione di denigrare l’Italia». Ovvio riferimento all’episodio della risatina beffarda fra la cancelliera tedesca e il premier francese Sarkozy di pochi giorni prima. Peccato però che anche in questo caso quanto affermato da Berlusconi fosse completamente falso. La mattina seguente, infatti, sul blog Nomfup di Filippo Sensi (lo stesso che ha inchiodato il ministro inglese Fox per la vicenda dell’amico-consigliere), il portavoce della Merkel ha precisato: «Non ci sono state scuse, perché non c’è nulla di cui scusarsi». Due a zero, e palla al centro. Berlusconi si deve mettere in testa una cosa, pura e semplice: quando varca i confini nazionali non ci sono Minzolini, Vespa e Giuliano Ferrara a mistificare i suoi atteggiamenti e le sue affermazioni. Ergo: eviti di fare figure simili un’altra volta, se ha veramente a cuore questo paese.

In conclusione va ricordato come questa mattina, con un editoriale, il Financial Times – il più autorevole quotidiano economico del mondo – ha chiesto formalmente al premier di lasciare. «In nome di Dio e dell’Italia, vattene!», è il titolo dell’articolo. Sappiamo già come andrà a finire, e questa volta, ahinoi, sarà la dura realtà.

Giorgio Velardi

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venerdì 4 novembre 2011

Prima Roma e ora Genova sott'acqua. Manutenzione e sicurezza assenti


Anche se le modalità e le conseguenze sono state diverse, sia Roma che Genova sono state invase dall'acqua. E la colpa non è di certo solo del maltempo...

A Roma una delle principali cause dell'allagamento delle strade è stata la pessima manutenzione del sistema fognario, che in alcune zone non veniva depurato e ripulito da anni.

A Genova (dove sono straripati i torrenti) si sta puntando il dito contro molti edifici costruiti in prossimità dei corsi d'acqua. Inoltre i torrenti sono stati cementificati, coperti e nascosti dalla vegetazione.

Sicuramente i nubifragi in entrambe le città sono stati molto forti. Ma purtroppo dietro a queste disgrazie c'è sempre lo zampino dell'uomo. Manutenzione e sicurezza assenti sono le principali cause di questi disastri.

mercoledì 2 novembre 2011

Ingroia va al congresso

Se Antonio Ingroia si fosse tenuto per sé i suoi bei pensieri al congresso del Partito dei Comunisti Italiani del segretario Diliberto, forse oggi avremmo più fiducia nella Magistratura. In certi casi, appellarsi all'art. 21 della Costituzione risulta alquanto fuori luogo e fastidioso. “Libertà di parola” e “libertà di manifestazione del pensiero” sono tutti punti fermi molto belli e necessari, scritti nella nostra Carta Fondamentale. In quella Carta però c'è scritto anche che “Ogni processo si svolge nel contradditorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti ad un giudice terzo e imparziale” (Art. 111.2 Cost.). La Corte Costituzionale nel 1991 ha ricordato che ai fini di un giusto esercizio dell'obbligo dell'azione penale, il requisito dell'imparzialità è assolutamente necessario. Del resto, l' obbligo” di esercizio di tale azione costituito in capo al PM serve proprio a garantire l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge penale, "senza consentirgli alcun margine di discrezionalità nell'adempimento di tale doveroso ufficio" (Corte Costituzioanale, sent. 88/1991). A conti fatti quindi: che garanzie di imparzialità offre un magistrato, che seppur nell'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito, quale quello di parola, partecipa ad un congresso di partito? Il problema quindi non sta tanto in ciò che Ingroia ha detto (stare dalla parte della Costituzione è senz'altro una cosa giusta e nobile) ma in ciò che Ingroia ha fatto. Perchè la Costituzione prevede che i magistrati in carica non possono “essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale” (Art. 104)? E perchè questi non sono neanche eleggibili nelle circoscrizioni sottoposte, in tutto o in parte, alla giurisdizione degli uffici in cui hanno svolto le loro funzioni nei sei mesi antecedenti la data di accettazione della candidatura? Proprio perchè i requisiti dell'imparzialità e dell'indipendenza sono essenziali ai fini di un'efficace e corretto esercizio della funzione giurisdizionale. Ingroia certamente non è iscritto ad alcun partito e non è candidato da nessuna parte ma partecipare a congressi politici non è certamente un bel modo per manifestare la propria imparzialità, specie se professionale. Forse non siamo ai livelli di Mazzella e Napolitano, giudici della Corte Costituzionale che, nel 2009 a Roma, parteciparono alla famosa cena con Berlusconi, a pochi mesi dal giudizio della Corte sul Lodo Alfano, ma, per quanto accaduto, il PM siciliano ha perso sicuramente parte della propria credibilità. Dice bene quindi Giuseppe Cascini, segretario nazionale dell'Anm, in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Ho sempre sostenuto che i magistrati particolarmente esposti, a causa delle loro indagini e delle attività che svolgono, dovrebbero avere particolare prudenza nell'esprimere valutazioni di carattere generale sulla politica del Paese. Devono essere prudenti per rispetto del tipo di indagini e attività che svolgono. Bisogna evitare equivoci che possano appannare l'immagine di imparzialità di un magistrato".

Mario Pagano

Fonte: Ilrenudo

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martedì 18 ottobre 2011

"Facciamo fuori il palazzo di Giustizia di Milano..."



"Io lascio oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica... Non c'è un'alternativa..."

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio

domenica 16 ottobre 2011

Precisazione sulla manifestazione di ieri


Con queste poche righe voglio fare una precisazione sulla manifestazione di ieri: era una manifestazione assolutamente PACIFICA, fino a quando un gruppo di black block del tutto ESTRANEO al corteo, si è associato, generando violenza e danni. GLI INDIGNADOS NON C'ENTRANO NULLA CON I BLACK BLOCK E CON GLI SCONTRI. Molti violenti sono stati infatti consegnati alla polizia dai manifestanti stessi.

Sono stato banale lo so, ma ne ho lette e sentite di tutti i colori

venerdì 14 ottobre 2011

Il governo ottiene la fiducia

Il governo ottiene la fiducia alla Camera: 316 i sì, 301 i no. Dopo che il governo era stato battuto sul rendiconto dello Stato, l'aula era stata chiamata ad un voto di fiducia. Il governo reggerà fino al 2013?

giovedì 13 ottobre 2011

Forza Gnocca in un quiz su 'Canal Plus'



In una recente puntata del quiz 'Les news de la semaine', sull'emittente francese 'Canal Plus' ai concorrenti viene chiesto il nome del nuovo partito di Silvio Berlusconi. Le opzioni: ''Liberté pour tous'', ''Allez Minette'' (la traduzione di Forza Gnocca),''Italia bella'' e ''Bunga party''. Stupore tra i partecipanti quando la conduttrice spiega loro che il nome scelto per il partito ''Allez Minette''.

Che grande reputazione che continuiamo ad avere all'estero...

mercoledì 12 ottobre 2011

Terzo mondo

La notizia è di poche ore fa:

Il ministro degli esteri dell’Uganda, Sam Kutesa, ha rassegnato le sue dimissioni, insieme ad altri due esponenti del governo, fra cui il ministro del lavoro, Mwesigwa Rukutana, prima dell’inizio del processo a loro carico per corruzione e abuso di potere.


Fonte: Non leggere questo Blog!

PROPRIO COME DA NOI...

lunedì 10 ottobre 2011

Buongiorno Mariastella, caffè?

"Governare con i tagli è la cosa più difficile. Basta, i tagli sono finiti. Nel 2012 la pianta organica dei docenti sarà stata ridotta di 80mila unità e lì ci fermeremo".

Queste sono alcune delle parole del ministro Mariastella Gelmini nell’intervista concessa a La Repubblica.

Buongiorno Mariastella, caffè?

sabato 8 ottobre 2011

Le foto della giornata 'Puliamo il mondo'

Vi posto alcune foto della giornata 'Puliamo il mondo', iniziativa più importante di Legambiente a livello nazionale. Anche nel mio piccolo paese, Pietramelara, è stata organizzata questa giornata, a cui ho preso parte anche io.






venerdì 7 ottobre 2011

'El Palacio de Berlusconi'

Palazzo Berlusconi si trova nella città di Rosario, in Argentina. Ma non è stato intitolato al Presidente del Consiglio da un gruppo di emigrati simpatizzanti. In realtà 'El Palacio de Berlusconi' è un sexy club, al centro della città, in via Sarmiento 1112. L'idea è venuta ad un tale Juan Cabrera, imprenditore locale nel ramo dei locali notturni...

giovedì 6 ottobre 2011

Addio Steve Jobs


Steve Jobs è morto. Il co-fondatore di Apple si è spento all'età di 56 anni dopo una lunga malattia. Le sue innovazioni in campo informatico e tecnologico hanno arricchito e migliorato le nostre vite. Se oggi è diventato facile accedere all'informazione libera è anche grazie a lui. Addio genio.

'I‎l nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario'

In ricordo di Steven Paul Jobs (Febbraio 1955 - Ottobre 2011)

mercoledì 5 ottobre 2011

Wikipedia si autosospende contro la legge bavaglio


Ecco il comunicato che si può leggere su (tutte) le pagine di Wikipedia per protesta contro la legge bavaglio:

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto —indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia
_________________________________________________

Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Oggi l'unico strumento che rimane ancora libero, e consente una democratica circolazione delle notizie è internet. Per questo motivo la rete fa paura a chi comanda. O meglio, fa paura a chi comanda senza rispettare le leggi e le regole della democrazia. Per questo motivo questi stessi soggetti stanno cercando il sistema per porre un freno alla libertà di internet, per creare qualche legge che possa impedire a qualunque cittadino italiano di connettersi con il mondo e far sapere cosa ne pensa di quello che sta succedendo intorno a lui.

Ringraziamo per questo il nostro governo che propone leggi che censurano internet e l’informazione. E noi saremmo un paese libero e democratico?


P.S. su Facebook sono state create molte pagine che si schierano a favore di Wikipedia. Una di queste è la seguente: Rivogliamo Wikipedia - No alla legge bavaglio

venerdì 30 settembre 2011

Salvano i mafiosi dal carcere e processano un ventenne per aver rubato un ovetto kinder…

Follie dall’Italia …

Mentre in poche settimane sono stati salvati dal carcere, prima il deputato Marco Milanese, indagato per corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio e associazione per delinquere nell’ambito dell’inchiesta P4, e poi il ministro Saverio Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa (senza dimenticare Alberto Tedesco - solo per citare gli ultimi tre - accusato di corruzione, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso in relazione a presunti appalti truccati, e salvato dal Senato nel luglio scorso) c’è chi, come il giovane Donato, un ragazzo pugliese di 20 anni, da due anni combatte tra avvocati e perizie per il furto di un ovetto kinder del valore di 1 euro e 4 centesimi, che molto probabilmente non ha neanche rubato …