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mercoledì 15 novembre 2017

L’Australia ha votato in favore dei matrimoni gay con un referendum per corrispondenza

Il 61,6 per cento degli elettori australiani si è detto favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Per il primo ministro Turnbull la legge sarà pronta entro Natale

Sostenitori del “sì” al referendum sui matrimoni gay in Australia festeggiano nelle strade. Credit: AFP PHOTO / WILLIAM WEST

L’Australia è favorevole ai matrimoni gay. Questo è il verdetto finale del voto per corrispondenza non vincolante svoltosi nell’arco degli ultimi due mesi, dal 12 settembre al 7 novembre, a cui ha partecipato quasi l’80 per cento dei cittadini aventi diritto.

Il 61,6 per cento degli elettori si è dichiarato favorevole ai matrimoni gay, mentre solo il 38,4 per cento ha espresso parere contrario.

La palla passa adesso al parlamento di Canberra, dove i deputati convertiranno in legge l’esito del voto. Il primo ministro australiano, Malcolm Turnbull, ha giurato che tutto sarà pronto per Natale. La discussione in aula dovrebbe cominciare già a partire da questa settimana.

“Milioni di australiani hanno votato sì all’equità, sì all’impegno, sì all’amore”, ha detto Turnbull, che ha assicurato che non ci saranno divisioni all’interno della sua coalizione di governo, nonostante le pressioni dell’ala più conservatrice per introdurre alcuni limiti all’interno del provvedimento.

Il risultato del voto per corrispondenza rappresenta un’importante svolta per quanto riguarda i diritti dei gay australiani, in un paese nel quale, fino al 1997, alcune regioni consideravano l’omosessualità un reato.

Bill Shorten, leader dell’opposizione e del Partito laburista australiano, ha esultato per l’esito della consultazione che però, secondo il suo parere, sarebbe stato meglio evitare.

“Provo dispiacere per i giovani che vedono messe in questione le loro relazioni in una maniera che non avremmo mai creduto di vedere ancora, ma almeno questo voto sulla parità di matrimonio ha dimostrato che è l’amore incondizionato ad avere l’ultima parola su tutto”, ha detto Shorten alla CNN.

Inizialmente la stessa comunità LGBTQ australiana, temendo l’avvio di una campagna accesa e divisiva da parte degli oppositori, era contraria al voto per corrispondenza, tanto da spingere un gruppo di avvocati per i diritti dei gay a sollevare la questione all’Alta corte australiana.

Fonte: The Post Internazionale

venerdì 30 giugno 2017

La Germania ha approvato la legge sui matrimoni gay


Con 393 voti a favore, 226 contrari e 4 astenuti, il 30 giugno il parlamento tedesco ha approvato la legge sui matrimoni gay, il provvedimento permette inoltre alle persone dello stesso sesso di adottare dei bambini.

Finora la posizione sui matrimoni gay della cancelliera Angela Merkel e del suo partito, l’unione Cristiano-Democratica (CDU), era stata di relativa chiusura, anche per non entrare in conflitto con l’unione Cristiano Sociale in Baviera (CSU), partito della Baviera legato alla CDU.

L’accelerazione è arrivata dopo che la Merkel – che ha comunque votato “no” alla legge – ha annunciato che i deputati del suo partito potevano votare secondo coscienza su questa questione.

Ma tale accelerazione ha provocato irritazione nel campo conservatore, che avrebbe preferito posticipare il voto su una questione così delicata dopo le elezioni politiche del 24 settembre.

Si tratta di un voto storico in Germania, che rende possibile la piena parificazione delle unioni gay con i matrimoni eterosessuali.

Dal 2001 la Germania ha in vigore una legge sulle unioni civili, ma era uno dei pochi paesi occidentali a non avere ancora una legge che permettava i matrimoni gay. Una situazione simile a quella attualmente in vigore per l’Italia.

La chiesa cattolica tedesca è intervenuta per ribadire che il matrimonio può essere considerato tale solo fra un uomo e una donna e per sottolineare come un provvedimento di tale portata venga affrontato in parlamento in modo “completamente inappropriato”.

“Per me il matrimonio è fondamentalmente un’unione fra uomo e donna, e per questo ho votato contro. È stato un dibattito lungo intenso ed emotivo, e spero ci sia rispetto per entrambe le parti”, ha dichiarato Angela Merkel, dopo il voto in Bundestag.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 9 marzo 2017

Un tribunale ha riconosciuto per la prima volta in Italia l'adozione da parte di due padri gay

Con la sentenza del tribunale dei minori di Firenze si prevede la trascrizione dei provvedimenti emessi dalla Corte britannica. Ai bambini anche la cittadinanza italiana

Il tribunale ha accolto integralmente le richieste dell'avvocato Susanna Lolini. Credit: Victor Ruiz Garcia

Il tribunale dei minori di Firenze ha riconosciuto l'adozione di bambini da parte di una coppia gay. Si tratta del primo caso in Italia.

Nello specifico, si parla di due fratelli, adottati da due uomini cittadini italiani, ma residenti nel Regno Unito.

I giudici di Firenze hanno disposto la trascrizione anche in Italia dei provvedimenti emessi dalla Corte britannica. Ai bambini viene riconosciuto lo status di figli e la cittadinanza italiana.

A differenza della stepchild adoption, in questo caso si tratta di un'adozione tra due fratelli che non avevano legami biologici con nessuno dei due padri e che diventano a pieno titolo figli di entrambi.

“Si tratta di una vera e propria famiglia e di un rapporto di filiazione in piena regola che come tale va pienamente tutelato”, scrivono i giudici in un passaggio della sentenza riportato dal Corriere del Sera.
Il tribunale ha accolto integralmente le richieste dell'avvocato Susanna Lolini, rappresentante di Avvocatura per i diritti Lgbti Rete Lenford e legale dei due padri. Tra le richieste accolte c'è quella di trascrivere le adozioni straniere in base all'articolo 36 comma 4 della legge n. 184/83.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 2 marzo 2017

In Finlandia è entrata in vigore la legge sui matrimoni gay

Dopo un lungo percorso durato più di due anni, dal 1 marzo le coppie finlandesi dello stesso sesso potranno sposarsi e adottare bambini

La Finlandia è tra gli 11 paesi europei e i 22 mondiali in cui il matrimonio per le coppie dello stesso sesso è legale

Il matrimonio omosessuale dal primo marzo 2017 è legge in Finlandia. Alle coppie omosessuali sarà consentito anche adottare bambini. A partire da questa settimana sono 41 i matrimoni in programma.

Nonostante il matrimonio tra persone dello stesso sesso fosse stato approvato dalla Camera dei deputati nel 2014, in seguito a un'iniziativa popolare che aveva raccolto 167mila firme, una petizione presentata da attivisti conservatori ne aveva rallentato l'entrata in vigore.

La Finlandia è tra gli 11 paesi europei e i 22 mondiali in cui il matrimonio per le coppie dello stesso sesso è legale. Le unioni civili erano entrare in vigore nel paese nel 2002.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 23 febbraio 2017

Trump ha abolito le regole sull'uso dei bagni delle scuole in base all'identità di genere

Le linee guida erano state introdotte durante l'amministrazione di Obama

Un adesivo attaccato per protesta su un bagno in North Carolina

L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha revocato il provvedimento per cui i transgender possono usare i bagni delle scuole pubbliche in base all'identità di genere anziché al sesso biologico. Tali linee guida erano state introdotte durante l'amministrazione del precedente presidente, Barack Obama, e salutate come un'importante vittoria per la comunità LGBT.

Tuttavia, questi provvedimenti erano anche stati criticati e accusati di mettere a rischio la sicurezza e la privacy degli studenti. Un'altra critica è stata quella per cui un provvedimento di questo tipo sarebbe dovuto essere stabilito dai singoli stati, e non a livello nazionale.

La direttiva di Barack Obama è stata inoltre portata in tribunale in 13 diversi stati ed è stata bloccata in Texas da un giudice locale.

Mercoledì 22 febbraio l'amministrazione di Trump ha inviato una lettera a tutte le scuole pubbliche degli Stati Uniti in cui ha illustrato le nuove linee guida, aggiungendo che quelle precedenti creavano confusione.

Durante la campagna elettorale per le presidenziali, Donald Trump aveva dichiarato che i transgender avrebbero dovuto usare secondo lui i bagni che avessero loro stessi ritenuto più appropriati. Non è chiaro se la decisione di modificare le linee guida di Obama sia arrivata quindi per mettere ordine nel regolamento o per venire incontro alle critiche che si erano sollevate da parte di molti repubblicani dopo la sua precedente dichiarazione.

Fonte: The Post Internazionale

sabato 17 settembre 2016

Celebrata la prima unione civile a Roma

Il 17 settembre si è celebrata la prima unione tra persone dello stesso sesso nella capitale


Il 17 settembre il sindaco di Roma Virginia Raggi ha celebrato la prima unione civile tra persone dello stesso sesso che abbia mai avuto luogo nella capitale. I due uomini a unirsi sono stati Francisco Raffaele Villarusso, di 43 anni, e Luca De Sario, di 30 anni.

Le Unioni civili sono divenute legali in Italia nel maggio 2016, con l'approvazione definitiva del Ddl Cirinnà. "Nasce una nuova coppia e una nuova famiglia", ha dichiarato il sindaco Virginia Raggi dopo aver celebrato l'unione tra i due uomini nella Sala Rossa del Campidoglio.

La prima unione civile di Roma è arrivata dopo rispetto alle prime avvenute a Milano, Torino e Bologna, complice anche un ritardo nel regolamento comunale. La prima unione della provincia di Roma era avvenuta il 31 agosto a Rocca di Papa.

Fonte: The Post Internazionale

domenica 12 giugno 2016

Cinquanta morti in una sparatoria in un locale gay in Florida

L'attentatore è stato identificato come Omar Mateen, 29 anni, residente in Florida, ma di origine afghana

Credit: polizia di Orlando

Almeno 50 persone sono morte e 52 sono rimaste ferite in seguito a una sparatoria in una discoteca gay a Orlando, in Florida. Lo ha riferito la polizia di Orlando in una conferenza stampa alla conclusione delle operazioni delle forze dell'ordine per mettere in salvo le persone che si trovavano nel locale.

La polizia di Orlando, che ha schierato uomini e volanti, aveva scritto su Twitter di stare lontani dalla discoteca Pulse e ha definito l'episodio "terrorismo domestico". La polizia di Orlando ha annunciato su Twitter che l'attentatore è morto, colpito dai poliziotti.

Il presidente Barack Obama ha chiesto alla polizia federale di intervenire a sostegno delle forze dell'ordine locali della Florida. L'Fbi dunque parteciperà alle indagini e riferirà direttamente al presidente. Secondo l'Fbi l'attentatore potrebbe avere legami con i miliziani del sedicente Stato islamico.

Il capo della polizia di Orlando, John Mina, ha riferito che tra la sparatoria e l'omicidio della cantante Christine Grimmie, avvenuto due giorni fa nella stessa città, non c'è alcuna connessione.

L'attentatore è stato identificato come Omar Mateen, 29 anni, residente in Florida a Fort Pierce, ma di origine afghana.

L'arma utilizzata è un fucile AR-15. Il primo colpo è stato sparato alle 2.02 ora locale.

Si tratta della sparatoria di massa con il più alto numero di vittime della storia degli Usa, superando i 32 morti alla Virginia Tech University del 2007.

Fonte: The Post Internazionale

martedì 17 maggio 2016

Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia


Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

giovedì 12 maggio 2016

Approvata la legge sulle unioni civili in Italia

Dopo oltre tre anni di iter parlamentare, la Camera ha approvato la legge sulle unioni tra persone dello stesso sesso

Due donne si baciano sotto al Colosseo, a Roma. Credit: Max Rossi

La camera dei deputati ha votato la fiducia posta dal governo sul ddl Cirinnà, con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti. Il ddl Cirinnà è stato fortemente voluto dal Pd, ma è una proposta di legge proveniente dal parlamento e non direttamente dall’esecutivo.

Nell'ordinamento italiano verranno dunque introdotte le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplinate le convivenze di fatto. Il governo aveva posto la questione di fiducia.

Le polemiche e le aspre critiche non sono mancate da parte del mondo cattolico, dalle opposizioni, dalle associazioni a sostegno della cosiddetta famiglia tradizionale, che da mesi osteggiano il disegno di legge. 

L’ITER - Il 25 febbraio 2016 è stato approvato in prima lettura al Senato con voto di fiducia, con 173 voti favorevoli, 71 contrari e 0 astenuti. Il testo approvato dal senato ha subito delle modifiche rispetto al testo originale. L'articolo 5, relativo alla stepchild adoption, è stato stralciato dal resto della legge, e inoltre per quanto riguarda le unioni civili è stato tolto l'obbligo di fedeltà, requisito presente nei matrimoni.

Il ddl Cirinnà in breve:

CHI - due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un’unione civile

COME - mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni

QUANDO L’UNIONE NON PUÒ ESSERE CONTRATTA - quando vi è la sussistenza, per una delle parti, di un vincolo matrimoniale o di un’unione civile, in caso di interdizione di una delle parti per infermità di mente.

COSA PREVEDE - istituisce l’unione civile tra persone dello stesso sesso e reca la disciplina delle convivenze di fatto. Le parti possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. Inoltre dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

COME SI SCIOGLIE - l’unione civile si scioglie quando le due parti hanno manifestato anche disgiuntamente la volontà di scioglimento dinanzi all’ufficiale dello stato civile. La domanda di scioglimento dell’unione civile è proposta dopo tre mesi dalla volontà di scioglimento dell’unione.

CONVIVENZA DI FATTO - si intendono per "conviventi di fatto" due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

--- LEGGI ANCHE: COSA PREVEDE LA LEGGE SULLE UNIONI CIVILI

I PAESI IN EUROPA DOVE I GAY SI POSSONO SPOSARE

UNA LEGGE DI CIVILTÀ PER L'ITALIA INTERA CHE NON È PIÙ RINVIABILE

L'infografica di TPI:



martedì 10 maggio 2016

Domani si vota la fiducia sulle unioni civili

Il governo l'ha messa per evitare il rischio di modifiche o ritardi nell'approvazione della legge Cirinnà: la chiama comincerà alle 14.10

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con la senatrice Monica Cirinnà. (ANSA/ANGELO CARCONI)

Martedì 10 maggio il ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha annunciato che il governo porrà la questione di fiducia alla Camera sulla proposta di legge Cirinnà sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, già approvata dal Senato lo scorso 25 febbraio con un voto di fiducia su un maxi-emendamento che riscriveva la legge con alcune sostanziali modifiche. I capigruppo parlamentari hanno deciso in una riunione nel primo pomeriggio di martedì che le dichiarazioni di voto cominceranno mercoledì alle 12.30, mentre alle 14.10 comincerà la chiama dei deputati.

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Fonte: Il Post

Leggi anche: Il governo blinda le Unioni Civili: posta la fiducia per il voto a Montecitorio

lunedì 2 maggio 2016

Matteo Renzi sul referendum costituzionale: «È molto di più di un sì o un no»


Il premier oggi a Firenze: «La riforma non è contro chi ha combattuto per la libertà»

«Io non sarei mai arrivato a Palazzo Chigi se non avessi avuto una straordinaria esperienza di popolo». È quanto dichiarato stamattina dal presidente del Consiglio Matteo Renzi al Teatro Niccolini di Firenze, durante la prima tappa del suo tour in vista del referendum costituzionale di ottobre. «Ora – ha dichiarato il premier – c’è una partita che da solo potrei anche vincere ma non basterebbe. Nel referendum la domanda è molto semplice: sì o no. Ma lì dentro c’è molto di più: c’è la riforma istituzionale». Renzi ha poi ribadito che «la riforma non è contro chi ha combattuto per la libertà».

MATTEO RENZI: «10MILA COMITATI PER IL SÌ AL REFERENDUM COSTITUZIONALE»

Il presidente del Consiglio ha anche invitato ad una forte mobilitazione per il sì al referendum costituzionale: «Noi da domenica 15 maggio pubblicheremo il modo con il quale fare i comitati per il sì al referendum. Fino a ottobre serve una gigantesca campagna porta a porta per chiedere se si vuole riportare l’Italia a due anni fa o andare a testa alta verso il futuro. Noi vogliamo arrivare a 10 mila comitati in tutta Italia, dalle 10 alle 50 persone per comitato». «Scegliamo di andare a vedere se la gente sta con noi, se gli italiani stanno con noi o no. Questo è un bivio. Questo è quello che ci attende nei prossimi cinque mesi. Girerò cime un globetrottrer. gireremo come matti».

MATTEO RENZI: «SE PERDO VADO A CASA»

Renzi ha anche confermato l’intenzione di abbandonare la guida del governo in caso di sconfitta. «Io non mi risparmio: non siamo noi a vincere questa sfida», ha dichiarato ribadendo che se dovesse perdere al referendum costituzionale andrebbe a casa. «La rottamazione non vale solo quando si voleva noi…. Se non riesco vado a casa», somo state le parole del presidente del Consiglio. «È essenziale che ognuno di voi si prenda un pezzettino e da domenica 15 maggio pubblicheremo come fare», ha aggiunto.

Il premier ha anche sottolineato che i parlamentari hanno approvato un riforma costituzionale che va contro il loro interessi personali: «I senatori del Pd hanno fatto come i tacchini che inneggiano alla festa del Ringraziamento: un grande segnale di una classe politica che è disposta a rinunciare a qualcosa. Aspetto lo facciano anche i sindacati, gli imprenditori…».

MATTEO RENZI: «L’11 O 12 MAGGIO ALLA CAMERA LA LEGGE SULLE UNIONI CIVILI» 

Renzi nel suo intervento ha parlato anche dei prossimi appuntamenti parlamentari, come l’approvazione della legge per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, già passata al Senato: «L’ 11 e il 12 maggio, con fiducia a naso, voteremo in Aula alla Camera la legge sulle unioni civili». Il voto sulla legge sul terzo settore dovrebbe poi arrivare il 25 maggio.

MATTEO RENZI: «SULLE BANCHE RISOLTI PROBLEMI CREATI DA ALTRI»

Il premier ha anche commentato le proteste davanti al teatro di risprmiatori truffati dalle 4 banche in default salvate con l’intervento dell’esecutivo. «Il governo ha risolto i problemi che altri hanno creato, quindi non c’è proprio discussione alcuna», ha detto Renzi. «Rispetto al clima è sempre bellissimo reimmergersi a Firenze, ci sono come sempre le polemiche. La questione delle banche è una questione molto semplice: noi sappiamo che il governo ha risolto il problema dei correntisti che altrimenti per responsabilità di altri sarebbero saltati in aria. Il governo si è preoccupato anche di dare una mano agli obbligazionisti subordinati grazie anche al lavoro dell’Unione europea. Non è un loro diritto, è un nostro tentativo di aiutare delle persone che si sono trovate in difficoltà ma che hanno comunque fatto degli investimenti che non erano degli investimenti sul conto corrente tradizionale, cioè non è che prendevano lo 0,5 o l’1%, avevano dei ritorni importanti». «Noi tuttavia abbiamo messo dei denari per dare una mano anche a loro. Poi che come sempre ci siano le proteste del movimento per la casa o di altri, sarei quasi rimasto male che non ci fossero state», ha aggiunto sorridendo prima di lasciare il teatro.

(Foto di copertina: ANSA / GIUSEPPE LAMI)

Fonte: Giornalettismo

venerdì 29 aprile 2016

Anche la Colombia ha legalizzato i matrimoni gay

La Corte costituzionale ha stabilito il diritto per tutti a sposarsi, in uno dei paesi più religiosi del Sud America

(EITAN ABRAMOVICH/AFP/Getty Images)

La Corte costituzionale della Colombia ha legalizzato i matrimoni gay, stabilendo con una maggioranza di sei giudici su nove che i matrimoni gay non violano la costituzione e che i giudici e i funzionari dello stato devono assicurarsi che il diritto al matrimonio venga garantito a tutti i cittadini. La sentenza diventerà irrevocabile ed effettiva tra un mese: a quel punto la Colombia, un paese a larghissima maggioranza cattolica, sarà diventato il quarto del Sud America ad aver legalizzato il matrimonio gay, che è già possibile in Argentina dal 2010 e in Uruguay e Brasile dal 2013.

Una decisione della Corte costituzionale del 2011 aveva già reso possibile la registrazione di unioni tra persone dello stesso sesso da parte di giudici e notai, ma diversi funzionari pubblici si erano rifiutati di registrare i matrimoni omosessuali a causa della vaghezza del linguaggio usato nella sentenza e per il fatto che il Parlamento non era riuscito ad approvare una legge sul tema, come richiesto dalla Corte costituzionale. Con la decisione di ieri, le circa 70 unioni registrate fino a oggi saranno automaticamente convertite in matrimoni. Un anno fa la Corte costituzionale aveva già deciso che le coppie gay possono adottare bambini anche quando non sono figli biologici di nessuno dei due o delle due partner.

La decisione della Corte è stata in realtà la conseguenza di un voto dello scorso 7 aprile su un ricorso che chiedeva di vietare esplicitamente la possibilità del matrimonio gay. In quell’occasione la Corte aveva giudicato inammissibile il ricorso, rendendo così già possibili in principio i matrimoni gay: se una cosa non è contraria alla costituzione, allora deve essere permessa dalla costituzione. Ieri, con la diffusione delle motivazioni della sentenza di inizio aprile, questo principio è stato esplicitato dai giudici: “tutte le persone sono libere di decidere di avere una famiglia in accordo con il loro orientamento sessuale e di ricevere uguale trattamento per la legge e la costituzione”, dice la sentenza. Secondo diversi giornali, è comunque probabile che gli oppositori del matrimonio gay proveranno a organizzare un referendum per cambiare la costituzione e vietarlo.

Fonte: Il Post

mercoledì 20 aprile 2016

C’è un’altra sentenza a favore della stepchild adoption

La procura di Torino ha dato parere favorevole alla richiesta di tre coppie di donne

(JOSE MANUEL RIBEIRO/AFP/Getty Images)

La procura di Torino ha dato parere favorevole alla richiesta di stepchild adoption, cioè la cosiddetta “adozione del figliastro”, fatta da tre coppie di donne: ognuno dei bambini è figlio di una sola delle componenti di ciascuna coppia. Il parere, insieme ad altre sentenze degli ultimi mesi, stabilisce un precedente significativo e rovescia la sentenza con la quale il tribunale minorile aveva invece respinto la domanda di adozione presentata dalle tre coppie. Ora dovrà prendere una decisione la sezione famiglia della corte d’appello di Torino a cui hanno fatto ricorso le donne dopo il primo rifiuto. La sentenza è attesa tra qualche giorno.

La stepchild adoption – che in inglese significa letteralmente “l’adozione del figliastro” – è la possibilità che il genitore non biologico adotti il figlio, naturale o adottivo, del partner. In Italia, di fatto, la stepchild adoption è prevista dall’attuale legge sulle adozioni del 1983 per i coniugi e anche per le coppie gay, sebbene con un percorso complesso e tortuoso attraverso i tribunali. Lo scorso febbraio il Senato aveva approvato la questione di fiducia chiesta dal governo Renzi su un maxi-emendamento presentato al disegno di legge sulle unioni civili che aveva come prima firmataria la senatrice del PD Monica Cirinnà. Il maxi-emendamento riscriveva la legge, estendendo alle coppie omosessuali alcuni diritti del matrimonio civile ma eliminando i riferimenti alla stepchild adoption presenti nella sua stesura iniziale.

Lo scorso marzo il tribunale per i minorenni di Roma aveva riconosciuto la stepchild adoption a favore di una coppia di donne che convivono da dieci anni e che avevano presentato ricorso: ognuna, in base al Titolo IV della legge 184 del 1983 sulle adozioni, potrà adottare la figlia dell’altra. È stato il primo caso in Italia di doppia adozione ma non il primo di stepchild adoption a favore di coppie gay per via giudiziaria: nel 2014 sempre il tribunale dei minorenni di Roma aveva riconosciuto l’adozione di una bambina di cinque anni da parte della compagna della sua madre naturale. A fine marzo, sempre il tribunale per i minorenni di Roma, aveva riconosciuto la stepchild adoption in favore di una coppia di uomini che avevano avuto un figlio tramite inseminazione eterologa effettuata all’estero, cioè la cosiddetta “gestazione per altri”: il procedimento per cui una donna mette a disposizione il proprio utero e porta avanti la gravidanza per conto di terzi.

Fonte: Il Post

martedì 12 aprile 2016

La legge contro i gay in Mississippi

Ci sono proteste da giorni per una legge che consente agli impiegati pubblici di non celebrare i matrimoni gay per motivi religiosi, tra le altre cose

Una manifestazione organizzata da attivisti e membri della comunità LGBT all'esterno degli uffici del governatore del Mississippi a Jackson - 4 aprile 2016

Nel Mississippi dalla scorsa settimana ci sono proteste e iniziative organizzate da attivisti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) contro una controversa legge firmata dal governatore Repubblicano dello stato, Phil Bryant, che dà la facoltà ai funzionari statali di rifiutarsi di celebrare i matrimoni gay per motivi religiosi. Il provvedimento dà anche la possibilità ai datori di lavoro di imporre politiche aziendali basate sulla loro religione, anche per quanto riguarda il modo in cui vestirsi, di radersi e come devono essere organizzati i servizi igienici. In alcuni passaggi la legge ricorda quella approvata a inizio aprile in North Carolina, che di fatto nega diversi diritti e libertà alle persone omosessuali.

Bryant ha sostenuto che il provvedimento serve a “proteggere le convinzioni religiose e morali delle persone, delle organizzazioni e delle associazioni private da azioni discriminatorie da parte dell’amministrazione statale”. La legge entrerà in vigore il prossimo luglio e l’American Civil Liberties Union, una delle principali associazioni per i diritti civili negli Stati Uniti, ha annunciato che sta valutando le iniziative da assumere nello stato del Mississippi, ricordando che nel North Carolina ha avviato una causa contro lo stato. La firma della controversa legge nel Mississippi è stata criticata da diverse aziende con stabilimenti nello stato, compreso il produttore di automobili Nissan. Il Mississippi però è uno stato molto conservatore e sembra che la legge abbia il sostegno di circa due terzi degli elettori: almeno secondo un sondaggio condotto da Family Research Council, un gruppo cristiano molto popolare e seguito.

Domenica 10 aprile il cantante Bryan Adams ha annunciato di avere cancellato un suo concerto in programma per il 14 aprile a Biloxi, scrivendo un breve messaggio su Instagram nel quale ha spiegato di non potersi esibire in uno stato dove “vengono negati i diritti civili ad alcune persone a causa del loro orientamento sessuale”.




Qualcosa di analogo era successo in North Carolina, dove Bruce Springsteen e la E Street Band avevano cancellato un loro concerto in programma a Greensboro, in segno di protesta per la legge contro le persone omosessuali.

Fonte: Il Post

venerdì 8 aprile 2016

Da oggi in Colombia i gay possono sposarsi

Sei giudici costituzionali su nove si sono espressi a favore dei matrimoni gay. Nel 2015 la corte costituzionale aveva già permesso le adozioni omosessuali

Attivisti festeggiano la decisione della Corte costituzionale colombiana. Credit: Reuters

La Corte costituzionale colombiana ha dato il via libera ai matrimoni omosessuali in Colombia, una nazione tradizionalmente conservatrice e a maggioranza cattolica.

Sei giudici su nove hanno votato contro la legge attualmente in vigore che prevede che a contrarre il matrimonio possano essere solo coppie eterosessuali e che assegna al parlamento e non alla corte costituzionale il compito di legiferare sulla materia.

“Ai gay devono essere garantiti gli stessi diritti degli eterosessuali e quindi anche la possibilità di contrarre matrimonio”, ha commentato Alberto Rojas, uno dei giudici che si è espresso a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Un piccolo gruppo di manifestanti si è riunito davanti alla corte per celebrare la decisione: “Questa decisione dice a tutti i conservatori che i diritti e l’uguaglianza non possono essere bloccati. Ma la lotta davanti a noi è ancora lunga”, sostiene l’attivista Luis Felipe Rodriguez.

Adesso la Colombia è la quarta nazione dell’America Latina a permettere i matrimoni gay, insieme a Argentina, Brasile e Uruguay. Messico City e altri stati del Messico hanno approvato leggi che permettono matrimoni omosessuali e la corte costituzionale ha stabilito che dovranno essere applicate a livello nazionale.

Per la prima volta nel 2011 la corte costituzionale colombiana aveva riconosciuto le coppie omosessuali come famiglie e aveva ordinato al parlamento di approvare una legge che riconoscesse loro gli stessi diritti delle coppie eterosessuali.

Se il parlamento non fosse riuscito a passare una legge sul tema entro il giugno 2013, le coppie gay avrebbero potuto automaticamente formalizzare la loro unione davanti a un giudice o un notaio.

Ma i principi stabiliti dalla corte erano vaghi e molte coppie sono rimaste in un limbo normativo.

Nel 2015 la corte costituzionale aveva già autorizzato le adozioni per le coppie gay, ma un senatore ha proposto un referendum popolare per abrogare la legge. Adesso gli attivisti temono la stessa sfida per i matrimoni omosessuali.

Secondo un’indagine condotta da un’università di Bogotà di orientamento conservatore, nella capitale il 70 per cento dei residenti è contrario all’adozione per le coppie omosessuali e il 57 per cento disapprova i matrimoni gay.

Fonte: The Post Internazionale

lunedì 21 marzo 2016

Un’altra sentenza ha permesso la stepchild adoption per una coppia gay in Italia

L'ha emessa il tribunale dei minorenni di Roma nei confronti di una coppia di uomini che ha avuto un figlio in Canada con la gestazione per altri

(RAUL ARBOLEDA/AFP/Getty Images)

Il tribunale per i minorenni di Roma ha riconosciuto la “stepchild adoption”, cioè la cosiddetta “adozione del figliastro”, in favore di una coppia di uomini che ha avuto un figlio tramite inseminazione eterologa effettuata all’estero, cioè la cosiddetta “gestazione per altri” o “surrogazione di maternità”: il procedimento per cui una donna mette a disposizione il proprio utero e porta avanti la gravidanza per conto di terzi.

Il Corriere della Sera ha scritto che i due uomini oggetto della sentenza hanno una relazione stabile dai tempi dell’università, ma non precisa il loro nome, quanti anni hanno o l’età del bambino (anche se sostiene che la sentenza «ha di fatto legalizzato una situazione esistente da tempo»). Non è il primo caso di “stepchild adoption” approvata da un tribunale italiano, dato che di fatto è già prevista dalle attuali leggi sulle adozioni: nel 2014 sempre il tribunale dei minorenni di Roma aveva riconosciuto l’adozione di una bambina di cinque anni da parte della compagna della sua madre naturale, mentre nel marzo del 2016 lo stesso tribunale di Roma ha riconosciuto la possibilità che una coppia di donne potesse adottare la figlia dell’altra. 


Il Tribunale per i minorenni di Roma ha emesso un’altra sentenza storica sull’adozione da parte di coppie omosessuali. Ha concesso l’adozione di un bambino, un maschietto, a due padri omosessuali che sono ricorsi ad una inseminazione eterologa, quindi ad una cosiddetta maternità surrogata, in Canada.



Fonte: Il Post

martedì 8 marzo 2016

L’omicidio di Luca Varani

La storia di cronaca nera più raccontata sui giornali di questi giorni: due ragazzi romani sono stati arrestati e accusati di concorso in omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà; uno ha confessato


Sabato 5 marzo i carabinieri di Roma sono entrati nell’appartamento di un ragazzo romano, Manuel Foffo, al Collatino, quartiere nella periferia est di Roma, e hanno trovato il corpo di un altro ragazzo, Luca Varani, con un coltello da cucina conficcato nel petto. L’omicidio e le torture che l’hanno preceduto sono state compiute nella notte tra giovedì 3 e venerdì 4 marzo. Risultano coinvolti due ragazzi: Manuel Foffo e Marco Prato. I due avevano bevuto e usato cocaina: Foffo ha confessato, entrambi sono stati accusati di concorso in omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà e si trovano a Regina Coeli. Oggi ci sarà l’udienza di convalida del fermo. La storia occupa molto spazio nei giornali di oggi.

Chi erano
Manuel Foffo ha 28 anni, è uno studente universitario ed è il proprietario dell’appartamento dove è stato compiuto l’omicidio. Suo padre è un assicuratore e gestisce anche un ristorante. Un anno e mezzo fa Foffo aveva avuto un incidente stradale e gli era stata ritirata la patente; la scorsa settimana aveva superato l’ultimo test su alcol e droga all’ospedale Pertini e la patente gli era stata restituita. Marco Prato (chiamato anche Marc) ha 29 anni, anche lui è uno studente universitario ed è un organizzatore di eventi. Il padre è Ledo Prato, manager culturale, segretario dell’associazione Mecenate 90, consulente del Mibac, il ministero dei Beni e delle attività culturali. Foffo lo aveva conosciuto poco prima di Capodanno. Diversi giornali riportano le parole di Foffo sulla loro frequentazione: «Marc è gay, io sono eterosessuale. Abbiamo avuto un rapporto e lui aveva un video, così ho temuto che potesse ricattarmi e ho continuato a vederlo».

Luca Varani aveva 23 anni, era originario della ex Jugoslavia ed era stato adottato da una famiglia di Roma, dopo aver vissuto in un centro d’accoglienza per minori nel suo paese. Conosceva Prato, era fidanzato.

Cosa è successo
Secondo la ricostruzione dei magistrati, raccontata ampiamente dai giornali, Manuel Foffo e Marco Prato si sono incontrati a casa di Foffo mercoledì 2 marzo. Per diverse ore i due hanno bevuto e assunto cocaina: secondo il verbale con la confessione di Foffo, la droga sarebbe stata portata da Prato, che avrebbe telefonato più volte a uno spacciatore per rifornirsi. I giornali riportano diversi stralci della confessione di Foffo: «Non so essere preciso sui grammi acquistati ma posso quantificare in circa 1.500 euro il denaro speso. Da quando avevo 18 anni faccio uso di cocaina in modo sporadico, solo in un periodo che ho trascorso a Ibiza per la stagione estiva ho fatto un uso continuativo di cocaina. Preciso che la decisione di usare della cocaina con Marco non è frutto di situazioni particolari da me vissute».

Il giorno dopo, giovedì 3 marzo, Foffo e Prato sono usciti in macchina: «Avevamo il desiderio di fare del male a una persona qualsiasi. Questa cosa è maturata nelle nostre menti nella notte di giovedì». Prato avrebbe telefonato a Luca Varani proponendogli 100 euro per un rapporto sessuale nell’appartamento di via Igino Giordani al Collatino e Varani avrebbe accettato: «Ricordo che il 4 marzo Marc ha mandato un messaggio WhatsApp a Luca. Quando è arrivato c’è stato quasi un tacito accordo tra me e Marc: gli abbiamo offerto alcol nel quale aveva versato Alcover. Poi Luca ha sofferto tanto», ha detto Foffo.

L’Alcover è un farmaco utilizzato per controllare la sindrome di astinenza da alcol e per il trattamento della dipendenza da alcol. Apparteneva a Foffo, gli era stato prescritto perché abusava di alcolici: «Marco lo ha messo nel bicchiere di Luca. Mentre noi siamo rimasti vestiti, Luca si è denudato e ha bevuto quanto gli avevamo offerto, poi è andato in bagno e si è sentito male. Qui Marco lo ha aggredito, io ho recuperato il martello che abbiamo usato e forse sono stato io a trovare anche i due coltelli (…). Luca non è mai riuscito a resistere alle nostre violenze, ma posso precisare che non ha mai gridato. Mentre lo colpivamo non provavo piacere però non ero in grado di fermarmi anche se ho avuto dei momenti in cui provavo vergogna per quello che facevo. Lo abbiamo davvero torturato. Ricordo solo che la morte è sopravvenuta dopo molto tempo e Luca ha sofferto molto. Non ricordo quante coltellate aveva alla gola, è stato Marco che ha inferto la coltellata al cuore lasciando dentro il coltello, Luca era ancora vivo prima di quella coltellata».

Il racconto è stato confermato dai primi risultati dell’autopsia: Luca Varani è stato torturato per diverso tempo, dopo essere stato colpito con un martello alla testa. Sul suo corpo sono state trovate decine di ferite, da punta e da taglio, in particolare sul viso e sul collo. Dopo aver ucciso Varani, Foffo e Prato hanno ripulito il pavimento della camera da letto e il bagno, hanno nascosto i vestiti di Varani in uno zaino e lo hanno buttato in un cassonetto. La fidanzata di Varani, Marta Gaia Sebastiani, che è stata interrogata dai carabinieri, ha raccontato di aver provato a contattare il compagno per diverse ore e che verso le 9.30 di venerdì mattina dal cellulare di lui è arrivato un messaggio in cui Varani diceva che l’avrebbe richiamata più tardi. A quell’ora, secondo il medico legale, Varani era già morto. A rispondere alla ragazza sarebbe stato dunque uno tra Foffo e Prato.

Dopo l’omicidio Foffo e Prato si sono addormentati: «Al nostro risveglio abbiamo capito cosa avevamo fatto». Sono usciti di casa e sono stati in diversi bar. Racconta Foffo: «È stato in zona San Giovanni che bevendo un bicchiere di vino Marco mi ha confessato che si sarebbe tolto la vita, cosa che mi ha ripetuto quando siamo andati a bere in un altro bar alla stazione Tiburtina. Siamo quindi andati in piazza Bologna per vedere l’albergo dove Marco si sarebbe voluto suicidare». A quel punto i due si sono divisi: Prato è andato all’hotel San Giusto, vicino piazza Bologna, dove abita il padre, tentando il suicidio assumendo dei tranquillanti; Manuel Foffo è rientrato invece nel suo appartamento: «Ho aperto tutte le finestre e mi sono seduto in salotto, non mi faceva piacere entrare in camera perché c’era il cadavere. Mi sono cambiato perché ero ancora sporco di sangue».

La confessione dell’omicidio di Luca Varani è arrivata circa 48 ore dopo i fatti. Sabato mattina alle 7.30 Foffo aveva appuntamento con la sua famiglia per andare al funerale di uno zio in Molise. Lì ha deciso di parlare al padre e di confessare: «La prima persona alla quale ho confidato l’omicidio è stato mio padre, ero in macchina con lui e gli ho detto di aver assunto cocaina e fatto l’omicidio, senza dargli i dettagli». Il padre ha convinto il figlio a costituirsi.

Fonte: Il Post

martedì 1 marzo 2016

Utero in affitto: cos’è la maternità surrogata, come funziona, cosa dice la legge


Utero in affitto, maternità surrogata: cos'è, come funziona, cosa dice la legge in Italia e negli altri paesi

‘Utero in affitto‘ è l’espressione utilizzata per definire la pratica della ‘maternità surrogata‘, detta anche ‘surrogazione di maternità’ o più semplicemente ‘gestazione per altri’, che consiste nell’impianto di un embrione in una donna che si impegna a portare un figlio in grembo e a consegnarlo dopo la nascita alla coppia committente.

UTERO IN AFFITTO, CHI RIGUARDA

All’utero in affitto ricorrono sia coppie eterosessuali che omosessuali. Le coppie eterosessuali ricorrono alla maternità surrogata quando sterili e solitamente utilizzano il proprio materiale genetico. Nel caso di omosessuali c’è invece necessariamente bisogno di una donatore. Se è l’ovulo a essere necessario, la donna che lo dona è diversa dalla portatrice.

UTERO IN AFFITTO, MATERNITÀ SURROGATA TRADIZIONALE E GESTAZIONALE

Esistono diversi tipi di ‘maternità surrogata’: una tradizionale, con l’inseminazione artificiale della madre surrogata, la donna che dovrà portare in grembo il bambino, ed una gestazionale, con l’impianto nell’utero di un embrione realizzato in vitro, che può essere imparentato con la coppia committente o anche provenire da donatrici.

UTERO IN AFFITTO, COSA DICE LA LEGGE IN ITALIA

La pratica dell’utero in affitto è consentita in molti paesi. In alcuni perché non viene esplicitamente proibita, in altri invece perché regolamentata. In Italia la maternità surrogata è vietata dalla legge 40 sulla fecondazione assistita. L’articolo 12 recita: «Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600mila a un milione di euro». La maternità surrogata è esplicitamente vietata anche in Francia, Germania, Spagna e Finlandia.

È importante precisare che sulla materia, oggetto di numerose pronunce di giudici italiani e internazionali, sono stati espressi verdetti molto diversi. A seconda dei casi sono state pronunciate sentenze di assoluzione, di non luogo a procedere o decreti di archiviazione nei confronti di coppie di genitori i cui figli erano stati partoriti all’estero mediante la fecondazione eterologa. Qualche sentenza ha anche sancito che i genitori di un figlio nato all’estero con la surrogazione di maternità possono diventare genitori legittimi al ritorno in Italia se la pratica viene effettuata in un paese che la consente. In sostanza i giudici non possono sanzionare reati che vengono commessi all’estero, e questo incentiva le coppie italiane (e non solo) a recarsi all’estero.

UTERO IN AFFITTO, COSA ACCADE AL RITORNO IN ITALIA

Cosa accade dunque nella realtà? Capita spesso che le coppie eterosessuali ritornano in Italia con un figlio nato da maternità surrogata all’estero e si presenta all’ufficiale di stato civile per la registrazione con un certificato di nascita estero, sul quale i due coniugi sono indicati come genitori. Se i due chiedono la trascrizione in Italia del bambino senza dichiarare che è nato con la tecnica dell’utero in affitto compiono il reato di falso in atti dello stto civile. In alcuni casi i giudici emettono sentenze severe, in altre sono tolleranti. Se il genitore genetico è uno solo dei due partner, succede invece che viene considerato solo lui come genitore, mentre l’altro potrà chiedere l’adozione del bambino, come previsto dalla legge sulle adozioni del 1984 (è il caso della cosiddetta ‘stepchild adoption’, di cui si è tanto discusso in queste settimane, ed è consentita per le coppie sposate). Lo stesso accade nel caso del figlio di una coppia omosessuale. Il bambino nato all’estero da maternità surrogata in questo caso viene registrato come figlio del padre biologico.

UTERO IN AFFITTO, COSA DICE LA LEGGE NEGLI ALTRI PAESI

I paesi più vicini a noi che consentono la maternità surrogata gestazionale anche dietro compenso, sono la Russia e l’Ucraina. In Russia la madre surrogata deve dare il suo consenso per la registrazione del bambino, ma non c’è necessariamente bisogno di un legame genetico dei genitori con il nascituro. Negli Stati Uniti sono 8 gli Stati che consentono l’affitto dell’utero. In Grecia la maternità surrogata è permessa solo nel caso in cui non ci siano vincoli genetici tra la madre surrogata e l’embrione e solo per le donne che non possono avere una gestazione propria. In Gran Bretagna è solo dopo la nascita del bambino (entro sei mesi) che i coniugi o partner di un’unione civile o conviventi possono chiedere l’adozione.

UTERO IN AFFITTO, IL DIBATTITO PUBBLICO

L’utero in affitto è una delle questioni più complesse sulle quali la politica si trova a discutere. Nel dibattito pubblico sembra comunque prevalere l’intenzione di vietare in maniera più netta la tecnica. In queste settimane un gruppo di senatori del Partito Democratico, compreso il capogruppo Luigi Zanda e l’ex ministro Anna Finocchiaro, ha promosso una mozione per impegnare il governo a «invocare, nelle forme e nelle sedi opportune, il pino rispetto, da parte dei Paesi che non ne sono firmatari, delle convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino», «a contrastare sul piano interno, europeo e sovranazionale ogni forma di legalizzazione della surrogazione di maternità» e, infine, «a promuovere l’adozione di un’apposita convenzione internazionale per l’abolizione universale della pratica della surrogazione di maternità».

(Foto di copertina: Ansa / Fusco)

Fonte: Giornalettismo

lunedì 29 febbraio 2016

I risultati dei referendum in Svizzera

La proposta di raddoppiare il San Gottardo è stata accettata, mentre quello controverso sulla "famiglia tradizionale" è stato respinto

Zurigo, Svizzera (FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Domenica in Svizzera si è votato per quattro referendum su altrettanti temi: il raddoppio della galleria del San Gottardo, l’iniziativa per concedere agevolazioni fiscali alle coppie sposate e specificare in Costituzione una definizione di matrimonio come unione tra un uomo e una donna, la proposta di espellere gli stranieri che commettono reati e il provvedimento per vietare la speculazione sulle materie prime alimentari. Tre referendum su quattro sono stati bocciati: solo quello sul tunnel stradale ha ricevuto l’approvazione, come suggerito da governo e Parlamento, che avevano fatto compagna contro tutti i referendum a parte quello del San Gottardo.

Raddoppio del San Gottardo: hanno vinto i Sì
Ha votato a favore della proposta il 57 per cento dei votanti, secondo i risultati ufficiali provvisori forniti dal governo svizzero. In alcuni cantoni i favorevoli sono stati quasi il 70 per cento e solo in quelli del Vaud e di Ginevra gli elettori si sono espressi contro l’opera di risanamento e raddoppio del tunnel stradale. La galleria è lunga 17 chilometri – tra le più lunghe d’Europa – e mette in comunicazione il Canton Ticino con il Canton Uri: è considerato un tratto di strada fondamentale per il traffico tra Italia ed Europa del nord. Attualmente il tunnel ha due corsie, una per senso di marcia, la proposta è costruire una seconda galleria in modo da avere due corsie per senso di marcia.

Gli oppositori del progetto dicono che aumentando la capacità del San Gottardo aumenterà il traffico che attraversa il paese, una condizione in contrasto con la Costituzione che nell’articolo sulla “protezione delle Alpi” vieta la costruzione di infrastrutture che potrebbero aumentare la quantità di traffico che attraversa il paese. Il governo ha spiegato che, a raddoppio ultimato, sarà comunque usata una corsia sola per ogni galleria, mentre la seconda sarà di servizio e sicurezza, quindi senza un aumento del traffico. Ambientalisti e parlamentari di sinistra ci credono poco e temono che in futuro il governo cederà alle pressioni dell’Unione Europea e dei trasportatori, che da tempo chiedono interventi per ampliare la capacità del tunnel.

Iniziativa contro la discriminazione della famiglia tradizionale: hanno vinto i No
Secondo i dati ufficiali provvisori hanno vinto, anche se di poco, i No con il 50,8 per cento. Molti cantoni hanno votato a favore, ma quelli con città più grandi come Zurigo, Basilea e Ginevra hanno contribuito a non fare passare la proposta, che era piuttosto subdola. La prima parte prevedeva l’introduzione di benefici fiscali per le coppie sposate, che secondo i proponenti sono svantaggiate perché quando si calcolano le imposte i redditi dei due coniugi sono sommati: a causa della progressività fiscale, per cui a maggior reddito corrispondono aliquote più elevate, due coniugi rischiano di pagare più tasse rispetto a una coppia non sposata i cui membri vengono tassati individualmente. Governo e Parlamento hanno fatto campagna per il No, ricordando che ci sono già sconti e detrazioni di altro tipo per chi è sposato, per riequilibrare le cose.

La seconda parte del quesito riguardava una modifica alla Costituzione per introdurre una definizione di matrimonio che, secondo i detrattori, avrebbe complicato se non impedito l’approvazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Espulsione degli stranieri: hanno vinto i No
Con il 58,9 per cento dei voti contrari, in Svizzera hanno respinto l’iniziativa popolare “per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati”. La proposta chiedeva di applicare più severamente il contenuto di un altro referendum votato sei anni fa, quando si votò un’iniziativa che obbligava il governo ad approvare entro cinque anni nuove leggi per espellere gli stranieri colpevoli di avere commesso un reato. Le leggi sono state approvate per tempo, ma i promotori (associazioni e parlamentari di centrodestra) avevano chiesto un ulteriore inasprimento con il nuovo quesito.

Iniziativa contro la speculazione sul cibo: hanno vinto i No
La proposta è stata bocciata dal 59,9 per cento dei votanti e ha avuto la maggioranza di Sì in due soli cantoni: Giura e Basilea. La proposta era stata presentata dai giovani del Partito Socialista e da alcune organizzazioni non governative, per vietare l’utilizzo di strumenti speculativi sulle materie prime alimentari. Secondo gli autori dell’iniziativa, l’utilizzo di titoli come i futures ha causato oscillazioni nel prezzo del cibo e contribuito ad aumentare la fame in varie parti del mondo. Il governo e il parlamento avevano consigliato di votare contro, perché la Svizzera non possiede borse dove sono contrattate grandi quantità di materie prime alimentari e quindi un divieto del genere applicato solo in Svizzera non avrebbe sostanzialmente avuto alcun effetto.

Fonte: Il Post

venerdì 26 febbraio 2016

Togliere l’obbligo di fedeltà anche dai matrimoni civili?

Durante la discussione di ieri alcuni senatori del PD hanno presentato un emendamento di una riga in questo senso

Gli appunti di Monica Cirinnà durante la discussione sul ddi Cirinnà, Roma, 25 febbraio 2016 (ANSA/ GIUSEPPE LAMI)

Il disegno di legge (ddl) sulle unioni civili – più noto come ddl Cirinnà, per il nome delle senatrice del Partito Democratico che ne è la prima firmataria – è stato approvato giovedì al Senato. Il voto è avvenuto in realtà su un maxi-emendamento, sul quale il governo aveva posto la fiducia e che sostanzialmente ha riscrive la legge. Prima di entrare in vigore la legge deve essere ancora approvata dalla Camera dei Deputati, dove però il Partito Democratico ha un’ampia maggioranza, quindi non dovrebbero esserci sorprese.

Ci sono due grosse differenze tra il ddl originariamente proposto da Cirinnà e la versione che è stata approvata ieri: la rimozione delle parti sulla cosiddetta stepchild adoption e quella sull’obbligo di fedeltà. Nella versione originale era scritto «con la costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione», in quella nuova è stato tolto “alla fedeltà”.

Mentre si discuteva sull’approvazione del maxi-emendamento al ddl Cirinnà, la senatrice del Partito Democratico Laura Cantini ha presentato un altro emendamento per chiedere di eliminare l’obbligo di fedeltà anche dai matrimoni civili, quelli delle coppie eterosessuali. L’emendamento è stato sottoscritto da altri undici senatori del PD, tra cui Monica Cirinnà, ed è composto di una sola riga: c’è scritto «togliere dall’articolo 143 del Codice Civile il riferimento all’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi».

Come scrive Giulia Siviero, la fedeltà nel matrimonio scritta nel codice civile è un retaggio dell’indissolubilità cattolica del legame matrimoniale (“Prometto di esserti fedele sempre” etc): ne è il derivato “accettabile” dal punto di vista della giurisprudenza. L’eliminazione dell’obbligo di fedeltà faceva parte delle richieste avanzate dal Nuovo Centro Destra ma anche da diversi emendamenti presentati al testo iniziale da alcuni senatori del PD per eliminare qualsiasi equiparazione dell’unione civile al matrimonio. Il senatore di NCD Renato Schifani ha detto: «Abbiamo abolito la stepchild adoption e abbiamo abolito l’obbligo di fedeltà più altre piccole innovazioni che ci danno la certezza della non omologazione al matrimonio delle unioni civili».

Fonte: Il Post