martedì 18 ottobre 2011

"Facciamo fuori il palazzo di Giustizia di Milano..."



"Io lascio oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica... Non c'è un'alternativa..."

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio

domenica 16 ottobre 2011

Precisazione sulla manifestazione di ieri


Con queste poche righe voglio fare una precisazione sulla manifestazione di ieri: era una manifestazione assolutamente PACIFICA, fino a quando un gruppo di black block del tutto ESTRANEO al corteo, si è associato, generando violenza e danni. GLI INDIGNADOS NON C'ENTRANO NULLA CON I BLACK BLOCK E CON GLI SCONTRI. Molti violenti sono stati infatti consegnati alla polizia dai manifestanti stessi.

Sono stato banale lo so, ma ne ho lette e sentite di tutti i colori

venerdì 14 ottobre 2011

Il governo ottiene la fiducia

Il governo ottiene la fiducia alla Camera: 316 i sì, 301 i no. Dopo che il governo era stato battuto sul rendiconto dello Stato, l'aula era stata chiamata ad un voto di fiducia. Il governo reggerà fino al 2013?

giovedì 13 ottobre 2011

Forza Gnocca in un quiz su 'Canal Plus'



In una recente puntata del quiz 'Les news de la semaine', sull'emittente francese 'Canal Plus' ai concorrenti viene chiesto il nome del nuovo partito di Silvio Berlusconi. Le opzioni: ''Liberté pour tous'', ''Allez Minette'' (la traduzione di Forza Gnocca),''Italia bella'' e ''Bunga party''. Stupore tra i partecipanti quando la conduttrice spiega loro che il nome scelto per il partito ''Allez Minette''.

Che grande reputazione che continuiamo ad avere all'estero...

mercoledì 12 ottobre 2011

Terzo mondo

La notizia è di poche ore fa:

Il ministro degli esteri dell’Uganda, Sam Kutesa, ha rassegnato le sue dimissioni, insieme ad altri due esponenti del governo, fra cui il ministro del lavoro, Mwesigwa Rukutana, prima dell’inizio del processo a loro carico per corruzione e abuso di potere.


Fonte: Non leggere questo Blog!

PROPRIO COME DA NOI...

lunedì 10 ottobre 2011

Buongiorno Mariastella, caffè?

"Governare con i tagli è la cosa più difficile. Basta, i tagli sono finiti. Nel 2012 la pianta organica dei docenti sarà stata ridotta di 80mila unità e lì ci fermeremo".

Queste sono alcune delle parole del ministro Mariastella Gelmini nell’intervista concessa a La Repubblica.

Buongiorno Mariastella, caffè?

sabato 8 ottobre 2011

Le foto della giornata 'Puliamo il mondo'

Vi posto alcune foto della giornata 'Puliamo il mondo', iniziativa più importante di Legambiente a livello nazionale. Anche nel mio piccolo paese, Pietramelara, è stata organizzata questa giornata, a cui ho preso parte anche io.






venerdì 7 ottobre 2011

'El Palacio de Berlusconi'

Palazzo Berlusconi si trova nella città di Rosario, in Argentina. Ma non è stato intitolato al Presidente del Consiglio da un gruppo di emigrati simpatizzanti. In realtà 'El Palacio de Berlusconi' è un sexy club, al centro della città, in via Sarmiento 1112. L'idea è venuta ad un tale Juan Cabrera, imprenditore locale nel ramo dei locali notturni...

giovedì 6 ottobre 2011

Addio Steve Jobs


Steve Jobs è morto. Il co-fondatore di Apple si è spento all'età di 56 anni dopo una lunga malattia. Le sue innovazioni in campo informatico e tecnologico hanno arricchito e migliorato le nostre vite. Se oggi è diventato facile accedere all'informazione libera è anche grazie a lui. Addio genio.

'I‎l nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario'

In ricordo di Steven Paul Jobs (Febbraio 1955 - Ottobre 2011)

mercoledì 5 ottobre 2011

Wikipedia si autosospende contro la legge bavaglio


Ecco il comunicato che si può leggere su (tutte) le pagine di Wikipedia per protesta contro la legge bavaglio:

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto —indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia
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Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Oggi l'unico strumento che rimane ancora libero, e consente una democratica circolazione delle notizie è internet. Per questo motivo la rete fa paura a chi comanda. O meglio, fa paura a chi comanda senza rispettare le leggi e le regole della democrazia. Per questo motivo questi stessi soggetti stanno cercando il sistema per porre un freno alla libertà di internet, per creare qualche legge che possa impedire a qualunque cittadino italiano di connettersi con il mondo e far sapere cosa ne pensa di quello che sta succedendo intorno a lui.

Ringraziamo per questo il nostro governo che propone leggi che censurano internet e l’informazione. E noi saremmo un paese libero e democratico?


P.S. su Facebook sono state create molte pagine che si schierano a favore di Wikipedia. Una di queste è la seguente: Rivogliamo Wikipedia - No alla legge bavaglio