martedì 31 agosto 2010

Gli italiani preferiscono i cibi locali

Una maggioranza assoluta del 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali che battono nettamente le grandi marche, le quali si fermano al 12 per cento. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg che giustifica il successo di esperienze di vendita di prodotti locali rispetto ai quello delle multinazionali come McDonald’s. Secondo l’indagine - continua la Coldiretti - per il 29 per cento degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 5 per cento dal prezzo.

La vittoria del prodotto legato al territorio è confermata dal fatto che quasi due terzi degli italiani (65 per cento) si sentirebbero più garantiti da un marchio degli agricoltori italiani rispetto al marchio industriale (13 per cento) e a quello della distribuzione commerciale (8 per cento). Si tratta - sottolinea la Coldiretti - di una opinione confermata da un vero boom degli acquisti diretti dai produttori dove compra regolarmente l’11 per cento degli italiani e ben il 47 per cento ha dichiarato di farlo almeno qualche volta durante l’anno.

La spesa in cantine, malghe o frantoi per acquistare direttamente dai produttori vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità supererà nel 2010 i 3 miliardi di euro secondo la Coldiretti e coinvolge 63mila imprese agricole attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle, sagre e oltre 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore - sottolinea la Coldiretti - è una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi a contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. Si tratta - continua la Coldiretti - di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo. Tra le motivazioni di acquisto dell’indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinità (71 per cento) seguita dal risparmio (40 per cento) e dal gusto (26 per cento).

“Favorire la presenza di prodotti locali nei punti vendita è anche l’obiettivo del progetto per una Filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo” ha affermato il presidente della Coldiretti Marini nel sottolineare che “questi prodotti sono già offerti tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare”.

lunedì 30 agosto 2010

Ibrahimovic, ma sotto c'è dell'altro...


Dopo aver blindato Ronaldinho e dichiarato incedibile Pato, Berlusconi ha acquistato un grande campione come Ibrahimovic. Il Milan inizia a fare di nuovo paura come qualche anno fa e si prepara ad una stagione da protagonista in Italia e in Europa. Tra l'altro in queste ore potrebbe arrivare anche un altro fuoriclasse, Robinho.

Berlusconi dunque ha rafforzato la sua squadra, visto che fino a poco tempo fa i tifosi rossoneri erano scontenti dell'operato della società, in primis proprio del Presidente. Ora, quasi a sorpresa, Silvio ha rimesso le mani al portafogli e ha iniziato nuovamente a interessarsi della sua squadra, come succedeva anni addietro. Ma tutto questo non è un po strano? Non credete che sotto c'è dell'altro? Cioè, non è che per accaparrarsi consensi in vista di possibili elezioni anticipate, si è scatenato col suo Milan? Dite la verità, ci avevate pensato eh?

domenica 29 agosto 2010

“Se tu non fossi tu”. Il Cav torna a cantare con Apicella. A ottobre il Cd

Mentre gli italiani sono costretti a fare i conti con una crisi economica devastante il Cavaliere torna a cantare insieme al suo inseparabile amico, Apicella. La passione del Cavaliere per la musica arriva da lontano: ama scrivere i testi e poi si diverte a cantarli, soprattutto accompagnato dalla chitarra dell’artista partenopeo conosciuto dieci anni fa durante una cena elettorale all’Hotel Vesuvio di Napoli.

“‘Se tu non fossi tu’ sara’ il pezzo di punta della compilation, dice Apicella. Sara’ venduto anche come singolo e con il presidente Berlusconi stiamo pensando a un video”. Un progetto che sa tanto di propaganda elettorale in vista delle possibili elezioni politiche.

Ecco alcune strofe in anticipo: ‘Se tu non fossi tu, sarebbe meglio, faresti parte solo di un dettaglio…’ “Il cd con 13 pezzi - dice - uscira’ il 9 ottobre in tutta Italia. Aspetto che passi questa maretta e poi, impegni di governo e politici permettendo, prendero’ un appuntamento con Berlusconi per definire il tutto”. Altri titoli del disco sono: ‘Ma se ti perdo’ e ‘Quann ‘o core’. ‘Stay with me’, invece, ha solo il titolo inglese mentre il testo e’ scritto in italiano. Questo album in preparazione sarebbe il quarto della serie. In cantiere, rivela Apicella, c’e’ anche un altro brano, in dialetto napoletano, che pero’ non fara’ parte del nuovo cd: ‘O core dint’ ‘o zucchero’.

Fonte: Dazebao

Nuova fonte di energia rinnovabile. Raccogliere elettricità dall’umidità dell’aria

Si prospetta una nuova fonte di energia pulita e rinnovabile. Raccogliere elettricità dall’umidità dell’aria. Dalle goccioline di vapore acqueo presenti nell’atmosfera.

L’idea – del tutto nuova – sarebbe da guardare con un certo sospetto se non fosse contenuta in una ricerca presentata durante questa settimana al convegno dell’American Chemical Society, una società scientifica e professionale che conta quasi 160.000 iscritti e che pubblica libri e riviste scientifiche. Ecco di cosa si tratta.

Fernando Galembeck, un ricercatore dell’Università di Campinas in Brasile, dice che le goccioline di vapore acqueo presenti nell’atmosfera non sono elettricamente neutre, ma si caricano di una piccolissima quantità di elettricità quando vengono a contatto con microscopiche particelle di polvere o di altri materiali presenti nell’aria.

Non solo. Una volta accumulata la carica elettrica, le goccioline possono trasferirla ad altri materiali con cui entrano in contatto.

Basta scegliere i materiali più adatti, dice Galembeck: si potranno realizzare dei pannelli con cui coprire tetti ed edifici. Egli ha battezzato l’elettricità così raccolta “hygroelectricity”, cioè “elettricità umida” o “elettricità dall’umidità”.

I luoghi migliori per trasformare in energia elettrica i raggi del sole sono notoriamente quelli più soleggiati. Per raccogliere l’ “hygroelectricity” sarebbero invece ideali i climi umidi.

Anzi, sostiene ancora Galembeck: assorbendo elettricità dall’atmosfera si preverrebbe addirittura la formazione dei fulmini che possono recare gravi danni a cose e persone.

Sul sito della American Chemical Society l’elettricità raccolta dall’aria potrebbe diventare la nuova energia alternativa

Sulle Bbc News il dibattito sulla possibilità di ricavare energia elettrica dall’aria

Fonte: Blogeko

sabato 28 agosto 2010

La soluzione di Bardanzellu per i randagi: incenerirli!

Gianfranco Bardanzellu, consigliere regionale del Pdl in Sardegna, ha proposto la sua soluzione per limitare il fenomeno del randagismo. Ecco cosa ha detto: "Davanti a un’emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti. E anche impopolari. Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati".

Un affermazione brutale, a dir poco sconcertante rispetto al vivere civile e alla bontà d’animo che dovremmo avere. Bardanzellu vergognati per quello che hai detto!

venerdì 27 agosto 2010

Facebook: censura e proibizionismo

2 giorni fa Facebook ha disattivato e chiuso il mio account. Senza alcun avviso. Senza alcuna spiegazione specifica. Utilizzavo Facebook per tenermi in contatto e comunicare con amici, conoscenti e lettori.

Ho contattato il social network e la risposta (probabilmente automatica) è stata che non possono fornirmi informazioni a riguardo per “motivi tecnici e di sicurezza”, infine che la “decisione è insindacabile”. A un’ulteriore email in cui chiedevo chiarimenti la risposta è stata: “Ti informiamo che non lo riattiveremo per nessun motivo, né ti forniremo ulteriori spiegazioni sulla violazione di cui sei responsabile o sul sistema che usiamo.”

Ho perso così centinaia di messaggi, note, foto e materiale vario. Fortunatamente ho sempre riportato il tutto anche sul mio blog personale, ma le discussioni, i dibatti, gli aggiornamenti di stato e soprattutto i contatti (oltre 1.100) sono spariti. Conoscevo già bene la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook, dal momento che mi occupo anche per lavoro di comunicazione sul web, ma dopo questo episodio sono andato a rileggermi per intero il regolamento e posso affermare con certezza di non aver violato in alcun modo le regole da loro imposte.

Ma penso di sapere il motivo per cui sono stato cacciato da Facebook: la cannabis! Una delle mie principali pubblicazioni infatti è dedicata agli stili di vita alternativi e alla cultura della canapa, a 360 gradi quindi dagli utilizzi ricreativi a quelli terapeutici, dalla coltivazione al lato industriale e tessile. La rivista (il cui nome è Dolce Vita, direttore responsabile Fabrizio Rondolino), è regolarmente registrata in un tribunale italiano da diversi anni, scrupolosamente seguita da un legale competente e distribuita nelle edicole delle principali città. Non prende posizione riguardo l’uso di sostante stupefacenti (qualunque esse siano), ma si limita a fornire le giuste informazioni a riguardo, invitando tutti ad una responsabilità personale e ad un’eventuale sperimentazione consapevole.

Su Facebook avevo aperto personalmente la pagina ufficiale della rivista e spesso sono intervenuto in dibattiti e discussioni riguardanti l’argomento. Considerando inoltre che Facebook ha appena censurato la campagna referendaria per la legalizzazione della cannabis in California, notizia di ieri, non resta che tirare le somme. A tal proposito riporto una dichiarazione di Pietro Yates Moretti, vicepresidente dell’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) che fa notare come “un intervento cosi’ pesante su un dibattito politico ha conseguenze sulla sfera pubblica e sui meccanismi della democrazia” e ci invita giustamente a riflettere sulla “pericolosità del monopolio di qualunque mezzo di comunicazione”.

Personalmente sto prendendo in considerazione l’ipotesi di avviare una procedura legale, come ha già fatto un anno fa Vittorio Zambardino, (giornalista de La Repubblica a cui Facebook aveva riservato un trattamento simile al mio ma per altri motivi), che cito testualmente: “Ho perciò deciso di fare di questa vicenda il terreno di una battaglia non personale ma di diritto. Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali. Qui il problema che abbiamo di fronte è quello dei diritti degli utenti di Facebook e delle regole della piattaforma, che non possono andare contro i principi che regolano lo stato italiano, oltre ad essere contrari ad ogni buon senso.”

Infine prendo questa cancellazione con filosofia, come se fosse un titolo, una piccola nota di merito nella mia carriera giornalistica da raccontare ai nipotini: “…quella volta, sono stato censurato da Facebook” =) Certo, se avessi usato il mio account per giocare a Farmville o condividere frasi stupide, non avrei avuto nessun problema. Ma io faccio altro, ne vado fiero e per questo continuerò a farlo. Sul mio blog, sui forum, sui siti e si… anche su Facebook!

giovedì 26 agosto 2010

La prova del dna, Hitler era ebreo e nordafricano

L’analisi del Dna di Adolf Hitler, ottenuto da campioni di saliva di 39 parenti del Fuehrer, dimostra che il dittatore nazista aveva origini ebraiche e nordafricane. E’ stato infatti rintracciato un cromosoma, Aplogruppo Eib1b1, raro tra gli occidentali, ma comune tra i berberi in Marocco, Algeria e Tunisia, e tra gli ebrei ashkenaziti e serfarditi. La ricerca è stata effettuata da un giornalista e uno storico belgi, Jean-Paul Mulders e Marc Vermeeren.

L’ Aplogruppo Eib1b1 è legato al 10-20% del cromosoma Y degli ashkenaziti e tra l’,8,6 e il 30% dei sefarditi. Già in passato era emerso che il padre di Hitler, Alois, fosse il figlio illegittimo di una cameriera di nome maria Schickelgruber e di un 19enne ebreo, noto come Frankenberger, ma in questo caso le prove non si basano su voci, bensì su rigorosi studi scientifici. Secondo il Daily Telegraph che riporta la notizia, tutti gli esami sono stati eseguiti in laboratorio in condizioni particolarmente severe in modo da non poter inficiare in alcun modo i risultati, qualunque fossero stati. Uno specialista di genetica dell’Università Cattolica di Lovanio, Ronny Decorte, ha definito “sorprendente” lo studio realizzato da Mulders e Vermeeren “affascinante soprattutto se lo si confronta con la concezione del mondo dei nazisti, nel quale razza e sangue sono elementi fondamentali per stabilire l’appartenza alla razza ariana”. Mulders ha sintetizzato il risultato delle analisi in modo lapidario: Si può dire chiaramente che Hitler era legato alle stesse persone che tanto disprezzava”.

Fonte: Dazebao

mercoledì 25 agosto 2010

Sakineh. Appelli da tutto il mondo per salvarla. Passi dalla Farnesina

Tutto il mondo si sta mobilitando in queste ore per lanciare un accorato appello affinchè l'iraniana Sakineh Mohammadi-Ashtiani non sia giustiziata. La donna, condannata alla lapidazione dopo quello che i suoi avvocati hanno definito un processo farsa, è attualmente reclusa in carcere. In Francia l'appello è stato firmato, tra gli altri, anche dall'ex presidente Chirac. In Italia la Farnesina si sta impegnando per vie diplomatiche con il governo iraniano, mentre una gigantografia della donna iraniana è stata esposta sulla facciata di Palazzo Vecchio a Firenze.

"Il nostro appello a favore di Sakineh, che sta per essere diffuso in tutto il mondo - dice Daniel Salvatore Schiffer, il filosofo che ha promosso originariamente l'iniziativa - è stato pubblicato integralmente anche sul sito del Nouvel Observateur (dopo la pubblicazione su Le Monde, Le Soir, La Libre Belgique e Tageblatt). Tra i firmatari in Belgio si è aggiunta anche la signora Fadila Laanan, ministro belga francofono della Cultura, dell'Audiovisuale, della Salute e dell'Eguaglianza". All'appello promosso in Francia, invece, hanno aderito due ex presidenti della Repubblica, Jacques Chirac e Valery Giscard d'Estaing. La 'premiere dame' Carla Bruni ha assicurato che il presidente Nicolas Sarkozy si adopererà in ogni modo per la causa della donna iraniana.

In Italia aumentano di ora in ora i firmatari illustri dell'appello, tra gli ultimi il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ha sostenuto: "Sento forte attorno a me il sostegno dei cittadini del nostro territorio, e credo che sia giusto mobilitarsi per il rispetto dei diritti umani. Una condanna a morte per lapidazione al giorno d'oggi appare come una barbarie. Non possiamo fare finta che questi fatti non accadano, nè possiamo rinunciare a far sentire la nostra voce."

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi si è prodigato perchè venisse esposta sulla facciata di Palazzo Vecchio, sede del Municipio di Firenze, una gigantografia della donna iraniana con scritto 'Save Sakine'. "Penso a una donna di 43 anni che il regime iraniano vorrebbe vedere morta a colpi di pietre, perché colpevole di rapporti con uomini diversi dal marito - scrive sul proprio profilo facebook Renzi - L'immagine di Sakineh sarà sul terrazzo di Palazzo Vecchio a ricordare a tutto il mondo che Firenze starà sempre dalla parte della libertà. E che la città dell'Elettrice Palatina starà sempre dalla parte della libertà delle donne".

Intanto la Farnesina, secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche, starebbe facendo dei passi ufficiali verso le autorità iraniane nell'auspicio che non venga resa esecutiva la sentenza di morte.

Fonte: Dazebao

martedì 24 agosto 2010

Gli stupri di massa dei ribelli in Congo

Almeno duecento donne e quattro bambini sono state stuprati dai ribelli nella Repubblica Democratica del Congo, quello che un tempo si chiamava Zaire, durante l’assedio della città di Luvungi che si è protratto per sei giorni. Le violenze sarebbero avvenute a pochi chilometri da una base del corpo di pace ONU, a riportarlo è l’Associated Press.

Il 30 luglio e il 4 agosto scorso i ribelli ruandesi del FDLR, le milizie responsabili del genocidio del ‘94, e quelli congolesi del Mai-Mai avevano occupato la città situata nelle regioni orientali del Paese nei pressi del confine con il Ruanda. Luvungi e gli altri villaggi dove sono stati perpetrati gli stupri distano fra i quindici e i trenta chilometri dalla missione ONU di Kibua dove è presente un corpo di peacekeeping.

La missione delle Nazioni Unite ha fatto sapere di non essere potuta intervenire immediatamente a causa del blocco stradale operato dai ribelli. Soltanto 25 caschi blu sarebbero poi stati mobilitati, ma l’esiguo numero della compagnia avrebbe impedito al corpo di pace di assicurare la sicurezza in tutti i villaggi attorno: alcuni testimoni hanno raccontato che i ribelli fuggivano all’arrivo dei caschi blu, per poi tornare quando questi si dirigevano verso il villaggio successivo.

Non ci sarebbero stati combattimenti sanguinosi né uccisioni, ma saccheggi sistematici e violenze sessuali di gruppo nei confronti di tutte le donne dei villaggi. Le vittime sarebbero state violentate nelle loro case, di fronte alle proprie famiglie, e alcune sarebbero state trascinate nel bosco e brutalizzate da più uomini. Anche quattro bambini, tutti di età inferiore ai due anni, avrebbero subito gli abusi dei ribelli. Gli operatori sanitari internazionali hanno soccorso a 179 donne, ma il numero potrebbe essere di gran lunga maggiore visto che molti civili sono ancora nascosti per timore di nuovi assalti.

La Repubblica Democratica del Congo è uno dei Paesi al mondo dove lo stupro sistematico è usato più comunemente come strategia di guerriglia: soltanto nel 2009 sono stati denunciati più di 8300 stupri, ed è probabile che il numero delle violenze che non vengono denunciate sia ancora maggiore. Anche per questo il governo congolese ha chiesto il ritiro della missione ONU nel Paese – con 20 mila uomini all’attivo è la più grande fra quelle attualmente schierate dalle Nazioni Unite nel mondo – manifestandone il fallimento nel raggiungere i propri stessi obiettivi di protezione dei civili. Spesso, tuttavia, sono le stesse truppe governative a essere accusate di saccheggi e stupri.

Fonte: Il Post

lunedì 23 agosto 2010

Stanno raccogliendo il pomodoro E-312


A Taranto non si può allevare a 20 chilometri dall'area industriale per contaminazione da diossina. Ma si possono raccogliere i pomodori a poche decine di metri dall'Ilva.

domenica 22 agosto 2010

Anch'io, a settembre, non aprirò agli sconosciuti

Il Pd tace; stiamo assistendo alle prove generali di una pulizia etnica su scala europea, e il Pd tace. Chiuso per ferie, fino a settembre, mese per il quale Bersani annuncia "la più grande mobilitazione porta a porta che un partito abbia mai promosso":


Il governo Berlusconi ha provocato, e sta provocando, danni enormi al Paese, ma Berlusconi prima o poi sparirà, mentre la Civiltà, una volta che la si mette alla porta, solo a fatica può essere ripristinata.

Quindi, caro Partito democratico, se proprio non ti riesce di sprovincializzarti un poco, depenna pure il mio indirizzo dalla lista delle abitazioni cui far visita, ché casa mia è l'Europa, ancor prima dell'Italia: certe sirene, qui, non incantano nessuno.

p.s.: il cestino, quello dentro cui gettare depliant, volantini e cataloghi pubblicitari, lo trovi subito in basso a sinistra, sotto la buca delle lettere.

sabato 21 agosto 2010

Nucleare in Italia, ma dove? I possibili siti e le mappe del rischio di terremoto e incendio

Centrali nucleari in Italia, ma dove? Le notizie sugli incendi russi che hanno minacciato siti nucleari (bruciati anche boschi contaminati dalla catastrofe di Chernobyl, tornate nell’aria le sostanze radioattive assorbite dalla vegetazione) suggeriscono un esercizio interessante.

Si tratta di prendere la mappa delle zone a rischio d’incendio boschivo in Italia e di sovrapporla alla mappa del rischio di terremoto: perchè l’Italia, a differenza della Russia, è una terra notevolmente ballerina.

L’ha fatto il blog Italiani Imbecilli (quel nome non l’ho mica scelto io!): e guardate il risultato.

Questa è la mappa del rischio degli incendi boschivi in Italia. Italiani Imbecilli non cita la fonte, ma la cartina è sul sito dell’Osservatorio sugli incendi boschivi. Le zone rosse sono ad alto rischio, quelle gialle a medio rischio.


Fra parentesi, sul fronte del caldo e degli incendi russi ora va meglio: maltempo e fresco in arrivo. Ed ora la carta del rischio sismico in Italia. Non sono riuscita a rintracciarne la fonte, ma la mappa dell’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia dice le stesse cose, anche se con una grafica diversa.


Ed ora la somma, diciamo così, delle due carte (il rischio sismico da rosso è diventato blu per chiarezza grafica); i cerchi indicano i luoghi che paiono candidati ad ospitare le centrali nucleari. Non c’è molto da stare allegri, vero?


Su Italiani Imbecilli Nucleare in Italia? Russia docet

Mappa del rischio di incendi boschivi

Mappa del rischio sismico secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Su Adnkronos in Russia incendi in calo e maltempo in arrivo

Su Terra gli incendi in Russia e l’eredità nucleare

Fonte: Blogeko

venerdì 20 agosto 2010

A Lodi la mafia non esiste ma i matrimoni con mafiosi e cammorristi sì

Lodi è una piccola città a forma di paesello che fa finta di essere in provincia di Lodi. Marudo è un paesello che nemmeno finge di essere provincia ma si ritrova in provincia di Lodi. A Lodi la mafia non esiste e comunque se esiste non se ne parla perché è maleducazione. Qui è passato praticamente indenne Giampiero Fiorani che, in fondo, è una brava persona che ha fatto del bene per la propria città. Dicono i benpensanti che nelle ultime operazioni di ‘ndrangheta Lodi è stata schivata: è vero, il boss dei gelesi collegati a Rinzivillo scorrazza come un lodigiano qualunque nel centro di Lodivecchio. La mafia è così: se non ne scrivi o ne parli, in fondo non esiste.

Questa storia che sto per raccontare è una storia da tre soldi e, per molti, una delle solite invenzioni dei professionisti antimafia. Per questo sono sicuro che verrò convocato al più presto per pagare le mie falsità.

Ma andiamo con ordine. A Marudo in provincia di Lodi c’è bella fabbrichetta a forma di cartiera. I due proprietari sono proprio una bella coppia di famiglia da Mulino Bianco. Lei sposa lui, cavallo bianco, castello e tutti felici e contenti, residenti a San Angelo Lodigiano. Un giorno, però, sfogliando con commozione il proprio album di nozze lei riconosce tra i propri invitati la crema degli arrestati e latitanti casalesi e gelesi. Proprio un bel regalo di nozze, a Lodi dove la mafia è un’invenzione e la provincia ne è immune. Lui, messo alle strette, si dice che in questi giorni si sia redento. Non proprio per amore, ma forse per i trent’anni di condanna che gli ciondolano sul gozzo. E comincia a parlare, l’infame. È amico intimo di Casalesi non proprio modello di giustizia e legalità, se la spassa con i 4 ridicoli picciotti di Lodivecchio che giocano a fare i boss gelesi amici di Rinzivillo e che probabilmente si incontrano ancora tutti come ai vecchi tempi (fino a qualche tempo fa al ristorante Cà Bianca di Castiraga Vidardo). Lei trema per l’eroismo parlante del marito convertito. Casalesi, gelesi e un pizzico di Calabria. Nessuno sa, nessuno ne parla. L’importante è che scorra tranquilla la vita della provincia immune dalle mafie in questo soleggiato ferragosto. Adesso aspettiamo che ne parlino tutti o smentiscano. O no?

giovedì 19 agosto 2010

Vendola sorpassa Berlusconi: per ora “solo” su Facebook


E’ virtuale ma è pur sempre un sorpasso. Il governatore Nichi Vendola mette la freccia a sinistra e sorpassa Silvio Berlusconi. Non di elezioni si tratta, neppure di sondaggio ma semplicemente, ma di questi tempi non è proprio poco, del social network Facebook.

Nella mattinata di giovedì 19 agosto il leader di sinistra e libertà ha superato come numero di fan, proprio il presidente del consiglio. Poco dopo le 11 del mattino Vendola è a quota 227.173 e Berlusconi “arranca” a 227.089. Qualche precisazione è d’obbligo: tradurre i fan su Facebook in voti è un gioco che è eufemistico definire azzardato. Non solo: sul social network, tra profili privati, personaggi e gruppi i Berlusconi o presunti tali e i Vendola sono svariate decine. Una computazione esatta, quindi, è una mission impossible.

La classifica, aggiornata quotidianamente dall’imprenditore toscano Daniele Baroncelli sul suo sito, quindi, conterà pochino. Eppure qualche piccolo mal di pancia deve averlo procurato se è vero, come è vero, che il sorpasso spinge il responsabile internet del Pdl Antonio Palmieri ad una precipitosa precisazione: Berlusconi non ha una pagina ufficiale su Facebook: quella a cui fa riferimento la classifica è stata creata da un simpatizzante del premier, e si tratta di una delle tante pagine create sul social network. Per ottenere il numero dei fan su Facebook su Berlusconi dovremmo sommare i fan di tutte le pagine create”. ”Non lo diciamo per sottrarci a un confronto con Vendola, perché ci mancherebbe altro ad aver paura di confrontarci con lui” conclude Palmieri.

La fan page di Vendola, invece, è gestita in modo professionale – con tanto di aggiornamenti ogni due ore e discussioni sulla bacheca.

Resta, però, un altro dato numerico a far riflettere: pagina ufficiale per pagina ufficiale, andando a vedere i fan di Bersani si scopre che sono poco più di 31.000, un settimo di quelli dei suoi possibili avversari in caso di primarie prima e politiche poi. Certo, internet è popolato soprattutto da giovani, ma il divario di fan sembra veramente alto.

Per Umberto Bossi ”c’è sotto qualcosa di strano” sul fatto che Nichi Vendola abbia superato Silvio Berlusconi per numero di amici in Facebook. ”Basta dare un’ordine alla sinistra e tutti votano, vanno in quella direzione – ha affermato a Calalzo il ministro leghista – Se è così vuol dire che c’è sotto qualcosa, vedremo”.

Vicenza. Aborti clandestini, feti gettati nel water. Arrestato ginecologo

Con l'accusa di interruzione volontaria della gravidanza in una struttura non idonea, falso ideologico e favoreggiamento della prostituzione è finito in manette un ginecologo in servizio presso l'ospedale di Arzignano, Rowland Williamson Taylor, 49 anni, originario della Sierra Leone e residente a Grumolo delle Abbadesse nel vicentino. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Eliosa Pesenti su richiesta dei pm Paolo Pecori e Barbara Munari ed eseguita dai Carabinieri di Vicenza.

Secondo l'accusa, il medico dal 2006 ospitava le donne nella propria abitazione, che aveva trasformato in un vero e proprio studio con tanto di farmaci e attrezzature mediche per praticare gli aborti, per i quali si faceva ricompensare con somme che variavano dai 500 fino ai 1.500 euro. Una volta terminata l'operazione Taylor si liberava dei feti gettandoli direttamente nello scarico del bagno.

Fonte: Dazebao

mercoledì 18 agosto 2010

I miracoli estivi di Bossi

Parlano tutti in questo periodo e neanche si accorgono che non li ascoltano più o che gli italiani sono semplicemente disgustati. Neanche è possibile dare la colpa al caldo visto che, almeno a Ponte di Legno dove Bossi trascorre le ferie, è quasi freddino di questi tempi e con questa estate.

Bossi comunque è sempre uguale a se stesso, quando parla lo fa spesso con l'arroganza tipica di chi pensa di dire solo profonde verità invece che banali pensieri. Questa volta la sua intervista appare su affariitaliani.it dove il Senatur ritorna per prima cosa sulla questione del governo tecnico affermando che la lega non lo permetterà perchè questo, oltre ad essere un disastro, servirebbe solo "a cambiare le leggi che non piacciono alla sinistra, a fare una nuova Finanziaria, a far saltare in aria tutti i conti pubblici, o a mettere in pista una nuova legge sull'immigrazione che ci riempirebbero di nuovo di immigrati".

Tranquillizza però il suo popolo, con le parole che questo capisce, parla di truffe messe in piedi da un palazzo che sembra a lui estraneo e minaccia ancora una volta di far scendere in piazza milioni di lombardi, di veneti e di piemontesi. Anche questo fa parte della manipolazione della realtà visto che, già lo ha sottolineato Napolitano, non esistono governi tecnici, ma solo politici. Si dà il caso che la nostra sia ancora una democrazia parlamentare dove il candidato premier, appena ricevuto dal Presidente della Repubblica, l'incarico di formare un governo, si presenta in parlamento, e se questo approva, governa.

Nulla di più e nulla di meno, tutto il resto è frastuono, incompetenza ed ignoranza della costituzione, anche se lo dice persino il Ministro di Grazia e Giustizia in persona. Ma si sa, Bossi è meglio, è capace di profondi miracoli, sopratutto a parole, ne volete una prova estiva? E il miracolo estremo quello del Senatur, è persino riuscito questa volta a trasformare una legge elettorale che un suo collega ministro, come lui leghista, ha definito, tempo addietro, una porcata tremenda. Ora lui, il Senatur l'ha trasformata in una buona legge. E la difende anche sostenendo, non che a lui conviene, ma che è "ottima", anzi "è una legge perfetta, non una porcata. Prima, molto prima, era una porcata ora no.

Questi si che sono miracoli, è come trasformare, non l'acqua in vino, visto che questo lo sa già fare qualcuno, ma addirittura lo sterco in champagne. E così i leghisti possono bersi anche questo. Molto meglio così d'altronde, visto che ultimamente il loro stomaco è diventato di ferro, digerisce tutto, non solo le porcate più tremende, ma anche i latrocini veri e propri, le ruberie più sfrontate, non solo quelle romane, ma da ogni parte d'italia provengano.

Unico miracolo non riuscito al Senatur? Trasformare una trota in un delfino e farlo digerire, o credere, a tutti i suoi.

Fonte: Azzurro

martedì 17 agosto 2010

E' morto Francesco Cossiga


Il presidente emerito della Repubblica era ricoverato da lunedì della scorsa settimana al policlinico Gemelli di Roma.

Vogliamo ricordarlo così:


lunedì 16 agosto 2010

Codice della strada. Una multa può costarvi lo stipendio. Ecco il nuovo tariffario


L’estate è la stagione in cui lavorano di più vigili urbani e polizia stradale visto il notevole traffico di auto per le vacanze sia sulle strade per il mare che per i monti. E, sono in tanti a violare il codice stradale. C’è da dire poi che in Italia, a differenza di altre nazioni, il “listino” delle contravvenzioni viaggia a “prezzo fisso” indipendentemente da quanto i conducenti dichiarino all’erario.


Ecco quindi un periodo decisamente florido per le casse dello Stato.
 Diamo, dunque, uno sguardo a quel che si rischia considerando anche le novità introdotte dalla recente Riforma del Codice della Strada, ricordando che una guida eccessivamente veloce non solo mette a rischio la nostra e la sicurezza di altri, ma anche il saldo del conto corrente e… dei punti patente!

Superamento del limite entro i 10 Km/h
Multa di 38 Euro.

Superamento del limite tra 10 e 40 Km/h
Multa di 155 Euro e decurtazione di 3 punti dal saldo patente.

Superamento del limite tra 40 e 60 Km/h
Multa di 500 Euro; decurtazione di 6 punti dal saldo patente; sospensione della patente da uno a tre mesi.

Superamento del limite di oltre 60 Km/h
Multa di 779 Euro; decurtazione di 10 punti dal saldo patente; sospensione della patente da sei a dodici mesi.

Retromarcia in autostrada
E’ un pericolosissimo “classico”, figlio della distrazione e della mancata “uscita” nello svincolo desiderato. Il Codice della Strada lo punisce in modo particolarmente severo, al pari di chi supera il limite massimo di velocità di oltre 60 Km/h! Anche in questo caso si perdono infatti 10 punti dal saldo patente, mentre la contravvenzione è pari a 389 Euro.

Occhio ai sorpassi
Tra gli strumenti a disposizione delle Forze dell’Ordine per contrastare queste infrazioni abbiamo quindi il classico autovelox (che “immortala” il reato con una fotografia in un dato punto della strada) ed il Tutor, che al contrario valuta se far scattare o meno la contravvenzione basandosi sulla velocità media che avremo percorso in un determinato tratto (da un punto A “d’inizio” ed un punto B di “fine”). A questi, sulle strade statali si aggiunge lo “stana sorpassi”. Alcune telecamere posizionate in punti più o meno pericolosi fotografano le vetture alle prese con sorpassi dove non consentito. La sanzione minima è di 74 Euro con perdita di 3 punti dal saldo patente, ma nel caso in cui il sorpasso sia avvenuto in zone particolarmente pericolose (ad esempio in curva) si rischia molto di più: multa da 150 Euro; decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da uno a tre mesi.

Agevolazioni
Infine ricordiamo che in base alle nuove regole del Codice introdotte dalla recente Riforma è possibile, per le multe oltre i 200 Euro e nel caso si dichiarino redditi bassi, di poter rateizzare l’intero importo. Mentre nel caso di sospensione della patente si può richiedere al Prefetto una deroga di tre ore al giorno al fine di andare e tornare dal lavoro o per assolvere ad incarichi socialmente utili. In questo caso però è previsto un allungamento dei tempi di sospensione del permesso di guida.

Fonte: Dazebao

domenica 15 agosto 2010

Buon Ferragosto


La pubblicazione degli articoli riprenderà regolarmente domani.

N.B. non sono assolutamente in vacanza, non ci sono ancora stato e purtroppo neanche ci andrò perchè non posso permettermela e perchè sto lavorando la sera. Ma oggi non avevo voglia di scrivere e/o riportare nulla.

sabato 14 agosto 2010

Nel varesotto la Lega si regala un ponte comunale


A Castronno, nel varesotto, la locale giunta comunale -un monocolore leghista- ha pensato bene di approfittare di alcuni lavori di rifacimento per far comparire d'incanto, scolpito in granitica lastra verde, il Sole delle Alpi, simbolo del Carroccio, sul fianco di un ponte pedonale, punto di accesso in paese.

Qualcosa di simile già era successo, lo scorso anno, nel bergamasco e, solo un mese fa, nel veronese.

Possiamo decidere che si tratta di episodi marginali, irrilevanti, da relegare tra le notizie di colore. Oppure che i ponti, le strade, le città, il Paese, ancora ci appartengono. Sta tutta qui la differenza tra consapevolezza e inconsapevolezza, tra cittadinanza e sudditanza.

venerdì 13 agosto 2010

156 miliardi di ragioni per mandarli a casa

Riprendendo i concetti già espressi in precedenti articoli, oggi (ipoteticamente, sul lato pratico) tramite le elezioni e la politica deleghiamo qualcuno, affinchè faccia i nostri interessi, per cinque anni. Potremmo controllarlo, manifestare le differenze, rendere pubbliche le truffe e, per questa via (quale pia illusione, nella realtà), ottenerne le premature dimissioni. E’ tutta un ipotesi (da qui il sarcasmo) perché il cittadino non si rende conto, o non lo vuole fare, della situazione in cui siamo finiti. Abbiamo Premier e Ministri che vaneggiano spudoratamente di riprese economiche, un partito che si spaccia come localista, che ne approfitta per sparate incredibili eppure nessuno (e il portafogli lo abbiamo in tasca tutti) si rende conto della realtà: la produttività, quella seria, si è arrestata almeno dal 1998.

Il Premier ed i Ministri, di cui sopra, sostengono che si vende, ma i consumi sono in discesa, direi in picchiata, da più di due anni. Costoro (ed i localisti) affermano che in Italia si pagano le tasse, eppure agenzie stimatissime calcolano di un evasione fiscale pari a 156 mld/anno, che ben suddivisi equivalgono a 4 manovre finanziarie da 40 miliardi; a queste cifre possiamo aggiungere anche la corruzione, la quale indebita ogni italiano per 25.000 euro all’anno. Recuperare queste cifre (anzichè starnazzare) ci consentirebbe di andare in pensione ad un età decente, di avere una sanità ed un istruzione all’avanguardia, un welfare da invidia e chissà quant’altro, oltre ad una riduzione drastica del debito pubblico. In risposta a questo Lega e Governo approvano invece una manovra laddove si aumentano ancora le tasse, riducendo quindi la produttività, ci allungano i tempi per andare in pensione, tagliano i fondi destinati ai servizi locali ed in più (conoscendo anchessi le cifre) si impegnano a recuperare dall’evasione di 156 miliardi/anno stimati, solo 8, dico 8. Di che altro necessita ancora ad un popolo che, a parole, si dichiara indignato dalla politica, affinchè si renda conto della situazione in cui siamo finiti?

giovedì 12 agosto 2010

Le nuove strategie di Silvio


Silvio Berlusconi è un uomo troppo furbo. Una volpe. In questo periodo il ducetto di Arcore ne sta studiando una delle sue. Anzi due delle sue, per essere più precisi. La doppia strategia di Silvio ormai è palese e consiste da un lato nel distruggere Fini sulla questione della casa di Montecarlo, dall'altro esaltare ancora di più la sua figura con una gigantesca campagna sul territorio tramite 50mila gazebo sparsi su tutto il territorio nazionale.

Dunque, con questa duplice mossa (e con la collaborazione della 'sua' informazione), Berlusconi dovrebbe ritrovare la maggioranza alle Camere e riguadagnare un buon consenso nell'opinione pubblica. E, sembra un paradosso, potrebbe anche 'accontentarsi' delle elezioni anticipate visto che sarebbe comunque un ottimo inizio della campagna elettorale. Che furbo Silvio. Non ci avevate pensato eh?

Condannata una scuola di Padova che non offriva l’ora alternativa alla religione

L’Istituto Comprensivo Vivaldi di Padova non offriva l’insegnamento alternativo alla religione, come richiesto dalla legge, così due genitori hanno deciso di ricorrere al tribunale per far valere i loro diritti e consentire alla loro figlia di non seguire le ore di religione. I giudici del Tribunale Civile di Padova hanno dato loro ragione e hanno condannato la scuola e il Ministero dell’Istruzione a un risarcimento danni di 1.500 euro per aver discriminato l’alunna e non aver fornito un servizio richiesto dalle norme che regolamentano l’insegnamento della religione nella scuola primaria.

Lo scorso anno i due genitori avevano scelto di non far seguire l’ora di religione alla loro bambina.
I responsabili della scuola avevano però spiegato che non era previsto un insegnamento alternativo alla religione, cosa che obbligava di fatto l’alunna a rimanere in classe o a trasferirsi in classi parallele. I genitori avevano così deciso di fare ricorso in tribunale e la sentenza è arrivata lo scorso 4 giugno.

Nelle motivazioni, il collegio giudicante valuta l’accaduto come una «discriminazione indiretta nell’esercizio del diritto all’istruzione e alla libertà di religione». Secondo i giudici, la scuola ha inibito «la libertà di religione e il diritto all’istruzione, valori tutelati dalla Costituzione». La sentenza ricorda, inoltre, che gli insegnamenti alternativi sono facoltativi, ma devono essere «obbligatoriamente offerti per rendere effettiva la scelta compiuta dallo studente».

Fonte: Il Post

mercoledì 11 agosto 2010

Non solo Golfo del Messico. I nuovi drammi del petrolio

La parola fine, titoli di coda, dissolvenza. Bp, dopo aver terminato l’operazione “Top kill”, la cementificazione del tappo sulla cima del pozzo, si appresta entro ferragosto a chiudere per sempre il pozzo danneggiato con l’ausilio di due pozzi di emergenza dai quali verrà iniettato sul fondo fango e cemento, modus operandidal nome tecnico di bottom kill. Approfittando del momento di distensione ha prodigamente versato in anticipo 3 miliardi di dollari per il fondo speciale di recupero sovrainteso dal governo centrale (rimane il mistero di come troverà gli altri 17 miliardi).

La Casa Bianca si prende il merito di aver saputo condurre Bp nella direzione giusta. Obama tira un respiro di sollievo prima della pausa estiva. Sembra tutto andare per il meglio e presto molti giornalisti lasceranno i paesi oramai noti ai lettori, Venice, Grand Isle, la Barataria bay, le isole Chandelier. Molte delle iconiche barriere arancioni sono state rimosse dalle aree considerate fuori rischio. Il petrolio non si vede praticamente più disperso da milioni di agenti chimici e sospeso da qualche parte nel mare. Secondo il governo federale oltre 2/3 del petrolio fuoriuscito è stato raccolto o si è degradato naturalmente nelle acque.

Ma la gente non ci crede: il petrolio deve essere da qualche parte. E potrebbe non avere torto: la fine non è ancora giunta. Secondo il Dipartimento Pesca e Animali selvatici gli animali che vengono catturati ricoperti di petrolio sono in aumento. Durante l’ultima settimana sono a più 30% i ritrovamenti di animali incatramati o morti, in particolare delle specie che vivono nel corpo d’acqua marino tra i fondali e la superficie, come delfini, balene e le tartarughe Kemp, dove si ritiene che sussistano larghe lingue di greggio e infinte palle catramose.

Non si esaurisce nemmeno la crisi economica della zona. Bp infatti non starebbe rinnovando i contratti sostenendo che in alcune zone non ci sarebbe nulla da pulire. Un brutto colpo per chi contava di sopravvivere per qualche anno a venire grazie all’impiego offerto da BP. Inoltre 39mila persone sono in attesa di avere una conferma per la richiesta di rimborso e temono che Bp possa rimbalzarli. Nemmeno le notizie ufficiali su pesca e qualità dell’acqua servono a placare le paure della gente. Nei giorni scorsi la Fda, l’organismo per il controllo su cibo e medicinali, ha dichiarato che i dispersanti chimici usati nel Golfo non avranno effetti su gamberetti, ostriche e pesci. Ma i pescatori hanno paura: «Basta un gamberetto avvelenato, un consumatore intossicato e ci ritroveremmo in una situazione di panico diffuso», spiega Hen, un pescatore vietnamita di New Orleans.

Intanto a oltre 1400km di distanza si continua a lavorare per pulire un altro disastro petrolifero, ben più piccolo ma non per questo meno dannoso per l’ambiente. Oltre 3 milioni di litri di petrolio sono usciti dal 26 luglio da un oleodotto di proprietà della compagnia canadese Enabridge, situato nello stato del Michigan. Il disastro è avvenuto nei pressi del ruscello Talmadge Creek un affluente del fiume Kalamazoo che sfocia direttamente nel noto Lago Michigan. «Ora tutti sono preoccupati», spiega Jim Rutherford, ufficiale sanitario della contea di Calhoun, «il petrolio potrebbe insinuarsi nelle falde acquifere. E non si vedranno gli effetti adesso. Solo sul lungo periodo sapremo». Quando cominceranno a manifestarsi tumori e malattie connesse all’esposizione elevata ad agenti cancerogeni.

Da alcuni giorni anche il governo indiano è alle prese con una grave fuoriuscita di petrolio ed altri idrocarburi al largo di Mumbai. Oltre centinaia di tonnellate di greggio insieme a numerosi agenti chimici si sarebbero riversate da un portacontainer battente bandiera panamense, la MSC Chitra, a soli 9 km dalle coste della città indiana, dopo essere entrato in collisione con un’altra imbarcazione.

Secondo un comunicato del ministro dell’ambiente Jairam Ramesh la falla “sotto controllo”. Grazie anche all’uso sproporzionato di dispersanti chimici non meglio specificati. Oramai la procedura è acquisita, i rimedi post-incidente sono noti. La grande incognita di ogni incidente rimangono gli effetti invisibili a lungo termine. E la data e il luogo del prossimo disastro.

Fonte: Terranews

martedì 10 agosto 2010

In Russia il fuoco minaccia le centrali nucleari. Ma in Italia non se ne parla


La Russia è in ginocchio per via gli incendi: oltre 300 decessi al giorno, con un bilancio che finora avrebbe superato le 5.000 vittime nella sola Mosca. Il caldo tropicale non dà tregua, e neppure la fitta nube di fumo tossico causata dagli incendi di foreste. Inoltre le fiamme minacciano una centrale nucleare, nella città di Maiak. Sotto controllo, invece, altre due strutture nucleari minacciate nei giorni scorsi dagli incendi: il centro di ricerca di Sarov, 500 km a est di Mosca, e quello di Snezhinsk, nella regione di Celiabinsk. Ma in Italia nessun telegiornale ha parlato delle fiamme che minacciano i reattori. Meglio parlare del caro ombrelloni, dei cani supereroi e di cazzate varie. State pensando allo stesso telegiornale che sto pensando io?

lunedì 9 agosto 2010

Volantino informativo sulle cause dello scioglimento del consiglio comunale di Camigliano

Una legge, la n. 26 del 2010, che regolamenta la raccolta dei rifiuti per la SOLA regione Campania, centralizza le operazioni del servizio rifiuti all’ente Provincia.

La legge, attribuendo alla provincia il servizio di rimozione dei rifiuti, permette la creazione di una gigantesca azienda, facilmente controllabile da componenti criminali, incapace di fornire un servizio di eccellenza ma capace da subito di far aumentare le tariffe a carico dei cittadini.

Si riuscirà in un colpo solo a peggiorare il servizio di raccolta dei rifiuti e ad aumentare le tariffe per i cittadini.

A causa di questa legge l’ente Comunale di Camigliano in un sol colpo si vede espropriato della possibilità di gestire in proprio il servizio di raccolta dei rifiuti e non sarà più in grado offrire un servizio di estrema qualità (nel primo trimestre del 2010 oltre il 65% di raccolta differenziata con oltre 13 frazioni di rifiuti trattati separatamente), capace di non far percepire al cittadino nemmeno il più piccolo disservizio, anche nei momenti peggiori della crisi dei rifiuti campana degli scorsi mesi, e di controllare gli importi delle tariffe.

Negli ultimi giorni il Prefetto avvia il Procedimento di scioglimento del Consiglio Comunale, il Ministro Maroni redige la relazione per la rimozione di Cenname da Sindaco, il Presidente della Repubblica firma il Decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale e la sua rimozione come Sindaco.


TUTTO QUESTO SOLO PER AVER DIFESO IL TERRITORIO!!!


La prima pagina di oggi de 'il Giornale'


Il quotidiano di Feltri pubblica una prima pagina monotematica come nelle grandi occasioni. Obiettivo: la guerra al presidente della Camera.

Sconfiggere Berlusconi ed il Berlusconismo è facile (se sai come farlo)


1) Spegni una volta e per tutte la televisione: serve ad evitare il controllo, l'ottimismo, la persuasione e Minzolini.

2) Parla al cellulare, soprattutto in ufficio o per strada, sempre con vivavoce attivato. Il nostro diritto alla privacy non può diventare il loro dovere a delinquere: male non fare, paura non avere.

3) Distruggi tutto ciò che è gossip e ti circonda: Belen e Corona non esistono, pensa al processo Dell'Utri piuttosto.

4) Ignora per strada, al bar, nei sexy shop, ovunque tu sia, volantini e manifesti elettorali del PDL: il Partito dell'Amore non esiste, come Cupido, in fondo dovresti saperlo.

5) Usa solo Internet per reperire notizie, conoscenza e verità: ricorda sempre di valutare l'attendibilità della fonte, e che tutto ciò che non è Internet quasi sempre è Silvio.

6) Procurati il testo della Costituzione Italiana, leggi attentamente ed impara un articolo al giorno: sapere da dove vieni, potrebbe anche servirti a capire dove arrivare.

7) Ama la politica come te stesso e come il tuo futuro: tieni presente che non sei un Presidente del Consiglio, ma nemmeno uno costretto a vivere per gli interessi degli altri.

8) Ricorda che le donne quando parlano vanno guardate soprattutto negli occhi: ascoltale prima di sbavare, non sono tette e culi, e non sono nemmeno quelle che hai visto a Villa Certosa.

9) Odia la guerra, tutto ciò che le somiglia e tutto ciò che a che fare con essa: anche se è meglio vivere come un soldato, che come un suddito.

10) Per sconfiggere Berlusconi ed il Berlusconismo non basta essere antiberlusconiani o vantarsi di esserlo: bisogna sconfiggerlo. E basta poco (se sai come farlo).



"Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle" (Voltaire)

Fonte: Cogito Ergo Vomito

domenica 8 agosto 2010

E' giusto non pagare il canone RAI?


Sono venuto a conoscenza (anche se sinceramente già lo sapevo) che il canone RAI è la tassa meno pagata dagli italiani. In altre parole, la più evasa. Dati alla mano ci dicono che il 41% delle famiglie italiane non lo paga (una percentuale molto alta) e il dato è in continuo aumento. Tra le motivazioni che spingono la gente a non pagarlo, spicca al 36% il fatto della presenza della pubblicità, al 31% perché non ci sono i controlli, al 24% per la bassa qualità dei programmi offerti e infine al 9% perché, semplicemente, la gente non può pagare.

Sappiamo che anche il canone RAI è una tassa e, di conseguenza, va pagata. Ma secondo voi è giusto che ci sia? E' giusto non pagarlo? E questa scarsa attenzione nei controlli non è forse un altro passo verso la lenta ma progressiva dissoluzione della tv pubblica? A voi le risposte.

sabato 7 agosto 2010

Storia di Mario e sua moglie che dormono abbracciati per non morire di freddo

Non ha più casa Mario Pizzorno: vive con la moglie nel suo negozio di stoffe accanto alla stazione ferroviaria e scrive, denuncia, pubblica esposti sul suo blog che è diventato anche l’unico mezzo di riscatto, il luogo in cui far valere la sua voce, quella di un uomo povero, poverissimo, abbandonato dalle istituzioni, in guerra col sindaco e con l’assistente sociale. Non ha nulla Mario: solo un pc da cui pianta i suoi post sulle pagine Facebook nella speranza che qualcuno risponda al suo appello disperato, alla sua richiesta di scrivere un-email al sindaco di Ronco Scrivia, Simone Franceschi: “Amiche, amici, con una vostra e-mail, due righe di protesta potreste contribuire a risolvere questa mia vicenda vergognosa” supplica Mario. Già perché è vergognoso quello che Mario denuncia ormai da mesi: “Nel mio negozio dove dormo per terra da 55 e fischia giorni, con mia moglie perché non ho più casa, non c’è il bagno ma, qui a pochi passi dal mio negozio ci sono quelli pubblici della stazione ferroviaria che però, sono per combinazione chiusi. E dietro al mio negozio c’è una struttura per anziani che ha: bagni, docce, stanze vuote arredate”. A Ronco Scrivia, provincia di Genova, una storia da slum di Nairobi. E Mario scrive, denuncia, posta su Facebook, chiede aiuto, conforto e qualche volta lo riceve. Da Don Paolo Farinella, per esempio, che il 7 maggio ha offerto a Mario 200 euro ma lui no, grazie “io, i tuoi soldi non li ho accettati perché non mi hai scritto che in cambio mi avresti dato modo di sdebitarmi, che so, magari facendomi pulire un po’ la tua chiesa.” Lavorare, sdebitarsi, niente regali. Per questo ha esposto le borse, “perché se qualcuno volesse aiutarmi ad uscire dalla mia penosa situazione, potrebbe farlo acquistando prodotti realizzati dal mio negozio, anche con dimensioni su misura.” Nel suo negozio senza bagno, tra poco senza luce, dove lui e la moglie dormono a terra abbracciati per non morire di freddo. A Ronco Scrivia, provincia di Nairobi.

M.M.

Per scrivere al sindaco: sindaco@comune.roncoscrivia.ge.it

venerdì 6 agosto 2010

giovedì 5 agosto 2010

Una laurea per Bossi!


Una laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione a Umberto Bossi, per chiara fama da parte dell’università dell’Insubria, a Varese. Sponsor autorevole dell’iniziativa è addirittura il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariestella Gelmini.

Cioè, posso anche sorvolare sulla laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione conferita qualche anno fa a Vasco Rossi, ma darla ad uno come Bossi che non si capisce quando parla e soprattutto che cosa dice è uno schiaffo a tutti gli studenti di comunicazione come me. Ho un dolore allo stomaco, vado a vomitare.

mercoledì 4 agosto 2010

La Camera respinge la mozione di sfiducia su Caliendo

La Camera ha bocciato la mozione sulle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. I voti contro sono stati 299, quelli a favore 229, gli astenuti 75. Il Pdl e la Lega Nord avevano annunciato voto contrario, Pd e Idv voto favorevole. Si erano espressi a favore dell'astensione Udc, Api, Mpa e anche il nuovo gruppo Futuro e libertà a cui hanno aderito 33 deputati fedeli al presidente della Camera Gianfranco Fini in rotta con il Pdl.

martedì 3 agosto 2010

Il Movimento 5Stelle alle elezioni politiche


La notizia è ufficiale: il Movimento 5Stelle presenterà le proprie liste alle elezioni politiche sia che si tengano anticipatamente o nel 2013. Lo ha annunciato Beppe Grillo sul suo blog. I candidati, dice Grillo, saranno decisi on line dagli iscritti. Nello stesso comunicato, Grillo si dichiara contrario ad elezioni anticipate e favorevole ad un governo di transizione.

Cosa ne pensate?

lunedì 2 agosto 2010

Bologna, 2 agosto 1980. Trent'anni fa la più grande strage italiana di terrorismo

Alle 10.25 del 2 agosto 1980, trent’anni fa, una valigia lasciata nella sala d’aspetto di seconda classe, contenente 20 chili di esplosivo militare militare gelatinoso, esplode sbriciolando la sala d’aspetto, sfondando quella di prima classe, due vagoni del treno Ancona-Basilea sventrati come il ristorante. In pochi secondi 85 morti e 205 feriti di cui 70 con invalidità permanente. La più grande strage italiana di terrorismo.

In trent’anni sono stati condannati due manovali neo-fascisti Francesca Mambro e Giusva Fioravanti ma non conosciamo ancora i mandanti e i complici che lavorarono a un gigantesco depistaggio che non è ancora finito. La colpa delle classi dirigenti del tempo e degli apparati dello Stato vicini ai neofascisti è enorme. Ed è significativo che il governo Berlusconi non sia presente alla commemorazione, né lo siano il presidente del Consiglio né il ministro della Giustizia Alfano. Hanno paura dei fischi e delle contestazioni della gente di Bologna. Una classe politica di governo che non ha neppure il coraggio di affrontare l’opinione pubblica è lo specchio purtroppo di quest’Italia senza memoria che, due anni fa, ha dato la maggioranza dei voti al populismo autoritario di Berlusconi.

E’ arrivato il momento di voltare pagina e comporre il contrasto aperto in Italia da più di un cinquantennio tra la società politica e la società civile sulla verità della nostra storia, sulla punizione dei responsabili delle stragi e dei servitori dello Stato infedeli. Perciò tanti di noi continuano, nonostante tutto, a far politica e a battersi per sostituire una classe dirigente indecente e costruire un’Italia democratica fedele alla costituzione e alle leggi. Ci riusciremo. Ma è necessario che gli italiani si sveglino e lottino per mandare a casa chi non è all’altezza della crisi politica e morale, oltre che economica, che attanaglia l’Italia.

Negli ultimi mesi ho ripercorso, per un libro che uscirà nei prossimi mesi, il filo rosso che ha percorso la storia repubblicana e ho dovuto verificare che troppe stragi sono ancora impunite, che sui terrorismi sappiamo ancora troppo poco, che le vittime di piazza Fontana, dell’Italicus, del rapido 904, di piazza della Loggia a Brescia, di Ustica, della stazione di Bologna gridano nelle nostre orecchie che è necessaria la verità per andare avanti. Che bisogna togliere, davvero, dopo trent’anni il segreto di Stato. Altrimenti non potremo guardarci negli occhi e parlare ai nostri figli e nipoti, non riusciremo a difendere la nostra democrazia repubblicana.

La strage di Bologna parla così alla nostra memoria e noi dobbiamo ricordarlo se crediamo alla nostra costituzione e agli uomini e donne migliori della repubblica.

domenica 1 agosto 2010