domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio: giorno della Memoria. Per non dimenticare...


Oggi è il Giorno della Memoria, per commemorare le vittime del nazismo e del fascismo, dell'Olocausto. Il 27 gennaio del 1945 furono aperti i cancelli della città polacca di Auschwitz e fu svelato l'orrore del campo di sterminio, delle deportazioni, del genocidio nazista che causò la morte di milioni di persone, soprattutto ebrei. Ricordare la Shoah, conservare nel tempo la memoria di un periodo nero della nostra storia, per non dimenticare l'orrore e le vittime.

lunedì 21 gennaio 2013

Ecco il discendente di Megaupload: Mega

Kim Dotcom rinasce dalle sue ceneri creando Mega, il nuovo Megaupload. Dopo essere stato arrestato con l'accusa di violazione di copyright, dopo avergli sequestrato la villa in nuova Zelanda, l'elicottero e la sua collezione di auto, il fondatore di uno dei siti più visitati al mondo ritorna vincente sul web. Su Mega ognuno utente avrà a disposizione un minimo di 50 GB con l’account gratuito ( se si desiderano più GB si dovrà sborsare 9.99 euro al mese) e l’accesso ai suoi dati saranno protetti da una chiave crittografata che gli amministratori del sito non possiederanno. Il che vuol dire che se qualche investigatore vorrà andare a caccia degli utenti dovrà provare a forzare la crittografia, che è un reato contro la privacy quasi ovunque. Alle aziende che intendano proteggere il loro copyright, Mega concede la possibilità di chiedere la rimozione dei contenuti segnalati e nulla più, perché per accedere al sito e vederli dovranno firmare una liberatoria con la quale s’impegnano a non perseguire gli utenti e i titolari del sito. In più i server saranno sparsi in vari paesi così da aumentare la sicurezza del sito e diminuire le probabilità che il sito venga chiuso definitivamente. Per ora questo si può dire di Mega. Tutto è da scoprire nei prossimi giorni.

Luca Calafiore

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martedì 15 gennaio 2013

E dopo Ruby, “nessun legittimo impedimento”. Il processo al Cav continua

Ennesimo coup de théâtre al Processo Ruby ieri nel Tribunale di Milano. In aula stavolta Karima El Marough, alias Ruby Rubacuori, era presente, accompagnata dal fidanzato Luca Risso e dall’avvocato Paola Boccardi. Eppure, nonostante la presenza, reclamata per oltre un mese, Ruby probabilmente non testimonierà. Perché l’avvocato Niccolò Ghedini ha dichiarato di voler rinunciare alle dichiarazioni della ragazza poiché “basta la produzione dei suoi verbali integrali, se l’accusa presta il consenso…”. E l’accusa, presieduta da Ilda Boccassini, questo consenso non l’ha negato, ha anzi ribadito di averlo sempre dato. Ecco quindi che Ruby se ne esce dall’aula più stupita che arrabbiata perché – come spiega il suo avvocato – “voleva essere ascoltata”.

Un legittimo impedimento perenne. Ma ieri nell’aula del Tribunale di Milano è successo dell’altro. Il solito Ghedini ha chiesto, prima ancora che la teste marocchina venga chiamata al tavolo dei testimoni, che l’udienza venga rimandata per “legittimo impedimento perenne” dell’imputato Silvio Berlusconi, leader di coalizione e impegnato nella campagna elettorale. Cioè Ghedini chiede che tutto il processo venga sospeso per l’intero periodo della campagna elettorale, perché è pur vero che “Berlusconi non è candidato premier – spiega Ghedini – ma ha una serie di impegni diversi da un candidato qualsiasi”. Il Cavaliere, insomma, ha persino la campagna elettorale ad personam.

Il processo si farà. Dopo tre ore di consiglio i giudici, con una Boccassini visibilmente alterata, hanno respinto le richieste di Ghedini (e di Berlusconi): il processo si farà e lo si farà anche se siamo in campagna elettorale (le prossime sedute, infatti, sono state fissate per il 21, 28 gennaio e 4 febbraio), perché “il Tribunale è soggetto soltanto alla legge e non può valutare ragioni di opportunità politica”.

Il complotto. Ovviamente non s’è fatta attendere troppo la replica dell’avvocato Ghedini, il quale ha dichiarato che “il Tribunale è entrato pesantissimamente in campagna elettorale” perché – ha precisato – “è certo che si arriverà a sentenza prima delle elezioni”. Il punto, infatti, è proprio questo: un’eventuale condanna di Berlusconi al processo Ruby segnerebbe inevitabilmente la fine della sua carriera politica, con un tonfo sordo difficile da dimenticare. Nessuno stupore, dunque, se nelle prossime settimane sentirete gridare al “complotto delle toghe rosse” e alla “persecuzione” con ancora più vigore del solito: prendetelo come gli ultimi ruggiti di un leone ormai prossimo alla morte (politica).

Fonte: Diritto di critica

lunedì 14 gennaio 2013

Paradossi della crisi capitalista: nel mondo più smartphone che nuovi nati

L’International Ces 2013 che si è tenuta a Las Vegas fino allo scorso 11 gennaio ha rivelato un dato preciso: nel mondo, al momento, i nuovi smartphone acquistati ogni giorno (un milione) sono il doppio rispetto ai nuovi nati (500.000). Alla faccia della cosiddetta “crisi”, dunque, il mercato dell’elettronica di consumo nel 2013 dovrebbe registrare un +3+ e raggiungere un nuovo fatturato globale record da 209,6 miliardi di dollari. A viaggiare forte e trainare a velocità spedita il settore ci sono sicuramente i tablet: 116 milioni di nuovi pezzi venduti previsti per il 2013 ed un impressionante +45% rispetto all’anno precedente; con 37 miliardi di dollari di fatturato. Il mondo che evolve verso la mobilità si legge anche attraverso la contemporanea crisi dei case laptop, ovvero dei pc fissi: in tutto “solo” 16 milioni le vendite previste per l’anno appena iniziato e 17 miliardi di dollari di fatturato.

SI SMARTPHONE, NO LAVORO

Insomma: la società del 2013 riesce a garantirti uno smartphone nuovo ogni 6 mesi ma sempre meno spesso ti concede l’opportunità di trovare un lavoro dignitoso, con i posti rimediati al McDonald presentati come grandiose opportunità occupazionali da non farsi sfuggire e per le quali ringraziare. File infinite di disoccupati e al contempo di fan della Apple pronti a spendere 1 milione e 600.000 delle vecchie lire per acquistare il nuovo i-Phone e vederlo “vecchio” e poco cool nel giro di un anno. Multinazionali oligopoliste sempre più grandi che pagano sempre meno ed ingordigia crescente dei grandi magnati, ci obbligano ad allegare alcune riflessioni ai dati appena analizzati.

VERSO COSA CI STIAMO MUOVENDO?

Dove si dirige una società che soffre della sindrome del capo chino (che siamo tutti più o meno perennemente ripiegati sullo schermo del nostro telefonino) che sostituisce in maniera sempre più isterica il consumo per necessità e piacere con il consumo per bisogno e dipendenza? Ci stiamo evolvendo alla velocità della luce dal punto di vista del tecno-effimero e, per farlo, stiamo rinunciando a fette sempre più grandi di libertà reale e condizioni di lavoro tollerabili. Al tutto aggiungiamo la filosofia neoliberista del “nessuno tocchi i miliardari perché più loro guadagnano e più redistribuiscono ricchezza” (il che equivale a continuare a credere a Babbo Natale anche dopo il decimo anno di età). Possiamo teoricamente acquistare, citando il Messaggero “sorprendenti televisori OLED 4K, passando per un tablet Panasonic da 20 pollici e risoluzione 3840 x 2560, con quasi dieci milioni di pixel” ma un numero sempre più elevato di persone è costretta a lavorare 8-12 ore al giorno per 40 anni sapendo già che non avrà una pensione, che non potrà avere figli né indipendenza economica.

In che modo strambo si è sviluppato il genere umano soprattutto negli ultimi due secoli può notarlo anche un osservatore poco attente. Il problema, a quanto pare, è che anche un genio assoluto avrebbe difficoltà non tanto ad individuare quanto a rendere concretamente, rapidamente ed efficacemente applicabili modelli di organizzazione meno iniqui e paradossali.

Fonte: Young

sabato 12 gennaio 2013

Elezioni politiche: ci sono anche loro...

Sono stati presentati i simboli dei movimenti e dei partiti per le elezioni politiche di febbraio. Molti di questi sono davvero curiosi. Eccone alcuni


(foto: Rainews)


(foto: Tgcom)


(foto: l'Unità)


(foto: Tgcom)


(foto: Ansa)


(foto: Ansa)


(foto: Ansa)

venerdì 11 gennaio 2013

Lo show di Berlusconi a Servizio Pubblico

Servizio Pubblico, puntata del 10 gennaio. Silvio Berlusconi ospite di Michele Santoro. Battute e scontri tra l'ex premier e il giornalista. Ecco il video della puntata completa (dal canale Youtube Serviziopubblico):



Il video con alcuni dei momenti salienti della puntata (da Repubblica TV):

lunedì 7 gennaio 2013

Crisi finita? Per mezza Italia va peggio dell’anno scorso

Che la crisi non è finita lo sanno tutti, dai politici ai cittadini. Eppure i primi, affiancati da analisti più o meno attendibili, parlano di “situazione rasserenata”, “parte peggiore passata” e altre incoraggianti amenità. Il 2013, però, non sarà migliore del precedente: per metà delle famiglie italiane, la situazione è peggiorata rispetto al 2012 (tutt’altro che ameno) e si arriva a malapena a fine mese. Non tutti, ovviamente: una minoranza se la gode.

I dati vengono da una ricerca di Coldiretti e Swg. Per il 48% delle famiglie italiane, il 2013 sarà più duro: prezzi più alti, portafogli più leggero, salari in caduta. Solo per un misero 10% le cose miglioreranno, per gli altri la recessione continua. Secondo l’indagine, oltre il 51% delle famiglie dichiara di riuscire a malapena a pagare i conti – spesa, tasse e bollette – senza riuscire a mettere da parte qualche risparmio. A fine mese ci si arriva con il fiatone. I lussi ormai impossibili si allargano: dalla settimana bianca o le ferie d’agosto, si passa a tagliare sull’abbigliamento, l’intrattenimento, la cultura. Anche sull’alimentazione: i ristoranti (a differenza di quel che alcuni politici ripetono) sono sempre più marginali nella spesa mensile familiare.

Lo si vede anche in questi giorni di saldi: nonostante gli sconti, la maggioranza delle famiglie ricicla dall’armadio gli abiti della stagione scorsa, rimandando (nel 53% dei casi) l’acquisto di abbigliamento alla prossima stagione. Secondo FederConsumatori, il calo degli acquisti rispetto all’anno scorso sarà superiore all’8%, dopo un Natale sicuramente più sobrio del precedente.

C’è chi sta meglio e chi sta peggio, ovviamente. Il 40% degli italiani non ha particolari affanni economici: se la cava come sempre. E l’1% della popolazione può concedersi qualche lusso. L’Italia descritta da Coldiretti è estremamente polarizzata: un ristretto numero di persone è ottimista sul 2013 e già adesso vive meglio (meno del 10%) mentre una larga fascia è ferma nella condizione “neutra” (nè più nè meno del 2012). Ma metà della popolazione – ed è tanto, molto più delle attese – è (e si percepisce) più povera dell’anno scorso. 

L’ottimismo di Monti, degli analisti finanziari di Milano e di Bruxelles sembra scarsamente giustificato. Anche se lo spread non corre più (viaggia ora sui 300 punti, in “fascia protetta”), gli italiani sono più poveri. O meglio, più italiani sono poveri, e meno italiani possono permettersi lussi maggiori. Altro che “crisi quasi finita”. Un altro anno di recessione non ce lo leva nessuno (ormai).

Fonte: Diritto di critica

venerdì 4 gennaio 2013

Cori razzisti contro Boateng: il Milan abbandona la partita

Giovedì 3 gennaio, stadio Carlo Speroni di Busto Arsizio. Si gioca l'amichevole Pro Patria-Milan. Un gruppo di stupidi intona dei cori razzisti contro il calciatore del Milan Kevin Prince Boateng. Il ghanese si arrabbia, prende il pallone con le mani e lo tira verso il gruppo di ultras che si era accanito contro di lui. Il calciatore si toglie la maglia e si dirige verso gli spogliatoi, seguito dai compagni di squadra. La partita viene poi successivamente sospesa. Sembra che anche altri giocatori del Milan siano stati bersagliati dai cori razzisti: Muntari, Emanuelson, Niang ed El Shaarawy.

Un tifoso della Pro Patria, finora l'unico interrogato dalla polizia nel corso degli accertamenti, ha ammesso di aver partecipato ai cori razzisti. Il tifoso, residente in provincia di Varese, faceva parte del gruppo composto da una decina di persone dal quale sono partiti i cori.

Il capitano del Milan, Massimo Ambrosini, ha dichiarato: "Dispiace molto per tutte le persone che erano allo stadio ma andava dato un segnale forte. Il Milan si impegnerà a tornare a Busto Arsizio soprattutto per i bambini e le persone che non hanno nulla a che fare con il razzismo, ma un segnale andava dato contro questi incivili".

Boateng ha invece twittato: "E' vergognoso che ancora accadano queste cose".

Il Milan ha dato sicuramente un segnale forte contro il razzismo. Queste decisioni, però, dovrebbero essere prese anche nelle gare di campionato e di coppa, qualora ci siano episodi di questo tipo.

martedì 1 gennaio 2013

Buon Anno


Auguro a tutti i lettori, assidui o frequentatori, e a tutti i blog amici di trascorrere un sereno e felice Anno Nuovo

Andrea De Luca