martedì 7 giugno 2016

Hillary Clinton, la prima donna candidata alla Casa Bianca

Con 2.384 delgati su 2.383 necessari, Hillary Clinton ha ufficialmente raggiunto la soglia necessaria per ottenere la nomination democratica

La candidata democratica Hillary Clinton dopo un comizio in California, dove oggi si voterà. Credit: Mike Blake

Con 2.384 delgati su 2.383, Hillary Clinton è ufficialmente la prima donna a ottenere la nomination del partito democratico per le elezioni presidenziali degli Stati Uniti e anche la prima donna candidata alla Casa Bianca.

Con l'ultimo conteggio dei delegati, dopo le ultime primarie alle Isole Vergini e a Porto Rico, Clinton ha superato la soglia dei 2.383 necessari.

La convention di Philadelphia, che si terrà dal 25 al 28 luglio, investirà ufficialmente la candidata, che fino a novembre dovrà sfidare il candidato in pectore repubblicano Donald Trump.

Si aspettava che il numero dei delegati fosse raggiunto dopo le primarie di oggi, 7 giugno, quando saranno assegnati centinaia di candidati, invece la soglia è stata oltrepassata già ieri, 6 giugno.

Gli stati che andranno al voto saranno California, con quasi 500 delegati in palio, Montana, New Jersey, New Mexico e North Dakota e South Dakota.

L'ultimo appuntamento elettorale delle primarie sarà il 14 giugno, quando saranno chiamati a esprimere la loro preferenza gli elettori del District of Columbia.

Intanto Bernie Sanders, l'avversario di Hillary Clinton, che ha un distacco di centinaia di delegati, non accenna a ritirarsi dalla corsa. Il presidente Barack Obama ha chiesto a Sanders di fare un passo indietro per evitare lacerazioni all'interno del partito.

Fonte: The Post Internazionale

lunedì 6 giugno 2016

Gianluca Buonanno della Lega è morto

In un incidente stradale: aveva 50 anni, era deputato al Parlamento Europeo e sindaco di Borgosesia

Matteo Renzi e Gianluca Buonanno alla Camera il 24 Giugno 2014 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Gianluca Buonanno, deputato della Lega Nord al Parlamento Europeo e sindaco del comune di Borgosesia, è morto domenica 5 giugno in un incidente stradale vicino a Gorla Maggiore in provincia di Varese. Buonanno stava viaggiando in auto sull’autostrada A36, conosciuta anche come Pedemontana. Nell’incidente sono rimaste ferite altre quattro persone, tra cui la moglie di Buonanno, che è stata portata all’ospedale di Busto Arsizio: secondo la Provincia di Como le sue condizioni sono serie. La dinamica dell’incidente non è ancora chiara: si sa che due auto si sono scontrate e la causa potrebbe essere stata il brutto tempo.

Buonanno aveva 50 anni ed era stato eletto al Parlamento Europeo con la Lega Nord nel 2014 (nelle stesse elezioni era stato eletto sindaco di Borgosesia). Dal 2008 al 2014 è stato deputato, sempre con la Lega Nord. Buonanno aveva cominciato a fare politica all’inizio degli anni Novanta con il Movimento Sociale Italiano, ed era diventato sindaco di Serravalle Sesia nel 1993. Nel 2002 era stato eletto sindaco di Varallo per la Lega Nord, e nel 2007 era diventato vicepresidente della provincia di Vercelli.

Buonanno era diventato molto conosciuto negli ultimi anni per aver organizzato proteste molto plateali: tra le altre, nel 2014 aveva indossato al Parlamento Europeo una maglietta che paragonava la cancelliera tedesca Angela Merkel ad Adolf Hitler, mentre nel 2015 aveva mostrato una pistola durante un collegamento in diretta con Sky Tg24, per parlare della sua proposta di “finanziare” i cittadini del suo comune affinché potessero comprare una pistola, per difendersi dai ladri.

Fonte: Il Post

Elezioni amministrative, tutti i risultati

Le cinque grandi città vanno al ballottaggio, con Raggi molto avanti a Roma, Sala e Parisi vicini a Milano e il PD fuori a Napoli; poi c'è tutto il resto

Virginia Raggi. (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

I risultati del primo turno delle elezioni amministrative sono arrivati nel corso della notte, nella gran parte dei casi confermando quanto si attendeva nelle scorse settimane e quanto avevano pronosticato sondaggi e proiezioni. Si è votato in quasi tutti i principali comuni italiani – Roma, Milano, Torino, Napoli – e in diverse città medio-grandi come Bologna, Latina, Novara, Rimini, Salerno, Trieste, Cosenza e Cagliari. Gli eventuali ballottaggi si terranno il 19 giugno.

A Roma ha preso più voti Virginia Raggi del M5S, con il 35,2 per cento, seguita da Roberto Giachetti del PD con il 24,8 per cento. Raggi e Giachetti andranno al ballottaggio. Altri candidati: Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia ha il 20,6 per cento, Alfio Marchini di Forza Italia il 10,9, Stefano Fassina di Sinistra Italiana il 4,4.

A Milano vanno al ballottaggio Giuseppe Sala del centrosinistra, che ha avuto il 41,7 per cento, e Stefano Parisi del centrodestra, che ha avuto il 40,78 per cento. Altri candidati: Gianluca Corrado del M5S ha avuto il 10,6; Basilio Rizzo della sinistra ha avuto il 3,56; Marco Cappato dei Radicali l’1,88.

A Napoli vanno al ballottaggio il sindaco uscente Luigi De Magistris, sostenuto da Italia dei Valori e sinistra radicale, che ha avuto il 42,4 per cento, e Gianni Lettieri di Forza Italia, che ha avuto il 23,9 per cento. Altri candidati: Valeria Valente del PD ha avuto il 21,3 per cento, Matteo Brambilla del M5S il 9,7, Marcello Taglialatela di Fratelli d’Italia l’1,3.

A Torino andranno al ballottaggio il sindaco uscente di centrosinistra, Piero Fassino, che ha avuto il 41,84 per cento, e Chiara Appendino del M5S, che ha avuto il 30,92 per cento. Altri candidati: Alberto Morano della Lega ha avuto l’8,39, Osvaldo Napoli di Forza Italia ha avuto il 5,32, Roberto Rosso dell’UdC ha avuto il 5,05 e Giorgio Airaudo della sinistra radicale ha avuto il 3,7.

A Bologna andranno al ballottaggio Virginio Merola (39,46 per cento, che nel 2011 aveva vinto al primo turno) e Lucia Borgonzoni (22,27 per cento, già consigliera a Bologna per la Lega Nord e sostenuta da Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia). Massimo Bugani del M5S, consigliere uscente che non era stato scelto né con una votazione online né con le primarie tra gli iscritti, è arrivato terzo con il 16,59 per cento.

Altri risultati notevoli
– A Varese il candidato della Lega e quello del PD vanno al ballottaggio.
– A Savona lo scrutinio è finito: la candidata della Lega e quello del M5S si stavano giocando per pochi voti l’accesso al ballottaggio con la candidata del PD, ma alla fine è passata Ilaria Caprioglio della Lega con il 26,61 per cento contro Salvatore Diaspro del M5S che si è fermato al 25,10. Cristina Battaglia, appoggiata da PD e UDC, ha ottenuto invece il 31,78 per cento dei voti.
– A Novara vanno al ballottaggio il candidato della Lega e quello del PD: hanno ottenuto rispettivamente il 32,77 e il 28,40 per cento dei voti.
– Si va al ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra anche a Ravenna.
– A Rimini il sindaco uscente del PD è stato rieletto al primo turno.
– A Sesto Fiorentino andranno al ballottaggio il candidato del PD e quello di una lista civica di sinistra (poi c’è un altro candidato di estrema sinistra, che è arrivato terzo).
– A Isernia lo scrutinio procede a rilento: i primi due candidati di centrodestra (uno sostenuto da Fratelli d’Italia e l’altro da Forza Italia e Lega) sono quasi alla pari.
– A Trieste è in vantaggio il centrodestra con Roberto Dipiazza mentre il sindaco uscente del PD Roberto Cosolini ha circa 13 punti di svantaggio.

– A Benevento c’è Clemente Mastella al ballottaggio.
– Anche a Caserta si va al ballottaggio tra candidato di centrosinistra, in vantaggio, e candidato di centrodestra.
– A Salerno il sindaco uscente Vincenzo Napoli, centrosinistra, è stato rieletto al primo turno con il 71 per cento (e non c’erano ufficialmente liste del PD).
– A Cosenza ha vinto al primo turno Mario Occhiuto di centrodestra con il 60 per cento, sostenuto da quindici liste civiche.
– a Cagliari il sindaco uscente Massimo Zedda, centrosinistra, è stato rieletto al primo turno.
– A Latina il candidato di alcune liste civiche e il candidato di centrodestra (sostenuto da Fratelli dl’Italia e Lega) sono praticamente alla pari a circa il 23 per cento. Il candidato del PD è terzo a poco più del 21 per cento.
– A Grosseto il candidato di centrodestra (sostenuto in modo unitario) andrà al ballottaggio con il candidato sostenuto dal PD.

– A Brindisi il candidato appoggiato da PD e UDC è passato al secondo turno con la candidata di centro sostenuta da alcune liste civiche: il candidato del M5S è arrivato terzo.
– Nessun vincitore al primo turno anche a Crotone: andranno al ballottaggio la candidata di centrosinistra sostenuta dal PD e il candidato di alcune liste civiche.
– A Carbonia ci sarà il ballottaggio tra il candidato del centrosinistra e Paola Massidda del M5S.
– A Olbia lo scrutinio procede a rilento: per ora è in vantaggio con ampio margine il candidato del centrosinistra sostenuto da PD ma anche da Unione Popolare Cristiana. Al secondo posto c’è il candidato di Forza Italia e Noi con Salvini.
– A Villacidro, comune della Sardegna, è stata eletta al primo turno Marta Cabriolu sostenuta da una lista civica di sinistra che ha ottenuto il 41,37 per cento dei voti.

Fonte: Il Post

sabato 4 giugno 2016

È morto Muhammad Alì

L'ex pugile si è spento all'età di 74 anni in un ospedale di Phoenix. Leggenda della boxe mondiale vinse per tre volte il campionato dei pesi massimi

L'ex pugile Mohammad Alì è morto all'età di 74 anni. Credit: Reuters

Muhammad Alì, la leggenda del pugilato mondiale ed ex campione del mondo dei pesi massimi, è morto all'età di 74 anni. Considerato una delle figure più note del 20esimo secolo, Alì è morto venerdì sera in un ospedale di Phoenix in seguito a una grave crisi respiratoria per cui era stato ricoverato il giorno prima. L'annuncio della sua morte è stata confermata sabato 4 giugno da una dichiarazione del portavoce dalla famiglia, Bob Gunnell.

Per il momento non si conoscono le cause della morte, né è stato reso noto il nome dell'ospedale dove l'ex pugile era stato ricoverato giovedì 2 giugno per una sopraggiunta crisi respiratoria.

Da quasi tre decenni, Muhammad Alì soffriva del morbo di Parkinson, che gli fu diagnosticato nel 1981 tre anni dopo la decisione di ritirarsi dal mondo della boxe.

Fu il primo a vincere il campionato dei pesi massimi per tre volte.

Tuttavia, Alì divenne ben presto molto più di un atleta. Negli anni Sessanta divenne celebre per il suo coraggioso discorso contro il razzismo e soprattutto per il suo rifiuto di partire per combattere in Vietnam. Divenne così un'icona internazionale e il portavoce non ufficiale per milioni di neri e di popoli oppressi di tutto il mondo

Fonte: The Post Internazionale

venerdì 3 giugno 2016

Centinaia di migranti soccorsi in mare in seguito ad un naufragio a largo di Creta

In Libia più di cento migranti trovati morti lungo un tratto di costa vicino a Tripoli

Un gruppo di migranti tratti in salvo nel Mediterraneo.

Un barcone con centinaia di migranti è affondato venerdì 3 giugno a largo delle coste di Creta. La marina greca è impegnata nelle operazioni di soccorso.

"Il numero di persone in difficoltà potrebbe raggiungere le centinaia. Alcuni migranti sono finiti in acqua. Le navi commerciali che incrociavano in zona hanno lanciato salvagenti e stanno intervenendo per soccorere i migranti", ha fatto sapere l’autorità portuale di Atene.

La marina greca ha inviato subito sul luogo del naufragio, 75 miglia a sud di Creta, due pattugliatori, un aereo e un elicottero.

Il barcone, lungo venticinque metri, è affondato a metà. Finora più di 250 persone sono state salvate, ma il numero totale dei migranti presenti sull’imbarcazione non è ancora noto.

La destinazione dei migranti probabilmente era l’Italia, anche se non si esclude che gli scafisti puntassero alla Grecia tentando di aggirare le navi di pattuglia nell’Egeo.

Non è ancora chiaro da quale paese l’imbarcazione fosse partita: si parla di Libia, Egitto o Turchia, come hanno riferito i primi uomini recuperati.

Già venerdì 27 maggio la polizia portuale aveva intercettato a largo di Creta un'imbarcazione guidata da due sospetti scafisti, un ucraino e un egiziano, con a bordo 65 tra siriani, afghani e pachistani. Due giorni fa un gruppo di 113 migranti era sbarcato sull’Isola, il più grande arrivo dall’inizio della crisi migranti.

Sempre venerdì 3 giugno sono stati trovati 117 cadaveri di migranti lungo un tratto di costa libica, a circa 120 chilometri dalla capitale Tripoli. La maggior parte degli annegati sono originari dell'Africa sub-sahariana e alcuni sono bambini. Lo ha reso noto sul suo account Facebook la Mezzaluna rossa locale.

Non è chiaro né quando né dove abbiano fatto naufragio. Nella zona la scorsa settimana la Guardia Costiera aveva intercettato quattro gommoni con più di 450 persone a bordo e alcuni dei migranti tratti in salvo avevano riferito che "più di cento" potevano essere annegati nella traversata.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 2 giugno 2016

2 giugno: auguri alla Repubblica Italiana


Il 2 e il 3 giugno del 1946 si tenne il referendum istituzionale, indetto a suffragio universale, con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava Repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.

Link: Festa della Repubblica Italiana (da Wikipedia)

mercoledì 1 giugno 2016

Le proteste in Francia non si fermano

Lunedì è cominciato lo sciopero a oltranza dei ferrovieri, la situazione si complicherà nei prossimi giorni: e mancano nove giorni agli Europei

Uomini con maschere dell'amministratore delegato di SNCF Guillaume Peppy a Lione - 1 giugno 2016 (JEFF PACHOUD/AFP/Getty Images)

Le proteste in Francia organizzate da associazioni, sindacati, gruppi di lavoratori e studenti contro una controversa riforma del lavoro stanno andando avanti, dopo settimane di mobilitazioni, blocchi delle raffinerie e scioperi in vari settori. Dalla sera di ieri, lunedì 31 maggio, è cominciato lo sciopero a oltranza dei ferrovieri della Società nazionale delle ferrovie (SNCF) a cui ha finora aderito il 17 per cento del personale; sei raffinerie sulle otto del paese lavorano ancora a rilento. La situazione si complicherà nei prossimi giorni: il 2 giugno inizierà uno sciopero illimitato della metropolitana di Parigi (la RATP) e ci saranno blocchi nei porti e nelle banchine; dal 3 al 5 giugno è previsto lo sciopero della direzione generale dell’aviazione civile con conseguenti problemi per il traffico aereo. In tutto questo, mancano nove giorni all’inizio degli Europei di calcio.

Il segretario generale della Confédération générale du travail (CTG), Philippe Martinez, che è tra i principali organizzatori delle proteste, ha detto che questa settimana ci sarà «la più forte mobilitazione degli ultimi tre mesi». La riforma del lavoro è già stata approvata dall’Assemblea Nazionale senza discussione né voto, grazie al ricorso a un particolare meccanismo parlamentare e il 14 giugno comincerà a essere discussa al Senato. Per il 14 giugno è stata annunciata anche una grande mobilitazione nazionale simile a quella dello scorso 26 maggio. I sindacati continuano a chiedere che la riforma sia ritirata e cercano di aumentare la pressione attraverso l’organizzazione di scioperi e il blocco delle raffinerie; il primo ministro Manuel Valls e il presidente Francois Hollande continuano invece a dire che non vogliono rinunciarvi. Martinez, però, scrivono i principali giornali francesi, avrebbe in qualche modo aperto a un compromesso specificando che dalla legge va ritirato «ciò che non è buono», facendo riferimento in particolare all’articolo 2 della proposta.

La riforma è, secondo i suoi critici, sbilanciata a favore delle aziende e dei datori di lavoro ed è invece penalizzante per i lavoratori e le lavoratrici, secondo cui soprattutto l’articolo 2 attua un “rovesciamento della gerarchia delle norme”. Di norma il codice del lavoro è disciplinato dalla legge: i contratti collettivi non possono essere meno favorevoli per i dipendenti di quanto non stabilisca la legge; i contratti aziendali allo stesso modo non possono avere parametri più bassi (o tutelare meno il dipendente) di quanto non prevedano i contratti collettivi; infine il singolo contratto di lavoro non può essere meno favorevole al dipendente di quanto previsto nell’accordo d’azienda. Il nuovo disegno di legge dice che per quanto riguarda la durata del lavoro (che comprende orario, straordinari, ferie, congedi ecc) il primato va al contratto aziendale. In altre parole, dal punto di vista del dipendente, il contratto aziendale può essere “meno conveniente” dell’accordo collettivo fatto dai sindacati per quello specifico settore, di fatto annullandolo.

I sondaggi dicono che per sei francesi su dieci (il 62 per cento) il movimento di protesta contro la legge sul lavoro sia giustificato; per due francesi su tre, inoltre, la responsabilità dell’attuale situazione – in particolare dei blocchi delle raffinerie – è del governo, che sta cercando di far approvare la riforma con delle forzature. Solo il 37 per cento degli intervistati parla di «irresponsabilità» da parte dei sindacati. Oggi è uscito un altro sondaggio sulla popolarità di François Hollande: su 19.455 persone intervistate, il 53 per cento ha detto di non essere soddisfatta dell’attuale presidente (a marzo la percentuale era del 43). Questo altissimo tasso di impopolarità si riflette nei sondaggi: nell’ipotesi che Nicolas Sarkozy o Alain Juppé siano i candidati della destra alle presidenziali del 2017, quelli che hanno detto che voterebbero nuovamente Hollande sono solo il 14 per cento degli intervistati. Negli ultimi mesi l’attuale presidente ha perso quattro punti, la candidata in testa ai sondaggi è Marine Le Pen del Front National, un partito di estrema destra.


Fonte: Il Post

La condanna a 16 anni per Schettino è stata confermata in appello

Il tribunale di Firenze ha confermato la sentenza del 2015 per l'ex comandante della Costa Concordia

(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

La Corte d’appello di Firenze ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione per Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, per il naufragio della nave da crociera che avvenne all’isola del Giglio il 13 gennaio del 2012, e nel quale morirono 32 persone. La sentenza è stata letta dopo otto ore di camera di consiglio e, per la maggior parte, ricalca quella decisa nel febbraio 2015 dal tribunale di Grosseto.


La Camera di Consiglio della Corte d’Appello di Firenze, presieduta dal giudice Grazia D’Onofrio, ha confermato la condanna di primo grado, a 16 anni di carcere, inflitta nel febbraio del 2015 a Francesco Schettino. La sentenza è stata letta al termine di una camera di consiglio durata otto ore. Il comandante della Costa Concordia non era presente in aula (non c’erano neppure parenti delle 32 vittime che persero la vita la notte del 13 gennaio 2012 nello scontro davanti all’isola del Giglio) e ha atteso il verdetto nella sua casa a Meta di Sorrento.


La Corte ha anche disposto nei confronti di Schettino l’interdizione dai titoli professionali marittimi per cinque anni in relazione al delitto di naufragio colposo, e lo ha condannato al pagamento delle ulteriori spese processuali. Per il Comune del Giglio è stata confermata una provvisionale da 300.000 euro per il danno non patrimoniale. La corte ha invece rideterminato per parte dei naufraghi le somme a titolo di risarcimento danni, aumentandole di una media di 15 mila euro a persona circa.


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Fonte: Il Post