giovedì 7 marzo 2013
Processo Unipol: Silvio Berlusconi condannato a 1 anno di reclusione
Silvio Berlusconi è stato condannato della quarta sezione penale del tribunale di Milano a un anno di reclusione nel processo Unipol dove era chiamato a rispondere dell'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio in relazione alla pubblicazione de Il Giornale della telefonata in cui Piero Fassino diceva a Giovanni Consorte: «Allora abbiamo una banca». Intercettazione che all'epoca era ancora coperta da segreto istruttorio. Inoltre i fratelli Berlusconi, che non erano presenti al processo, dovranno versare 80mila euro di risarcimento in solido a Piero Fassino costituito come parte civile, più 10 mila euro di spese processuali.
mercoledì 6 marzo 2013
Chi era Hugo Chavez
Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, operato nei mesi scorsi di cancro, è morto a Caracas. Lo ha annunciato in tv il vice presidente e suo delfino designato, Nicolas Maduro. I funerali di Chavez si svolgeranno venerdì 8 marzo.
Chavez è stato presidente del Venezuela dal 1999 alla morte. Promosse la sua visione di socialismo nazionale, integrazione dell'America Latina e anti-imperialismo. Fu inoltre un acceso critico della globalizzazione neoliberista e della politica estera statunitense. Chávez fondò il Movimento Quinta Repubblica dopo aver organizzato, nel 1992, un fallito colpo di Stato contro l'allora presidente Carlos Andrés Pérez. Chávez fu eletto presidente nel 1998 grazie alle sue promesse di aiuto per la maggioranza povera della popolazione del Venezuela e fu rieletto nel 2000, nel 2006 e nel 2012. In patria Chávez ha lanciato le Missioni Bolivariane, i cui obiettivi sono quelli di combattere le malattie, l'analfabetismo, la malnutrizione, la povertà e gli altri mali sociali. In politica estera si è mosso contro il Washington consensus sostenendo modelli di sviluppo economico alternativi, richiedendo la cooperazione dei paesi più poveri del mondo, specialmente di quelli sudamericani. I suoi critici gli rimproverano di essere un populista autoritario e l'amicizia con alcuni stati non democratici, come Cuba, e con Stati le cui modalità di governo, pur formalmente democratiche, sono criticate dall'Occidente, come la Libia nel periodo di Mu'ammar Gheddafi e l'Iran, mentre i suoi sostenitori lo considerano un rivoluzionario socialista impegnato per la giustizia sociale.
Per approfondire: Hugo Chavez (da Wikipedia)
martedì 5 marzo 2013
Un incendio distrugge la Città della scienza
Ansa
Ieri, in tarda serata, è scoppiato un gravissimo incendio alla Città della scienza di Napoli. Le fiamme hanno provocato danni ingentissimi alla struttura: restano solo i muri perimetrali mentre l'interno dei padiglioni è devastato. L'incendio fortunatamente non ha causato feriti in quanto il lunedì è giorno di chiusura settimanale. All'esterno della struttura tra i dipendenti si sottolinea come sia molto improbabile che un incendio del genere possa essersi sviluppato per cause accidentali. Per questo, non si esclude una pista dolosa che deve però ancora trovare conferma. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha dichiarato: "Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale. Ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili".
Link: Città della scienza
lunedì 4 marzo 2013
Cosentino, giudice rigetta revoca della custodia cautelare. Andrà in carcere
Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presidente Giampaolo Guglielmo, a latere Luigi d’Angiolella, ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare per Nicola Cosentino, avanzata dai legali Stefano Montone e Agostino De Caro. Cosentino è sotto processo per concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Ad annunciare il rigetto, il presidente Guglielmo alla fine dell’udienza del processo imperniato sulle vicende dell’infiltrazione dei Casalesi negli appalti dello smaltimento rifiuti attraverso il consorzio Eco4. L’ex sottosegretario all’Economia era in aula. Giovedi’ saranno depositate le motivazioni del collegio giudicante. I pm avevano espresso parere negativo. Ora, per l’ex capogruppo campano del Pdl, diventa concreta l’ipotesi dell’arresto non appena venga a cadere la carica di parlamentare.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
venerdì 1 marzo 2013
Il Papa lascia il Vaticano
Dalle 20 di ieri Benedetto XVI non è più Papa. Lo aveva già annunciato, a sorpresa, lo scorso 11 febbraio, spiegando di sentire il peso dell'incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa. 'Divento un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra. Andiamo avanti insieme con il Signore'. Queste le poche parole pronunciate ieri da Benedetto XVI dal balcone del terzo piano del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Un Papa visibilmente commosso che ha ringraziato e salutato i suoi fedeli. L'ultimo twett del Papa è stato: «Grazie per il vostro amore e il vostro sostegno. Possiate sperimentare sempre la gioia di mettere Cristo al centro della vostra vita».
giovedì 28 febbraio 2013
Il punto della situazione dopo le elezioni
Facciamo un breve punto della situazione dopo le elezioni politiche. Per formare un governo ci vuole la maggioranza in entrambe le camere. Bersani, la maggioranza, ce l'ha solo alla Camera ma non al Senato. Per averla dovrebbe ottenere il voto di una delle altre forze maggioritarie presenti che sono il M5S e il Pdl. Al momento pare escluso un accordo con Berlusconi e dunque rimane soltanto una possibilità: l'accordo con Grillo. Nel caso in cui il M5S non desse la fiducia non sarebbe possibile la formazione di un governo. Vista la situazione di ingovernabilità e in assenza di un accordo di legislatura, una proposta potrebbe essere quella di consentire la formazione del governo su pochi punti (conflitto di interessi, nuova legge elettorale, tagli ai costi della politica e misure per la crescita) e poi tornare al voto.
mercoledì 27 febbraio 2013
Le pagelle delle elezioni politiche 2013
Grillo 10: non ha vinto, ha stravinto. Cavalcando l'onda della protesta e del populismo è diventato il primo partito italiano. Realtà
Berlusconi 8: ha 7 vite come i gatti. E' pensare che era avviato sul viale del tramonto. Ma la sua influenza nei media è stata ancora una volta determinante. Invincibile
Bersani 5: è inutile attaccare gli elettori di Berlusconi se, negli ultimi tempi, c'è stata un'apertura verso Monti. Un po' di autocritica servirebbe. E se al suo posto ci fosse stato Renzi? Deludente
Monti 4: c'era da aspettarselo. Probabilmente ha influito il suo governo tecnico che ha grandi responsabilità, anche se non tutte sue. Triste
Ingroia 3: un partito che nasce meno di due mesi fa e va da solo non può pretendere miracoli. Rimpianto
Giannino 2: altro che curriculum falsi, fino a pochi mesi nessuno lo conosceva. Non pervenuto
Potete commentare le pagelle e scrivere i vostri voti nei commenti
martedì 26 febbraio 2013
Elezioni 2013, i risultati
Quella che esce dalle urne è un’Italia frammentata che ha sullo sfondo l’incognita dell’ingovernabilità.
Sono tre i risultati fondamentali di queste elezioni 2013: il trionfo del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, la débacle di Pier Luigi Bersani e l’incredibile rimonta del Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi.
Come riuscire, dunque, a governare in una situazione come quella che si è venuta a creare dopo il voto? I possibili scenari sembrano sostanzialmente due: la creazione di una larga coalizione di governo oppure la costatazione del fatto che questa nuova Legislatura è morta ancora prima di nascere. Fattore che inevitabilmente segnerebbe la strada verso un ritorno alle urne.
A fare notizia è il risultato del Senato dove il centrosinistra ha una maggioranza relativa (119 seggi contro i 116 del centrodestra), ma di fatto riduce al minimo le speranze di governare con lungimiranza. Ottimo invece il risultato raccolto dai 5 Stelle a Palazzo Madama. Il partito di Beppe Grillo guadagna un bottino di 54 senatori, addirittura 36 in più del centro “montiano”, fermo a 18. Un esito deludente, quello del presidente del Consiglio uscente e dai suoi alleati, Gianfranco Fini (Fli) e Pier Ferdinando Casini (Udc).
Al Senato il centrosinistra conquista 12 regioni, mentre 7 vanno al centrodestra. La coalizione guidata da Pier Luigi Bersani si afferma in Piemonte (29,8%), Liguria (33%) Emilia Romagna (42,1%) Trentino Alto Adige (23,4%), Friuli Venezia Giulia (29,3%), Toscana (43,4%), Marche (33,2%) Umbria (37,6%), Lazio (32,3%), Molise (30,2%), Basilicata (36,7%) Sardegna (31,7%). Il centrodestra conquista invece Lombardia (37,6%), Veneto (32,8%), Abruzzo (29,6%), Campania (37,3%) Puglia (34,4%) Calabria (33,3%) Sicilia (33,3%). In Valle d'Aosta le due coalizioni non correvano, e l'unico seggioè' stato assegnato alla lista Vallee d'Aoste, che ha ottenuto il 37%. La regione dove il Pd si afferma in modo più consistente è la Toscana, con il 43,4%, mentre per il centrodestra il risultato migliore è quello della Lombardia, 37,6%. Grande successo di 5Stelle nella Liguria di Beppe Grillo, con il 30,3%, ma in tutte le altre regioni il movimento si attesta comunque su percentuali tra il 20 e il 28%, con l'eccezione della Lombardia, dove si ferma al 17,4%.
Il “boom” del Movimento 5 Stelle tocca anche Montecitorio. Quello del comico genovese è addirittura il primo partito alla Camera con il 25,55% dei voti raccolti, mentre la vittoria – comunque minima, visto uno scarto di appena lo 0,4% – va al centrosinistra, che sfrutta l’alleanza con Sinistra Ecologia e Libertà. Contenuta, anche in questo caso, la performance di Monti e co., che si fermano poco sopra il 10% (Udc e Fli raccolgono, rispettivamente, l’1,78 e lo 0,46%).
Non entrano in Parlamento né Rivoluzione Civile, il partito di Antonio Ingroia che riunisce al suo interno Idv, Prc, Pdci e Verdi, né Fare per Fermare il declino di Oscar Giannino. Rc porta a casa l’1,79% al Senato e il 2,24% alla Camera; Fare, invece, si attesta allo 0,90% a Palazzo Madama e all’1,12% a Montecitorio. Restano fuori dal Parlamento quindi Fini, Ingroia, Di Pietro, Giannino, Pannella, Bonino, Storace. Salvo sorprese dagli italiani all'estero non ci saranno parlamentari di Fli, Rivoluzione Civile, Prc, Pdci, Radicali, La Destra, Forza Nuova, Casa Pound, Ms-Ft, Fare per fermare il declino. Fratelli d'Italia avrà deputati ma non senatori. La lista Crocetta e il Grande Sud avranno un senatore ciascuno.
«Siamo diventati il primo partito in assoluto in tre anni e qualche mese, senza prendere un rimborso. Non prenderemo soldi e continueremo così: non faremo inciuci, in Parlamento daremo scappellotti a tutti», ha commentato Beppe Grillo dopo la lettura dei risultati. Commentando l’esito dello spoglio alla Camera e al Senato, Pier Luigi Bersani ha invece affermato: «È evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il Paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell’interesse dell’Italia», ha concluso il segretario del Partito democratico.
Fonte: il Punto
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