domenica 12 febbraio 2012

La rinascita dell’Argentina, dal baratro del 2001 alla crescita del 2012

Sono passati solo nove anni da quando l’Argentina è passata alla storia del 2001 come un Paese instabile, povero e sull’orlo del baratro, eppure, oggi la situazione è totalmente cambiata, il Paese è in crescita da un punto di vista economico, ma anche culturale e socio-politico.

Nel 2001, Fernando de la Rùa, l’ultimo Presidente neoliberale, si dimise dalla carica di Stato, per la crisi finanziaria che colpì l’Argentina, fuggendo in elicottero dal Paese per evitare il linciaggio, dopo aver dato l’ordine di sparare sulla folla in Plaza del Mayo, uccidendo una quarantina di persone.

Per quanto questa deriva sia iniziata anni prima, a Rùa va “il merito” di aver dato al Paese la spinta finale verso il baratro, avendo lui svenduto l’Argentina ai privati, principalmente stranieri, seguendo le spinte del Fondo Monetario Internazionale.

Il Presidente ruppe il patto con le classi medie, intervenendo direttamente sul portafogli dei cittadini con il “corallito”, il blocco dei conti correnti bancari. A questa intrusione dello Stato nell’economia dei privati, si è aggiunta, nei decenni di dittatura, la ferita mai chiusa dei desaparecidos, i figli dell’Argentina, un esercito di pensatori, intellettuali, liberi cittadini fatti sparire, assassinati in segreto, torturati, perché dissidenti (se ne contano 30 mila).

Ecco che, proprio l’anno della crisi, il 2001, vide la gente scendere in piazza, senza leader o bandiere, per chiedere una sola cosa: «!Que se vayan todos». A Rùa sono seguiti cinque presidenti, ma la svolta positiva è arrivata con Néstor Kirchner nel 2003 e sua moglie Cristina Fernández che, con una politica economica prudente ma redistributiva, hanno fatto scendere gli indici di povertà e indigenza a un quarto di quelli del 1990.

La Nazione ha saldato i conti con Washington, in tempi record, nel 2005. Dal 2003 il Paese cresce tra il 7 e il 10% l’anno. A sorprendere sono le stesse previsioni del Fmi che prevedono per quest’anno un’Argentina in crescita, seconda solo alla Cina.

Questa risalita economica è stata favorita dall’aumento dei prezzi dell’export agricolo all’arrivo, ma anche dalla Cina come partner economico. Degne di nota sono le politiche innovative di integrazione latino-americana adottate insieme a Brasile e Venezuela. Infatti, nel 2005 proprio la collaborazione Kirchner-Lula ha fermato il sogno americano di un mercato unico continentale, che avrebbe ridotto il Paese a un cantiere a basso costo in cui gli Usa avrebbero potuto competere ad armi pari con la Cina.

L’Argentina è oggi un Paese all’avanguardia su più fronti, dai matrimoni omosessuali, alla lotta contro i monopoli dell’informazione, alla tutela dei diritti umani. Inoltre, memori della lezione di dieci anni fa, molti beni sono stati rinazionalizzati per il bene comune, gli investimenti in educazione sono passati dal 2 al 6.5% del Pil. A confermare questi dati di crescita, ci sono poi i 200 mila argentini che, dopo essere sbarcati in Italia, pieni di speranze per un futuro migliore, nel giro di un decennio sono già tornati indietro.

Fonte: Wake Up News

mercoledì 8 febbraio 2012

Ma quale mafia!

Nel 2011 il Sindaco Vittorio Sgarbi lo ripete in continuazione: "A Salemi la mafia non esiste!", "in Sicilia la mafia non esiste più!". Fa perfino appendere dei manifesti formato maxi, con tanto di firma: "Ma quale mafia! Cittadini, ribellatevi" ...


6 febbraio 2012, viene chiesto lo scioglimento del Comune di Salemi per infiltrazioni mafiose. Vittorio Sgarbi si dimette: "Non me n'ero accorto". 

Fonte: Non leggere questo Blog!

martedì 7 febbraio 2012

Fao, 325 mila bambini rischiano la vita in Somalia

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che non sussistono più oggi condizioni di carestia in Somalia, ma hanno comunque messo in guardia che con la siccità che colpisce il Corno d’Africa, la fame rimane una grave minaccia se non verranno prese misure per ristabilire la sicurezza alimentare.

A sottolinearlo è una nota della Fao: “secondo l’ultimo rapporto congiunto dell’Unità di valutazione della sicurezza alimentare e della nutrizione della Fao (Fsnau) e del Sistema d’allerta rapida sulla carestia (Fews Net) dell’Usaid, il numero delle persone che necessitano di assistenza umanitaria d’emergenza è calato da 4 milioni a 2,34 milioni, il 31 per cento della popolazione. Al culmine della crisi erano a rischio della vita più di 750.000 persone”.

Il rapporto ha tuttavia messo in guardia che restano ancora a rischio della vita circa 325.000 bambini somali gravemente sottonutriti. “Le ragioni principali di questo miglioramento sono state l’arrivo delle piogge attese per mesi, insieme alla massiccia distribuzione di fattori produttivi agricoli e alla grande risposta umanitaria degli ultimi sei mesi”, ha affermato il nuovo Direttore Generale della Fao Josè Graziano da Silva nel corso di una conferenza stampa tenuta a Nairobi dopo aver visitato il sud della Somalia. “La crisi non è ancora terminata però. Si potrà risolvere solo se non verranno meno le piogge e continueranno gli interventi coordinati e di lungo periodo in grado di ricostituire la capacità della popolazione locale di rispondere alle emergenze, e si riusciranno a collegare le azioni di soccorso d’emergenza allo sviluppo duraturo”, ha aggiunto sollecitando un rinnovato impegno da parte di tutta la comunità internazionale. La crisi in corso continua a gravare sull’intera regione del Corno d’Africa, con 9,5 milioni di persone che necessitano di assistenza d’emergenza in Somalia, Kenya, Etiopia, Gibuti, 3,5 milioni in meno rispetto ai 13 milioni al culmine della crisi.

Fonte: Frontierenews.it

domenica 5 febbraio 2012

Caro sindaco, è sempre colpa degli altri?

A Roma c'è stata una nevicata straordinaria che ha paralizzato la città. Il sindaco Gianni Alemanno ieri ha detto: "Chiediamo una commissione d’inchiesta perche’ non c'è stato un servizio di previsioni adeguato".

In realtà è da quasi una settimana che i bollettini meteo parlano di neve a Roma. Alemanno, che già fu criticato per l'alluvione che colpì Roma qualche mese fa, se la prenderà mai qualche responsabilità o è sempre colpa degli altri?

mercoledì 1 febbraio 2012

Celentano e i comunisti di Emergency



Adriano Celentano vuole donare il suo cachet di Sanremo, secondo Libero, ai comunisti di Emergency. Questa mi mancava...