venerdì 8 aprile 2011

Le foto più belle e suggestive di Pietramelara

Oggi vi porto alla scoperta del mio paese, Pietramelara. Ho realizzato questo video con le foto più belle e suggestive del paese




Il borgo di Pietramelara

giovedì 7 aprile 2011

Il disastro di Fukushima causerà 200.000 casi di cancro in cinquant’anni

Il fallout proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima, fuori controllo dall’11 marzo, ha innescato una sorta di macabra lotteria che distribuirà fra la gente un numero imprecisato di casi di cancro.

Per primo ha azzardato una stima Chris Busby, esperto di salute e radiazioni, che ha utilizzato il modello di rischio messo a punto dall’European Committee on Radiation Risk.

Risultato: poco meno di 200.000 casi di cancro nei prossimi 50 anni fra i circa tre milioni di persone che vivono a meno di 100 chilometri dalla centrale; moltissimi casi sarebbero evitabili trasferendo subito la popolazione altrove.

Il documento è dei primi di aprile, sulla base dei dati disponibili fino a fine marzo. A Fukushima però le cose (e i rilasci di radioattività) probabilmente andranno per le lunghe: il Governo giapponese ha ammesso che ci vorranno mesi per riportare sotto controllo la centrale.

L’European Committee on Radiation Risk è un gruppo informale fondato dai Verdi presso il Parlamento europeo. Sento già levarsi alti clamori: ma è di parte! E’ una stima gonfiata! Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il disastro di Chernobyl provocò solo 4.000 vittime fra la popolazione, come è possibile che in Giappone ne siano attesi così tanti? Eccetera eccetera.

Provo a rispondere. Personalmente, trovo del tutto inverosimile la stima dell’Oms sui morti di Chernobyl. L’Oms è legata da un accordo di cooperazione all’Iaea, l’agenzia atomica dell’Onu (trovate il link in fondo) che è dichiaratamente filonucleare.

Che le stime dell’Oms siano totalmente inverosimili lo pensano anche i medici dell’Ucraina e della Bielorussia, che dopo Chernobyl hanno dovuto fare personale e frequente conoscenza con casi di cancro prima relegati all’universo delle nozioni teoriche. In fondo è linkato un articolo del Guardian che approfondisce il tema.

Le stime sui casi di cancro per Chernobyl variano moltissimo. All’estremo opposto rispetto ai 4.000 casi calcolati dall’Oms ci sono i 6 milioni di casi attesi da Greenpeace.

Dove sta la verità, tanto per avere una pietra di paragone? Solo in Italia, che rispetto alla Bielorussia e ad altre zone d’Europa fu appena toccata da uno spiffero radioattivo proveniente da Chernobyl, l’Istituto Superiore per la Sanità ha stimato circa 3.000 casi mortali di cancro.

Alla luce soprattutto di quest’ultima cifra, la stima dell’l'European Committee on Radiation Risk non mi pare inverosimile. E’ una stima, appunto: altre ne verranno, forse più accurate, ma può dare un primo ordine di grandezza del rischio.

European Committee on Radiation Risk

La stima sui casi di cancro legati a Fukushima basata sul modello di rischio dell’European Committee on Radiation Risk (on line sul sito di Farewinds)

Dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Chernobyl, la reale portata dell’incidente

Il testo completo dell’accordo di cooperazione fra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e l’Organizzazione Mondiale per la Sanità

Sul Guardian la situazione attuale nelle zone più colpite dal fallout di Chernobyl

Un documento di Greenpeace contenente una tabella riassuntiva delle stime di casi di cancro legati a Chernobyl

Un vecchio articolo del Corriere della Sera in Italia 3.000 morti per Chernobyl

Fonte: Blogeko

mercoledì 6 aprile 2011

L'Aquila 2 anni dopo, per non dimenticare...


Sono trascorsi esattamente 2 anni dal terribile terremoto che colpì L'Aquila e l'Abruzzo. Nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, alle ore 3.32, una fortissima scossa di terremoto devastò L'Aquila e i paesi circostanti causando 309 morti, 1600 feriti e 65.000 sfollati.

martedì 5 aprile 2011

I trasferimenti al Nord si fermano in Toscana


Per decongestionare la Sicilia, le navi che devono trasportare i migranti da Lampedusa sulla terraferma ora puntano verso altre Regioni. Ma senza che sia superato il tracciato del Po. Ieri è stata la volta di Santa Maria Capua Vetere, nel casertano, e di Livorno da cui poi i migranti partiranno per essere ospitati alla spicciolata in Regione.

Nella mattinata 471 tunisini sono giunti alla ex base di Andolfato, vicino Caserta, che dietro le mura alte quasi 9 metri con frammenti di vetro posizionati in cima, comprende anche un ex carcere militare. Nel grande cortile interno sono state fissate le tende per 1.200 persone. Ai profughi arrivati ieri, si dovrebbero aggiungere parte (circa 500) dei passeggeri della nave Excelsior salpata dalle Pelagie con a bordo 1.731 migranti da dividere fra Trapani, Catania e Napoli, appunto. «Temiamo gli sviluppi di questa situazione», dichiara Mimma D’Amico che con il centro sociale ex canipificio di Caserta sta cercando di dare primo orientamento e informazioni ai migranti. «Non permettono a nessuno l’ingresso alla tendopoli gestita dalla Croce rossa», aggiunge descrivendo i particolari propri di «un luogo di detenzione».

I più fortunati, in queste ore, sono diretti al porto di Livorno da cui, secondo le disposizioni del piano regionale che oggi sarà dettagliato in prefettura, ripartiranno per raggiungere una delle destinazioni individuate sul territorio. Il modello toscano, che ha scongiurato la costruzione di una tendopoli a Coltano, vicino Pisa, finora rappresenta l’unica alternativa concreta al modello Manduria. «Abbiamo concertato 500 persone, sono ragazzi che è giusto accogliere decentemente», ha confermato ieri il presidente Enrico Rossi, salvo lanciare un messaggio ai suoi colleghi: «Dopo questi, voglio vedere quanti ne accolgono il Veneto, la Lombardia e il Piemonte. La Repubblica italiana - ha concluso - deve andare dalla Sicilia alle Alpi, l’accoglienza deve riguardare anche il Nord del Paese».

E, invece, ieri Taranto attendeva l’ennesimo trasferimento. A bordo del traghetto Clodia, infatti, sono stati condotti in Puglia oltre mille persone. La destinazione resta Manduria che, tra chi fugge e chi dorme all’aria aperta fuori dall’accampamento, non conta più di un migliaio di ospiti. Paradossalmente, Manduria può ancora accogliere, non importando le ragioni che hanno portato ad evadere e che ieri hanno convinto molti a iniziare lo sciopero della fame.

Secondo Enzo Pilò, che con l’associazione Babele ha organizzato progetti per richiedenti asilo nel sistema Sprar, dietro la confusione che domina la tendopoli c’è una strategia chiara: «La struttura di Manduria non è del tipo di contenimento - spiega - e il fatto che si siano consentite le fughe in massa risponde all’esigenza del governo di assicurare, in un secondo momento, l’espulsione degli irregolari». Pilò e altre associazioni stanno invitando i migranti a non lasciare il campo senza un foglio di permesso. Una volta fuori, infatti, anche l’ultima speranza di tutela scompare.

Fonte: Terranews

lunedì 4 aprile 2011

Elezioni politiche 12 giugno? Ecco i sondaggi


Negli ultimissimi giorni il clima politico si è surriscalato al limite della … fusione. Le tirate d’orecchie di Giorgio Napolitano sono di fatto l’ultimo richiamo ai partiti prima di arrivare allo scioglimento delle Camere e alla fine anticipata della legislatura.

A questo punto tutto è possibile e il ricorso anticipato alle urne (il 12 giugno?) torna una possibile e forse probabile opzione. Il sondaggista Nicola Piepoli ha già subito messo nel piatto (commissionato da affaritaliani.it) il suo sondaggino.

Questi, allo stato attuale, i dati dei singoli partiti. Il Popolo della Libertà è in leggero calo al 30% e la Lega Nord è stabile al 10. Altre forze di Centrodestra all’1%. Totale 41. Il Partito Democratico è salito al 26%, l’Italia dei Valori è ferma al 5 e Sinistra Ecologia Libertà è cresciuta arrivando al 7,5%. Altri di Centrosinistra al 2,5. Totale 41. L’Udc è stabile al 6,5%, Futuro e Libertà si porta al 3,5 mentre gli altri (Api e Mpa) sono insieme all’1%. Totale 11. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è salito fino al 4%. Gli altri fuori dagli schieramenti sono al 3%. Contenti, scontenti? Tutto qui.

domenica 3 aprile 2011

La nuova fiamma di Papi

Ex Pd. Poi Misto. Poi Noi Sud. Poi Liberale. Poi Popolare. Ora di nuovo Misto. E tutto in una legislatura. E' il peggiore di tutti. E' Antonio Gaglione. Novantaduepercento di assenze parlamentari, risultato irreperibile per 7.568 volte, record assoluto nella storia della Repubblica italiana.

Beh, certo, quei ventimilaeuro al mese noi li dobbiamo scucire comunque. Per farvi capire, non s'è presentato in nessuna delle votazioni più importanti di questi ultimi 3 anni, la sua ultima "seduta pesante" risale all'anno di grazia 2008.

Ma stavolta c'è bisogno di lui. E' Silvio Berlusconi in persona, ad avere bisogno di lui. Il suo voto potrebbe essere fondamentale. Martedì si decide su Ruby, conflitto di attribuzione, ad un giorno dal processo di Milano. E per il Premier il cammino iniziato con Razzi e Scilipoti - idealmente, oltre che istituzionalmente - puà proseguire solo con quest'uomo. Che, solenne, dichiara:

sabato 2 aprile 2011

Un pedofilo in famiglia: denunciato carabiniere pedofilo ma non viene arrestato!


Il servizio scandalo de Le Iene in cui Paolo Calabresi racconta la storia di una mamma e della sua bambina di 11 anni molestata su msn da un pedofilo. La donna casualmente ha poi scoperto che il pedofilo in questione non è uno sconosciuto, ma bensì il cognato del fratello della signora, che è oltretutto un carabiniere. L’uomo oltre ad inviare filmati pornografici alla bambina, si masturbava davanti alla webcam, o le chiedeva sistematicamente di spogliarsi.

Dopo aver sporto denuncia alla polizia, la donna sperava in un intervento celere delle forze dell’ordine, come gli era stato assicurato (l’arresto in tempi brevi), ma purtroppo non è mai avvenuto! L’uomo continua a vivere tranquillamente la sua vita, in massima libertà … le forze dell’ordine non sono mai intervenute!

La donna e sua figlia sono state costretti a cambiare casa (visto che il carabiniere, lo zio, abita nella stessa zona) … ma dopo 5 mesi nessuno ancora interviene! Dopo il servizio delle Iene, una nipote del carabiniere pedofilo, ora 18enne, ha denunciato anche lei di aver subito in passato molestie dallo zio …

In seguito a pressioni delle Iene, la polizia a chiesto tempo per poter prendere provvedimenti…

- Qui il primo servizio de “Le Iene” sul carabiniere pedofilo

Sotto, il secondo servizio de Le Iene sul carabiniere pedofilo



Fonte: Stop Censura

venerdì 1 aprile 2011

Fukushima, radiazioni oltre i limiti a 40 km dalla centrale

La fascia di sicurezza di 20 chilometri intorno a Fukushima non basta più a garantire l’incolumità della popolazione. Trasportate dal vento, le particelle radioattive che continuano a fuoriuscire dall’impianto stanno raggiungendo zone sempre più distanti dal suo perimetro, contaminando il mare, il suolo, l’aria e gli organismi con cui entrano in contatto. A Ietate, un piccolo villaggio a una quarantina di chilometri dalla centrale, i tecnici dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica, inviati sul posto per effettuare campionamenti del terreno, hanno rilevato ieri livelli di radioattività superiori a quelli considerati pericolosi per la salute dall’agenzia stessa. Una scoperta che in realtà era già stata fatta da Greenpeace all’inizio della settimana, quando un suo team di esperti giunto sul luogo aveva denunciato la presenza di quantità di radiazioni tali da risultare nocive per l’organismo umano, chiedendo alle autorità nipponiche di procedere a un’immediata evacuazione della zona.

Alla richiesta dell’organizzazione ambientalista si è unita ieri quella dell’Aiea, che ha suggerito al governo di Tokyo di estendere la fascia di sicurezza intorno a Fukushima. Malgrado il moltiplicarsi delle pressioni, tuttavia, l’esecutivo nipponico non sembra intenzionato a prendere provvedimenti immediati. «Valuteremo attentamente la situazione sulla base dei dati forniti dall’Aiea ma non sembra che esista al momento la necessità di intervenire», si è limitato ad annunciare ai microfoni dei giornalisti Yukio Edano, segretario del gabinetto giapponese.

Le misurazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, unite a quelle dell’ente giapponese sul livello di iodio radioattivo nel mare vicino alla centrale (che ieri sono risultate 4.385 volte superiori alla norma e in aumento rispetto al giorno precedente) rafforzano l’ipotesi che i tentativi portati avanti dalla Tepco, la società che gestisce la struttura, per contenere le radiazioni non stiano dando i risultati sperati. Gli sforzi per raccogliere l’acqua radioattiva intorno ai reattori sono andati avanti per tutta la giornata di ieri, mentre a causa del maltempo sono state sospese le operazioni per spargere resina sintetica nell’area per trattenere le radiazioni. I tecnici continuano a a pompare l’acqua contaminata fuori dall’edificio delle turbine delle unità 1 e 3, anche se è quella presente nella trincea di manutenzione sotto il reattore 2 a preoccupare maggiormente dati gli alti livelli di radioattività registrati sulla sua superficie.

Contemporaneamente nelle tre strutture viene iniettata a getto continuo acqua dolce da un camion dei pompieri e da pompe elettriche, in modo da raffreddare il materiale presente all’interno. Intanto per la prima volta dall’inizio della crisi il premier Naoto Kan ha annunciato espressamente che la centrale di Fukushima sarà completamente smantellata. Fino ad oggi il leader del Partito democratico aveva invece lasciato intendere che l’ipotesi più probabile fosse il decommissioning dei reattori dall’uno al quattro, una soluzione che avrebbe comunque risparmiato il cinque e il sei. Ieri Kan ha anche incontrato il presidente francese Nicolas Sarkozy, giunto nell’arcipelago nipponico per una visita di solidarietà.

Nella conferenza stampa congiunta il premier giapponese ha sottolineato che il suo governo intende procedere a un attento riesame del settore nucleare: «Una volta che l’incidente sarà circoscritto, abbiamo bisogno di valutare il sistema attuale in cui viene lasciata la gestione degli impianti al settore privato». Dal canto suo Sarkozy ha proposto una riunione delle autorità dei Paesi del G20, a Parigi, per definire una normativa internazionale sulla sicurezza nucleare.

Fonte: Terranews