
Difficile lavorare nell’incertezza.
«Questa eventualità ha sottratto attenzione al mio lavoro. Due giorni fa ho ricevuto dalla Rai la garanzia sulla tutela legale. Su questo la direzione di RaiTre ha fatto una battaglia, perché il giornalismo d’inchiesta è rischioso ma è un dovere del servizio pubblico. L’equivoco ruotava attorno al fatto che Report è una trasmissione che non utilizza un metodo produttivo classico».
Perché?
«Dall’inizio la scelta è stata quella di lavorare con un gruppo di giornalisti esterni che vendono il loro prodotto alla Rai. Ma la linea editoriale è condivisa e supervisionata dalla direzione di rete. È stato scelto questo metodo produttivo perché permette di avere avere costi molto bassi, fino al 40% in meno rispetto al metodo tradizionale».
Come mai quest’anno la tutela è stata messa in discussione?
«Non lo so, immagino che sia stato un equivoco, che nessuno sapesse bene che il programma è organizzato così da 13 anni, che il gruppo di lavoro è sempre lo stesso, ma nessuno è contrattualizzato, altrimenti la difesa sarebbe automatica. Ripeto, è stata una scelta conveniente perché permette di investire buona parte del budget nel prodotto».
Era preoccupata per la redazione?
«Certamente, perché io ho un contratto di esclusiva annuale che mi tutela, loro invece vendono i servizi che sono stati prima discussi con la direzione di rete e poi assegnati. L’eventualità che loro perdessero la tutela legale, dopo aver dimostrato negli anni una straordinaria scrupolosità e professionalità, mi aveva angosciato».
Qual è la media di ascolti per Report?
«Circa il 14% di share, supera di tre punti le aspettative della rete».
Fonte: L'Unità
2 commenti:
E il bello è che adesso quei farabutti del governo avranno anche le palle di farglielo pesare! "Uè avete perfino la copertura legale, cazzo rompete ancora i coglioni con ste menate sulla libertà dei mezzi d'informazione...!?!"
Non so, fra un po' dovremo pure ringraziarli!
già alessandro!
Posta un commento