domenica 27 aprile 2014
La Chiesa ha due nuovi santi: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II
Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II questa mattina sono stati proclamati santi. Papa Francesco, davanti a un'immensa folla - 800 mila persone, stando alle stime della Sala stampa vaticana -, che dalle 5:30 del mattino ha invaso via della Conciliazione e piazza San Pietro, ha letto la formula di canonizzazione per Angelo Giuseppe Roncalli e Karol Wojtyla: "Ad onore della Santissima Trinità, per l'esaltazione della fede cattolica e l'incremento della vita cristiana, con l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l'aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell'Episcopato, dichiariamo e definiamo Santi i Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e li iscriviamo nell'Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i Santi".
Roncalli e Wojtyla "sono stati due uomini coraggiosi, pieni dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia" ha detto Bergoglio.
venerdì 25 aprile 2014
25 aprile, la festa della Liberazione
Oggi si festeggia la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Il 25 Aprile è l’anniversario della rivolta armata partigiana e popolare contro le truppe, ormai di occupazione, naziste e i loro fiancheggiatori fascisti della repubblica sociale italiana. Grazie al sangue versato dai partigiani fu possibile dare agli italiani la libertà che era stata negata durante il ventennio di dittatura fascista.
giovedì 24 aprile 2014
Nuovi scontri nell’est del paese
Manifestanti filoucraini a Mariupol, il 23 aprile 2014. (Evgeniy Maloletka, Ap/Lapresse)
- Il governo ucraino ha detto di aver ripreso il controllo del municipio di Mariupol, nell’est del paese, che era occupato dai manifestanti filorussi. Lo ha confermato il ministro dell’interno di Kiev, Arsen Avakov. Negli scontri ci sono stati cinque feriti, scrive l’Afp. Gli attivisti dell’autoproclamata “repubblica popolare di Donetsk” però sostengono di avere ancora il controllo dell’edificio.
- Il 24 aprile secondo il ministero dell’interno ucraino, sono entrati i carriarmati a Sloviansk, un’altra città controllata dai filorussi. Un posto di blocco ha preso fuoco.
- Nella notte i separatisti hanno attaccato la base militare di Artemivsk, vicino a Sloviansk. Un soldato ucraino è rimasto ferito negli scontri a fuoco, ma le sue condizioni non sembrano gravi.
- Il governo ucraino ha detto di aver ripreso il controllo anche di Sviatogorsk, un’altra città nell’est del paese, nel corso di una delle “operazioni antiterrorismo” che sono ricominciate il 23 aprile dopo la tregua di Pasqua.
- Il ministro dell’energia dell’Unione europea, Guenther Oettinger, e il suo collega ucraino sono a Bratislava, in Slovacchia. L’obiettivo del vertice è di trovare un modo per far arrivare gas naturale dalla Slovacchia all’Ucraina e diminuire la dipendenza energetica dalla Russia.
- Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha detto che se gli interessi dei cittadini russi verranno minacciati la Russia “si vendicherà”, come è successo nell’Ossezia del Sud.
- Il 23 aprile un gruppo di attivisti filorussi ha detto di aver preso in ostaggio Simon Ostrovsky, un giornalista statunitense di Vice. L’uomo è accusato di essere “una spia americana”.
Fonte: Internazionale
lunedì 21 aprile 2014
Kepler-186F: la scoperta del «cugino della Terra»
Lo hanno ribattezzato come «il cugino della Terra», “scovato” grazie al telescopio spaziale della Nasa Kepler, lanciato nel marzo del 2009 a caccia di “sosia” del nostro pianeta. La scoperta di «Kepler-186F», il “gemello” del nostro corpo celeste, fuori dal Sistema solare e in orbita intorno a una stella nana nell’area considerata “abitabile” – la fascia di distanza da una stella considerata compatibile con la presenza di acqua liquida sulla superficie di un pianeta orbitante, ndr – è destinata ad alimentare il dibattito sulla possibilità della vita oltre la Terra.
LA SCOPERTA DEL PIANETA KEPLER-186F – «La scoperta di Kepler-186F è un passo significativo verso la ricerca di mondi come il nostro pianeta», ha dichiarato Paul Hertz , direttore della divisione Astrofisica della Nasa a Washington. Il corpo celeste fa parte di un sistema di cinque pianeti che orbitano attorno alla stella nana Kepler-186, più fredda rispetto al Sole e grande circa la metà, per dimensioni e massa. Secondo quanto spiegato dall’agenzia spaziale americana, le dimensioni del pianeta – il più esterno dei cinque – sono quindi confrontabili a quelle del nostro mondo. Ha una superficie rocciosa e si trova a circa 500 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Cigno. Secondo i calcoli della Nasa, Kepler-186f completa la sua orbita in 130 giorni: facendo un paragone, la distanza che lo separa dalla sua stella è pari a quella che esiste tra il Sole e Mercurio. C’è speranza che nel corpo celeste sia possibile ritrovare acqua liquida in superficie, una condizione fondamentale per la vita. Se fosse stato più grande di 1,5 volte rispetto al nostro pianeta, Kepler 186-F avrebbe avuto un’atmosfera inospitale, costituita da uno spesso strato di idrogeno ed elio, simile a quella dei giganti gassosi del nostro Sistema solare, ovvero Giove e Saturno.
I PRECEDENTI – Kepler-186F è considerato un caso unico fra i pochi pianeti finora scoperti nella “zona abitabile”. Non sono infatti molti i corpi celesti che presentano queste condizioni, rispetto agli oltre 17000 finora individuati dal telescopio spaziale Kepler all’esterno del Sistema solare. Lanciato dalla Nasa nel 2009, Kepler ha raccolto immagini e dati su oltre 150mila stelle: nel 2013 è stato però costretto a ridimensionare la sua attività, a causa di un guasto che ha rischiato di interrompere la sua “avventura” nello spazio. Prima della scoperta di Kepler-186F erano quatto i pianeti noti più simili alla Terra. Avevano però dimensioni di circa 2,5 volte rispetto a quelle della Terra. Eppure, in base a queste osservazioni, gli astronomi si erano convinti della possibilità di individuare sosia e “gemelli” della Terra nella Via Lattea. Secondo le stime, il 22% delle stelle simili al Sole potrebbero ospitare un mondo simile al nostro.
PLATO, il NUOVO «CACCIATORE DI SOSIA» DELLA TERRA NELLO SPAZIO – Dopo Kepler, è in arrivo anche un nuovo “cacciatore” di sosia nello spazio. Un progetto europeo che prende il nome di Plato, che dovrebbe essere lanciato entro il 2014. A bordo ci saranno ben 34 piccoli telescopi che per sei anni scandaglieranno l’universo, osservando circa un milione di stelle ed i relativi pianeti che ruotano intorno ad esse. Alla missione partecipa anche l’Italia, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Come ha spiegato il Corriere della Sera, un’altra speranza è affidata al successore del telescopio spaziale Hubble, sempre della Nasa, che partirà nel 2018. «Affinché non sia disturbato nelle sue ardue osservazioni raccogliendo radiazioni infrarosse sarà sistemato lontano dalla Terra addirittura un milione e mezzo di chilometri», ha spiegato il quotidiano di via Solferino.
Fonte: Giornalettismo
domenica 20 aprile 2014
Buona Pasqua
Auguro a tutti i lettori, assidui o frequentatori, e a tutti i blog amici di trascorrere una serena e felice Pasqua
Andrea De Luca
sabato 19 aprile 2014
TTIP, globalizzazione e neoliberismo
I media generalisti non parlano per niente del TTIP, il trattato transatlantico tra Europa e USA che riduce le norme e le regole del commercio a favore delle multinazionali e delle corporations.
Secondo Monia Benini con il “TTIP, l’Europa ha sottratto la sovranità ai paesi membri e sta negoziando un accordo letale per le nostre imprese, per l’occupazione, per la salute e l’ambiente. E il tutto per ingrassare il ventre delle multinazionali”.
Il TTIP si propone di aumentare i flussi commerciali tra Europa e Stati Uniti riducendo le regole e norme che per ora “frenano” le multinazionali.
Precisando si mira alla riduzione dei dazi e delle norme che limitano il commercio dei beni.
Il TTIP spingerà ancora più in avanti il processo di globalizzazione che come molti sanno è una delle cause dell’odierna crisi, la più grave dal dopoguerra.
Il TTIP aprendo “praterie” ancora più vaste al processo di globalizzazione: farà “tabula rasa” delle produzioni locali e regionali. Un “mostro” che sta andando avanti e che porterà a compimento il processo di globalizzazione.
Questo accordo tra Europa e Stati Uniti serve ad ottenere il massimo livello di liberalizzazioni e di flussi commerciali con l’intento di aprire il mondo ad una nuova stagione di neoliberismo sfrenato, dopo quello degli ultimi decenni che ci ha portato insieme alla finanziarizzazione dell’economia al disastro di una crisi orripilante sotto certi aspetti.
I negoziati si occupano anche di appalti pubblici, regole per l’agricoltura, norme legali per disciplinare i rapporti tra lo stato e le aziende.
Sono in gioco le regole e le limitazioni sull’ambiente, sulla sicurezza riguardo alla vendita degli alimenti e tanto altro ancora.
Naturalmente i media italiani tacciono sull’argomento e su pochi siti di controinformazione se ne parla: si sa in’Italia adesso siamo presi dalla “sbornia” della campagna elettorale e notizie come il TTIP non rientrano nel mainstream mediatico.
Questo come altri è un chiaro caso di “silenzio” mediatico, una tecnica di manipolazione mediatica che rientra nella complessiva strategia di distrazione di massa, massa impegnata nel tam tam quotidiano di notizie offerto dai media, dalla ultima esclusione dalla casa del Grande Fratello, dalle notizie di gossip o da quant’altro.
Fonte: SYSTEM FAILURE
Leggi anche: Tutti i rischi del Trattato transatlantico
venerdì 18 aprile 2014
Morto lo scrittore Gabriel García Márquez, Nobel nel 1982
E’ morto a Città del Messico Gabriel García Márquez, il grande scrittore e giornalista colombiano vero protagonista della letteratura del ’900, era nato nel 1927 e aveva 87 anni. Nel pomeriggio del 3 aprile era stato ricoverato per una polmonite la cui gravità non si è attenuata nei giorni successivi, portandolo così a spegnersi nel 17 aprile. Autore di capolavori come L’Amore ai tempi del colera, Foglie morte, Cronache di una morte annunciata e Cent’anni di solitudine, era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1982. Lascerà certamente un vuoto immenso nel panorama della letteratura mondiale, anche per il peso sociale, politico e in termini di influenza, quella che seppe assumere durante il corso di tutta la sua vita nell’indirizzare l’opinione pubblica. Quasi dieci anni dopo aver ricevuto il Premio Nobel, nel 1973, decise infatti di sospendere la sua attività letteraria per dedicarsi al giornalismo, un gesto di protesta per il colpo di Stato cileno ai danni del presidente Salvador Allende.
Primo di sedici figli, suo padre era un telegrafista, sua madre una chiaroveggente, ma crebbe in realtà con i suoi nonni, capaci di trasmettergli parte del retaggio che l’avrebbe naturalmente avviato alla passione per la narrativa. Nel 1948 inizia la sua attività giornalistica, dopo essersi trasferito a Cartagena, dove cominciò a lavorare dapprima come redattore e poi come reporter de “El Universal”, prima di iniziare a collaborare con altri giornali e poi trasferirsi in Europa, prima a Roma e poi a Parigi. Dieci anni dopo, nel 1958, dopo un soggiorno a Londra lo scrittore ebbe modo di avvicinarsi a Cuba tramite la conoscenza di Che Guevara e Fidel Castro. Amicizia e collaborazione (lavorava per Agenzia Prensa) che creò problemi alla diffusione delle sue opere, visto che dal 1961 fu praticamente bandito dagli Stati Uniti proprio per la sua vicinanza al regime di Fidel (“embargo” culturale cui Bill Clinton mise fine durante la sua presidenza, che lo accolse alla Casa Bianca dichiarando fosse il suo scrittore preferito).
La poderosa attività letteraria comincia con un’impennata immediata, essendo il suo primo romanzo, del 1967, quello forse più celebre, ovvero “Cent’anni di solitudine”, opera monumentale che segna un’intera generazione letteraria. Da qui i titoli più altisonanti sono quelli già citati, da Foglie morte a L’amore ai tempi del colera, opere che consegnano il grande scrittore inesorabilmente alla storia, grande conoscitore dell’animo umano, unico forse per la sua capacità di ispezionarlo.
Alla fine degli anni ’90 arriva un vero e proprio colpo lo segna profondamente, a Marquez viene diagnosticato un cancro linfatico che lo spinge a cominciare a scrivere le sue memorie, opera che impegnerà diverse ore della sua giornata, mentre il quotidiano colombiano ”La República” diffonde nel 2000 l’errata notizia secondo cui il Nobel sarebbe ormai agonizzante, mentre lui si trova semplicemente a Los Angeles per sottoporsi alle chemioterapie. La prima parte delle memorie Vivere per raccontare verrà pubblicata nel 2002, nel frattempo lo scrittore riuscirà a sconfiggere il male, prima di pubblicare, nel 2005, il suo ultimo romanzo Memorie delle mie puttane tristi.
Fonte: fanpage.it
giovedì 17 aprile 2014
Cosa sta succedendo in Ucraina
C’è da chiedersi cosa accadrebbe in Russia se un gruppo di autonomisti provasse a fermare una colonna di blindati, in Ucraina è accaduto che i blindati siano tornati indietro o addirittura che siano finiti nelle mani dei rivoltosi.
SCENE INCREDIBILI - I militari di una colonna ucraina bloccata da manifestanti filorussi a Kramatorsk hanno deposto le armi prima di fare marcia indietro. Scene analoghe nella vicina Slaviansk, dove 300 soldati si sarebbero arresi, secondo fonti filorusse citate da Interfax. «Bravi, bravi» ha gridato la folla. Pochi chilometri più in là invece gli ucraini avrebbero addirittura lasciato sei blindati nelle mani dei «nemici» prima d’andarsene a piedi.
UNA GUERRA INVISIBILE - A differenza dei confronti in Crimea, nella parte orientale dell’Ucraina il confronto si traduce in uno show di forza da parte dei militari ucraini, che hanno messo in campo i blindati e fatto sorvolare la regione dai caccia, quasi del tutto frustrato dalla decisione di non ricorrere alla forza contro i manifestanti, spesso armati, che dovrebbe rimuovere.
I RUSSI NON SI SPAVENTANO - Questo i russi lo sanno e quindi ne approfittano, almeno fino a che gli ucraini non decideranno d’intervenire sul serio, si è visto nel caso dell’aeroporto di Kramatorsk ce le improvvisate milizie filo-russe non offrono molta resistenza all’esercito ucraino, che non sarà gran cosa, ma che rimane nettamente superiore ai miliziani. Il timore di Kiev è che l’uso della mano pesante offra a Mosca il pretesto per intervenire, un intervento che gli ucraini non avrebbero la forza di bloccare.
LE DIPLOMAZIE AL LAVORO - Nel frattempo procedono i contatti multilaterali per giungere a una soluzione negoziata tra Mosca e Kiev, perché è chiaro che i manifestanti russi in Ucraina non sono nessuno senza l’appoggio del Cremlino, che deve chiarire se ha interesse ad ulteriori annessioni territoriali ai danni dell’Ucraina o se in qualche modo accetta che possa avere una sovranità priva da ingerenze russe sulle provincie orientali a maggioranza russa. Lavrov cerca di porre la situazione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU come se il Cremlino fosse preoccupato per la salute dei russi in Ucraina e invoca per loro protezione e un regime federale che non può certo essere imposto al paese dall’esterno.
NEMMENO I RUSSI RIDONO - Richieste difficilmente accettabili da parte di un altro paese sovrano, che però la Russia a continua a trattare come se fosse governato da una sanguinaria dittatura golpista nonostante l’evidente prudenza del governo di Kiev. I prossimi giorni diranno qualcosa di più sull’evoluzione del confronto, che però a differenza di quanto visto in Crimea sembra godere di un consenso locale molto più modesto, sia quantitativamente che qualitativamente.
Fonte: Giornalettismo
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