giovedì 6 maggio 2010

Roma, quindici chili di letame davanti a sede Pdl. La foto


Una ventina di persone hanno scaricato una quindicina di chili di letame davanti alla sede del Pdl in via dell'Umiltà a Roma. Sopra al cumulo di letame un vaso da notte per bambini e bandierine del Pdl. L'azione è stata rivendicata dal gruppo Dada Spalman. Le forze dell'ordine hanno transennato la zona.

mercoledì 5 maggio 2010

Scajola: vittima del solito processo mediatico


Il ministro Claudio Scajola continua a proclamarsi innocente, ribadisce di essere vittima di "un processo mediatico" e precisa che parlerà in merito alla vicenda solo dopo la sua audizione alla procura di Perugia. Intanto Di Pietro chiede le dimissioni poiché, afferma, quando sta emergendo sul coinvolgimento del ministro è di una gravità inaudita. Ovviamente Berlusconi da piena solidarietà al ministro che si difende dicendo di non aver mai ricevuto fondi neri per acquistare l’appartamento romano con vista sul Colosseo.

La verità? Come al solito non la sapremo mai.

La solita tiritera, chi tiene per il centro destra difende Scajola, chi tiene per il centro sinistra vuole le dimissioni. Un po’ come quando si tifa per una squadra di calcio e l’arbitro da un rigore, ovviamente per gli avversari il rigore c’è, per gli altri invece no. Vuoi vedere che anche questa volta al massimo il ministro becca solo un fallo per simulazione?

L'immunità per le auto blu

Da pochi giorni è stata approvata una norma che rende immuni gli autisti delle 'auto blu' dei politici dal decurtamento dei punti della patente in caso di infrazione. Per farla breve, gli autisti dei politici potranno tranquillamente compiere qualsiasi infrazione senza perdere i punti della patente.

Una legge che conferma, se mai c’è ne fosse bisogno, i privilegi che la casta ha. Ed è subito polemica. Cosa ne pensate?



martedì 4 maggio 2010

Più tasse per tutti. Meno male che Silvio c’è


Allora, qui i Berlusconiani devono fermarsi un attimo e per una volta cercare di essere obiettivi cercando di ragionare con la propria testa. Quando c’era Prodi al governo, le tasse erano ad un livello assurdo, la pressione fiscale alle stelle e ogni buon elettore di destra si lamentava. Fin qui tutto innegabile.

Ora, dopo due anni di governo Berlusconi, eletto con la cronica promessa del “meno tasse per tutti”, cosa è cambiato? Non c’è stato un solo taglio sulle tasse, però stranamente non si sente più un solo berlusconiano lamentarsi.

Eppure di motivi per lamentarsi ce ne sarebbero a bizzeffe, perché non solo le tasse di Prodi non sono mai state abbassate, ma sono lievitate e in alcuni casi sono state create nuove vergognose imposte.

Partiamo dalla pressione fiscale: il 15 aprile Bankitalia ha dichiarato che “la pressione fiscale e’ di conseguenza salita al 43,2% del prodotto (dal 42,9 del 2008)”.

Ma non solo, perché l’inutile e insignificante mossa demagogica di tagliare l’ICI, si è trasformata in un’esplosione delle tasse locali: il 24 aprile il Fisco ha infatti dichiarato che: “Le tasse locali, nel 2010, sono cresciute del 6,8% passando da 106,2 a 118,9 miliardi mentre quelle statali sono aumentate dell’ 1,6%.”

Ma non finisce qui. Arriva la novità che più fa incazzare. Una porcata che si fa chiamare Decreto Bondi: una sorta di multa a priori su tutte le memorie di massa che il consumatore potrebbe utilizzare in modo illecito. In altre parole: una pazzia! Il decreto Bondi, in piena crisi, spezza le gambe ai consumatori scucendogli dalle tasche ben 100 milioni di euro per donarli alla già grassa quanto inutile SIAE. Il peggior governo degli ultimi 150 anni. Meno male che Silvio c’è!

Nel video di seguito si spiegano molto bene gli aumenti che i consumatori saranno costretti a pagare. Buona triste visione.

I rifiuti sono un salasso, ridurre è meglio che riciclare. I dati del rapporto Ispra


Oltre che un problema ambientale, i rifiuti sono un salasso per il portafoglio. I dati sono nel “Rapporto rifiuti urbani 2009″ del’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Continuo a chiedermi perchè si continua a pensare che il riciclaggio sia l’unica soluzione. Secondo me invece la prima cosa da fare è ridurre la produzione di rifiuti.

I dati intanto. In estrema sintesi: la differenziata stenta a decollare, il grosso dei rifiuti finisce sempre in discarica (45%) o nell’inceneritore (12%,7%: non sparisce magicamente, ma diventa ceneri velenose e fumi); la tassa rifiuti continua a crescere.

Nel 2008 (l’anno preso in considerazione dal rapporto) per la prima volta la produzione dei rifiuti in Italia è diminuita, anche se di un miserrimo 0,2%, e la causa è probabilmente legata alla crisi economica ed alla diminuzione degli acquisti.

La raccolta differenziata a livello nazionale è aumentata del 3% circa, arrivando al 30,6% del totale. Peccato che l’obiettivo di legge fissato per fine 2008 fosse il 45%. Il Nord supera questa soglia, seppure di poco; il Lazio è maglia nera col 12%.

Ho già detto e ridetto che la raccoltuesta roba cara e salataa differenziata non è la soluzione. Riciclando si risparmiano materie prime, vero, ma si effettuano ugualmente lavorazioni inquinanti e si consuma energia.

Secondo me prima ancora del riciclaggio viene la riduzione dei rifiuti. Pensate a boccette scatole bottiglie vassoietti insieme ai quali compriamo la roba del supermercato. Paghiamo questi involucri cari e salati insieme al contenuto (l’unica cosa che davvero serve) e poi finiscono in pattumiera: e paghiamo di nuovo qualcuno perchè li porti via.

Invece ci sono il vuoto a rendere, i prodotti sfusi e alla spina.

L’abitudine di comprare tutto avviluppato in involucri da mandare in discarica o al riciclaggio costa fior di quattrini. In media, dice il rapporto ispra, per l’igiene urbana si spendono 131,5 euro a testa, di cui il 15% per la pulizia delle strade, mentre il resto – 110 euro circa a testa – è per la gestione dei rifiuti.

Se la spesa sfusa fosse la regola, e non l’eccezione, la produzione di rifiuti si ridurrebbe notevolmente, e con essa la bolletta e i danni ambientali. Però non ho mai sentito i nostri governanti prendere in seria considerazione questa strada, nemmeno per gestire le emergenze rifiuti di cui è piena l’Italia.

Preferiscono il riciclaggio: cioè semmai fare, disfare e rifare all’infinito i flaconi e i vassoietti inutili.

Fare e disfare, è tutto un lavorare. Contribuisce a formare il Pil, prodotto interno lordo, al cui aumento siamo abituati ad associare l’aumento del benessere.

Non è esattamente così. Già nel 1968, in un discorso rimasto famoso, Robert Kennedy notò che il Pil non è uno strumento adeguato per misurare il benessere, dal momento che, disse, contribuiscono a formarlo anche il napalm e le testate nucleari. E anche i rifiuti, si può aggiungere oggi.

Il Rapporto rifiuti urbani 2009 dell’Ispra

Il discorso di Robert Kennedy sul Pil

Fonte: Blogeko

lunedì 3 maggio 2010

Biscotto romano. Ennesimo scandalo per il calcio italiano


Oggi parlo di calcio. Ieri sera è stato a dir poco scandaloso il posticipo serale tra Lazio e Inter. L'Inter ha vinto 2-0 ma in realtà la vittoria nerazzurra non è arrivata assolutamente per meriti propri ma per il calcio-biscotto che molti si aspettavano e immaginavano. E' stato davvero ridicolo il comportamento dei tifosi e giocatori laziali. Ieri sera chi ci ha rimesso è stato sicuramente il calcio italiano che ancora una volta è uscito sconfitto e ridicolizzato da una squadra che non è scesa in campo per onorare la maglia e l’imparzialità del campionato.

Ci sta che l’Inter potesse battere la Lazio anche con una goleada vista la netta differenza di valori tra le 2 squadre ed i 40 punti in più dei nerazzurri in classifica. Ma com’è venuta questa vittoria è quello che fa riflettere sul nostro calcio e campionato. La Lazio ha giocato la partita con gli stessi ritmi di un amichevole estiva e completamente svogliata e senza nessuna voglia di vincerla. Per non parlare della curva laziale che continuamente fischiava la propria squadra e la incitava a perdere urlando “Se vincete ve menamo!”. E ai gol dell’Inter si sono levate urla di gioia da parte di tutto lo stadio e con tutti i tifosi festanti sia interisti che laziali! Come se non bastasse i tifosi laziali ai gol dell’Inter hanno cacciato striscioni con la scritta “OH NOOOOOOO” per sbeffeggiare i tifosi della Roma! (foto in alto).

Io comprendo il gemellaggio tra Lazio ed Inter (che esiste da tanti anni) e soprattutto la rivalità storica tra Roma e Lazio (che preferirebbe che lo scudetto non vada ai 'cugini'), ma resta comunque il comportamento vigliacco e antisportivo dei giocatori della Lazio (quindi non solo dei tifosi) che mi hanno quasi dato l'impressione di aver regalato la vittoria agli avversari.

Si spera solo che qualcosa possa cambiare, perchè continuare a giocare in questo modo con campionati e risultati decisi a tavolino è a dir poco scandaloso!

domenica 2 maggio 2010

Una discarica ci seppellirà. “Plastic Tomb”, video musicale di Peter Buffett su consumismo e rifiuti

Se non stiamo attenti, una discarica ci seppellirà. Vi faccio vedere Plastic Tomb, il video musicale dell’americano Peter Buffett dedicato alla cultura del consumismo e ai suoi effetti sull’ambiente sotto forma di rifiuti: quelli di immarcescibile plastica soprattutto.

La canzone chiede di perdere l’abitudine di gettar via. Un’abitudine peraltro strettamente intrecciata con il nostro stile di vita: è molto difficile trovare alimenti e prodotti non impacchettati in confezioni destinate a finire subito in pattumiera. Ascoltate.

Il video è stato lanciato da Peter Buffet in collaborazione con Do something.org in occasione della Giornata della Terra, lo scorso 24 aprile.




Fonte: Blogeko

sabato 1 maggio 2010

Festa precaria


La festa dei lavoratori in Italia è come la sagra della porchetta nei Paesi musulmani, poiché qui non c’è lavoro e lì non mangiano carne di maiale. E’ come un october fest senza birra, il babà senza rhum, il caffè senza la sigaretta, Berlusconi senza conflitto d’interesse. La festa dei lavoratori ora è solo il concertone a piazza San Giovanni. Solo questo. Ma per milioni di persone, i disoccupati, quella del primo maggio è una giornata come le altre.

La festa dei lavoratori non coincide con la festa del lavoro. Del lavoro qui in Italia si è cambiata la prospettiva. Lavoro a tempo determinato, lavoro nero, lavoro part time. Lavoro e basta non se ne trova. C’è sempre un aggettivo appresso. E sono quegli aggettivi a modificare il senso del lavoro, la tua prospettiva futura, la tua sicurezza, il tuo status. Di conseguenza, oltre al lavoro, anche i lavoratori acquistano gli stessi aggettivi.

La “festa dei lavoratori” tra qualche anno si chiamerà “festa dei lavoratori precari”. Il precariato ha diminuito sia i disoccupati che gli occupati a tempo indeterminato. Risultato, l’insicurezza. Quella sociale, però. Perché poi c’è anche l’insicurezza materiale, fisica, nel mondo del lavoro. Le morti bianche le chiamano. Anche qui un aggettivo a caratterizzare la morte. Bianca perché è innocente. Non si può morire sul lavoro!

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro (art.1 Cost.)

Io aggiungerei precario e insicuro.

IL SIGNIFICATO DI QUESTA FESTA

Il primo maggio è la festa dei lavoratori o festa del lavoro. E’ una festività che annualmente viene celebrata per ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. L'origine della festa viene fatta risalire ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate alla Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialista ed anarchico - suggerirono come data della festività il Primo maggio. In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia soltanto due anni dopo. In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945. Nel 1947 fu funestata a Portella della Ginestra (Palermo) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.