venerdì 5 marzo 2010

La famosa luce rossa

Oggi vi parlo di un piccolo ma importante accorgimento legato alla televisione. Come sapete la tv può essere utilizzata per tante cose, anche per vedere un bel film in dvd oppure per giocare alla playstation. Però, il televisore contiene una piccola fregatura, il led rosso. Dovete sapere che ormai quasi tutti i televisori di ultima generazione, una volta spenti, rimangono accesi nella modalità standby. Ecco perché rimane sempre accesa la famosa luce rossa. In realtà il televisore non è spento del tutto, perché anche nella modalità standby esso continua a consumare corrente. Per essere precisi, 0,096 kWh al giorno. Facendo un rapido calcolo, questi 0,096 kWh, se moltiplicati in un anno per tutti i televisori esistenti in Europa, alimenterebbero una centrale nucleare!

Il consiglio importante è che quando non guardate la tv e soprattutto quando uscite di casa ricordate di spegnere “bene” la televisione. Può sembrare una banalità, ma con questo piccolo gesto ne guadagnerete in soldi e soprattutto ne guadagnerà l'ambiente.

giovedì 4 marzo 2010

Sondaggio: Alle prossime elezioni regionali di marzo cosa voterai?

Ho aperto un sondaggio nel blog: 'Alle prossime elezioni regionali di marzo cosa voterai?'. Lo trovate in alto a sinistra appena sotto l'intestazione del blog. Il sondaggio resterà aperto fino a domenica 14 marzo. Si può esprimere soltanto una preferenza ed una sola volta. Se volete potete utilizzare questo post per motivare la vostra scelta nei commenti.

5 anni fa la morte di Nicola Calipari


Esattamente 5 anni fa veniva ucciso in Iraq Nicola Calipari dai soldati statunitensi. Calipari era capo dipartimento del Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare (SISMI). La sera del 4 marzo 2005 un'autovettura dei servizi segreti italiani con a bordo Giuliana Sgrena e Nicola Calipari, giunta nei pressi dell'aeroporto di Baghdad transitava in direzione di un posto di blocco statunitense. La giornalista era stata appena rilasciata dai rapitori, a conclusione di una lunga trattativa condotta in prima persona da Calipari. All'approssimarsi del veicolo alla zona vigilata, ci furono numerosi colpi d'arma da fuoco e Calipari rimase ucciso da una pallottola che lo colpì alla testa.

Liste cabaret


I siparietti comici in grado di strappare almeno qualche sorriso in salsa agrodolce non sono certo mancati negli ultimi mesi. Come dimenticare infatti l’invito dell’ad delle Ferrovie Moretti, l’iper tecnologico mentore dell’alta velocità, a portarsi da casa coperte e panini, per meglio fronteggiare i lentissimi viaggi sui convogli in panne nella neonata steppa padana lo scorso dicembre? La consegna del premio Nobel per la Pace al Presidente americano Obama, impegnato proprio in quei giorni nel rafforzamento del contingente militare in Afghanistan? Il ministro Rotondi che consigliava agli italiani di abolire il pranzo? La psicosi terrorismo costruita intorno alle mutande del nigeriano Umar Faruk Abdulmutallab? Il blocco del traffico domenicale presentato alla stampa con tronfi proclami da Chiamparino e dalla Moratti e poi rivelatosi un flop totale sotto ogni punto di vista?

Renata Polverini e Roberto Formigoni, candidati a “governatori” per le regioni Lazio e Lombardia con il PDL, sono però riusciti a superare i loro pur illustri epigoni, dando vita ad una vicenda degna di Zelig Circus ed estremamente indicativa della professionalità con cui si muovono i faccendieri della politica nel Belpaese.

La lista a sostegno della Polverini è stata infatti esclusa dalla competizione elettorale nella provincia di Roma, poiché i funzionari del più grande partito italiano non sono riusciti a presentare la stessa in tempo utile, dal momento che la persona deputata a farlo si era attardata a causa di uno spuntino. Quella a sostegno di Formigoni non è stata accettata, in quanto il più grande partito italiano non è riuscito a presentare 3500 firme regolari, essendo alcune centinaia di esse prive dei timbri regolamentari o addirittura appartenenti a persone decedute.

Di fronte alla situazione, per molti versi comica e per molti disarmante, la reazione dei due candidati e dell’intero PDL è scivolata in una commedia grottesca, condita da dichiarazioni prive di ogni logica e prese di posizioni assolutamente incomprensibili. A turno candidati, ministri e portavoce del partito si sono infatti scagliati contro la burocrazia, contro gli avversari politici e contro le regole elettorali (da loro stessi stabilite), arrivando a paventare un complotto volto ad impedire agli italiani di esercitare il proprio diritto di voto e ventilare gravi rischi per la democrazia. Senza mancare d’indire perfino una manifestazione che richiamerà questi temi e chiederà la riammissione delle liste, da tenersi giovedì 17 marzo. Il tutto nonostante la colpa dell’accaduto sia da ricercarsi unicamente nella maniera sprovveduta e nella supponenza con cui il partito ha gestito e sottovalutato le normali questioni burocratiche.

Stupisce non poco tanta premurosa attenzione nei confronti del diritto dei cittadini ad essere rappresentati, esternata da chi, tramite gli sbarramenti imposti dalla legge elettorale, ha di fatto impedito che oltre 4 milioni di italiani votanti potessero venire rappresentati in parlamento, durante l’ultima tornata elettorale.

Ma stupisce ancora di più il pressappochismo ed il dilettantismo manifestato nell’occasione dal partito che guida il paese e nutre la velleità di guidarlo nel futuro. Vengono i brividi solamente a pensare che chi non è in grado (nonostante abbia alle spalle enormi disponibilità economiche) di presentare una lista elettorale entro mezzogiorno o produrre 3500 firme a fronte di milioni di elettori, abbia la presunzione di potersi confrontare con problemi come la crisi economica, la disoccupazione, i disastri ambientali e intenda perfino costruire e gestire in Italia nuove centrali nucleari.

Tutte questioni che richiedono ben altra capacità rispetto a quella necessaria a depositare liste e firme nei tempi e nella forma disposti dalla legge. Un’operazione in fondo non così difficile neppure per i piccoli partiti che il paese non hanno mai nutrito l’ambizione di governarlo, ma presentano liste e firme correttamente, magari dopo dure settimane di pellegrinaggio a raccogliere gli “autografi” così come vuole la burocrazia.

Palma Campania, la superstrada all’amianto

Duemiladuecento metri. Una piccola lingua d’asfalto che ora compromette l’utilizzo di un’intera superstrada. Il motivo è facilmente spiegabile: i clan camorristici allungano i loro tentacoli sull’asse viario che passa per Palma Campania, utile come via di fuga in caso di eruzione del Vesuvio. Una strada estremamente importante che ora è stata sequestrata dai carabinieri della compagnia di Nola, del capitano Andrea Massari, visti i materiali non proprio rispettosi di ambiente e salute dei cittadini presenti sul fondo stradale, tra cui una notevole porzione di amianto.

I rifiuti speciali sono costosi da smaltire. Un assioma che la camorra conosce fin troppo bene, lucrandoci dove e quando ciò è appena possibile. L’autostrada di Palma Campania è un esempio emblematico: plastica, ferro, gomma, asfalto, mattoni, rifiuti sminuzzati di qualsiasi tipo e, ultimo ma non per valore, una quantità enorme di amianto. Su quel fondo stradale era presente davvero ogni tipo di elemento in grado di mettere in pericolo, oltre che il già devastato ambiente circostante, anche la salute di chi ogni giorno transita su quell’asse viario.

A portare a galla il misfatto sono state le numerose piogge di questi giorni, che hanno evidenziato molti frammenti di eternit. Ora il tratto stradale è sotto sequestro, culmine di un’indagine iniziata mesi fa su alcuni camion che trasportavano tali rifiuti senza alcun tipo di autorizzazione, su appalto di una ditta di Roma che aveva poi subappaltato il tutto ad un’azienda casertana. Ora le indagini dei carabinieri si spostano verso il clan responsabile del fatto, si ipotizza quello capeggiato dal “boss dei due mondi” Mario Fabbrocino. (campaniasuweb)

mercoledì 3 marzo 2010

Testimonianza

Lascio la parola ad Elisa Cerasoli: un'Aquilana. E le immagini a Luca Cococcetta: un Aquilano.

10 mesi e 22 giorni, 328 sveglie. Poi ieri, il giorno più bello di questa nuova vita! Signori, sono felice di aver vissuto domenica 28 febbraio 2010 accanto ai miei concittadini e toccare con mano oltre alle macerie (poco oltre a terra, oramai) l'amore per quel buco di città. Quasi 11 mesi a domandarmi dove fossero, cosa stessimo facendo tutti quanti... ieri li ho ritrovati... visi noti e persone mai viste... c'erano tutti: il vice preside del mio liceo, il mio pediatra, ormai un vecchietto, che rilasciava interviste, Ale, le mie amiche di sempre, il mio preofessore di filologia italiana, mio fratello con la sua macchinetta, i miei con Iris al guinzaglio, Tommaso 4 anni, il signore del ferramenta con il suo sigaro, le persone che ho conosciuto dal 6 aprile e che da quel giorno, nella dispersione degli affetti che tutti abbiamo vissuto, sono state un punto fermo. C'erano ieri donne straordinarie che da mesi cullano sogni e lottano per questa città: Giusi, Anna, Enza, Maura, Sara, Pina...C'erano uomini che con ironia e intelligenza lavorano per una città migliore di quella in cui vivevamo un anno fa: Marco, Ettore, Ezio, Bonifacio, Pambianchi, i fratelli Frezza, Federico. Ieri c'era L'Aquila a elaborare un lutto e a vivere una festa... ieri ho sentito che è possibile che L'Aquila torni ad essere un posto accogliente... ieri ho sentito di essere a casa, ho sentito di essere in una città viva...ieri all'Aquila non c'è stato posto per divise, simboli e bandiere...è stata una giornata di tutti, contro nessuno...ieri all'Aquila c'erano gli Aquilani e amici venuti da fuori a passarsi secchi pieni di rifiuti...ieri a L'Aquila c'è stato il miracolo...... ieri a L'Aquila, c'era L'Aquila...In ognuno dei secchi che ho passato ho sentito un pezzetto del mio dolore andare a morire, lasciarmi libera... dolore a secchi passato di mano in mano. E per ogni secchio pieno di macerie che andava, ne tornava uno vuoto, da riempire di speranza e cose belle.



Fonte: Miss Kappa

martedì 2 marzo 2010

Incidente nucleare di Tricastin: silenzio della stampa italiana


Lo sapevate? In Francia, a Tricastin (Vaucluse) nella notte fra lunedì e martedì c’è stato un piccolo incidente nucleare: 75 kg di uranio sono stati dispersi nei fiumi e probabilmente in una falda freatica. Le società che gestiscono la centrale nucleare sono state messe sotto pressione dall’Autorità nazionale per la sicurezza nucleare (ASN). L’incidente non e’ grave (si parla di gravita’ 1 in una scala da 0 a 7), ma nella zona intorno alla centrale e’ vietata la pesca, l’uso dell’acqua dei pozzi, il bagno nei fiumi, etc…

Ora, vi sembra questa una non-notizia? Qualcosa che non interessa a nessuno? Eppure stranamente molti quotidiani online (fra cui Repubblica.it) l’hanno “bucata”. Altri (come il Corriere) l’hanno riportata, ma solo brevemente e non in evidenza (niente foto e posizionata in basso). In generale, poi, ci si e’ limitati a riportare le dichiarazioni rassicuranti delle autorità francesi e due righe di polemica dei no-nuke, senza accennare al quadro completo delle notizie (critiche della ASN sulla gestione dell’incidente, denunce, altri incidenti nello stesso sito). Unica eccezione: l’Unità.

Vista la voglia di nucleare del governo italiano e viste le reazioni al recente incidente sloveno, che qualche gruppo industriale e politico si sia fatto due conti? Che ne pensate?

Intanto, se volete saperne di più, potete leggere tutti i particolari su ecoblog (notizia e aggiornamento).

Fonte: Polisblog

lunedì 1 marzo 2010

Il coraggio di chiamarsi TG1


Deve essere a dir poco imbarazzante aprire la pagina del TG1 su Facebook e leggere i commenti sulla bacheca. Devono avere proprio delle belle fettone di prosciutto sugli occhi, Minzolini & Co., per non accorgersi del disagio e dei malumori che il loro notiziario sta provocando. Ebbene, io credo che che in questa decina di mesi di gestione minzoliniana, il TG1 abbia colmato un vuoto, uno spazio lasciato morto dal potere videocratico del premier, un buco troppo evidente tra le due eccellenze berlusconiane, il TG4 e Striscia la Notizia. Un paio di giorni fa il TG1 per poco non ha imitato Zelig, sfiorando il culmine dell'indecenza, con la sua oramai arcinota notizia dell'assoluzione di Mills. Io tutto sommato credo che quel "Mills assolto" sia stato un segnale, tipo un "Missione Compiuta", oppure "Il dado è tratto", o ancora "Les jeux sont faits". "Indietro non si torna". Perchè se quella notizia Emilio Fede l'avrebbe data alla sua maniera: "Mills assolto, Berlusconi innocente", Striscia la Notizia invece ci avrebbe ricamato sopra "I giudici si sono dimenticati di condannare Mills in tempo, portiamogli un tapiro a lui ed un gongolo a Silvione".

Invece è arrivato il TG1 ed ha sbaragliato la concorrenza. "L'assoluzione di Mills. Mills assolto." Una frase che vieterei ai minori di anni 18.

Fino all'anno scorso la propaganda berlusconiana era divisa su due fronti, oggi ne sono tre: c'era quello al Tg4 che ne parlava bene e basta, c'era quello a Striscia la Notizia che non nè parlava bene ma soprattutto si limitava a non parlar male di lui, e poi mancava quello che ne parlava bene limitandosi a non parlar male di lui. E' arrivato: il Minzo + il TG1. LA SINTESI. Se mi chiedessero all'estero il simbolo della decadenza italiana, la figura tradizionale, l'immagine più sintetica e più concisa dei rapporti tra Berlusconi e l'Italia, io mi servirei di queste due letterine accompagnate da questo numerino: il TG1.

Lo stato supino e genuflesso all'imprenditore, il servizio pubblico alla mercè del più ricco e del più potente, il servilismo culturale sopraffatto dall'arrogante gossip, lo sfruttamento di un' ingente risorsa pubblica a vantaggio del singolo e a discapito del popolo.

L'ASSOLUZIONE DI MILLS: Missione Compiuta. Il dado è tratto. Les jeux sont faits. Indietro non si torna. Bravi Ragazzi. Ora sì che la scomparsa dei fatti è completata.



Il mio parere: Minzolini (o meglio Scodinzolini) deve vergognarsi di appartenere alla categoria dei giornalisti! PRESCRIZIONE NON E' ASSOLUZIONE. Sono due cose completamente diverse! Bugiardi, incompetenti, ignoranti, manipolatori dell'informazione e servi del padrone! Non so più come insultarvi! VERGOGNA TG1!