giovedì 7 gennaio 2010

Incredibile: alla casa dello studente mancava un pilastro


Oggi sono venuto a conoscenza che nella casa dello studente all’Aquila, crollata dopo il terremoto dello scorso aprile, mancava un pilastro nell'ala nord sotto le cui macerie sono morti Marco Alviani, Luana Capuano, Davide Centofanti, Alessia Cruciano, Francesco Esposito, Hussein Hamade e Luca Lunari. E dove altri 17 ragazzi e ragazze hanno subito lesioni gravi.

Dunque mancava un pilastro. Sottolineo un pilastro, non dei mattoni. Un pilastro è un elemento portante di una qualsiasi struttura. Ma alla casa dello studente uno non c'era proprio! E' allucinante.

La cosa grave è che nessuno si era preso l'impegno di sottoporre a controlli quell’edificio, dato che fu stato costruito nel 1965. E a maggior ragione, nessuno si era preoccupato di chiedere o effettuare controlli. Nemmeno quando l'edificio fu destinato alla funzione di ospitare gli studenti. Una tragedia evitabile.

mercoledì 6 gennaio 2010

Nuovo anno, ma in carcere si continua a morire

Uno. Pierpaolo Cuillo è il detenuto numero uno del nuovo anno. È suo il primo nome dell’Osservatorio permanente sulle morti in carcere del 2010. Sabato 2 gennaio nel carcere di Altamura in provincia di Bari si è tolto la vita, asfissiandosi con il gas delle bombolette per cucinare. Questa l’ipotesi più probabile, che però deve essere ancora confermata.

Per i 64.810 detenuti, l’anno nuovo non è diverso da quello vecchio: le prigioni sono sempre sovraffollate ogni oltre tollerabilità e ogni dignità e nel mondo prigioniero si continua a morire. Sono 175 le persone che affidate alla giustizia hanno trovato la morte dietro le sbarre nel 2009. Per overdose, per cause da accertare, per omicidio, per malattia, ma soprattutto per suicidio. In 72 hanno scelto di impiccarsi usando lenzuoli fatte a strisce o di respirare il gas delle bombolette fino a morirne. Mentre i tentati suicidi sono stati 785. Per arrivare a questi livelli bisogna tornare al 2001, quando la delusione per il mancato atto di clemenza, tanto a lungo invocato e discusso dalla Chiesa e dal mondo politico è sfociata in un altissimo numero di suicidi.
Succede anche fuori, dirà qualcuno. È vero, ma in carcere succede più spesso, venti volte più che nel mondo libero – ci dicono le statistiche.

E così il luogo che per la Costituzione italiana dovrebbe essere una tappa per ricominciare a vivere in modo diverso diventa invece una tomba. La morte violenta di Stefano Cucchi ha sollevato un velo su una situazione che molti preferirebbero ignorare. Ma non è più possibile.

Allora speriamo che tra i buoni propositi della politica per il nuovo anno ci sia anche la voglia di ripensare il carcere e le pene. Per una giustizia che non sia solo uno slogan a buon mercato di qualche campagna elettorale, ma uno strumento per restituire sicurezza, dignità e speranza.

Fonte: Articolo21.info

martedì 5 gennaio 2010

Auguri Peppino


Oggi, 5 gennaio, Peppino Impastato avrebbe compiuto 62 anni. Peppino era un militante della sinistra extraparlamentare. Sin da ragazzo si era battuto contro la mafia, denunciandone i traffici illeciti e le collusioni con la politica. Il 9 maggio del 1978 nel piccolo paese di Cinisi, a 30 km da Palermo, viene ucciso. Il suo corpo viene dilaniato da una carica esplosiva posta sui binari della tratta Palermo-Trapani. A far uccidere Peppino fu Gaetano Badalamenti, il capo di Cosa Nostra negli anni settanta.

lunedì 4 gennaio 2010

E' confermato: Berlusconi non è mai stato ferito

In questi giorni il Presidente del Consiglio è andato in vacanza e non si è occupato un gran che dei doveri che impone la sua carica. Lo si è visto in qualche fotografia in occasione del compleanno di una giovane e carina deputata del Pdl, Michaela Biancofiore; inoltre ha fatto una uscita a Capodanno in un centro commerciale. E guarda la sorpresa, ha due grossi cerotti in faccia. Uno sulla guancia sinistra; e uno di traverso sul naso. Ma lui il 13 dicembre non è stato ferito nè sullla guancia nè sul naso. Se andiamo a leggere il certificato medico, leggiamo di una ferita al labbro, una infrazione alla cartilagine del naso, e una ferita lacero-contusa allo zigomo sinistro. Mentre se si guarda la foto e il video allegati, si vede che lo zigomo e le labbra non hanno alcun segno.

Allora, che cosa possiamo concludere? Che le ferite non ci sono mai state, come ormai sa tutta l'Europa; tutta l'Europa tranne gli italiani. Infatti ci sono stati i TG nazionali tedeschi, belgi e francesi che hanno dimostrato la falsificazione del cosiddetto attentato di Massimo Tartaglia. Gli unici a non saperne niente sono gli italiani, dato che non è mai stato avanzato dai mass media alcun serio dubbio sulla versione ufficiale dei fatti.

Ora non ci sono dubbi, ci sono certezze: l'aggressione è stata falsa. Massimo Tartaglia avrà anche lanciato qualcosa in faccia a Berlusconi, ma sicuramente non un souvenir. E allora, cosa impedisce di pensare che sia stata tutta una montatura, per far alzare il proprio indice di gradimento politico, facendo battere la grancassa sulla presunta aggressione? Basta ricordare che per le elezioni regionali di marzo si stanno allestendo i cartelloni 3 metri per 6, in cui si mostra il volto di Berlusconi di Berlusconi insanguinato.

Fonte: Julienews

domenica 3 gennaio 2010

La Campania è quasi tutta a rischio idrogeologico


Oggi sono venuto a conoscenza che la mia regione, la Campania, è quasi tutta a rischio idrogeologico. Sapevo da tempo che la percentuale era elevata, ma non pensavo affatto che ben l’86 per cento dei comuni Campani è su un territorio a rischio idrogeologico per frane e alluvioni. In pratica quasi tutti i comuni. E' preoccupante questo dato. Pensate che anche il mio piccolo paese, Pietramelara, è in una zona ad altissimo rischio idrogeologico. La piazza principale del mio paese, da settimane, è sprofondata in un punto, dovuto presumibilmente alle infiltrazioni di acqua.

Alla base del rischio idrogeologico ci sono una serie di fattori. Innanzitutto il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione e cementificazione spesso incontrollato che aumenta la fragilità del territorio. Ovviamente ci sono anche motivi legati alla natura. L'erosione di terre fertili dovuto alla sottrazione per usi industriali e residenziali, oltre ai cambiamenti climatici e l'aumento dell'intensità delle precipitazioni.

Io credo che bisognerebbe abbandonare il concetto di protezione civile intesa come serie di interventi decisi dopo eventi negativi, comunque apprezzabile. Bisognerebbe, invece, effettuare una accurata prevenzione basata sull'organizzazione degli interventi di ordinata manutenzione del territorio. In questo modo sentiremo meno spesso la solita frase 'si poteva evitare' dopo un disastro.

Buste di plastica verso l’estinzione: stop dal 2011

Le buste di plastica entrano nel loro ultimo anno di vita. Dal primo gennaio 2011, infatti, la Finanziaria del 2007 vieta la produzione e la commercializzazione di sacchetti per la spesa non biodegradabili perché troppo inquinanti e pericolosi per l’ambiente.
La norma sarebbe dovuto entrare in vigore venerdì, ma a luglio un emendamento al dl Anticrisi ha rinviato la sentenza di dodici mesi. I danni che in meno di trent’anni hanno prodotto alla salute del pianeta sono incalcolabili. Nel mondo ne vengono prodotti ogni anno circa cinquecento miliardi per una “vita media” di meno di mezz’ora e di tempi di smaltimento, calcolati dagli ambientalisti, sono di dieci-venti anni.
In Italia se ne producono ogni anno per trecentomila tonnellate, l’equivalente di circa duecentomila tonnellate di Co2 immesse nell’atmosfera. Ne usiamo ogni anno quattro miliardi e nelle nostre discariche finiscono quasi due milioni di tonnellate di plastica. Dal 2011 si passerà ad altri contenitori più rispettosi dell’ambiente.

sabato 2 gennaio 2010

La sparata di Brunetta: cambiamo la prima parte della Costituzione


Ancora buon anno a tutti. La prima notizia di questo nuovo anno è di quelle forti. Secondo il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta le riforme non dovranno riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima, a partire dall'articolo 1. Avete capito bene. Ecco cosa ha detto precisamente: "Stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla. Capisco che alcuni costituzionalisti sostengano che non si riesce a cambiare la seconda parte della Costituzione proprio perché non abbiamo aggiornato la prima. Fermi restando i principi fondamentali, nei quali tutti ci riconosciamo, bisogna avere allora il coraggio di parlare anche della prima parte della Costituzione".

Brunetta la tua è una sparata troppo grossa. La Costituzione si può cambiare, ma solo dalla seconda parte in poi. E ovviamente c'è da ricordare che le modifiche nella seconda parte devono essere assolutamente coerenti con i principi guida della Costituzione. Oggigiorno non si può essere d'accordo con l'elezione di un'Assemblea costituente. La prima parte della Costituzione comprende i 12 principi fondamentali che sono intoccabili e 'sacri'. Non possono essere cambiati. Brunetta considera la Costituzione (o almeno una parte) come un semplice foglio di carta con cui pulirsi il culo. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Brunetta se ne faccia una ragione.

venerdì 1 gennaio 2010

Buon Anno!


Auguro a tutti i lettori, assidui o frequentatori, e a tutti i blog amici di trascorrere un sereno e felice Anno Nuovo

Andrea De Luca