sabato 24 marzo 2018

I nuovi presidenti di Camera e Senato

Sono rispettivamente Roberto Fico del M5S e Maria Elisabetta Alberti Casellati di Forza Italia, eletti coi voti di centrodestra e M5S

(Roberto Monaldo/LaPresse - Fabio Cimaglia/LaPresse)

Stamattina sono stati eletti i due nuovi presidenti di Camera e Senato: sono rispettivamente Roberto Fico, del Movimento 5 Stelle, e Maria Alberti Casellati, di Forza Italia. Sono stati eletti grazie a un accordo tra Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. La loro elezione è arrivata dopo alcuni giorni di tensione tra Movimento 5 Stelle e Forza Italia.

Berlusconi aveva inizialmente tenuto duro sul nome di Paolo Romani, ma in seguito alle pressioni della Lega di Matteo Salvini, questa mattina è stato costretto a cambiare candidato e a proporre Casellati. Secondo esperti e giornalisti, il voto di oggi rende più facile un futuro accordo tra Movimento 5 Stelle e centrodestra per formare un governo. La strada però è lunga e difficile e ci sarà maggiore chiarezza solo nei prossimi giorni quando inizieranno i negoziati delle vari forze politiche.

Fonte: Il Post

martedì 20 marzo 2018

Nicolas Sarkozy è in stato di fermo

A Nanterre, per essere interrogato sui presunti finanziamenti illeciti alla sua campagna presidenziale del 2007 provenienti dalla Libia

Nicolas Sarkozy, Parigi, 6 novembre 2017 (Christophe Petit Tesson, Pool via AP)

I giornali francesi scrivono che l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato fermato dalla polizia a Nanterre per essere interrogato sui presunti finanziamenti illeciti provenienti dalla Libia e dall’ex presidente libico Muammar Gheddafi per la sua campagna elettorale del 2007 (quando Sarkozy era stato poi eletto). La legge francese stabilisce che questo tipo di fermo – la “garde à vue” – sia valido 24 ore, prorogabili al massimo a 48: entro il termine del fermo i giudici dovranno decidere se liberare Sarkozy o sporgere accuse formali.

Nel novembre 2016, durante le primarie dei Repubblicani, il partito di Sarkozy, l’intermediario Ziad Takieddine aveva detto al sito francese Mediapart di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 e di averli consegnati a Claude Guéant, all’epoca capo della campagna elettorale di Sarkozy e diventato poi ministro dell’Interno del suo governo. Guéant sarebbe stato interrogato proprio oggi. Secondo Le Monde, lo scambio di denaro è stato confermato anche da Bechir Saleh, che all’epoca era il direttore del fondo sovrano della Libia.

Sempre secondo Le Monde, il fermo di Sarkozy è dovuto alle nuove conferme di un passaggio di denaro arrivate da numerosi funzionari libici dell’epoca di Gheddafi, recentemente ascolti dalla magistratura francese. L’indagine era cominciata nel 2013, dopo che nel maggio dell’anno precedente il sito Mediapart aveva pubblicato il primo articolo sui sospetti finanziamenti libici ricevuti da Sarkozy. Lo scambio di denaro venne confermato nel settembre del 2012 da un altro funzionario libico, Abdallah Senoussi, che testimoniò di fronte al Consiglio di transizione libico.

Sarkozy è coinvolto o è stato coinvolto in passato anche in altri procedimenti giudiziari. Al momento è sotto processo con l’accusa di aver finanziato illegalmente la sua campagna elettorale del 2012, quella in cui fu sconfitto da François Hollande. Sarkozy è accusato di aver truccato i conti della sua campagna elettorale per poter superare il tetto alle spese pari a 22,5 milioni di euro. Sarkozy sostiene di essere innocente. Nel 2007 era stato accusato di aver ricevuto segretamente fondi da Liliane Bettencourt, proprietaria di L’Oreal, e di aver cercato di influenzare le indagini dei magistrati, ma era stato prosciolto da ogni accusa.

Fonte: Il Post

lunedì 19 marzo 2018

In ricordo di don Peppe Diana


Sono trascorsi 24 anni dall'uccisione di don Peppe Diana, il parroco assassinato per mano della camorra. Era il 19 marzo del 1994. Don Peppe aveva deciso di rimanere a Casal di Principe, dove portava avanti una lotta ai clan fatta di emancipazione culturale e risveglio delle coscienze. Gli spararono in faccia. Fu la camorra a ucciderlo. Sognava una Casal di Principe non più in ginocchio davanti alla camorra, in un posto dove anche certi sogni sono proibiti.

'Per amore del mio popolo non tacerò' (don Peppe Diana)

Vladimir Putin ha ovviamente vinto le elezioni

Senza veri rivali, le presidenziali in Russia sono andate come previsto: il presidente uscente ha ottenuto il 76 per cento dei voti Vladimir Putin

(ALEXANDER ZEMLIANICHENKO/AFP/Getty Images)

Come ampiamente previsto, Vladimir Putin ha vinto le elezioni presidenziali in Russia, assicurandosi altri sei anni alla guida del paese. Putin non aveva sostanzialmente rivali né veri candidati contro: ha vinto ottenendo il 76,7 per cento dei voti. Nel corso di un comizio organizzato a Mosca per festeggiare la vittoria, Putin ha detto che gli elettori hanno “riconosciuto i progressi raggiunti negli ultimi anni”. Tra presidenze e periodi da primo ministro, Vladimir Putin governa la Russia ininterrottamente dal 1999.

L’affluenza è stata del 67,47 per cento, superiore a quella del 2012 intorno al 65 per cento. Molti osservatori durante la campagna elettorale avevano detto che il dato dell’affluenza sarebbe stato importante per valutare il successo di Putin. Alle elezioni del 2012, Putin aveva ottenuto il 64 per cento dei voti.

Il principale avversario di Putin alle presidenziali di domenica, il milionario Pavel Grudinin, ha ottenuto il 12 per cento dei voti. Altri candidati, come il nazionalista Vladimir Zhirinvosky e l’ex conduttrice televisiva Ksenia Sobchak hanno ottenuto rispettivamente il 6 e il 2 per cento. Alexei Navalny, uno dei più fermi oppositori di Putin, era stato escluso dalle elezioni in seguito ad alcune accuse per appropriazione indebita. Navalny sostiene che le accuse contro di lui siano state mosse appositamente per impedirgli di candidarsi.

Diversi gruppi di attivisti hanno denunciato centinaia di irregolarità ai seggi, con presunti brogli di ogni tipo. Sono state segnalate urne con all’interno schede elettorali già votate prima che aprissero i seggi, persone il cui voto è stato controllato, telecamere di sicurezza ai seggi che avrebbero dovuto assicurare la regolarità delle operazioni di voto coperte, funzionari che hanno inserito più schede elettorali nelle urne. Secondo la Commissione elettorale centrale, invece, le operazioni di voto si sono svolte regolarmente e senza particolari problemi.

Fonte: Il Post

mercoledì 14 marzo 2018

È morto l’astrofisico Stephen Hawking, aveva 76 anni

Fu fisico, matematico cosmologo e astrofisico, divenne famoso soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull'origine dell’universo

Credit: Bryan Bedder/Getty Images for Breakthrough Prize Foundation/AFP

Lo scienziato Stephen Hawking è morto all’età di 76 anni.

La sua famiglia ha rilasciato una dichiarazione nelle prime ore del mercoledì mattina confermando la sua morte nella sua casa di Cambridge.

“Siamo profondamente rattristati per la morte oggi del nostro padre adorato. È stato un grandissimo scienziato e un uomo straordinario, il cui lavoro vivrà per molti anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza con la sua brillantezza e il suo umorismo hanno ispirato persone in tutto il mondo”, hanno scritto il figli di Hawking – Lucy, Robert e Tim – in una breve nota.

A 21 anni Stephen Hawking era stato colpito da Sla, la malattia che blocca progressivamente le funzioni vitali. Questo non gli aveva impedito di studiare e diventare uno dei maggiori scienziati a livello mondiale.

I medici si aspettavano che vivesse solo per altri due anni. Ma Hawking aveva una forma di malattia che progrediva più lentamente del solito.

Hawking è stato un fisico, un matematico, un cosmologo e un astrofisico. Divenne famoso soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo.

La sua immagine, il suo lavoro e la sua ironia lo hanno reso una vera e propria icona in grado di ispirare film per la tv e il cinema, come “La teoria del tutto”, il lungometraggio basato sulla sua biografia redatta dalla ex moglie di Hawking.

Nel 2017 la Virgin Galactic, compagnia dei voli spaziali creata dal magnate Richard Branson, aveva offerto al celebre astrofisico un posto a bordo della SpaceShipTwo, uno spazioplano sub-orbitale. Hawking aveva accettato senza esitare.

Nel 2007 Hawking visse l’esperienza di vivere a gravità zero su un Boeing 727-200, un velivolo specialmente modificato, grazie alla Zero Gravity Corporation.

Il volo fu un successo e Hawking dimostrò che un disabile è in grado di volare in modo sicuro a gravità zero.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 8 marzo 2018

Perchè si 'festeggia' l'8 marzo


Oggi è l’8 marzo, la festa della donna. Dietro questa festa (termine non proprio esatto perchè in realtà si chiama Giornata internazionale della donna) c'è un significato molto importante.

La storia più conosciuta della festa della donna è senza dubbio quella che risale al 1908. In un' azienda tessile, la Cotton di New York, alcune operaie decisero di fare sciopero per denunciare le condizioni poco accettabili nelle quali erano costrette ad eseguire il proprio lavoro. La protesta continuò per alcuni giorni, fino all'8 marzo, quando i proprietari decisero di bloccare tutte le uscite dell'industria. Il destino ha voluto che scoppiasse un incendio in cui persero la vita 129 donne, alcune anche italiane, che volevano solo avere un posto migliore in cui lavorare. Questa pare sia la leggenda più conosciuta sulla festa della donna, ma non la vera storia.

La vera storia della festa della donna va fatta coincidere con il 28 febbraio del 1909, quando il Partito Socialista americano, dopo anni di discussioni, decise di organizzare una grande manifestazione in favore del diritto di voto delle donne. Dal novembre 1908 fino al febbraio 1909 furono molte le proteste e gli scioperi delle donne che desideravano un aumento e un posto di lavoro migliore. Nel 1910 venne presa in seria considerazione l'istituzione di una giornata dedicata alle donne. Il 25 marzo del 1911 successe qualcosa di molto significativo per la nascita della festa della donna. In una fabbrica di New York, la Triangle, un incendio uccise 146 persone, la maggior parte donne immigrate. Da lì in avanti le proteste delle donne iniziarono a moltiplicarsi anche in molto paesi Europei. A San Pietro Burgo, l'8 marzo 1917, le donne manifestarono il loro desiderio di porre fine alla guerra protestando nelle piazze. Questa data fu ispirazione per far istituire a Mosca la Giornata Internazionale dell'Operaia, che si celebra appunto l'8 marzo.

La festa della donna in Italia iniziò a essere commemorata nel 1922. Ma solo nel 1945 l'Unione Donne in Italia diede un certo peso a tale manifestazione, celebrando la giornata della donna nelle zone liberate dal fascismo. L'anno successivo, l'8 marzo 1946, nacque la giornata della donna: tutta Italia ricordò la celebrazione dell'anno prima. Fu scelta la mimosa come simbolo perché fiorisce nei primi giorni di marzo. Negli anni a seguire la giornata è diventata anche simbolo di reclamo di diritti e di tutela delle conquiste delle donne.

Non ci limitiamo a pensare, dunque, che è la festa dove regalare le mimose al gentil sesso e/o delle cene fuori per le donne, ma pensiamo soprattutto al significato importante che c'è dietro questa festa.

lunedì 5 marzo 2018

Elezioni politiche 2018: cosa succede adesso

Il M5S trionfa alle elezioni politiche italiane 2018. Anche la Lega vola, superando Forza Italia. Crollo del PD. Ora però cosa succede? Ecco alcuni possibili scenari


Domenica 4 marzo 2018 gli italiani sono stati chiamati al voto per le elezioni politiche.

In primis, dobbiamo dire che questo voto non poterà a una maggioranza assoluta con cui formare autonomamente un governo.

Il centrodestra è la coalizione che ottiene più seggi. Crollo per il centrosinistra, con il Partito Democratico sotto al 20 per cento dei voti.

Il singolo partito con più parlamentari è il Movimento Cinque Stelle, vero vincitore – insieme alla Lega – di queste elezioni politiche.

Il Movimento di Luigi Di Maio ha confermato le aspettative ottenendo sia alla Camera che al Senato più del 30 per cento dei consensi.

Il partito di Matteo Salvini è stata la vera rivelazione, superando Forza Italia e ottenendo quasi quanto il PD.

Ma che succede ora?

La soluzione Lega

In questa situazione, la principale possibilità è quella che il presidente della Repubblica dia un incarico – almeno esplorativo – al leader della coalizione di centrodestra.

Il problema è uno: la coalizione di centrodestra ha deciso di non indicare un unico candidato premier, ma di attribuirlo solamente dopo il voto al partito più votato tra i quattro alleati.

In queste elezioni, a raccogliere più voti nello schieramento è stata la Lega, cosa che porterebbe ad attribuire l’incarico a Matteo Salvini. Su questo, però, si attende un pronunciamento ufficiale dagli alleati.

Tuttavia, il centrodestra non avrebbe la maggioranza da solo e dovrebbe cercare di allargarla ad altri, cosa non scontata, vista l’eterogeneità della coalizione di centrodestra, divisa tra una fazione più liberale ed europeista, composta da Forza Italia e Noi con l’Italia, e una più sovranista formata da Lega e Fratelli d’Italia.

La coalizione di centrodestra è infatti in larga parte frutto di un’unione funzionale al voto che cela una tensione su diversi punti centrali di questa campagna elettorale (come ad esempio la sostanziale differenza tra l’idea di Salvini della Lega e quella di Berlusconi di Forza Italia sull‘immigrazione e sulla posizione dell’Italia in Europa).

Osservando i programmi elettorali dei partiti a confronto, è possibile notare che in questa campagna elettorale tutti hanno promesso molto ma sarà difficile rispettare ciascuno di questi patti.

La soluzione M5S

L’alternativa è che il mandato sia attribuito a Luigi Di Maio, il leader del Movimento Cinque Stelle, il singolo partito più votato. Anche in questo caso, però, il M5S non sarebbe in grado di formare una maggioranza in autonomia. Allargare, potrebbe significare guardare a Lega e Fratelli d’Italia, con cui condividono diversi punti programmatici.

In questo caso, però, difficilmente Di Maio potrebbe incassare la fiducia senza scendere a patti con i possibili alleati sulla squadra di governo, cosa che potrebbe far alterare la lista di ministri presentata dallo stesso ex vicepresidente della Camera prima delle elezioni.

Con buona probabilità, il M5S rivendicherà l’incarico per tentare di formare un governo. Avendo ottenuto oltre il 30 per cento sia alla Camera che al Senato (e in proiezione circa 230 deputati e 120 senatori), il leader Di Maio tenterà di allargare il proprio bacino.

La soluzione M5S e Lega

Escludendo le forze minori (o maggiori) con le quali ha escluso una possibile intesa, è verosimile un’alleanza tra M5S e Lega? I due partiti, lo si è detto, sono i veri vincitori di queste elezioni politiche. Basti pensare che un italiano su 2 ha votato per queste due formazioni politiche.

Dopotutto, forse, sono proprio loro due – Lega e M5S – ad avere più in comune rispetto a possibili alleanze, fragili e instabili, con PD o LEU. Ed è altresì simile la figura dei due leader, Salvini e Di Maio: entrambi mai con un ruolo di governo prima di oggi ed entrambi con ben poche scelte pratiche da mettere in pratica dopo questo voto che li ha “consacrati”. Inoltre, sia Salvini che Di Maio rappresentano in qualche modo due forze scomode per tutti gli altri partiti, vuoi per quell'”anti-tutto” – dall’euro all’immigrazione – che per anni hanno portato avanti.

La soluzione “responsabile”

Laddove questi tentativi non dovessero andare in porto, è verosimile che il presidente Sergio Mattarella cerchi una maggioranza di “responsabili” per evitare di andare nuovamente al voto a stretto giro. Questa possibilità rimane una spada di Damocle sul processo di formazione di un nuovo governo.

Le prossime tappe

In attesa di sapere cosa accada, ci saranno una serie di appuntamenti che saranno propedeutici alla formazione del nuovo governo. Con l’insediarsi del nuovo parlamento, verranno infatti eletti i presidenti di Camera e Senato: la loro scelta potrebbe rappresentare il primo possibile punto di incontro tra i membri di un’ipotetica futura maggioranza.

Parallelamente, Sergio Mattarella inizierà il giro di consultazioni tra i partiti che hanno ottenuto eletti al parlamento, iniziando formalmente il processo verso un incarico di governo.

Fonte: The Post Internazionale

domenica 4 marzo 2018

È morto Davide Astori, capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale

Aveva 31 anni, è stato trovato morto questa mattina in un albergo di Udine, dove nel pomeriggio avrebbe dovuto giocare

Davide Astori durante la partita di Serie A tra Juventus e Fiorentina giocata lo scorso 20 settembre a Torino (Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il calciatore Davide Astori, difensore e capitano della Fiorentina, è stato trovato morto questa mattina a Udine, dove nel pomeriggio avrebbe dovuto giocare Udinese-Fiorentina, partita della 27ª giornata di Serie A. La notizia della morte di Astori è stata confermata dalla dirigenza della Fiorentina, secondo cui sarebbe morto per «un malore»: probabilmente un arresto cardiaco. Astori aveva 31 anni, era sposato e aveva una figlia di due anni. È stato trovato morto nella sua stanza dell’albergo “Là di Moret” — a pochi chilometri dalla Dacia Arena di Udine — dove la Fiorentina si trovava in ritiro da sabato.

Astori era nato a San Giovanni Bianco, in provincia di Bergamo, il 7 gennaio 1987. Era mancino ed era considerato un difensore molto intelligente e bravo coi piedi. Era cresciuto nella primavera del Milan e dopo alcuni anni nelle serie minori – al Pizzighettone e alla Cremonese – si era trasferito per diversi anni al Cagliari, di cui era stato anche capitano. Nella stagione 2014-15 aveva invece giocato per una stagione in prestito alla Roma prima di passare nel 2016 alla Fiorentina, dove aveva giocato quasi 100 partite ufficiali. Faceva parte da anni del giro della Nazionale italiana, con cui ha giocato 14 partite segnando anche un gol contro il Brasile nella Confederations Cup del 2013. La scorsa estate l’allenatore della Fiorentina Stefano Pioli aveva annunciato nel ritiro di Moena la sua nomina a capitano della squadra.

In seguito alla notizia, la Lega Serie A ha rinviato l’intera 27ª giornata di Serie A. Oggi erano in programma sette partite fra cui il derby di Milano fra Milan e Inter: sono state tutte rinviate a data da destinarsi.

Fonte: Il Post