sabato 8 gennaio 2011

Molise, il mistero dell’emergenza rifiuti

La Regione Molise sull’orlo dell’emergenza nel settore dei rifiuti solidi urbani. Almeno così sembra vista l’ordinanza n. 392 emanata due giorni prima di Natale, il 23 dicembre, dal presidente della Regione Michele Iorio (Pdl). Con questo provvedimento urgente, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione il 31 dicembre, viene consentito «l’abbancamento in modo provvisorio» delle eco balle prodotte con la frazione secca dei rifiuti solidi urbani, su due piazzali della principale discarica regionale. Si tratta di quella di Santo Ianni, nel comune di Montagano (Cb) che fa parte della comunità montana “Molise centrale”. Un sito nel quale una delibera della Regione, ora sospesa dal Tar, aveva previsto anche la costruzione di un «polo per lo smaltimento, il trattamento e il recupero dei rifiuti» pericolosi, tossici e nocivi.

Lo stoccaggio delle ecoballe avverrà per 45 giorni prorogabili fino a 6 mesi, in attesa dello smistamento delle eco balle in altri centri di smaltimento della regione e viene ritenuto necessario in quanto «l’attuale vasca dei rifiuti trattati ha una volumetria residua alquanto limitata». Ma per collocare provvisoriamente le balle sulle piazzole, il governatore ha dovuto emettere un’ordinanza in deroga al Testo unico ambientale, possibile solo in presenza di «eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente». Ma il Partito democratico, all’opposizione in consiglio regionale, non ci sta. E denuncia «vizi di forma e carenza di motivazioni». Nel primo caso, lamenta che nell’ordinanza sia menzionata erroneamente la delibera di giunta regionale 1667 del 10 ottobre 2006 che però «tratta di impianti sportivi e non di rifiuti». Mancherebbero inoltre «le motivazioni vincolanti previste dalla legge circa le situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente».

Visto che per andare in deroga alle prescrizioni del Testo unico ambientale che disciplina l’autorizzazione di nuovi impianti di smaltimento rifiuti «occorrono ragioni emergenziali che non si evincono dall’ordinanza del 23 dicembre». Contro l’Ordinanza n. 392 di Iorio, Michele Petraroia, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Lavoro del Molise, ha presentato un esposto al Prefetto, al governo e a tutte le autorità locali competenti. «Il presidente del Molise - spiega Petraroia – lo scorso novembre ha offerto la disponibilità ad accogliere e trattare nelle discariche molisane i rifiuti della Campania, non si capisce perché dopo un mese si è costretti a emanare un decreto che autorizza la creazione dei cumuli di ecoballe anche sul nostro territorio. Inoltre la comunità montana “Molise Centrale” ha inviato la nota in cui chiedeva di abbancare in via provvisoria le balle di rifiuti sul piazzale della discarica di Colle Santo Ianni di Montagano il 10 settembre, risulta difficile comprendere qual è la motivazione di indifferibilità, urgenza e pericolosità per la salute umana e per l’ambiente che ha indotto il governatore ad adottare un’ordinanza solo il 23 dicembre 2010».

A preoccupare l’opposizione c’è poi un ultima questione, forse addirittura la più importante per la salute dei cittadini. Accumulare le ecoballe nei piazzale di quella discarica, rischia di far finire il percolato in un canale poco distante dal fiume Biferno che alimenta la Diga del Liscione. L’invaso del Liscione fornisce acqua potabile a decine di migliaia di persone in tutto il basso Molise rifornendo abitazioni, esercizi pubblici e addirittura ospedali. Il 22 dicembre a causa di elevati livelli di trialometani, sostanze sospettate di creare danni epatici ai reni e al sistema nervoso centrale i sindaci di otto Comuni (Campomarino, Termoli, Larino, Guglionesi, Montenero di Bisaccia, Petacciato, Ururi, San Martino in Pensilis e Portocannone) sono stati costretti ad emanare ordinanze di divieto dell’uso dell’acqua della rete pubblica sia per bere che anche solo per cucinare, perché non conforme ai limiti di legge.

Oltre 80mila cittadini hanno passato il Natale con le autobotti della Protezione civile e le scorte di acqua minerale. E c’è chi ancora una volta tira in ballo la vicina discarica di rifiuti, accusando la Regione e l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Arpa) di una gestione approssimata della filiera dei rifiuti. Soprattutto dopo l’arresto, il 6 dicembre, del presidente del nucleo industriale di Termoli Antonio Del Torto e di altre persone per l’illecito smaltimento di fanghi tossici sui terreni agricoli, in mare e nei corsi d’acqua. Tra cui anche il percolato delle discariche campane di Taverna del Re e Ferrandelle. Un’inchiesta nella quale risultano indagate 18 persone, compreso il presidente della Regione Michele Iorio e il direttore dell’Arpa Luigi Petracca.

Fonte: Terranews

venerdì 7 gennaio 2011

Radio Padania in Puglia. 1,5 milioni di soldi pubblici per insultare i meridionali

Sulla frequenza 105.6 in Puglia c’è qualcosa di insolito: melodie celtiche, annunci federalisti, invettive nordiste, rubriche come “Padania, sveglia!” e “Alpini padani”. Un’interferenza, magari un errore o una presa in giro? No. E’ Radio Padania che è sbarcata al Sud. Per cominciare dalla Puglia, poi si vedrà. Non mancano naturalmente le proteste dei cittadini locali che non si capacitano di come sia stata possibile una cosa del genere ma soprattutto non sopportano di venire insultati 24 ore su 24, in casa loro poi.

Ma come è possibile che una radio locale sbarchi in questo caso al Sud? Non si può fermare? Le regole sono queste. Radio Padania e Radio Maria sono le uniche emittenti riconosciute come “radio a carattere comunitario”, una speciale categoria caratterizzata da “assenza dello scopo di lucro in nome di particolari istanze culturali, etniche, politiche e religiose”. Nel 2001 il governo Berlusconi e la maggioranza di centrodestra (Lega in testa) votano una norma ad hoc per Radio Padania, che le consente di occupare gratuitamente frequenze radio con una semplice certificazione al ministero.

Un bel vantaggio rispetto alle altre emittenti che da anni non possono acquisire alcuna frequenza se non a caro prezzo. Nel 2005 inoltre il governo Berlusconi e la maggioranza di centrodestra (Lega sempre in testa) votano un’altra norma, che garantisce a Radio Padania e Radio Maria un finanziamento annuo (ora arrivato a 1,5 milioni di euro) “per promuoverne il potenziamento”. Una bella somma, considerato che tutte le altre emittenti private (poco meno di un migliaio) devono spartirsi circa 16 milioni di contributi pubblici. Diciamo che alla fine Roma non si è rivelata poi così “ladrona”.

Torniando alla questione Radio Padania in Puglia però, la situazione è tuttaltro che tranquilla. Il ripetitore padano è piazzato ad Alessano, dieci chilometri a nord di Leuca. Il sindaco Gigi Nicolardi viene tempestato di telefonate di concittadini indignati: “Ma come, consenti l’installazione nella nostra città dell’antenna per farci insultare dai leghisti? Fa’ qualcosa, rimuovila!”. “Non ho poteri per bloccarla – risponde imbarazzato – dipende tutto dal ministero”.

Nei bar monta la protesta, si costituisce un comitato cittadino, le emittenti locali minacciano esposti alla magistratura, i deputati preparano interrogazioni parlamentari, il segretario provinciale del Pd, Salvatore Capone, s’infuria: “Com’è possibile che dobbiamo ascoltare 24 ore su 24 insulti ai meridionali?”. Che fare? Nulla, è il radio-federalismo esteso al Sud. L’avanzata del transistor leghista è appena cominciata, forte di finanziamenti, appoggi e venti ministeriali a favore.

giovedì 6 gennaio 2011

Catastrofi naturali. Un 2010 da dimenticare


Le catastrofi naturali sono state particolarmente devastanti nel 2010 con 295.000 morti e ed un costo di 130 miliardi di dollari, cifre nettamente superiori alla media degli ultimi 30 anni.

Lo ha stimato oggi una delle maggiori compagnie di riassicurazione del mondo, la tedesca Munich Re. Il terremoto di Haiti a gennaio con 222.570 morti è stata la catastrofe con il bilancio più alto, seguito dall'ondata di caldo e dagli incendi che hanno flagellato la Russia durante l'estate (56.000 morti) e dal terremoto che ha colpito la Cina in aprile (2.700).

Per quanto riguarda gli eventi che hanno causato danni materiali, il peggiore è stato il terremoto di febbraio in Cile (30 miliardi di dollari, oltre a 520 morti) e le inondazioni da luglio a settembre in Pakistan (9,5 miliardi di dollari, oltre a 1.760 morti).

Nei paesi più sviluppati, l'Europa occidentale è stata colpita dalla tempesta Xynthia in febbraio (65 morti e 6,1 miliardi di dollari di danni) e gli Stati Uniti dai tornado per un totale di 4,7 miliardi. In totale, Munich Re ha contabilizzato 950 catastrofi naturali nel 2010, una cifra molto superiore alla media di questi ultimi trenta anni (615).

Nel 2010 i disastri naturali hanno fatto quattro volte più vittime della media dal 1980, 295.000 contro la media di 66.000, e sono costati 130 miliardi di dollari contro una media di 95 miliardi.

Fonte: Dazebao

mercoledì 5 gennaio 2011

Il Tg5: «Wikipedia? Una enciclopedia ideologizzata»


Il Tg5 ha deciso di iniziare l’anno con un servizio (2 gennaio, edizione delle 20) che si esprime su Wikipedia in questi termini:

- Sono sempre più gli errori che vengono scoperti
- E che non possono essere modificati e corretti
- Del resto con internét sono cambiate fonti e attendibilità delle notizie
- Quindi niente di più facile che Wikipedia si riveli piena di errori
- Di giudizi critici sommari
- Il cui valore è tutto da verificare
- In cui giudizi, commenti e dati storici non sono verificabili
- Il che ne fa una enciclopedia ideologizzata
- Che fa finta di essere libera
- Quindi invitate i ragazzi a diffidare

Conclusione: «Alla fine è sempre meglio la vecchia cara enciclopedia».

Visto che ad affermazioni tanto forti non segue uno straccio di fonte (per esempio, cosa giustifica l’affermazione «Sono sempre più gli errori che vengono scoperti»?) e che vi sono pure e semplici inesattezze (non è vero che gli errori, che pure ci sono, «non possono essere modificati e corretti» – e ora chi corregge il Tg5?) il sospetto, al contrario, è che sia il Tg5 a fornire un servizio di informazione ideologizzato. Contro la rete. Proprio quando ci sarebbe un grande bisogno di alfabetizzazione dei cittadini digitali. E, evidentemente, dei media tradizionali.



Fonte: ilNichilista

martedì 4 gennaio 2011

Salvare il mondo mangiando le cose giuste

Tra i buoni propositi per il futuro dovrebbe esserci quello di modificare le nostre abitudini, a partire dal cibo che consumiamo ogni giorno. Bisognerebbe iniziare proprio dal carrello della spesa e imparare a riempirlo con i prodotti giusti. Invece di mangiare le convenzionali pietanze, si potrebbero sperimentare nuove ricette che tutelino il nostro ecosistema. Così quando andiamo al supermercato è utile leggere le etichette, misurare la nostra impronta ecologica e chiedersi: «Facciamo a sufficienza per salvare il nostro Pianeta?». Eccovi alcuni consigli per orientarvi nella nuova dieta che salverà il pianeta.

INSOSTENIBILE

La carne
Il 2011 è stato proclamato dall’Onu anno internazionale delle Foreste. Tra i boschi e la carne esiste uno stretto legame. Gli allevamenti di bovini, necessari per soddisfare il fabbisogno dei voraci onnivori americani ed europei, stanno distruggendo gran parte delle foreste tropicali. La maggior parte della carne che mangiamo proviene dai pascoli, ottenuti distruggendo ettari di foresta pluviale, i polmoni dell’Amazzonia. Non solo mandrie, a dimezzare l’estensione boschiva c’è anche la soia. Qualcuno potrebbe pensare che la colpa è dei vegetariani che ne sono dei grandi consumatori, ma non è così. La coltivazione di questa leguminosa, circa l’80 per cento, è destinata all’alimentazione degli animali. Oltre ai danni per le foreste, i bovini con le loro deiezioni producono una grande quantità di gas metano che aumenta l’effetto serra. E vanno considerati anche il consumo di acqua, di energia fossile e di risorse, necessari a riempire il nostro stomaco di grassi animali. Per tutelare la nostra biodiversità e le foreste, dunque, è necessario diminuire il consumo di carne.

Latte e uova
Ma gli allevamenti producono anche latte e derivati. Per far posto ai pascoli, necessari a ottenere questi alimenti, milioni di ettari di foresta pluviale sono scomparsi. Il latte di mucca, inoltre, viene frequentemente contaminato con antibiotici, ormoni della crescita, erbicidi e pesticidi veicolati dal foraggio. In merito alle uova, non tutte provengono dalle stesse galline. Alcune sono costrette a crescere in gabbie minuscole, senza la possibilità di muoversi liberamente. Sarebbe giusto, quindi, comprare solo quelle sulla cui confezione sia indicato: “Allevamento a terra”.

Ogm
Per non contribuire ulteriormente alla distruzione del nostro habitat è opportuno mangiare biologico. Gli organismi geneticamente modificati non migliorano la produttività agricola e comportano gravi rischi sociali ed economici. Invece d’ingrossare le tasche della Monsanto, dovremmo arricchire le piccole aziende che ogni giorno preservano i nostri terreni, rispettando l’agricoltura tradizionale, quella che ci è stata tramandata dai vecchi contadini. Gli Ogm, invece, sono pericolosi per la salute e per l’ambiente. Preferire il biologico significa salvaguardare la biodiversità e la sovranità alimentare.

Frutta e verdura fuori stagione
In questo periodo campeggiano nei negozi e nei supermercati grandi quantità di frutta esotica. Ma quanti chilometri hanno percorso questi prodotti e quanta Co2 hanno emesso in atmosfera? Acquistare prodotti fuori stagione non è conveniente perché gli alimenti tardivi costano più del dovuto, e spesso sono di scarsa qualità. Consumare frutta e verdura di stagione e locale aiuta a sostenere la nostra economia e le relazioni con i produttori. Al supermercato dovremmo essere dei consumatori consapevoli, preservando un’agricoltura di qualità.

Acqua in bottiglia
Una delle poche cose che possiamo ottenere gratis, direttamente dal rubinetto, è l’acqua. Stranamente, però, molti amano andare al supermercato e pagarla. Il solo imbottigliamento comporta l’uso di 365mila tonnellate di PET, 693mila tonnellate di petrolio e 950mila tonnellate di Co2 equivalente in atmosfera. Per ridurre i rifiuti e difendere l’acqua come diritto, sarebbe opportuno bere quella che arriva nelle nostre case, sicura ed economica.

SOSTENIBILE

Latte vegetale

Invece di bere latte di mucca potremmo optare per quello vegetale che rappresenta una valida alternativa. Il latte di soia è ricco di proteine, si trova facilmente sugli scaffali del supermercato, sia aromatizzato (vaniglia, cioccolato, orzo) che arricchito con vitamine e calcio. Quello di riso è ottimo bevuto fresco, come quello di mandorla. Il latte d’avena, infine, è uno dei più nutrienti ed energetici.

Cereali e legumi
Ceci, lenticchie, fagioli e fave sono la nostra fonte di proteine, ne contengono quasi il doppio rispetto alla carne. Secondo la Piramide Alimentare della Società scientifica vegetariana (SSNV) è necessario consumarne 5 porzioni al giorno (ma la quantità dipende dall’età, dal sesso e dal livello di attività fisica). I legumi, inoltre, sono ricchi di calcio, ferro, vitamine del gruppo B e D e acidi grassi omega-3. I cereali, meglio se integrali, in molti Paesi rappresentano l’alimento principale per l’intera popolazione. Miglio, segale, farro, kamut, quinoa apportano molte sostanze nutritive all’organismo.

Frutta secca
Per molti la frutta secca rappresenta un attentato alla forma fisica perché ricca di grassi e zuccheri, ma in realtà una manciata al giorno offre un valore energetico molto alto. Rappresenta, inoltre, un rimedio naturale contro il colesterolo. A beneficiarne di più, infatti, sono le persone che hanno alti livelli di Ldl e quelli che mangiano troppa carne rossa. Sebbene piccoli, questi semi sono ricchi di proteine, fibre, sali minerali, vitamine e altri principi antiossidanti.

Frutta e verdura fresca
Le verdure crude vanno consumate all’inizio di ogni pasto in modo da assumerne tutti i nutrienti. A foglia verde o di colore giallo-arancio sono la principale fonte di vitamina, in particolare A, E e C e anche di calcio, ferro, potassio, acido folico e fibre. Dovrebbero essere la base di ogni tipo di dieta così come la frutta fresca, ricca di vitamine, fibre, potassio, calcio e ferro.

Alghe
Agar-agar, arame, dulse, hijiki, kombu, nori, spirulina, wakame: sono alcuni nomi delle varietà di alghe che ogni giorno potremmo aggiungere alla nostra dieta. Lasciate in ammollo per alcuni minuti, una volta reidrate possono essere abbinate a cereali, legumi e verdure. Questi organismi, che crescono nelle profondità marine o nei luoghi di acqua dolce, sono ricchi di proteine, enzimi, oligoelementi, aminoacidi, clorofilla, vitamine e sostanze minerali.

Fonte: Terranews

lunedì 3 gennaio 2011

Inaugurato l'oleodotto Russia-Cina. Mosca punta ai mercati dell'Asia-Pacifico

Almeno 42.000 tonnellate di petrolio greggio sono arrivate in Cina da un nuovo oleodotto che collega l'Estremo oriente russo al nord-est della Cina, inaugurato ieri.

La condotta petrolifera, che collega la città russa di Skovorodino, nella regione del fiume Amour, e la città cinese di Mohe, termina a Daqing nel nord-est della Cina. Secondo Pepeline branch of Petro Cina (Pbpc), l'operatore della tratta cinese dell'oleodotto, in tutto a gennaio in Cina attraverso le tubazioni dalla Russia o dovrebbero arrivare 1,32 milioni di tonnellate di petrolio.

L'oleodotto è lungo quasi 1.000 km (72 km in Russia e 927 in Cina) e dovrebbe trasportare 15 milioni di tonnellate di greggio all'anno dal 2011 al 2030, nel quadro di un accordo firmato tra Mosca e Pechino che trasforma la problematica frontiera dell'Amour, dove ai tempi dell'Urss e di Mao non mancarono scaramucce e scambi di fucilate e minacce, in un hub petrolifero-gasiero per trasportare gli idrocarburi dello Stato-mercato-energetico russo verso l'assetata crescita cinese e i rampanti mercati dell'Asia-Pacifico. L'oleodotto è solo una sezione della pipeline russa Siberia Orientale-Oceano Pacifico, lunga 4.000 km, che va da Taishet, nella Siberia Orientale al porto sul Pacifico di Kozmino.

Il petrolio è cominciato a fluire nell'oleodotto cinese dopo che alle 11,50 (ora locale) di domenica, l'amministratore delegato della Pbpc, Yao Wei (nella foto) ha premuto il pulsante di avvio alla frontiera con la Russia ed ha detto solennemente in un tripudio di bandiere rosse con le cinque stelle: «L'entrata in servizio dell'oleodotto Cina-Russia rappresenta l'inizio di una nuova fase della cooperazione energetica tra la Cina e la Russia».

Il troncone cinese dell'oleodotto inizia nel paese frontaliero di Mohe ed arriva a Daqing, entrambi nella provincia dell'Heilongjiang, nella Cina nord-orientale.

domenica 2 gennaio 2011

Ricordiamo i morti sul lavoro del 2010

di Marco Bazzoni*

Il 2011 è arrivato, ieri tutta Italia a festeggiare per l'arrivo del nuovo anno, ma c'erano anche delle persone che non avevano nulla di cui festeggiare, e sono i familiari dei 1080 lavoratori, che nel 2010 hanno perso la vita perchè sono morti sul lavoro. In attesa dei dati che ci fornirà l'Inail per l'anno 2010, notiamo che rispetto al 2009 quando ci sono stati 1050 morti sul lavoro, i morti sul lavoro nel 2010 sono in aumento, questo secondo i dati forniti dal blog Caduti sul Lavoro.

Dopo questa premessa, vorrei ricordare, che i dati Inail tengono conto solo degli infortuni denunciati, quindi sono dati che vanno presi come punto di riferimento, ma non come dati definitivi, perchè non tengono conto anche di tutti i lavoratori che muoiono "in nero" o che denunciano l'infortunio come malattia per paura di ritorsioni dal parte del datore di lavoro, perchè hanno un lavoro precario, quindi sono ricattabili. Ecco perchè ho sempre detto che questi dati sono fortemente sottostimati.

Io vorrei ci ricordassimo di tutte queste persone che non ci sono più, che molte volte sono morte perchè nelle aziende non si rispettavano neanche le minime norme di sicurezza sul lavoro. Ma non dobbiamo dimenticarci anche degli oltre 25 mila lavoratori che sono rimasti invalidi, e che difficilmente potranno essere ricollocati sul lavoro: c'è chi ha perso un piede, una gamba, un braccio, una mano, un occhio o è rimasto in carrozzina.

Qual'è la soluzione perchè si riducano drasticamente tutti questi infortuni e le morti sul lavoro?! Di una cosa sono sicuro, non è di certo quella intrapesa dal Governo Berlusconi, che il 3 Agosto 2009, con il Dlgs 106/09, detto decreto correttivo al Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro (Dlgs 81/08), ha completamente stravolto il testo voluto dal Governo Prodi, dimezzando tra le tante cose, molte sanzioni a carico dei datori di lavoro, dirigenti, preposti, e sostituendo in alcuni casi il carcere con l'ammenda.

L'unico deterrente che temono i datori di lavoro sono le sanzioni, se vengono dimezzate, cosa resta? I controlli forse? Ma se l'Asl hanno un personale ispettivo ridotto all'osso che è formato da circa 1850 tecnici della prevenzione (o ispettori Asl), che sono in continuo calo, perchè man mano che molti tecnici vanno in pensione, non ne vengono assunti altri. Tanto è che se dovessero controllare tutte le aziende che ci sono in Italia, che sono circa 6 milioni, ogni azienda riceverebbe un controllo ogni 33 anni, quindi considerando la vita media di un'azienda, praticamente MAI.

Non è una soluzione neanche quella del Ministero del Lavoro, di fare una campagna per la sicurezza sul lavoro, con lo slogan "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene", con degli spot che colpevolizzano i lavoratori: sembra quasi perchè i lavoratori non vogliono bene a loro stessi e alle loro famiglie, ecco perche si infortunano sul lavoro, restano invalidi, si ammalano o peggio muoiono. Mentre dice poco o nulla sulle responsabilità dei datori di lavoro.

Mi dispiace ma non ci siamo assolutamente. Scusate se mi ripeto, l'ho detto fino allo spasimo, ma sembra quasi che chi di dovere non ci voglia sentire o faccia finta di non sentire, la prima cosa da fare sarebbe iniziare ad insegnare la sicurezza sul lavoro fin dalle scuole elementari come si fa in Francia, perchè molte volte ho sentito parlare di mancanza di cultura della sicurezza sul lavoro, sia nei datori di lavoro, che nei lavoratori, ma se non la iniziamo ad insegnare fin da piccoli, come pretendiamo che ci sia la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro?

Perchè non dimentichiamocelo mai, gli studenti di oggi, saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani....
Inoltre, andrebbero ripristinate, quindi aumentate le sanzioni a carico dei datori di lavoro, dirigenti e preposti, perchè è impensabile che l'unico deterrente sia abbassato. I controlli vanno aumentati, questo lo dicono tutti, peccato solo a parole. Per far ciò bisogna sia aumentato fortemente il personale ispettivo delle Asl, perchè solo così si possono reprimere i comportamenti scorretti di molti datori di lavoro, che consideranno la sicurezza sul lavoro, come un optional per la loro azienda.

Io mi sono stancato di sentire da più parti, che non ci deve essere repressione verso le aziende per quanto riguarda la sicurezza su lavoro. Ma quando mai c'è stata tale repressione? Quando? Magari ci fosse stata, probabilmente non avremmo tutti questi infortuni e morti sul lavoro..... Io voglio invitarVi a leggere la denuncia sia alla Commissione Europea, che al Parlamento Europeo

Dopo 13 mesi da quando ho fatto la denuncia sulle difformità di alcuni articoli del Dlgs 106/09, rispetto alla Direttive Europee sulla sicurezza sul lavoro, il 30 Novembre mi è arrivata (finalmente) la risposta del Capo dell'Unità Salute, sicurezza e igiene sul luogo di lavoro, della Commissione Europea Occupazione, Affari Sociali, Pari Opportunità, che mi ha comunicato, che a Gennaio 2011 verrà proposto all'Esecutivo della Commissione Europea, l'apertura una procedura d'infrazione contro l'Italia, per la mancata conformità delle misure di recepimento italiane in relazione a certe disposizioni della direttiva europea 89/391/CEE sulla sicurezza sul lavoro, tra cui deresponsabilizzazione del datore di lavoro (articolo 5 direttiva), posticipazione dell'obbligo di valutazione del rischio di stress legato al lavoro (articolo 6, paragrafo 3, punto a), proroga dei termini impartiti per la redazione del documento di valutazione dei rischi per una nuova impresa o per modifiche sostanziali apportate ad un impresa esistente (articolo 9, paragrafo 1, punto a).

* Marco Bazzoni - Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza - Firenze.
bazzoni_m@tin.it

sabato 1 gennaio 2011

Buon Anno!


Auguro a tutti i lettori, assidui o frequentatori, e a tutti i blog amici di trascorrere un sereno e felice Anno Nuovo

Andrea De Luca