martedì 8 giugno 2010

Farmaci sempre più diffusi fra i giovani

Non piu' solo fumo di sigaretta. Oggi i giovani si rifugiano anche nei farmaci: consuma infatti medicinali ansiolitici di vario tipo il 6% dei ragazzi che frequentano l'ultimo anno della scuola superiore. Di questi, ha iniziato a farlo prima dei 13 anni il 12,6%, mentre l'11%, addirittura, li assume quotidianamente. E' quanto rivela un'indagine organizzata dal dipartimento di Fisiopatologia medica della universita' Sapienza di Roma e dalla Societa' italiana di andrologia e medicina della sessualita' (Siams), svolta durante l'anno scolastico in occasione della campagna 'Amico Andrologo' nei licei e negli istituti tecnici di sei Regioni della penisola (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia), presentata oggi a Roma nella sede del ministero della Salute.

Secondo i dati, dunque, i ragazzi maschi risultano oggi piu' attratti da ansiolitici e da sostanze stupefacenti che dal tabacco: ha fumato il 45% e fuma il 35% di loro (di questi il 75% quotidianamente, dichiarando 40 sigarette a settimana in media). La prima sigaretta l'ha accesa a 13 anni il 23% del campione, a 14 anni il 45% e a 15 il 68%. Il 46%, invece, ha provato almeno una volta sostanze stupefacenti. Nel 45% dei casi si tratta di marijuana: il primo spinello i ragazzi lo hanno acceso a 15 anni e oggi il 5,5% del campione ne fuma ogni giorno, il 14,5% settimanalmente; segue il popper con il 13,5% (a 16 anni la prima volta); la cocaina l'8% (a 17 anni il primo consumo), gli allucinogeni il 5% (dai 17 anni in su); l'ecstasy il 4% (dai 16 anni); Lsd e acidi il 3,4% (dai 17 anni); anfetamine 3% (dai 17 anni); eroina lo 0,9% (a 17 anni la prima volta). Il consumo di popper, cocaina, allucinogeni, ecstasy, Lsd, acidi, anfetamine ed eroina e' piu' occasionale, limitato a meno di una volta alla settimana. Il 23% ammette comunque di consumarle ancora. Confermata la 'passione' negativa per l'alcol: il 50% dei diciottenni assume in media sei bevande alcoliche al mese (birra, cocktails, ½ bottiglia di vino), concentrate nel week-end nei due terzi dei casi.

Fonte: Aduc

lunedì 7 giugno 2010

Archeologia e tecnologia laser. La civiltà Maya rivista dal cielo


Arlen e Diane Chase avevano impiegato venticinque anni per farsi largo nella vegetazione e realizzare una mappa, seppure dettagliata, di ventitré chilometri quadrati di Caracol, antica città maya nel territorio del Belize e nei secoli interamente ricoperta dalla giungla. Ma per finire l’opera ai due archeologi statunitensi sono invece bastate appena ventiquattro ore. Merito di un’intuizione che probabilmente farà scuola nell’archeologia. I Chase hanno infatti applicato un’apparecchiatura laser sviluppata dalla Nasa e chiamata LiDaR (Light Detection and Ranging) a un elicottero, e con questo hanno sorvolato circa duecento chilometri quadrati, che ora sappiamo costituire per intero il complesso archeologico. Dalla mappatura in tre dimensioni sono emersi un sistema stradale composto da decine di viali selciati, migliaia di nuove strutture, e appezzamenti agricoli a terrazze.

Le immagini erano state scattate durante la stagione secca, e in tutto le ore necessarie per realizzare fotografie che coprissero l’intero sito erano state ventiquattro; poi l’ulteriore rielaborazione e analisi era durata circa un mese. Il risultato è quello di una topografia praticamente completa e senza foresta pluviale: la carta dimostra tra gli altri l’integrazione dei gruppi residenziali e l’architettura monumentale, suggerendo anche il sistema di comunicazione e sussistenza dell’antica città, che nel settimo secolo si stima avesse una popolazione di oltre centomila abitanti. Così il Caracol Archaeological Project, che ha visto i coniugi lavorare assieme per un quarto di secolo, può dirsi prossimo al completamento.

L’utilizzo della tecnologia LiDaR per la prospezione aerea si deve a un biologo, John Weishampel, che prese a sfruttare le peculiarità del laser circa cinque anni fa per studiare foreste e vegetazioni. Il sensore, che scandaglia il terreno muovendosi da destra a sinistra come una sorta di scanner, telerileva la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser esattamente come il radar; solo che, a differenza di questo, al posto della luce utilizza onde radio determinando la distanza dell’oggetto attraverso la misurazione del tempo trascorso fra l’emissione dell’impulso e la ricezione del segnale retrodiffuso. Finora aveva avuto applicazioni in sismologia, geologia, e fisica dell’atmosfera; ma mai in archeologia. Quello dei Chase è il primo utilizzo del LiDaR per la scoperta di civiltà sepolte, al quale ha dato un impulso fondamentale lo stesso Weishampel. E visti i risultati, non sarà probabilmente l’ultimo.

Fonte: Terranews

domenica 6 giugno 2010

Rinnovabili minacciate dalla manovra finanziaria


“La manovra finanziaria, all’articolo 45, interviene sui certificati verdi, abolendo il ritiro da parte del GSE di quelli in eccesso. Un errore incredibile - commenta Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente - che rischia di colpire pesantemente lo sviluppo delle energie pulite nel nostro Paese e la credibilità delle scelte italiane rispetto alla prospettiva di diffusione delle rinnovabili, al 2020 obbligatoria per tutti i Paesi UE. Mentre non si hanno notizie del piano di sviluppo delle rinnovabili che il governo deve consegnare a Bruxelles entro il 30 giugno, il decreto cancella le certezze degli investitori”.

L’effetto del provvedimento che abolisce il ritiro da parte del GSE dei certificati verdi in eccesso sarebbe, infatti, di farne crollare il prezzo, limitando il ritorno degli investimenti già realizzati e di quelli programmati. “Con le nuove regole - spiega Zanchini - non ci sarebbe più alcun ritorno dell’investimento, con drammatici effetti in termini economici e occupazionali nell’unico settore che, in questi mesi, ha mostrato segnali positivi. È inoltre da sottolineare l’assurdità di questo provvedimento perché non avrebbe alcun effetto per le entrate dello Stato, visto che non sono finanziamenti pubblici ma un meccanismo di mercato che obbliga le aziende del settore energetico a produrre una quota minima da fonti rinnovabili e a muovere così i progetti da biomasse e biogas, eolici, geotermici, idroelettrici”.

Legambiente - che insieme alle associazioni e aziende delle rinnovabili tra cui Aper, Anev, Fiper, ha già lanciato un appello al governo affinché faccia marcia indietro - chiede al governo di spiegare il senso di questa assurda decisione, che sembra l'ennesima dimostrazione di come il rilancio del nucleare si porti dietro l'abbandono delle fonti rinnovabili.

“Le fonti energetiche pulite sono state lasciate in un ‘far west’ normativo - continua il responsabile energia di Legambiente - si attendono dal 2003 le Linee guida per i progetti da fonti rinnovabili, e non si hanno notizie né degli incentivi in conto energia per il solare fotovoltaico, né della detrazione del 55% per il solare termico. Gli obiettivi Ue sono nell’interesse di tutti e sono obbligatori: l’Italia deve raggiungere con le rinnovabili il 17% di produzione da fonti pulite rispetto ai consumi, e se questo obiettivo non verrà conseguito dovremo pagare multe e importare dall’estero. Il governo faccia marcia indietro sui certificati verdi e presenti finalmente il piano per una discussione pubblica prima di consegnarlo a Bruxelles”.

Fonte: Terranauta

sabato 5 giugno 2010

Inciviltà: immigrato regolare perde lavoro e Comune leghista nega residenza

Niente residenza perche' extracomunitario e troppo povero. A Palosco, in provincia di Bergamo, l'amministrazione comunale leghista ha negato la residenza a un cittadino pachistano di 28 anni, in base all'ordinanza del sindaco Massimo Pinetti secondo cui un immigrato extracomunitario, per poter far domanda di residenza, deve avere dichiarato un reddito di almeno 5.000 euro.

Mentre Ashraf Tahir, pachistano regolare, ha perso il lavoro e quindi non e' riuscito a raggiungere quella cifra. Non puo' quindi risiedere nella casa di Palosco che aveva preparato quando ancora aveva un lavoro, e ha dovuto chiedere ospitalita' a un amico.

Della vicenda si sta occupando la Fiom-Cgil, il cui segretario Mirco Rota giudica "illegittima" e "discriminatoria" l'ordinanza del sindaco, con il quale avra' un colloquio lunedi' prossimo. Rota si richiamera' alla legge 286/1998, in base alla quale un immigrato extracomunitario con regolare permesso di soggiorno non deve sottostare a vincoli di reddito per quanto riguarda le iscrizioni anagrafiche sul territorio italiano.

Fonte: Aduc

venerdì 4 giugno 2010

Belpietro e Libero ridicoli


Al giornale di Belpietro (che è bene ricordarlo, viene finanziato con i nostri soldini) il Popolo Viola non va proprio giù. A Firenze, come sapete, si sta svolgendo il presidio contro il bavaglio e secondo Libero sono presenti striscioni offensivi. Uno di questi che aleggia in Piazza Santa Maria Novella è il seguente: “Berlusconi is not my president”. Cioè, per Libero, affermare che “Berlusconi non è il mio presidente” è una grave offesa a Berlusconi. Ridicoli.

giovedì 3 giugno 2010

L'Aquila, ci fu mancato allarme!


Emergono particolari inquietanti e incredibili sul terremoto in Abruzzo. La Procura della Repubblica dell'Aquila ha notificato alcuni avvisi di garanzia relativi all'inchiesta sul mancato allarme per il terremoto. L'accusa rivolta ai membri della Commissione Grandi rischi è di omicidio colposo. Tra gli indagati ci sarebbero anche alcuni funzionari della Protezione Civile e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

In poche parole, molti di loro sapevano dei rischi ma non hanno detto niente. Non ho parole.

mercoledì 2 giugno 2010

E questa sarebbe la festa della Repubblica?


La parata militare del 2 giugno è uno schiaffo a 32.200 precari. Pensate che per organizzarla servono più o meno 10 milioni di euro. Alla faccia della crisi! Con gli stessi soldi spesi per organizzarla si potrebbe assicurare ai precari l'indennità di disoccupazione. Inoltre la festa della Repubblica andrebbe dedicata al lavoro, a chi lo perde e a chi è costretto a far fronte alla grande emergenza sociale causata dalla crisi, e non allo sfoggio dei carri armati e delle varie forze di difesa.

martedì 1 giugno 2010

Bergamo. Donna in stato vegetativo partorisce una bimba

È da quattro mesi in stato vegetativo la donna che ieri, agli Ospedali Riuniti di Bergamo, ha dato alla luce la piccola Gaia. La bambina è nata alla trentaquattresima settimana di gestazione, pesa circa due chili e sta bene. La mamma, una quarantenne che vive in provincia di Bergamo, è ricoverata nel reparto di Neurochirurgia dei Riuniti da fine gennaio, in seguito a un'improvvisa emorragia al cervello che le ha determinato uno stato di coma da cui non si é più ripresa.

I medici, d'accordo con il marito della donna, hanno deciso di non far nascere subito la bimba, ma di attendere il decorso della gravidanza monitorando di continuo le condizioni della donna e del feto. Purtroppo la mamma non ha dato segni di ripresa, mentre il feto si è sviluppato regolarmente. Alla fine della scorsa settimana i medici hanno deciso di far nascere la piccola Gaia, trasferendo la mamma in Ostetricia e Ginecologia, dove ieri mattina è stata sottoposta a taglio cesareo.

La bimba ora è in incubatrice, ma sta bene: "Sono situazioni che toccano le corde più intime delle nostre coscienze - ha detto il direttore generale dei Riuniti, Carlo Bonometti al quotidiano L'Eco di Bergamo, che oggi riporta la notizia - cui è impossibile restare indifferenti. Sono profondamente colpito dal dramma che sta vivendo questa famiglia, ma sono contento che i miei medici siano riusciti a far trionfare ancora una volta la vita".

Fonte: Dazebao