venerdì 21 aprile 2017

È stata arrestata una persona per l’attentato contro il Borussia Dortmund

La polizia tedesca ha fermato un uomo che non ha legami con il terrorismo islamista e che avrebbe messo le bombe per guadagnare in borsa


La polizia tedesca ha arrestato venerdì mattina un uomo accusato di aver messo le tre bombe che l’11 aprile scorso hanno danneggiato il pullman della squadra di calcio del Borussia Dortmund e ferito un suo calciatore, in quello che finora era ritenuto essere un attentato di tipo terroristico. La polizia, secondo lo Spiegel, non ha ancora elementi per collegare direttamente l’arrestato alle tre bombe, ma ha diverse prove che lo rendono un sospettato molto forte: Sergei V., come è stato chiamato dalla polizia in un comunicato diffuso venerdì mattina, avrebbe organizzato l’attentato per guadagnare in borsa dal successivo prevedibile crollo delle azioni del Borussia Dortmund.

Sergei V. ha 28 anni ed è stato arrestato nella zona di Tubinga, una città a sud di Stoccarda nella parte meridionale della Germania. La polizia lo pedinava da almeno una settimana ed era riuscita a raccogliere diversi elementi sul suo conto e sulle sue recenti operazioni finanziarie. Secondo la polizia il sospettato aveva stipulato 15.000 warrant (uno strumento finanziario simile alle opzioni, che consiste in un accordo di vendita o acquisto di un certo numero di azioni a un certo prezzo in una certa data) usando un prestito ottenuto una settimana prima dell’attentato e un indirizzo IP collegato all’albergo dove si trovava anche la squadra del Borussia Dortmund prima della partita di Champions League che avrebbe dovuto giocare il 10 aprile, l’hotel L’Arrivée. Sempre secondo le fonti di polizia citate dallo Spiegel, il sospettato aveva prenotato una camera nell’albergo lo scorso marzo, chiedendo di avere una finestra sulla zona dove successivamente è avvenuto l’attentato.

Le tre bombe erano state messe lungo la strada che portava l’autobus del Borussia Dortmund verso lo stadio della città: l’esplosione, molto potente, aveva danneggiato l’autobus ferendo non gravemente un agente di polizia e un calciatore della squadra, lo spagnolo Marc Bartra. La polizia aveva trovato sul luogo delle esplosioni dei biglietti di rivendicazioni che facevano riferimento all’attentato dello scorso dicembre a Berlino, poi rivendicato dall’ISIS, e aveva successivamente arrestato un uomo di 26 anni di origini irachene con collegamenti con lo Stato Islamico ma di cui non era stato possibile provare un coinvolgimento nell’attentato di Dortmund. La polizia, scrive lo Spiegel, ora ritiene che Sergei V. abbia cercato di far collegare l’attentato ad ambienti vicini al terrorismo islamista per far sviare le indagini.

Fonte: Il Post

L'Isis ha rivendicato l'attacco di Parigi

Nella sparatoria un agente di polizia è stato ucciso e altri due sono rimasti gravemente feriti. Ucciso l'assalitore


L'Isis ha rivendicato l'attacco di Parigi. L'agenzia Amaq, legata allo Stato Islamico, riferisce che l'attacco è stato compiuto da “combattenti” dell'Isis, uno dei quali viene individuato in Abu Yusuf al Beljiki, ovvero “il belga”. Lo riferisce il Site.

Nell'attacco è morto un agente di polizia. Altri due sono rimasti gravemente feriti. L'assalitore è stato ucciso.

Fonte: The Post Internazionale

L'attacco dell'Isis in Francia a tre giorni dal voto presidenziale

A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale francese, un attentato terroristico rivendicato dall'Isis potrebbe influire in modo imprevedibile sull'esito del voto

Manifesti elettorali in Francia. Credit: Eric Gaillard

Mentre un uomo sparava contro i poliziotti francesi e riusciva a ucciderne uno prima di essere eliminato durante la sua fuga lungo gli Champ Elysees, nel pieno centro di Parigi, la sera di giovedì 20 aprile 2017 tutti gli undici candidati presidenziali francesi erano in diretta per il loro ultimo confronto televisivo prima del voto di domenica 23, dove si affronteranno al primo turno i possibili successori di Francois Hollande all'Eliseo.

Sia la leader del Front National, Marine Le Pen, sia il capo dei radicali di sinistra Jean-Luc Mélenchon avevano espresso una forte critica verso l'Unione europea quando è giunta la notizia della sparatoria a Parigi.

A quel punto il candidato centrista Emmanuel Macron ha utilizzato il tempo a sua disposizione per esprimere vicinanza alle forze dell'ordine. “Il primo dovere di un presidente è quello di proteggere i cittadini”, ha detto Macron.

Il candidato di centro-destra François Fillon ha poi dichiarato di aver annullato tutti gli eventi previsti per la chiusura della campagna elettorale venerdì 21 e anche Marine Le Pen ha preso la stessa decisione.

L'attentato di giovedì 20 aprile, rivendicato dall'Isis, rende ancora più imprevedibile l'esito del voto alle elezioni presidenziali francesi, fortemente dominate dai temi dell'immigrazione e della sicurezza. Marine Le Pen ed Emmanuel Macron sono i favoriti verso il secondo turno che è in programma per il 7 maggio. Ma anche Fillon e Mélenchon potrebbero ottenere buoni risultati.

Secondo alcuni analisti l'attacco costituisce un assist in favore del Front National, il partito di estrema destra che ha impostato la campagna elettorale contro l'Islam radicale. Durante il confronto televisivo Le Pen ha ribadito che “gli imam che predicano l'odio” e gli stranieri che sono sulla lista di vigilanza della polizia devono essere espulsi dalla Francia.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 20 aprile 2017

Il calendario delle mobilitazioni per la liberazione di Gabriele Del Grande

Il blogger e documentarista toscano è bloccato in Turchia dal 10 aprile. La pagina Fb “Io sto con la sposa“ ha pubblicato l'elenco delle manifestazioni per il suo rientro

Del grande ha cominciato lo sciopero della fame per rivendicare i suoi diritti.

Gabriele Del Grande è un giornalista e documentarista specializzato nel seguire le problematiche legate all'immigrazione. È bloccato in Turchia dal 10 aprile. Le autorità di Ankara l'avevano fermato mentre si trovava in una zona del paese in cui non è consentito l'accesso.

Il blogger che si trovava in Turchia per alcune interviste ma secondo la polizia non era in possesso dei documenti necessari a svolgere attività giornalistica nel paese. Il suo rientro in Italia era previsto entro pochi giorni, ma la sua vicenda giudiziaria si è complicata.

-- LEGGI ANCHE: Chi è il giornalista Gabriele Del Grande e perché è bloccato in Turchia

In una telefonata alla sua compagna Del grande ha annunciato di aver iniziato lo sciopero della fame per il rispetto dei suoi diritti chiedendo la mobilitazione generale. A favore della liberazione di Gabriele sono state organizzate diverse manifestazioni.

La pagina Facebook “Io sto con la sposa” – che è anche il titolo dell'ultimo documentario del giornalista – ha pubblicato il calendario di tutti gli eventi in programma.



Fonte: The Post Internazionale

La Siria sta trasferendo i suoi aerei militari vicino a una base russa

La decisione del governo ha l'obiettivo di scoraggiare eventuali bombardamenti da parte degli Stati Uniti

Il trasferimento è cominciato dopo l'attacco missilistico Usa alla base di Shayrat. Credits: Reuters

Il governo siriano ha deciso di riposizionare la maggior parte dei suoi aerei da combattimento per difendersi da eventuali attacchi degli Stati Uniti. Il timore delle autorità di Damasco è quello che le sue forze vengano colpite nuovamente dai bombardamenti americani.

La notizia è stata riferita alla Cnn da alcuni funzionari del Pentagono. per evitare che siano colpiti da nuovi bombardamenti americani. Lo riportano fonti del Pentagono alla Cnn. La flotta aerea ha cominciato il trasferimento verso l'aeroporto internazionale Assad, vicino alla base russa Khmeimim, in seguito all'attacco missilistico statunitense alla base di Shayrat in risposta all'attacco chimico siriano del 6 aprile.

La base di Khmeimim è una delle più importanti per l'esercito russo in Siria. La vicinanza alle forze militari di Mosca viene considerato un deterrente a eventuali azioni di Washington contro il regime di Assad.

Fonte: The Post Internazionale

mercoledì 19 aprile 2017

Sparatoria in California, un uomo uccide tre persone

Secondo la polizia locale la persona fermata dagli agenti è mossa dall'odio verso i bianchi e avrebbe urlato “Allah Akbar”

L'uomo potrebbe essere responsabile anche dell'uccisione di un agente avvenuta davanti a un motel giovedì 13 aprile. Credit: Twitter

Tre persone sono morte in seguito a una sparatoria a Fresno, in California. Lo riporta il capo della polizia locale, citato dall'agenzia Associated Press. Secondo le prime indiscrezioni, una persona avrebbe aperto il fuoco motivato da ragioni razziali e, forse, mosso dall'odio verso i bianchi. Tutte e tre le vittime sono bianchi.

Un uomo è stato fermato. Il sospetto è stato identificato come Kori Ali Muhammad, un 39enne che potrebbe essere coinvolto anche nella sparatoria che ha ucciso una guardia di sicurezza davanti a un motel giovedì 13 aprile, secondo quanto riferito dal capo della polizia Jerry Dyer.

“Si tratta di un atto di violenza arbitrario”, ha affermato.

Nel giro di un minuto, secondo Dyer, sono partiti 16 colpi. Poco dopo, un uomo a bordo di un'auto è arrivato al commissariato di polizia denunciando che un suo passeggero aveva subito un colpo di arma da fuoco.

Dyer ha riportato che Muhammad ha espresso odio verso i bianchi e il governo. Secondo il capo della polizia avrebbe urlato “Allah Akbar” prima di sparare ma, secondo Dyer, non è chiaro se si tratti di un attacco terroristico.

L'imam del centro culturale islamico di Fresno ha dichiarato che il sospetto non è un membro del suo centro.

Fonte: The Post Internazionale

Una bomba esplosa ad Aleppo ha ucciso almeno sei persone

L'esplosione è avvenuta nel quartiere di Salaheddin, nella zona sud-occidentale della città. I feriti sono trenta

Nella città è in corso l'evacuazione della popolazione nel quartiere di Rashidin. Credits: Reuters

Una bomba è esplosa il 19 aprile ad Aleppo, in Siria, causando la morte di almeno sei persone e il ferimento di altre trenta. L'esplosione è avvenuta nel quartiere di Salaheddin, nella zona sud-occidentale della città.

L'area è stata al centro dei combattimenti tra i ribelli e le forze governative prima che l'esercito ne riprendesse il controllo nel mese di dicembre 2016. La notizia è stata diffusa dalla televisione di stato. Non è chiaro se si è verificato un attacco o se si è trattato di un ordigno inesploso lasciato dai combattenti.

Non è il primo episodio del genere in quella che è considerata la seconda città della Siria. Aleppo è stata quasi del tutto distrutta dai combattimenti nel corso degli anni.

L'esplosione è avvenuta durante le operazioni di evacuazione della popolazione nella zona di Rashidin, un sobborgo di Aleppo.

Fonte: The Post Internazionale

La portaerei statunitense non si stava dirigendo verso la Corea del Nord

Le informazioni sbagliate sono state probabilmente originate da un problema di comunicazione tra i dipartimenti della Difesa degli Stati Uniti

La portaerei Carl Vinson ha viaggiato verso l'Oceano Indiano per una settimana. Credits: Reuters

La portaerei statunitense Carl Vinson doveva essere in rotta verso la penisola coreana. In realtà ha viaggiato nella direzione opposta per una settimana. La notizia dell'invio della nave da guerra nell'oceano Pacifico era stata data l'8 aprile dall'agenzia Reuters sulla base di alcune dichiarazioni ufficiali, tra le quali quelle del segretario alla Difesa americano Jim Mattis e del capo del comando militare nel Pacifico Occidentale Harry Harris.

La notizia era stata ripresa dalla maggioranza degli organi di stampa internazionali. Anche TPI aveva parlato della tensione militare tra Stati Uniti e Corea del Nord a causa della minaccia nucleare proveniente da Pyongyang. Lo stesso presidente Donald Trump aveva commentato la decisione di inviare “un'armada” nel Pacifico.

Contrariamente a quanto comunicato, il gruppo d'attacco statunitense non si era diretto verso il Pacifico, ma verso l'Oceano Indiano dopo aver attraversato lo stretto di Sunda. Non è ancora chiaro se l'informazione sbagliata sia stata data in maniera deliberata per fare pressioni sul regime nordcoreano – questa la versione del Washington Post – o se si è trattato di un equivoco – come suggerisce il New York Times – dovuto a problemi di comunicazione tra le istituzioni della Difesa a Washington.

La confusione potrebbe essere dovuta al fatto che non era stata precisata la data della partenza delle navi militari alla volta della penisola coreana e che era stata annunciata la decisione dell'annullamento di una delle tappe dell'esercitazione prevista tra Stati Uniti e Australia.

Il confronto tra Washington e Pyongyang si è fatto sempre più serrato. La Corea del Nord ha continuato i suoi test missilistici e il vice presidente statunitense Mike Pence ha ribadito che la Casa Bianca è pronta a ordinare un intervento militare contro Kim Jong-un in caso di emergenza.

Fonte: The Post Internazionale