venerdì 16 settembre 2011

Da domani aumenta tutto!


Domani entra in vigore l’aumento dell’Iva al 21%.

In questo elenco i principali beni per i quali aumenta l’imposta di consumo dal 20 al 21% (Fonte: Ufficio studi Confcommercio Imprese per l’Italia)

- Televisori e prodotti per l’home entertainment
- Macchine fotografiche e videocamere
- Computer desktop, portatile, palmare e tablet
- Autocaravan, caravan e rimorchi
- Imbarcazioni, motori fuoribordo ed equipaggiamento barche
- Strumenti musicali
- Giocattoli, giochi tradizionali ed elettronici
- Articoli sportivi
- Manifestazioni sportive e parchi divertimento
- Stabilimento balneare
- Piscine, palestre e altri servizi sportivi
- Articoli di cartoleria e cancelleria
- Pacchetti vacanza
- Automobili, ciclomotori e biciclette
- Trasferimento proprietà auto e moto
- Affitto garage, posti auto e noleggio mezzi di trasporto
- Pedaggi e parchimetri
- Apparecchi per la telefonia fissa, mobile e telefax
- Servizi di telefonia fissa, mobile e connessioni internet
- Tabacchi
- Abbigliamento e calzature
- Rasoi elettrici, taglia capelli, phon
- Articoli per la pulizia e per l’igiene personale
- Profumi e Cosmetici
- Gioielleria e orologeria
- Valigie e borse e altri accessori
- Servizi di parrucchiere
- Servizi legali e contabili
- Mobili e articoli per illuminazioni
- Biancheria e tessuti per la casa
- Frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forno
- Piccoli elettrodomestici per la casa
- Piatti, stoviglie e utensili per la casa
- Detergenti e prodotti per la pulizia della casa
- Carburanti
- Caffè
- Bevande gassate, succhi di frutta e bevande analcoliche
- Liquori, superalcolici, aperitivi alcolici
- Vini e spumanti

domenica 11 settembre 2011

11 settembre 2001


L'11 settembre 2001 ci fu l'attentato terroristico alle torri gemelle di New York. Sono trascorsi 10 anni. Impossibile dimenticare

giovedì 8 settembre 2011

Che vergogna il giro della padania


Non bastava il giro di Lombardia. Qualcuno ha pensato bene di organizzare anche quello della padania. Non condivido affatto questo giro, che mi da l'impressione di essere solo un modo per fare pubblicità alla Lega, attraverso uno sport molto popolare come il ciclismo. L'Italia ha il suo giro e alcune regioni hanno i propri. Sinceramente non vedo il motivo per cui la padania deve averne uno suo, perchè non esiste! Il motivo è fin troppo semplice.

mercoledì 7 settembre 2011

Né tantomeno pensate


A quanto mi risulta siamo l'unico paese al mondo nel quale l'ufficio stampa del governo si occupa non solo delle dichiarazioni, ma perfino dei pensieri del premier.
Manca solo che ci somministrino qualche precisazione sui sogni erotici, e poi siamo a posto.

martedì 6 settembre 2011

Io questa non l'ho capita


Eh? Cioè? Me la spiegate?

Non si tratta di un fotomontaggio, è tutto incredibilmente vero.

Ma non ha governato quasi sempre lui?

Ecco le parole di Silvio Berlusconi nel 1994: «L’Italia è il Paese che amo». Mentre nel 2011 Berlusconi, alle prese con le sue vicende giudiziarie, vuole andare via da questo «paese di merda».

Se la memoria non mi inganna, dal 1994 ad oggi non ha governato quasi sempre lui? O forse era il suo sosia?

venerdì 2 settembre 2011

Vivisezione in Italia, ecco i numeri della vergogna

La sperimentazione su cavie animali in Italia non si ferma. Anzi raddoppia. La denuncia «di una grave situazione» che si sta venendo a creare è della Lega anti vivisezione (Lav) che sulla base delle informazioni ottenute dal ministero della Salute ha stilato un dossier in cui evidenzia un quadro a dir poco allarmante relativo all’ultimo periodo preso in esame, vale a dire il biennio 2008-2009. Vediamo nel dettaglio gli elementi critici più significativi non prima di aver ricordato che l’analisi della Lav è stata possibile grazie a una storica sentenza del Tar Lazio che ha levato il segreto “istituzionale” su questo genere di statistiche.

Il dato più allarmante secondo l’associazione animalista riguarda il picco di autorizzazioni per gli esperimenti “in deroga”, ovvero l’impiego di cani, gatti e primati non umani, l’utilizzo a fini didattici o il non ricorso ad anestesia. Queste deroghe sono quasi raddoppiate, aumentando da una media di 141 per il biennio del 2007-2009 a 204 per il 2008-2009, sebbene per legge (dl 116/92), dovrebbero rappresentare l’eccezione in quanto regolamentate in modo restrittivo. Nel 2000 erano 98. «Nel merito dei test in deroga autorizzati dal ministero della Salute nel biennio 2008-2009 - osserva la Lav in una nota - continuano a essere svolti anacronistici e fallimentari studi relativi all’uso di droghe, alcol e fumo che tolgono fondi per ricerche incruente e a indispensabili campagne d’informazione sulla prevenzione». Inoltre, «le sperimentazioni senza ricorso ad anestesia sono le più dolorose per gli animali, eppure nel 2008-2009 sono state effettuate ben 350 procedure senza il impiegare alcuna forma di lenizione: esperimenti che hanno inflitto agli animali intensi e prolungati livelli di dolore».

La mappa delle deroghe è concentrata soprattutto nel centro-nord Italia. «Le regioni con il maggior numero di procedure autorizzate rimangono: Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia e Veneto. Mentre, sono in totale undici i nuovi stabilimenti utilizzatori autorizzati dal ministero della Salute nel 2008-2009 a fare ricerca su animali, per un totale nazionale che supera i 600 stabilimenti». Come se non bastasse c’è stato anche un sensibile aumento dell’uso sperimentale di alcune specie nel triennio 2007-2009 rispetto al 2004-2006. In particolare: suini, caprini, scimmie, uccelli, rettili, pesci e altri mammiferi.

Rispetto alla sperimentazione animale senza anestesia, la Lav sottolinea che «gli animali sono vigili sia durante l’esperimento, che comporta fratture, incisioni, innesti, investigazioni sul cervello ecc., che durante tutto il percorso post-operatorio, iter al termine del quale gli animali vengono soppressi. Lo stesso accade nel caso di inquietanti investigazioni psichiatriche su primati senza anestesia, negli esperimenti di xenotrapianto dove le scimmie vengono utilizzate come bacini di organi e nelle stimolazioni cerebrali profonde, con elettrodi, su maiali non anestetizzati». Se il quadro italiano è sconfortante, la situazione in Unione europea non è da meno. In alcuni Paesi il numero degli animali utilizzati e soppressi nei laboratori non tende a diminuire, anzi raggiunge la stratosferica cifra di 12 milioni, con incrementi del 50 per cento delle sperimentazioni. Un triste primato che vede in testa Francia, Inghilterra e Germania.

«Eppure - chiosa l’associazione - esistono centinaia di metodi alternativi di grande efficacia (modelli informatici, analisi chimiche, indagini statistiche come l’epidemiologia e la metanalisi, organi bioartificiali, microchip al Dna, microcircuiti con cellule umane) e altri potrebbero essere messi a punto investendo di più in questo innovativo settore della ricerca. Anni fa sembrava utopia fare ricorso a test senza animali, eppure oggi come emerge dai dati dell’Istituto superiore di sanità il 70 per cento della ricerca biomedica, ovvero della biologia della medicina, non fa uso di animali. Così come per verificare la contaminazione batterica di farmaci, per i test di gravidanza, per diversi test di tossicità su sostanze chimiche (assorbimento cutaneo, mutagenesi e genotossicità, fototossicità, embriotossicità), in molti casi di verifiche igienico-sanitarie su alimenti o in molte esercitazioni a scopo didattico».

«Lascia amaramente stupiti - afferma Michela Kuan, responsabile nazionale Lav settore vivisezione - che vi sia un consistente aumento del ricorso a test invasivi e dolorosi e una crescita degli impianti autorizzati, nonostante lo scenario scientifico nazionale ed europeo sia sempre più orientato alla promozione di metodi sostitutivi all’impiego di animali. I nuovi dati 2008-2009 - aggiunge la biologa - contraddicono l’andamento lievemente decrescente del numero di animali utilizzati negli ultimi dieci anni nei laboratori nazionali, che comunque supera la spaventosa cifra di 800 mila animali all’anno, e sono in contrasto tanto con l’impegno delle istituzioni verso una politica di tutela degli animali quanto con l’opinione pubblica sempre più contraria alla sperimentazione su di essi».

In Italia, ricorda inoltre Kuan, «il principio per il quale il metodo alternativo deve essere preferito all’impiego di animali, stabilito dall’articolo 4 del dl 116/92, viene del tutto ignorato sia dall’utilizzatore di animali che dal ministero della Salute: una situazione che va peraltro a tutto danno della ricerca biomedica italiana e che riteniamo debba essere presto cambiata. Un’inversione di rotta indispensabile anche alla luce del recepimento della nuova direttiva 2010/63Ue». Occasione questa «che non deve essere assolutamente sprecata dal ministero e dagli enti governativi per supportare in Italia una nuova ricerca all’avanguardia, che tuteli i pazienti umani ma anche gli animali». Kuan conclude la sua disamina lancia un appello: «Al Governo, al Parlamento e al settore della ricerca chiediamo un maggiore impegno verso lo sviluppo di metodi alternativi, un ambito sperimentale che avanza con successi concreti e utili per la salute umana rendendo l’uso degli animali una pratica sempre più obsoleta ed ingiustificabile».

Fonte: Terranews