martedì 7 settembre 2010

Angelo Vassallo, morto ammazzato dalla camorra

La storia che vi raccontiamo oggi è molto triste. Siamo ad Acciaroli, un piccolo paesino della provincia di Salerno, affacciato sul mare e molto frequentato durante la stagione estiva. Ma purtroppo, come succede in molti paesini del Sud, anche qui per vivere bene c’è bisogno di stare zitti, far finta di non sapere dinanzi alla criminalità e alla camorra.

Il sindaco del paese Angelo Vassallo è stato ucciso stanotte mentre era alla guida della sua auto. Vassallo era una brava persona e si batteva per la legalità e contro le ingiustizie. Privilegiava la difesa dell’ambiente e non gli abusi edilizi rendendo le zone da lui amministrate le più ambite del circondario. E' stato ammazzato dalla camorra, proprio per questo.

Basta un colpo per uccidere un uomo. Ma una raffica di colpi in rapida successione significa che si è trattato di qualcosa in più. L’uccisione di un’idea, una mentalità positiva, nuova, pulita, fresca che alla camorra non piace.

lunedì 6 settembre 2010

domenica 5 settembre 2010

Il nuovo leader del centrosinistra

Nell’opposizioneNuovo Ulivo, Alleanza democratica, insomma quella lìimpazza il totoleader. Bersani, Vendola, Di Pietro, Chiamparino? Oppure, guardando alle amministrative, Pisapia, Boeri?

Chiunque sia, sappiamo già come andrà a finire: verrà impallinato dal suo stesso schieramento un secondo dopo aver vinto le primarie (ammesso che siano fatte).

La dirigenza del PD è quindi in cerca di un nome che possa mettere tutti d’accordo, ma l’impresa si sta rivelando disperata perché il tiro al piccione, sport preferito dal centrosinistra, stavolta è iniziato non un secondo dopo, ma un mese prima delle primarie.

Ecco alcune candidature già avanzate.

Camillo Benso detto “il Cavour”
Potrebbe mettere d’accordo i moderati laici e i riformisti di sinistra. Perplessità rimangono nell’area cattolica (per lo slogan “Libera Chiesa in libero Stato”) e in quella vicina alla Fiom (per le sue origini nobiliari), mentre Il Fatto Quotidiano, Di Pietro e il popolo viola contestano un evidente conflitto di interessi e procedure poco chiare nell’appalto assegnato, qualche annetto fa, all’ingegner Noè per la costruzione del canale di bonifica delle risaie ticinesi.

Luigi Einaudi
Proposto dal think tank di Enrico Letta. Dura polemica dalla sinistra radicale dopo la sua uscita sull’eccesso di statalismo che rischierebbe di impigrire l’individuo. Beppe Grillo lo ha attaccato duramente sul suo blog (chiamandolo “Berlusconaudi”) perché non avrebbe una posizione chiara sullo sviluppo di fotovoltaico ed eolico.

Piero Gobetti
Il leader dei giovani liberaldemocratici è sostenuto da uno schieramento trasversale, ma il percorso è tutto in salita, soprattutto per l’ostracismo dei vertici piddini. Massimo D’Alema ha dichiarato pubblicamente che “non è ancora maturo per incarichi di alto livello, ma verrà il suo tempo, stia al suo posto e non abbia fretta”. Dopo questa autorevole bocciatura, Veltroni e Parisi hanno dichiarato la propria disponibilità ad appoggiarlo.

Giacomo Matteotti
Ecco un nome che sembrava mettere tutti d’accordo: integerrimo difensore delle istituzioni, come piace ai sostenitori della Costituzione; specchiata moralità, come richiesto dall’Italia dei Valori; esponente della sinistra riformista, come auspicato dagli ex ds e dagli ex socialisti; del nord padano, come desiderato da Chiamparino e Cacciari. Tuttavia, la sua dichiarazione di politica tributaria in base alla quale “in una società socialista il profitto del capitale appartiene alla collettività” ha sollevato un vespaio in seno alla coalizione e fatto schizzare in alto i sondaggi favorevoli a Berlusconi che ha subito lanciato un nuovo “no tax day”.

Palmiro Togliatti
Rilanciato da Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero che, per solleticare l’elettorato cattolico, hanno pure ricordato la sua posizione sull’articolo 7 della Costituzione. Ma UdC, rutelliani ed ex margheriti non hanno abboccato all’amo, per Bersani appare troppo sbilanciato a sinistra, mentre Di Pietro ha annunciato che non voterà mai uno che, come lui, è favorevole alle amnistie.

Alcide De Gasperi
Proposto dagli ex diesse che fanno capo a Piero Fassino e subito appoggiato con entusiasmo dai dalemiani. I moderati hanno detto di sì, ma grillini, popolo viola e dipietristi contestano una certa tendenza all’inciucio da parte del politico trentino e sono corsi a fischiarlo alla festa democratica di Torino.

Oreste Zanobini
Studente al settimo anno fuoricorso di Lettere e Filosofia, non si perde un corteo di protesta e un girotondo in difesa della legalità ed è il candidato proposto dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Un emerito sconosciuto per dare un segnale di grande rinnovamento della politica. Tuttavia, dopo che un’inchiesta di Peter Gomez sul Fatto Quotidiano ha messo in dubbio la sua correttezza quando ha sostenuto l’esame di filologia romanza con un professore rivale di Paolo Flores d’Arcais, il popolo delle agende rosse e la corrente di De Magistris si sono riservati di esprimere un nome alternativo.

Fonte: Nonunacosaseria

sabato 4 settembre 2010

Ratzinger sa che senza casa e lavoro non si mangia?


Il Papa nel suo messaggio rivolto ai giovani per la Giornata mondiale della Gioventù dice: "Casa e lavoro non sono tutto. I veri valori risiedono nel Vangelo".

Facile dirlo per chi è coperto di oro, possiede il 23% degli immobili italiani e che il lavoro non ha idea di cosa sia. E non mi sembrano neanche parole tanto confortanti sinceramente. Dio, per chi crede, è importante ma senza casa e senza lavoro purtroppo non si mangia. Il Papa lo sa questo?

venerdì 3 settembre 2010

Il sindaco virtuoso non si ferma

Circa tre settimane fa il sindaco di Camigliano, paese del casertano, Vincenzo Cenname, veniva rimosso dal suo incarico per non aver applicato la legge 26/2010 la quale stabilisce che, superata l’emergenza rifiuti, la gestione del ciclo, in Campania, venga affidata a società provinciali. Cenname non ha trasmesso gli archivi afferenti alla Tarsu e alla Tia alla Provincia di Caserta, così come previsto dalla legge, e il 3 agosto il presidente Napolitano ha firmato il decreto per la rimozione del primo cittadino. Cenname aveva portato Camigliano al 65% di differenziata e aveva attuato una serie di provvedimenti che hanno eletto il paese di 1800 anime a comune virtuoso.

Come si sente, ora?
Amareggiato e con più tempo libero, visto che il mio impegno politico non è più di 24 ore su 24. Ma non ho deciso di arrendermi e sto valutando la possibilità di ricorrere al Tar contro un provvedimento che ritengo essere un mix di illegalità. Potevamo anche scegliere la strada delle nuove elezioni, ma non deve passare inosservato quello che si sta facendo in Regione.

Cosa prevede la legge 26 e perché non ha voluto applicarla?
Si tratta in pratica di un processo di privatizzazione della gestione dei rifiuti, con un inevitabile aumento delle spese a carico dei cittadini. Dopo 16 anni di disastri ambientali, privatizzare la raccolta dei rifiuti, affidandola probabilmente a delinquenti non è quello che meritano i cittadini. In questo modo si nega il controllo alle amministrazioni.

Si aspettava questo provvedimento?
Mi aspettavo il commissariamento, ma non la rimozione dal mio incarico. È stato fatto tutto talmente in fretta, sia dal prefetto che dal ministro, che ora è paradossale che la Provincia in una delibera abbia evidenziato i limiti e i difetti della legge. In pratica quello che dicevo io! Metteremo anche questo nel ricorso che preparerò insieme ai miei avvocati.

Quindi andrà avanti?
Voglio finire il mio mandato. Poi lascerò la politica. Io e la mia giunta abbiamo ancora tanto da fare, prima di tutto in un paese in cui il tasso di crescita urbana è pari a zero vogliamo creare un grande parco eolico, proprio perché la questione ambientale è quella che ho avuto più a cuore e perché ho ricevuto tanto sostegno e solidarietà dagli abitanti di Camigliano. Ma quando ho visto la firma del Presidente non ho saputo più in cosa credere. Posso capire la reazione della Provincia e del Prefetto, perché in quel territorio ho dato “fastidio”. Ma dal Colle non me l’aspettavo. Con tutta questa celerità peraltro, in circa dieci giorni è successo tutto. In un periodo mediatico morto, è stato fatto passare tutto nel silenzio. La cosa che più mi fa male è sapere che, in un territorio difficile come il nostro, chiunque sia vittima di un provvedimento come quello che ho subito io viene accomunato subito alla criminalità organizzata. La mia non voleva essere opposizione alla legge, ma coerenza dovuta verso il lavoro che stavo portando avanti e le persone che mi hanno votato.

Fonte: Terranews

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giovedì 2 settembre 2010

Casa Pound, slogan nazisti choc contro i disabili


Dall’estrema destra slogan choc contro i disabili. E’ successo alla Festa della Primavera organizzata nella sua sede di via della Farnesina, nel XX municipio, dalla cooperativa Effetto Natura. Una festa per le famiglie dei ragazzi disabili e non. Appena lo vede e capisce quello che c'è scritto sopra Davide si mette a piangere. Si guarda intorno: tra i suoi amici facce smarrite, espressioni incredule. E laggiù, sotto quello striscione su cui è scritto "Travestiti da disabili, ma con le pance piene, siete sempre e solo iene", indifferenza e tracotanza. Piange. E tra le lacrime dice: «Io non sono travestito da disabile. Io sono Down».

È successo sabato, alla Festa della Primavera organizzata nella sua sede di via della Farnesina, nel XX municipio, dalla cooperativa Effetto Natura. Una festa per le famiglie dei ragazzi disabili e non che in questi mesi hanno lavorato insieme: erano più di 300 con le loro famiglie e i loro amici. Stavano tutti percorrendo il Sentiero delle Stelle o il Giardino delle Farfalle, i due progetti realizzati insieme, quand´ecco che sono arrivati: 20 persone di Casa Pound e del Blocco Studentesco. Hanno innalzato il loro striscione mentre noi scout, racconta Virgilio, «ci siamo messi intorno all´ingresso. Alcuni di quei ragazzi, infatti, sono noti nel quartiere: teste calde, pronti a menare le mani».

Andrea Antonini, consigliere de La Destra del XX municipio e coordinatore regionale di Casa Pound Italia, ha poi spiegato che la protesta è nata per la «finta inaugurazione di un centro disabili», che la giunta Veltroni, «per il tramite della sua delegata alla disabilità, Ileana Argentin» ha voluto assegnando «uno dei pochi spazi pubblici del XX Municipio», «non si sa bene su quali basi», visto che da quando ha inaugurato (ottobre 2008) non ha fatto «un solo giorno di attività finalizzata all´accoglienza dei disabili». «Usare questo atteggiamento demagogico e presentarsi in quel modo davanti a ragazzi con sofferenze vere è una vergogna» ha detto Ileana Argentin. «Un atteggiamento che esprime solo arretratezza culturale e assoluta mancanza di solidarietà». Flavia Caruso, ideatrice della cooperativa (e madre di un ragazzo Down di 15 anni), nonché naturalista e responsabile dei progetti di educazione e formazione ambientale dell´ufficio scolastico regionale del Lazio, ha poi spiegato che «quando individuammo questo terreno era in completo stato di abbandono. C´era un capannone ricoperto di eternit (amianto) e per il resto l´area era un vero immondezzaio. Era il 2005. Alla fine siamo entrati nell´ottobre dello scorso anno, pochi mesi fa. Non abbiamo finanziamenti, si regge tutto sul volontariato. Tra i soci» continua la Caruso, «ci sono anche disabili. Il nostro obiettivo è l´integrazione: far lavorare insieme disabili e non. Come è successo con il Sentiero delle Stelle, realizzato da scout e Down».

Fonte: Bella Ciao

L’Italia dimenticata in carcere

Daniele Franceschi, il 36enne di Viareggio morto il 25 agosto nel carcere francese di Grasse, ufficialmente per un infarto, era uno dei quasi 3.000 italiani detenuti all’estero.

Il caso di Angelo Falcone è emblematico. Il 9 marzo 2007 si trovava in India per una vacanza assieme al connazionale Simone Nobili. Alloggiavano in una casa, affittata per pochi euro, quando la polizia fece irruzione nell’abitazione. Non trovò nulla ma li arrestò lo stesso. Le forze dell’ordine dichiareranno poi di averli fermati per strada, assieme a due indiani, con 18 chili di hashish. Così nel 2008 vengono condannati a 10 anni di reclusione ciascuno. Rinchiusi nel carcere di Mandi, nel nord del Paese, ne sconteranno oltre tre anni prima dell’assoluzione, della riconsegna del passaporto e del rientro in Italia avvenuto nel maggio scorso. Per più di 36 mesi hanno dormito a terra con una coperta, mangiato solo riso e lenticchie e contratto diverse infezioni.

Simone Renda, purtroppo, è invece morto dietro le sbarre. Il giovane bancario di Lecce, allora 34enne, era in Messico per una vacanza. Il primo marzo del 2007 venne prelevato dalla polizia all’hotel Posada Mariposa di Playa del Carmen. Le forze dell’ordine, chiamate dal personale dell’albergo, credevano che Renda fosse in preda ai fumi dell’alcool o delle droghe e invece lo stato confusionale era dato da un malore. Viene arrestato, proprio quel giorno che un aereo da Can Cun lo avrebbe riportato in Italia. All’ingresso in carcere diagnosticano uno stato di disidratazione e un malessere. Viene anche suggerito un elettrocardiogramma, con trasferimento in ospedale, e somministrato un ipertensivo. Ma Renda uscirà dal carcere soltanto da cadavere la mattina del 3 marzo, sei ore dopo la scadenza del limite di 36 ore fissato per la carcerazione preventiva. Era già morto da diverse ore. La procura di Lecce sta indagando i responsabili del carcere messicano per omicidio volontario.

Gli italiani detenuti all’estero sono 2.905, di cui 1.842 già condannati (il 63,4%), mentre 1.063 (36,6%) in attesa di giudizio o dell’estradizione verso l’Italia. I dati, aggiornati al 31 dicembre 2009, sono del ministero degli Esteri. Ma secondo l’associazione Prigionieri del silenzio che si occupa della tutela dei diritti degli italiani arrestati all’estero, nelle prigioni straniere sarebbero circa 3.000 i nostri connazionali. Calcolando che per ognuno almeno altre dieci persone tra amici e parenti vivono questa problematica, sono circa 30mila gli italiani coinvolti indirettamente.

Tornando ai dati ufficiali, nelle carceri europee ci sono 2.428 italiani (l’83,5%). Di questi 926 sono in attesa di giudizio. I Paesi con il più alto numero di italiani detenuti sono Germania (1.079), Spagna (458), Francia (231), Belgio (202), Regno Unito (192) e Svizzera (131). Fuori dall’Europa 384 connazionali sono nelle Americhe, in Asia e Oceania 55, tra Mediterraneo e Medio Oriente 35, nell’Africa sub-sahariana 3. Il numero più elevato è negli Stati Uniti (91), seguito da Venezuela (66), Perù (58), Brasile (54), Colombia (30) e Australia (30).

Fonte: Terranews

mercoledì 1 settembre 2010

"D'altra parte non puoi neanche arrestarli": così Dell'Utri dopo la contestazione di Como



D'altra parte non puoi neanche atta...arrestarli no? Eh allora...eh eh eh"
(Marcello Dell'Utri, 30 agosto 2010)

Il Senatore Dell'Utri ha inventato una nuova legge.
Si chiama "l'anti-contrappasso".

Questa particolare legge riprende un po' la celebre legge del contrappasso dantesco, e cioè quel principio che nell'Inferno della Divina Commedia regolava la pena che colpiva i rei mediante il contrario della colpa o per analogia ad essa.

La legge dell'anti-contrappasso dellutriano invece, è un principio che regola una pena prevista per il fondatore della stessa, ma che si propone o auspica per chiunque lo contesti.