lunedì 26 aprile 2010

Vent’anni di incidenti


Il 26 aprile del 1986, alle ore 1.23, nel corso di un test “di sicurezza” (sic!), nella centrale ucraina di Chernobyl, un brusco e incontrollato aumento della temperatura del nocciolo del reattore innescò una fortissima esplosione. Il coperchio dell’impianto saltò. Una nube radioattiva contaminò un’area vastissima, raggiungendo anche l’Europa. Fonti ufficiali parlano di 65 morti accertati e 4mila presunti. In realtà, studi scientifici, osteggiati dalle multinazionali del nucleare, hanno rivelato che le conseguenze furono immensamente più gravi. E contro questa cortina del silenzio, proprio nel giorno in cui si ricorda in tutto il mondo questa tragedia, Terra ha scelto di ricostruire e pubblicare l’elenco degli incidenti nucleari, meno o affatto noti, avvenuti nel mondo negli ultimi vent’anni. Per ricordare e, soprattutto, per sapere.

2000, 5 gennaio, Francia. Centrale di Blayais, una tempesta costringe a fermare 2 reattori per allagamento.

2000, 27 gennaio. Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radia zione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.

2000, 15 febbraio, Usa. Reattore Indian Point 2, fuga vapore radioattivo.

2001 Germania. Esplosione di una parte dell’impianto di Brunsbuettel.

2003, aprile. Paks (Ungheria). L’unità numero 2 del sito nucleare di Paks (l’unico in Ungheria) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di un’esplosione nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze. 2004, 9 agosto, Giappone. Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, è costata la vita a quattro operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello sfruttamento dell’energia nucleare a fini civili in Giappone. L’azienda Kansai Electric Power, che gestisce la centrale, si è affrettata a comunicare che non c’è stata contaminazione radioattiva.

2004, 9 agosto, Giappone. A quanto ha riferito l’agenzia Kyodo, le fiamme sono divampate nel settore dove vengono smaltite le scorie, adiacente al reattore numero 2, in un impianto situato nella prefettura di Shimane. Anche in questo caso non c’è stata alcuna fuga radioattiva. 2004, 9 agosto, Giappone. Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell’impianto di FukushimaDaini è stato fermato per una perdita d’acqua.

2005, aprile, Gran Bretagna. Sellafield. Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici. 2006, maggio, laboratori Enea della Casaccia, Italia. Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo 4 mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.

2006, maggio, Mihama, (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.

2006, 26 luglio, Oskarshamn, Svezia. Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.

2006, 7 ottobre, Kozlodui, Bulgaria. Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.

2007, 28 giugno, Kruemmel, Germania. Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività dell’impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel. Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali.

2007, 16 luglio, Kashiwazaki, Giappone. La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma “è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il terremoto provoca un grosso incendio, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.

2008, giugno 4, Krsko, (Slovenia). Alle ore 17.38 ora italiana il sistema d’allerta del’European Community Urgent Radiological Information Exchange ha ricevuto un’informativa dalla Slovenia su un incidente alla centrale nucleare di Krsko, 130 km in linea d’aria da Trieste. Sono state attivate le procedure di spegnimento del reattore.

2008, luglio 23, Francia. Cento operai della centrale nucleare del Tricastin sono stati contaminati ”leggermente” da elementi fuorusciti da una tubatura nel reattore numero 4, fermo per manutenzione.

2008, luglio 29, Grenoble, Francia. Nuovo allarme alla centrale nucleare di Tricastin. Un centinaio di impiegati sono stati sgomberati dall’impianto a causa dell’allarme lanciato dopo una nuova fuoriuscita di polvere radioattiva dal reattore No4.

2008, Agosto 24, Vandellos (Spagna). L’impianto nucleare Vandellos II in Catalogna, è stato fermato per un incendio, che è stato domato. L’autorizzazione dell’impianto scade nel 2010.

2008, settembre 24, Cherbourg (Francia). Un incidente nucleare di livello 1 su una scala da 0 a 7, è avvenuto all’interno di un impianto a La Hague, in Normandia. L’incidente, con un versamento di materiale, si è prodotto in un impianto per il riprocessamento del combustibile atomico.


Fonte: www.fisicamente.net

4 commenti:

Alessandro Cavalotti ha detto...

26 aprile 2010: accordo sul nucleare del meraviglioso duo Berlusconi-Putin. Il modo migliore per festeggiare l'anniversario di Chernobyl.

duhangst ha detto...

Un tempismo perfetto per mandare avanti il nucleare.

Anonimo ha detto...

Tutto il mondo e' paese... ma se in queste nazioni evolute ci sono stati tutti quegli incidenti, qua in italia in cui prendiamo le scorie dagli altri e le nascondiamo nei fiumi e nei parchigiochi... cosa succedera' ?

Marco ha detto...

Il reattore di Chernobyl non è esploso per "un test di sicurezza" bensì per un esperimento che non era nemmeno autorizzato.