sabato 23 settembre 2017

Un’altra scossa di magnitudo 6.2 ha colpito il Messico

La scossa, registrata nel sud del paese e avvertita anche a Città del Messico, arriva a pochi giorni da un devastante sisma che ha causato la morte di almeno 293 persone


Un’altra scossa di magnitudo 6.2 ha colpito il sud del Messico sabato 23 settembre 2017. È la terza significante scossa questo mese. L’epicentro è stato registrato nello stato meridionale di Oaxaca, a 32 chilometri di profondità, secondo quanto dichiarato dall’Istituto di sismologia statunitense.

La scossa è stata avvertita anche nella capitale Città del Messico, che si trova a circa 400 chilometri a nord dall’area dove si è verificato l’epicentro. Alle 07:53 del mattino (le 14:53 in Italia) gli abitanti hanno avvertito gli edifici oscillare.

Il 19 settembre il paese era stato colpito da un altro forte terremoto di magnitudo 7.1 che ha provocato la morte di almeno 293 persone. Il sisma ha causato gravi danni ad almeno 3mila edifici.

Il terremoto è avvenuto il giorno dell’anniversario del terribile terremoto di magnitudo 8.0 che colpì il paese il 19 settembre del 1985, causando la morte di almeno 5mila persone.

Fonte: The Post Internazionale

L’Iran ha annunciato di aver testato un missile balistico

Il missile, esposto durante una parata militare, ha un raggio di 2mila chilometri e potrebbe portare numerose testate secondo quanto riportano i media statali

Il presidente iraniano Hassan Rouhani. Credit: Reuters

L’Iran ha annunciato di aver testato con successo un nuovo missile balistico con un raggio di 2mila chilometri, esposto durante una parata militare venerdì 22 settembre. Si tratta del missile “Khorramshahr”, che secondo Teheran potrebbe portare numerose testate. Ad annunciare il test sono stati i media statali iraniani sabato 23 settembre.

La rete televisiva Irib ha trasmesso alcune riprese del missile, senza però specificare il luogo e il momento in cui erano state girate, come riporta l’agenzia Reuters.

La notizia del test provocherà probabilmente una reazione da Washington, dal momento che il presidente statunitense Donald Trump si è espresso in modo critico nei confronti dell’Iran durante il suo discorso di fronte all’Assemblea generale Onu.

Fonte: The Post Internazionale

venerdì 22 settembre 2017

Un nuovo grave naufragio nel Mediterraneo

Un barcone si è ribaltato al largo di Sabratha, la città al centro del traffico di questi mesi: ci sono un centinaio di dispersi

(TAHA JAWASHI/AFP/Getty Images)

Un naufragio di un barcone è avvenuto al largo di Sabratha, la città costiera da dove negli ultimi tempi parte la maggior parte di barche e gommoni di migranti (e che è la sede delle milizie con cui il governo italiano avrebbe stretto un accordo per ridurre le partenze). Secondo informazioni raccolte dall’ufficio libico dell’agenzia ONU per i rifugiati, la nave era partita circa una settimana fa dalla zona ovest di Tripoli, ed era rimasta per giorni alla deriva prima di ribaltarsi. Associated Press parla di cinque morti accertati e almeno 90 dispersi. Secondo Nancy Porsia, esperta di Libia, al naufragio sono sopravvissute 16 persone.

A luglio e agosto gli arrivi di migranti via mare in Italia erano nettamente diminuiti. Alcuni analisti hanno attribuito il calo all’accordo fra governo italiano e milizie libiche, stato smentito più volte dal governo italiano. La scorsa settimana però c’è stata una ripresa delle partenze: circa 3.000 migranti sono stati intercettati dalla Guardia costiera libica, mentre duemila sono stati soccorsi dalle autorità italiane.

Fonte: Il Post

L’uragano Maria ha causato almeno 15 morti sull’isola di Dominica, nei Caraibi

La tempesta si è abbattuta su Guadalupa, Isole Vergini Americane, Porto Rico e Repubblica Dominicana e si trova ora al largo delle isole Turks e Caicos

Il passaggio dell'uragano Maria ha danneggiato quasi il 90 per cento delle abitazioni sull'isola di Dominica. Credit: Reuters

Almeno 15 persone sono morte e 20 risultano disperse sull’isola di Dominica, a seguito del passaggio dell’uragano Maria, che l’ha investita in pieno lunedì 18 settembre 2017.

Finora, l’uragano ha causato la morte di almeno 33 persone, 15 a Porto Rico, due sull’isola di Guadalupa, 15 in Dominica e una nelle isole Vergini americane.

A riferirlo è stato lo stesso primo ministro dello stato insulare caraibico, Roosevelt Skerrit. “È un miracolo che il bilancio delle vittime non conti centinaia di morti”, ha detto Skerrit a una televisione locale.

Il primo ministro ha passato le ultime 24 ore a ispezionare i danni causati sull’isola dalla tempesta. “La devastazione è stata brutale, non avevamo mai visto nulla del genere”.

Fonte: The Post Internazionale

La Corea del Nord potrebbe testare una bomba H nel Pacifico

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha definito Trump un “folle rimbambito” e ha detto che pagherà per le minacce di distruggere la Corea del Nord

Credit: KCNA

La Corea del Nord ha annunciato venerdì 22 settembre che potrebbe testare una bomba a idrogeno nel Pacifico dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di distruggere il paese nel suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha definito il presidente statunitense una persona “folle” e ha detto che pagherà per le sue minacce.

“Ora che Trump ha negato l’esistenza e insultato me e il mio paese di fronte agli occhi del mondo e ha fatto la più feroce dichiarazione di guerra nella storia, dicendo che avrebbe distrutto la Corea del Nord, prenderemo in seria considerazione l’esercizio del più alto livello di contromisure corrispondenti nella storia”, ha detto Kim Jong Un.

Il leader di Pyongyang non ha specificato però che tipo di misure intenda mettere in atto contro gli Stati Uniti. Il messaggio di Kim Jong Un si è concluso con un attacco diretto a Trump: “Domerò sicuramente e definitivamente quel rimbambito folle statunitense con il fuoco”, ha detto il capo della Corea del Nord.

Secondo Reuters si è trattato del primo caso in cui l’agenzia di stato nordcoreana KCNA ha citato direttamente le parole di un leader nordcoreano.

La notizia del possibile uso della bomba a idrogeno (o bomba H) nell’Oceano Pacifico è invece arrivata dal ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho, che ha parlato di un test su una scala “senza precedenti”, ed è stata riportata dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Parlando ai giornalisti a New York, Ri Yong Ho ha riferito di non sapere quali sono esattamente i pensieri di Kim Jong Un.

All’inizio di questa settimana, nel suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Trump si era rivolto al leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, chiamandolo “rocket man”, e definendo il lancio del missile balistico del 15 settembre “una missione suicida”.

Secondo il presidente degli Stati Uniti, Pyongyang è una minaccia per tutto il mondo e, nonostante l’approvazione unanime delle sanzioni imposte alla Corea del Nord l’11 settembre, tutte le nazioni hanno il dovere di “fare di più”. Trump ha aggiunto: “Se gli Stati Uniti saranno minacciati, non avremo altra scelta che distruggere totalmente la Corea del Nord”.

Stati Uniti e Corea del Sud hanno svolto lunedì 18 settembre esercitazioni militari congiunte. La Corea del Sud, alleata degli Stati Uniti, è facilmente raggiungibile per le armi nucleari e convenzionali di Pyongyang, per cui un’azione militare contro la Corea del Nord potrebbe provocare molte vittime su entrambi i fronti.

Lunedì 11 settembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità una risoluzione che impone nuove sanzioni economiche alla Corea del Nord dopo il suo ultimo test nucleare.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 21 settembre 2017

L’uragano Maria ha causato il black out totale dell’isola di Porto Rico, nei Caraibi

La tempesta, ora declassata a categoria 3, si è abbattuta sulle coste del territorio statunitense il 20 settembre, provocando la morte di almeno una persona

L'uragano Maria ha colpito Porto Rico il 20 settembre 2017. Credit: NASA

Il passaggio dell’uragano Maria ha bloccato le infrastrutture energetiche dell’isola di Porto Rico, causando la morte di una persona, colpita dai detriti lanciati in aria dai forti venti, e lasciando senza elettricità l’intero territorio statunitense, abitato da oltre tre milioni di persone.

La tempesta ha colpito le coste dell’isola nella giornata di mercoledì 20 settembre, dopo che nei giorni precedenti aveva già portato i propri venti e le forti piogge sulle isole Vergini statunitensi, sullo stato insulare di Dominica e sull’isola di Guadalupa, un dipartimento d’Oltremare francese, causando almeno nove morti.

L’uragano, declassato a categoria 3, si sta ora dirigendo verso la Repubblica Dominicana e le isole di Turks e Caicos, in direzione nord – nordest.

Porto Rico era stata risparmiata dall’uragano Irma, che non l’aveva colpita direttamente. La tempesta Maria ha invece investito in pieno l’isola.

I venti che hanno interessato il territorio statunitense soffiavano ad oltre 230 chilometri orari, tanto che sono riusciti a sfondare alcune porte dei rifugi messi a punto dalle autorità per proteggere la popolazione allertata.

Le autorità statunitensi avevano diramato un’allerta alluvione a causa dell’innalzamento del livello dei fiumi, in particolare nella parte orientale dell’isola. Il National Hurricane Center ha riferito che “inondazioni catastrofiche” hanno interessato oltre metà dei Porto Rico.

Il Rio Grande de Manati, un corso d’acqua che attraversa l’isola, ha battuto il proprio record nei pressi della città di Ciales, al centro del territorio statunitense. Le sue acque hanno raggiunto quasi gli otto metri.

Abner Gómez, a capo dell’agenzia di gestione delle catastrofi, ha affermato che è stato interrotto il servizio a tutte le utenze elettriche dell’isola di Porto Rico. Nonostante l’isola si fosse preparata all’arrivo dell’uragano, organizzando rifugi per la popolazione, il governatore Ricardo Rossello ha riferito che una persona è morta a causa dei detriti volanti portati dalla tempesta.

Secondo quanto riferito dallo stesso governatore Rossello sul suo profilo Twitter ufficiale, oltre 10mila persone e quasi 200 animali domestici hanno trovato rifugio nelle ore immediatamente precedenti l’arrivo di Maria, nelle oltre 500 strutture dedicate agli abitanti in fuga dalla tempesta.

Finora, l’uragano ha causato la morte di almeno 10 persone, una a Porto Rico, due sull’isola di Guadalupa e sette in Dominica. Si tratta del secondo uragano che colpisce i Caraibi questo mese, dal momento che la tempesta Irma ha già provocato 37 morti e miliardi di dollari di danni.

Fonte: The Post Internazionale

L’avvocato della famiglia Regeni al Cairo è stato torturato e rimarrà in carcere

"Gli sono stati tolti tutti i vestiti e il suo corpo è stato sottoposto a scosse elettriche. È in isolamento, senza energia elettrica, e la cella è piena di spazzatura", riferisce a TPI Mohammed Lotfy

Ibrahim Metwally

Il 13 settembre era stata confermata la decisione dell’Egypt’s State Security Prosecution (SSP), il tribunale di sicurezza nazionale legato al ministero dell’Interno egiziano, di tenere prigioniero per giorni Ibrahim Metwally, avvocato del team legale della famiglia Regeni al Cairo.

Mohammed Lotfy, responsabile della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (ECRF), ha dichiarato a TPI che oggi è stata deciso il rinnovo della detenzione per altri 15 giorni.

“Metwally ha raccontato ai nostri avvocati di aver subito torture durante il suo periodo di detenzione nella sezione di massima sicurezza Scorpion, del carcere di Tora, a sud del Cairo”, ha detto Lotfly.

“Gli sono stati tolti tutti i vestiti e il suo corpo è stato sottoposto a scosse elettriche. È in isolamento, senza energia elettrica, e la cella è piena di spazzatura”.

Inoltre, secondo quanto riporta Lotfy, un comitato delle autorità per gli investimenti, accompagnato da responsabili della sicurezza statale e dalla polizia, ha fatto irruzione nel suo ufficio di ECRF.

“Hanno annunciato di voler chiudere la società e porla sotto sigilli. L’avvocato che era presente al momento dell’irruzione ha spiegato loro che si tratta di un studio legale e solo per questo motivo al momento hanno desistito”.

Lotfy, che ha collaborato e tuttora collabora con Ibrahim Metwally al caso di Giulio Regeni, ha spiegato che il comitato ha annunciato l’intenzione di tornare la prossima settimana.

Lo stesso comitato aveva ispezionato gli uffici di ECRF a ottobre del 2016, pubblicando una relazione nella quale si rilevava nello studio la presenza di volumi sui diritti umani e sulle sparizioni in Egitto, attività dai contorni politici e pertanto distante da quella prevista per uno studio legale.

“Questa notte o domani verrà pubblicata una dichiarazione del comitato”, ha concluso Lotfy.

Metwally è accusato di avere stabilito un canale di comunicazione con non meglio precisate entità straniere, allo scopo di mettere in pericolo la sicurezza dell’Egitto. L’avvocato è rinchiuso a Tora dal 10 settembre, giorno di cui si erano perse le tracce dell’uomo.

Fonte: The Post Internazionale

mercoledì 20 settembre 2017

La polizia spagnola ha arrestato 13 persone legate al governo della Catalogna

Con l'accusa di organizzare il referendum sull'indipendenza catalana, considerato illegale dalla Corte costituzionale spagnola

Due poliziotti della Guardia civile e due agenti dei Mossos D'Esquadra a Barcellona (JOSEP LAGO/AFP/Getty Images)

La Guardia civile spagnola, un corpo della gendarmeria, ha arrestato questa mattina Josep Maria Jové, un membro del governo catalano guidato da Carles Puigdemont. L’arresto è avvenuto durante una delle operazioni della polizia spagnola iniziate questa mattina a Barcellona, capitale della Catalogna, che hanno incluso tra le altre cose diverse perquisizioni negli edifici del governo catalano: la polizia, che ha agito su ordine di un giudice, era stata incaricata di controllare se il governo catalano stesse proseguendo nell’organizzazione del referendum sull’indipendenza della Catalogna convocato per l’1 ottobre, ma giudicato illegale dalla Corte costituzionale spagnola. La polizia ha arrestato 13 persone legate al governo catalano – membri del governo e direttori di agenzie governative, per esempio.

La stampa spagnola ha scritto che le perquisizioni di questa mattina sono state fatte nei dipartimenti degli Interni, degli Affari esteri e dell’Economia, oltre che negli uffici della presidenza e del governo. Josep Maria Jové, il membro del governo catalano arrestato, è il segretario generale del dipartimento dell’Economia e “numero due” di Oriol Junqueras, vicepresidente della Catalogna e presidente della Sinistra Repubblicana di Catalogna, un partito indipendentista e di sinistra. Questa mattina Junqueras ha scritto su Twitter: «Stanno attaccando le istituzioni di questo paese e quindi i suoi cittadini. Non lo permetteremo».

Il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha convocato una riunione di emergenza del governo per decidere come affrontare quanto successo questa mattina. Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha commentato in Parlamento le operazioni della Guardia civile a Barcellona dicendo che «sono state fatte per decisione del giudice» e che qualsiasi democrazia ha l’obbligo di attuare quello che viene deciso da uno dei tre poteri dello stato, cioè quello giurisdizionale. Durante il suo intervento, i deputati del Partito democratico europeo catalano (PDeCAT) e di Sinistra repubblicana (ERC) hanno lasciato l’aula. A Barcellona sono in corso manifestazioni per protestare contro le operazioni della Guardia civile.

Fonte: Il Post