lunedì 11 dicembre 2017

Perché si parla di nuovo di Dell’Utri

Il tribunale ha deciso che l'ex senatore di Forza Italia, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, deve restare in carcere nonostante le sue condizioni di salute

(ANSA/MICHELE NACCARI)

In questi giorni si è tornato a parlare molto di Marcello Dell’Utri, cofondatore ed ex senatore di Forza Italia, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. La scorsa settimana il tribunale di sorveglianza di Roma gli ha negato una richiesta di scarcerazione per motivi di salute. Dell’Utri ha 74 anni e soffre di varie gravi patologie che però, secondo la decisione del tribunale, sono compatibili con il regime carcerario. La decisione del tribunale ha causato molte polemiche e dichiarazioni da parte dei leader politici e intellettuali in particolare di centrodestra, ma anche della sinistra più liberale, che hanno definito la carcerazione di Dell’Utri una pena eccessiva, se non una forma di tortura o di pena di morte.

Dell’Utri aveva presentato la richiesta di scarcerazione più di un anno fa, ma il tribunale è arrivato a una decisione soltanto lo scorso 7 dicembre. Il tribunale ha deciso di seguire le indicazioni contenute nella perizia dei due esperti che aveva nominato la scorsa estate: il medico legale Alessandro Fineschi e il cardiologo Luciano De Biase. Secondo i medici, Dell’Utri può restare in carcere a patto che determinate cure mediche gli vengano somministrate in ospedale. Nella motivazione alla decisione, i giudici hanno scritto: «Sulla scorta del quadro clinico complessivo i periti hanno concluso per la compatibilità con il carcere non emergendo criticità o urgenze tali da rendere necessario il ricorso a cure o trattamenti non attuabili in regime di detenzione ordinario».

Secondo gli avvocati, invece, Dell’Utri non può più rimanere in carcere a causa di alcune gravi patologie, tra cui un problema cardiocircolatorio, un tumore alla prostata e una forma di diabete. Il procedimento è durato molto, con la prima udienza che si era tenuta nel settembre del 2016. Mentre gli esperti nominati dal tribunale hanno contestato le affermazioni degli avvocati, una vecchia perizia di alcuni periti scelti dalla procura (e quindi dell’accusa) sosteneva invece la tesi degli avvocati difensori e cioè che Dell’Utri non potesse più restare in carcere. La procura ha preferito ascoltare i periti nominati dal tribunale invece che i suoi, e ha chiesto che la richiesta di scarcerazione venisse respinta.

Dopo la decisione del tribunale Dell’Utri ha fatto diverse dichiarazioni, attraverso i suoi avvocati e chi lo visita in carcere. In un primo momento ha detto che avrebbe rifiutato cibo e cure mediche, e diversi giornali gli hanno attribuito la frase: «Ora mi lascio morire». Alcuni visitatori hanno poi riferito che in questi giorni Dell’Utri si sta nutrendo soltanto di acqua e fette biscottate. Diversi parlamentari del centrodestra hanno chiesto che a Dell’Utri venga concessa la grazia dal presidente della Repubblica, una campagna sostenuta anche da quotidiani come Il Giornale e Il Tempo. Pochi giorni fa però Dell’Utri ha detto che non intende chiedere la grazia, e che se gli venisse concessa la rifiuterebbe.

Dell’Utri era stato condannato a 7 anni di carcere nel maggio del 2014 per concorso esterno in associazione mafiosa, un reato che non esiste nel codice penale ed è molto discusso dai giuristi (ci arriviamo). Dopo un breve periodo di latitanza, venne arrestato a Beirut e nel giugno dello stesso anno venne estradato in Italia. Secondo i giudici che lo hanno condannato, Dell’Utri svolse per anni il ruolo di anello di congiunzione tra Silvio Berlusconi e alcuni esponenti della mafia siciliana. Nella sentenza definitiva è scritto che nel corso degli anni Ottanta ci fu «un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri». Anche questo processo è stato lungo e particolarmente tortuoso. Le prime indagini risalgono al 1994, il processò iniziò nel 1997 e terminò nel 2004 con una condanna a 9 anni di reclusione. Il processo di appello terminò nel 2010, ma fu annullato dalla Cassazione nel 2012. Nel 2013 Dell’Utri fu condannato nuovamente in appello, condanna che poi definitivamente confermata in Cassazione.

Oltre alle sue condizioni di salute, anche il reato per cui è stato condannato ha suscitato molte polemiche. Il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” non esiste nel codice penale. Deriva infatti dalla “fusione” di due diversi reati: l’associazione per delinquere di tipo mafioso, articolo 416 bis, e l’articolo 110, che prevede il concorso di persone in altri reati. Il tema era tornato di attualità dopo la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Bruno Contrada, un ex dirigente della polizia e dei servizi segreti condannato nel 2007 a 10 anni anche lui per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel luglio scorso, in seguito a un ricorso presentato dai legali di Contrada, la Corte di Cassazione aveva stabilito che la pena, già scontata da Contrada parte in carcere e parte ai domiciliari, era da considerarsi «ineseguibile e improduttiva di effetti» poiché all’epoca dei fatti di cui era accusato il concorso esterno non era un reato sufficiente “tipizzato”, cioè era ancora troppo generico e poco preciso. Secondo i magistrati Dell’Utri ha compiuto il reato fino al 1992, prima che venisse “tipizzato”, quindi anche lui potrebbe rientrare nella stessa categoria di Contrada e vedersi la condanna annullata in caso di ricorso.

Fonte: Il Post

Il tentato attacco alla stazione degli autobus di New York

Un uomo ha cercato di farsi saltare in aria ma qualcosa è andato storto, per fortuna: ci sono quattro persone ferite in modo lieve, tra cui l'attentatore

(BRYAN R. SMITH/AFP/Getty Images)

Quattro persone sono state ferite in seguito a un’esplosione in uno dei sottopassi di una stazione degli autobus Port Authority a New York, poco distante da Times Square. Nessuno dei feriti è in pericolo di vita. La polizia ha fermato un sospettato, che è anche una delle quattro persone ferite. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo aveva una bomba rudimentale legata al petto. Non è chiaro se la bomba fosse stata costruita con poco esplosivo o se sia detonata soltanto in parte. Secondo la polizia, la bomba potrebbe essere detonata prima del previsto a causa di qualche difetto di fabbricazione.

Il sindaco di New York Bill De Blasio ha definito l’incidente «un tentato attacco terroristico». Nel corso della conferenza stampa tenuta dal sindaco e dal capo della polizia la bomba è stata definita in più di un’occasione “rudimentale”. Il sospettato – che secondo la polizia avrebbe agito da solo – è stato identificato, si tratta di Akayed Ullah, 27 anni, originario del Bangladesh e residente negli Stati Uniti da 7 anni. In seguito all’esplosione alcune strade intorno alla stazione sono state chiuse, così come alcune linee della metropolitana. Dopo alcune ore dall’attacco la circolazione è ripresa normalmente e il terminal è stato riaperto.

Fonte: Il Post

mercoledì 6 dicembre 2017

La Russia non parteciperà ai Giochi olimpici invernali del 2018

I Giochi olimpici invernali di Pyeongchang inizieranno il 9 febbraio 2018 e termineranno il 25 dello stesso mese

Credit: AFP PHOTO / Kirill KUDRYAVTSEV

Il Comitato olimpico internazionale ha deciso: la Russia non parteciperà ai giochi invernali del 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud.

Il bando è stato introdotto per punire le autorità di Mosca in relazione all’utilizzo massiccio di doping da parte degli atleti nella scorsa edizione del 2014, ospitate proprio dalla Russia a Sochi.

Secondo le indagini svolte dal Comitato olimpico internazionale, le autorità russe avrebbero avuto responsabilità evidenti nella vicenda, attraverso manipolazioni di leggi e sistemi anti-doping.

Responsabilità però sempre respinte dal Cremlino, che ha parlato di “manipolazioni politiche”.

Il Cio non ha però chiuso le porte alla partecipazione di atleti russi alla competizione.

Questi potranno gareggiare solo sotto bandiera neutrale e dovranno dimostrare di non essere mai stati coinvolti nel programma sponsorizzato dallo stato o aver fatto utilizzo di sostanze dopanti nel corso della loro carriera.

Gli atleti russi invitati a gareggiare si sfideranno sotto la bandiera olimpica, come avviene tradizionalmente per tutti coloro che competono al di fuori di una determinata federazione sportiva nazionale.

I Giochi olimpici invernali di Pyeongchang inizieranno il 9 febbraio 2018 e termineranno il 25 dello stesso mese.

Fonte: The Post Internazionale

Angelino Alfano ha detto che non si candiderà alle prossime elezioni


Angelino Alfano, ministro degli Esteri e leader di Alternativa Popolare, ha detto che non si candiderà alle prossime elezioni politiche e che non sarà disposto ad assumere l’incarico di ministro in un eventuale governo. Alfano ha parlato durante le registrazione della puntata della trasmissione Porta a Porta che andrà in onda questa sera. In passato Alfano era stato ministro della Giustizia durante il governo Berlusconi. Nel 2013 venne rieletto con Forza Italia, ma uscì dal governo insieme a numerosi parlamentari quando Berlusconi decise di togliere la fiducia al governo Letta, per sostenere il suo governo e poi quelli guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

Da allora Alfano è stato ministro dell’Interno con il governo Letta e il governo Renzi e poi ministro degli Esteri durante il governo Gentiloni. Non è chiaro cosa accadrà ad Alternativa Popolare (AP), il partito fondato da Alfano attualmente alleato di governo del Partito Democratico. Molti commentatori davano per contato che AP avrebbe formato un’alleanza politica con il PD in vista delle prossime elezioni politiche, così come aveva fatto alle ultime regionali in Sicilia.

Fonte: Il Post

martedì 5 dicembre 2017

La Corte Suprema spagnola ha ritirato il mandato di arresto europeo per Carles Puigdemont


La Corte Suprema spagnola ha ritirato il mandato di arresto europeo per l’ex presidente catalano Carles Puigdemont e per altri quattro ex ministri del suo governo, dicendo che i cinque politici – che si trovano da alcune settimane in Belgio – hanno manifestato la volontà di tornare in Spagna. Puigdemont e gli altri ministri scapparono in Belgio il 27 ottobre dopo la dichiarazione di indipendenza unilaterale della Catalogna, considerata illegale dalla Spagna.


L'ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont. (AURORE BELOT/AFP/Getty Images)

Fonte: Il Post

Esplosione su un autobus a Homs, in Siria: 8 morti

Otto persone sono morte e 16 sono rimaste ferite. Molti dei passeggeri erano studenti universitari

Il luogo dell'esplosione a Homs, in Siria. Credit: AFP

Almeno 8 persone sono morte dopo che una bomba è esplosa a bordo di un autobus nella città di Homs, in Siria, presso la strada di al-Ahram martedì 5 dicembre 2017.

A riferirlo è stata la tv pubblica siriana Ikhbariya.“Un’esplosione è stata causata da una bomba all’interno di un autobus passeggeri nel quartiere di Akrama”, hanno detto i giornalisti del network siriano.

Otto persone sono morte e 16 sono rimaste ferite, secondo l’agenzia Reuters che cita l’autorità sanitaria locale.

Molti dei passeggeri erano studenti universitari, secondo quanto ha riferito il governatore di Homs, Talal al-Barazi, alla televisione di stato Ikhbariya. L’esplosione si è verificata nel quartiere in cui si trova l’università di al-Baath.

Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità per un attacco simile a Homs nel mese di maggio, quando un’autobomba ha ucciso 4 persone e ne ha ferite 32.

Homs si trova nella parte occidentale della Siria ed è la terza città più grande del paese. A maggio 2017 è rientrata sotto il pieno controllo governativo per la prima volta dallo scoppio della guerra civile siriana nel 2011. Centinaia di ribelli siriani hanno lasciato in quel periodo al-Waer, il quartiere sotto il controllo dell’opposizione, insieme alle loro famiglie.

Fonte: The Post Internazionale

lunedì 4 dicembre 2017

Dieci persone sono state arrestate per l’omicidio di Caruana Galizia

Tutti i sospettati sono cittadini maltesi, alcuni dei quali già noti alle forze di polizia

Credit: Afp

Dieci persone sono state arrestate lunedì 4 dicembre a Malta perché sospettate di essere coinvolte nella morte di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese scomparsa il 16 ottobre 2017.

Otto dei dieci arresti sono stati annunciati in mattinata da Joseph Muscat, primo ministro di Malta, durante una conferenza stampa.

Gli arresti sono stati effettuati in diverse aree dell’isola, tra cui Marsa e Buġibba, cittadina situata a una decina di chilometri dalla capitale La Valletta. Tutti i sospettati sono cittadini maltesi, alcuni dei quali già noti alle forze di polizia.

Ora la polizia ha ora 48 ore per interrogarli e formulare le accuse.

In conferenza stampa all’Auberge de Castille, il primo ministro Muscat ha spiegato che secondo gli investigatori si tratta “degli esecutori materiali dell’omicidio, quindi delle persone che hanno compiuto l’omicidio con l’autobomba, non quelle che l’hanno commissionato”.

Muscat ha anche ammesso di essere consapevole delle implicazioni e del rischio di fare una dichiarazione in questa prima fase delle indagini.

Fonte: The Post Internazionale

Pietro Grasso sarà il leader della sinistra

Ieri mattina il presidente del Senato ha tenuto il primo discorso da futuro candidato della lista che comprenderà MDP, Possibile e Sinistra Italiana

In un evento pubblico al palazzetto Atlantico Live di Roma, il presidente del Senato Pietro Grasso ha lasciato intendere che sarà a capo di una lista di sinistra alle prossime elezioni politiche. Grasso sarà sostenuto da MDP-Articolo 1, Possibile e Sinistra Italiana, i tre partiti che hanno organizzato l’evento pubblico di ieri. All’evento, chiamato C’è una nuova proposta, hanno partecipato moltissimi leader della sinistra: fra gli altri Roberto Speranza, Pippo Civati, Massimo D’Alema, Claudio Fava, Nichi Vendola, Pier Luigi Bersani e Stefano Fassina.

Nel suo discorso, stando a Repubblica, Grasso ha detto: «Serve un’alternativa all’indifferenza e alla rabbia inconcludente dei movimenti di protesta, alle favole bellissime che abbiamo sentito raccontare per decenni. Tocca a noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato. Una nuova proposta per il paese. Io ci sono».

Grasso ha 72 anni, è stato un apprezzatissimo magistrato antimafia ed è entrato in politica solamente nel 2013, quando fu eletto al Senato col Partito Democratico. In questa legislatura ha ricoperto il ruolo di presidente del Senato. Da tempo si parlava di un suo possibile impegno politico al di fuori del PD, da cui è uscito a fine ottobre.


(ANSA/MASSIMO PERCOSSI) 

Fonte: Il Post