venerdì 21 luglio 2017

Il leader dei Linkin Park si è suicidato

Il corpo del frontman del famoso gruppo rock è stato rinvenuto nella sua casa di Palos Verdes, vicino Los Angeles

Credit: Reuters

Chester Bennington, cantante leader della band rock Linkin Park, si è suicidato nella sua casa del sud della California. A riferirlo è il sito statunitense che si occupa di notizie sulle celebrità TMZ.

Bennington, 41 anni, si è impiccato nella sua casa di Palos Verdes vicino Los Angeles. Le autorità di Palos Verdes non hanno potuto confermare la notizia del suicidio.

Il portavoce del dipartimento di polizia Greg Robinson ha dichiarato che il corpo è stato ritrovato intorno alle 9:00 del mattino di giovedì 20 luglio.

Bennington era sposato e aveva 6 figli, avuti da 2 mogli diverse. Il cantante ha lottato per anni con la dipendenza da droghe e alcool. In passato aveva dichiarato di aver considerato il suicidio perché era stato abusato da bambino.

Bennington era molto vicino a Chris Cornell, cantante degli Audioslave, che si suicidò a maggio. Oggi sarebbe stato il 53esimo compleanno di Cornell e il leader dei Linkin Park aveva scritto una lettera aperta a Cornell il giorno del suo suicidio.

I componenti della band Linkin Park non hanno ancora commentato l’accaduto.

Fonte: The Post Internazionale

Un terremoto ha colpito Grecia e Turchia, due morti sull’isola di Kos

Il sisma di magnitudo 6.7 ha provocato il crollo del tetto di un bar su un pontile, uccidendo due turisti e ferendo un centinaio di persone

Uno degli edifici danneggiati dal sisma sull'isola di Kos. Credit: OSMAN TURANLI

Un terremoto di magnitudo 6.7 ha colpito nella notte tra il 20 e il 21 luglio la zona del mar Egeo, tra Grecia e Turchia.

Due persone sono rimaste uccise sull’isola di Kos, in Grecia, secondo quanto riferito dalle autorità. Un centinaio di persone sono rimaste ferite sull’isola, che è una popolare meta turistica. Alcuni edifici sono stati danneggiati.

Le due vittime sono morte a seguito del crollo del tetto di un bar che si trovava su un pontile. Il sindaco di Kos ha detto che si tratta di turisti, uno di nazionalità turca e uno svedese.

L’epicentro si trova a circa 12 chilometri a nordest di Kos, vicino la costa turca, a una profondità di circa 10 chilometri, secondo l0 US Geological Survey.

Anche nella città turca di Bodrum numerose persone sono rimaste ferite mentre cercavano di mettersi al sicuro durante la scossa.

Una mappa della zona colpita. Credit: Google

Il terremoto potrebbe provocare uno tsunami di piccole dimensioni, secondo quanto riferito dalla European quake agency (EMSC).

La scossa è stata registrata alle ora 1.30 locale (la mezzanotte e mezza in Italia).

Lo scorso 12 giugno una scossa di magnitudo 6.3 ha colpito la stessa area, senza provocare danni rilevanti.

Dopo la prima scossa sono state registrate altre 160 scosse.

Al momento non risultano italiani feriti. Un gruppo di studenti della provincia di Rieti si trovano bloccati sull’isola ma sono illesi.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 20 luglio 2017

Il Senato ha approvato il decreto sui vaccini

Il testo passa ora alla Camera dei deputati che dovrà approvarlo entro il 6 agosto


Con 172 voti a favore, 63 contrari e 13 astenuti, l’aula del Senato ha approvato il decreto sui vaccini. Il disegno di legge, dopo l’ok del Senato, dovrà passare alla Camera dei deputati.

La discussione in Senato sulla Conversione in legge del decreto del 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, era stata avviata l’11 luglio.

L’iter legislativo

Il 7 giugno il governo aveva varato il decreto numero 73, dal titolo Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, con scadenza per essere convertito entro il 6 agosto. Il giorno seguente il decreto è stato assegnato alla 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) in sede referente che vi ha posto una serie di emendamenti e ha terminato l’esame il 10 luglio.

Che cosa prevede il testo del disegno di legge, dopo l’approvazione degli emendamenti

Il disegno di legge, che converte il decreto-legge del 7 giugno, amplia l’elenco delle vaccinazioni obbligatorie per i minori, che sono gratuite e revisiona le sanzioni previste per chi non provvede a vaccinare i propri figli o bambini che gli sono affidati. La principale modifica dal testo del decreto, dopo il passaggio in Commissione, riguarda la riduzione delle vaccinazioni obbligatorie, passate da 12 a 10: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella.

A queste, poi, se ne aggiungono altre quattro consigliate ma non obbligatorie: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus.

Il Senato ha approvato, tra gli altri, l’emendamento che prevede l’istituzione dell’Anagrafe Vaccinale Nazionale, che registrerà la situazione vaccinale degli italiani. Sono state diminuite, inoltre, le sanzioni ai genitori che non vaccinano i figli ed è stato tolto il riferimento al rischio della perdita di patria potestà.

Un altro emendamento prevede che i vaccini, previa autorizzazione dell’Asl territorialmente competente, possano essere prenotati in farmacia e non anche somministrarli come era stato proposto inizialmente.

Il Senato ha poi approvato l’emendamento presentato dalla relatrice Manassero, che prevede che un soggetto già immunizzato potrà adempiere all’obbligo vaccinale con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l’antigene per la malattia per cui si è già coperti.

Vaccini obbligatori e iscrizione scolastica

Per quanto riguarda l’iscrizione a scuola, il disegno di legge prevede che le istituzioni del sistema nazionale di istruzione, i servizi educativi per l’infanzia, i centri di formazione professionale regionale e le scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore, a richiedere ai genitori che esercitano la responsabilità genitoriale e ai tutori la presentazione della documentazione che provi l’effettuazione delle vaccinazioni. La presentazione della documentazione deve essere completata entro il termine di scadenza per l’iscrizione.

La mancata presentazione della documentazione è segnalata, entro i successivi dieci giorni, all’Asl locale.

Qual è l’ordinamento attualmente in vigore in merito alle vaccinazioni?

Al momento sono obbligatorie per tutti i neonati o i bambini le seguenti vaccinazioni: anti-difterica; anti-tetanica; anti-poliomielitica; antiepatitica B. Per la violazione di queste regole sono previste sanzioni amministrative pecuniarie.

Fonte: The Post Internazionale

Il tribunale di Bologna ha stabilito che Riina resterà in carcere

Una nuova ordinanza respinge le richieste degli avvocati sul differimento di pena o la detenzione domiciliare. I legali del boss annunciano un altro ricorso


Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha respinto la richiesta di differimento pena o, in alternativa, di detenzione domiciliare presentata dai legali del capomafia Totò Riina a causa delle sue condizioni di salute.

Il boss di Cosa Nostra resterà quindi detenuto al 41bis nel reparto riservato ai carcerati dell’ospedale di Parma.

L’ordinanza con cui la richiesta è stata rigettata riporta anche alcune dichiarazioni di Riina alla moglie Antonietta Bagarella in un colloquio video-registrato avvenuto lo scorso 27 febbraio.

“Io non mi pento, a me non mi piegheranno”, ha detto il boss.“Io non voglio chiedere niente a nessuno”, ha dichiarato riferendosi alle eventuali istanze da proporre, “mi posso fare anche 3mila anni no 30 anni”.

I giudici hanno sottolineato che “è degno di nota” il fatto che Riina asserisca che “non si piegherà e non si pentirà mai”. In un altro passaggio i coniugi affermano che i collaboratori di giustizia vengano pagati per dire il falso.

Secondo i magistrati la lucidità manifestata da Riina nel dialogo e la tipologia dei delitti commessi in passato fanno sì che, nonostante le condizioni di salute complessivamente considerate, rimane il pericolo che il boss possa commettere ulteriori gravi delitti.

Inoltre Riina, secondo i giudici, non potrebbe ricevere cure e assistenza migliori in un altro reparto ospedaliero o in detenzione domiciliare. Le cure somministrate al boss vengono definite “terapie di altissimo livello” nell’ordinanza, che ne sottolinea l’estrema tempestività di intervento.

L’avvocato del boss, Luca Cianfaroni, ha annunciato un nuovo ricorso contro il provvedimento. Una prima ordinanza che respingeva le richieste dei legali di Riina è stata annullata da una sentenza della Corte di Cassazione del 5 giugno 2017 per “difetto di motivazione”. La Corte suprema ha chiesto infatti ai giudici di prendere una nuova decisione più solida dal punto di vista delle motivazioni.

Dopo la sentenza era scoppiata una polemica sulla possibilità che Riina uscisse dal carcere. Anche Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso da Cosa Nostra nel 1992, è intervenuto al riguardo.

Fonte: The Post Internazionale

Tutte le condanne per il processo di Mafia Capitale

Il tribunale di Roma ha condannato Massimo Carminati a 20 anni di reclusione e Salvatore Buzzi a 19 anni


Il 20 luglio il tribunale di Roma ha emesso le sentenze di primo grado per gli imputati del processo su Mafia Capitale: Massimo Carminati 20 anni; Salvatore Buzzi 19 anni; Riccardo Brugia, 11 anni; Luca Gramazio, 11 anni; Franco Panzironi 10 anni;Luca Odevaine, 6 anni e 6 mesi; Mirko Coratti, 6 anni.

Nello specifico, per i giudici del tribunale di Roma, riunitisi per la sentenza nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, non è stata considerata valida l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso sostenuta dai pm, fatto che ha portato a condanne più basse di quelle proposte inizialmente.

Il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, insieme al procuratore aggiunto Paolo Ielo e ai sostituti Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, hanno ritenuto di aver individuato in Buzzi e Carminati i personaggi più influenti di un presunto clan che poteva contare su numerose altre figure e che poteva disporre dei favori di alcuni politici locali.

Massimo Carminati, nato a Milano nel 1958, negli anni di piombo si avvicinò all’organizzazione terrorista di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) ed ebbe legami con la Banda della Magliana. Per questi fatti è stato condannato in tutto a oltre 11 anni di carcere.

Salvatore Buzzi, nato a Roma nel 1955, venne condannato a 30 anni nel 1980 per aver ucciso un suo collega di banca con cui organizzava alcuni furti. In prigione, Buzzi si laureò, fu considerato un detenuto modello e nel 1985 fondò la cooperativa 29 giugno, che si occupa di dare lavoro a detenuti. Nel 1994, il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli concesse la grazia.

La possibile esistenza di un organizzazione criminale nota con il nome Mafia Capitale è emersa con l’operazione degli inquirenti Mondo di mezzo ed è divenuta nota il 3 dicembre 2014, quando Buzzi, Carminati e decine di altre persone tra cui l’ex capo di gabinetto del comune di Roma Luca Odevaine, l’ex amministratore dell’Ama Franco Panzironi e l’ex ad di Eur spa Riccardo Mancini.

Una seconda ondata di arresti nell’ambito dell’inchiesta arrivò nel giugno 2015, quando altre 44 persone finirono in manette, tra cui diversi esponenti politici locali.

Secondo gli inquirenti, tra queste persone sarebbe esistito un sodalizio criminale attivo in vari settori, ottenendo soldi pubblici con l’assistenza ai migranti ed ottenendo appalti e finanziamenti grazie alle persone a loro vicine nelle istituzioni, talvolta senza sapere di essere usate dai membri dell’organizzazione.

I pm hanno chiesto, alla fine del processo, una condanna a 28 anni di carcere per Massimo Carminati e di 26 anni e 8 mesi per Salvatore Buzzi. Oltre a loro due, sono stati richiesti 25 anni e 10 mesi per Riccardo Bruggia, 22 per Fabrizio Testa, 21 per Franco Panzironi e 19 e 6 mesi per Luca Gramazio.

Fonte: The Post Internazionale

mercoledì 19 luglio 2017

In ricordo di Paolo Borsellino


Il 19 luglio del 1992, alle ore 16.55, una Fiat 126 con circa 100 kg di tritolo esplose fragorosamente in Via D'Amelio, assassinando il Giudice Paolo Borsellino e gli angeli della sua scorta.



'Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola' (Paolo Borsellino)

Il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa si è dimesso

Le dimissioni del politico, che ha un passato in Forza Italia e ha aderito al gruppo Alternativa popolare, sono state presentate al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni

Foto dal blog di Enrico Costa

Il ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa, ha presentato le proprie dimissioni al presidente del Consiglio dei ministri mercoledì19 luglio 2017.

Costa, che ha un passato in Forza Italia e ha aderito al gruppo Alternativa popolare guidato da Angelino Alfano, si è opposto al disegno di legge sullo ius soli, la cui approvazione è stata rinviata dal governo Gentiloni al prossimo autunno.

“In questi mesi ho espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni”, ha scritto Costa nella lettera di dimissioni consegnata al presidente del Consiglio. “C’è chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il Governo”.

“Non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al Governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero”.

Costa ha ringraziato comunque il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni per l’esperienza di governo che gli ha consentito di fare.

“Ho avuto un’occasione unica ed ho fatto un’esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno”, ha detto l’ex ministro. “Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di Governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità. Allungherò la lista, peraltro cortissima, di Ministri che si sono dimessi spontaneamente”.

Fonte: The Post Internazionale

Trump e Putin hanno avuto un secondo incontro durante il G20

Un funzionario della Casa Bianca ha confermato l'incontro, che è avvenuto durante una cena dei leader del vertice

Reuters: Carlos Barria

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un secondo incontro, di cui in precedenza non era stata diffusa notizia, durante una cena dei leader del G20 di Amburgo, in Germania.

Un funzionario della Casa Bianca ha confermato la notizia martedì 18 luglio 2017, dopo che alcuni media avevano riportato dell’incontro.

L’incontro ufficiale tra i due leader si è svolto il 7 luglio ed è durato due ore. Durante la conversazione Putin ha negato l’influenza russa sulle elezioni statunitensi del 2016.

Il funzionario della Casa Bianca non ha reso noto quanto sia durato il secondo incontro o cosa sia stato discusso. Ha parlato di una breve conversazione più che di un secondo incontro. I media statunitensi sostengono che l’incontro sia durato un’ora.

Il presidente Trump ha negato che ci sia stata una “cena segreta” sostenendo che si tratta di una notizia falsa.
Secondo le informazioni il presidente statunitense era da solo, mentre Putin ha partecipato all’incontro con il suo interprete ufficiale.

Le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono oggetto di un’inchiesta dell’Fbi riguardo la presunta collusione tra funzionari russi e membri della campagna del presidente Trump.

Anche il figlio del leader, Donald Trump jr., è stato coinvolto dopo la diffusione della notizia di un suo incontro con un’avvocata russa legata al Cremlino, avvenuto a giugno 2016.

Fonte: The Post Internazionale