martedì 19 agosto 2014

Il Corriere del Mezzogiorno cancella la bufala sulla Reggia di Caserta e Scorsese

L'articolo del 15 agosto in formato grande e ben visibile

La rettifica effettuata dal Corriere del Mezzogiorno, ovviamente in un formato ben diverso dalla notizia originale

Molti si chiedono del perché di cotanta difesa di questo monumento. E’ molto semplice, la provincia di Caserta è già piuttosto disastrata e in condizioni precarie. Siamo già stati sconfessati, traditi e umiliati in tutta Italia per colpa di politici incapaci. La Terra dei Fuochi, la Camorra, la corruzione e tutto il resto. La Reggia di Caserta era uno dei pochi veri fiori all’occhiello della nostra terra.

Non posso assolutamente SOPPORTARE che un giornale che dovrebbe, in qualche modo, essere il più importante del Sud Italia possa pubblicare una notizia senza verificarla in maniera seria e coerente. Perché un giornale così importante deve assumere toni scandalistici per alzare la tiratura?

Un attacco ingiustificato a tutta alla Soprintendenza, alla PA ma più in generale alla Reggia di Caserta senza pubblicare una smentita, né una correzione, senza pietà, ancora senza nessuna pietà per questa terra, pur di vendere qualche copia in più.

VERGOGNA.

E adesso, come per magia, è stato eliminato dal portale del Corriere l’articolo che ha dato inizio a tutto ciò, ma la RETE NON MENTE e noi, nel video che segue, abbiamo fatto un’indagine che spiega bene tutto e vi fa vedere che l’articolo, effettivamente, prima c’era.

Sono sconcertato dalle condizioni in cui versa l’informazione nella nostra bella Nazione, ma tant’è. Vi lascio al video, sarà facile fare due più due dopo averlo visto, dura solo 3 minuti, utilizzateli per capire e chiedetevi perché si sta tentando, in tutti i modi, di fare a pezzi questa già martoriata terra.



Thomas Scalera

Fonte: Oggi Insieme Magazine - www.vairanonews.it

Leggi anche: Scorsese e la Reggia, la bufala del Corriere del Mezzogiorno

martedì 12 agosto 2014

Addio a Robin Williams


L'attore Robin Williams è stato trovato morto nella sua casa di Tiburon, in California. Stando alla prima ricostruzione diffusa dalle agenzie statunitensi, si tratterebbe di un suicidio per asfissia. Williams, che aveva 63 anni, combatteva da tempo con una forma di depressione.

Robin Williams era sicuramente uno degli attori più noti ed apprezzati dal grande pubblico. Ottenne una grande popolarità televisiva sul finire degli anni settanta interpretando l'alieno Mork nella serie tv Mork & Mindy. Vincitore di un Oscar come miglior attore non protagonista nel 1998 (con altre 4 nomination ottenute dall’Academy) e protagonista di film cult come Good Morning, Vietnam, Mrs Doubtfire, L’attimo Fuggente, La leggenda del re Pescatore, Capitan Uncino, Jumanji, The Final Cut, Patch Adams e decine di altri film campioni d’incasso ai botteghini.

Link: Robin Williams (da Wikipedia)



sabato 9 agosto 2014

Il pacco del Nazareno

Habemus il nuovo Senato, anche se la riforma costituzionale che lo riduce nei numeri ha superato solo la prima delle 4 letture previste. Finalmente, non vedevamo l’ora. I fortunati che si concederanno il lusso di andare in vacanza partiranno più tranquilli: niente più nottate a Palazzo Madama per i nostri “prodi” né lanci di palline, canguri, ghigliottine, tagliole, gufi e rosiconi (anche se questi ultimi potrebbero presto tornare a fare capolino). Malgrado qualche «franco tiratore» bipartisan, l’asse Renzi-Berlusconi ha retto. È il primo risultato tangibile dell’accordo fra il segretario del Pd e il leader di Forza Italia, passato alle cronache come il “patto del Nazareno”.

A ben vedere, però, più che un patto questo sembra essere un “pacco” con all’interno il prossimo ingresso di Forza Italia nella maggioranza di governo. Si tratterebbe di un ritorno di fiamma visto che il Pdl tutto, prima della scissione degli alfaniani, era uno dei due assi portanti dell’esecutivo di larghe intese guidato da Enrico Letta. Stando a quanto riportato dai giornali nel day after del voto in Senato pare infatti che Berlusconi, circondato dai suoi più fedeli collaboratori, abbia esultato dicendo che «le uniche cose che il governo ha fatto finora le ha fatte grazie a noi, senza i quali non c’è una maggioranza». Composizione dei gruppi parlamentari alla mano, a Palazzo Madama Forza Italia “pesa” quanto Ncd, per l’Italia e Scelta Civica messe insieme. 

Renzi ha capito da tempo immemore – anche qui sta la sua furbizia – che l’ex Cavaliere non andava quotidianamente attaccato come faceva, e in parte ancora oggi fa, quella parte del Pd e della sinistra tutta che nel nuovo ordine di idee è da «rottamare». Nelle strategie di “Matteo”, Berlusconi doveva essere il primo alleato. E così è stato. Complici i risultati non esaltanti raccolti alle Europee dai partiti che sono in maggioranza (insieme Ncd e Udc hanno portato a casa uno striminzito 4,4%), l’ex sindaco di Firenze ha puntato ancora più forte sull’asse con l’uomo di Arcore. La nuova legge elettorale, l’“Italicum” (che poi sembra più un “Porcellum” bis) l’hanno scritta Verdini e la ministra Boschi con l’aiuto del politologo Roberto D’Alimonte («Renzi e Berlusconi sono i padri dell’”Italicum”, noi tre siamo zii», spiegava il docente nel marzo scorso), non Alfano & Co. E ora, approvato in prima lettura il ddl Boschi, la partita si sposterà proprio su quest'altro fronte.

I nodi sono sempre gli stessi: le soglie di sbarramento e le preferenze. Su queste ultime l’apertura di Berlusconi (per il quale le preferenze sono sempre state un argomento ostile) è un fatto importante, visto che Ncd e una parte del Pd le invocano a gran voce. Sul mancato abbassamento delle prime, fissate al momento al 4,5% per i partiti coalizzati e all’8% per quelli che correranno da soli, sia “Matteo” che “Silvio” potrebbero compiere il delitto perfetto. Il numero uno di Palazzo Chigi vedrebbe restare fuori dal Parlamento Sinistra Ecologia e Libertà (con Vendola lo strappo è definitivo), oggi al 2,2% nei sondaggi; Berlusconi, dal canto suo, assisterebbe alla scomparsa degli alfaniani, che sempre secondo le ultime rilevazioni non arriverebbero al 4%.

A quel punto, in un Parlamento tripartito (Pd ancor più “renziano”, Forza Italia, M5S e forse la Lega), fare le riforme in modo bipartisan – una a me, l'altra a te – sarebbe un gioco da ragazzi. Certo, bisognerà aspettare ancora qualche anno: l’orizzonte è quello del 2018, su questo sia Renzi che Berlusconi sembrano essere concordi. Ma la vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo.

Twitter: @GiorgioVelardi

Fonte: Lettera43

sabato 2 agosto 2014

Bologna, 2 agosto 1980. La più grande strage italiana di terrorismo


Alle 10.25 del 2 agosto 1980 una valigia lasciata nella sala d’aspetto di seconda classe, contenente 20 chili di esplosivo militare militare gelatinoso, esplode sbriciolando la sala d’aspetto, sfondando quella di prima classe, due vagoni del treno Ancona-Basilea sventrati come il ristorante. In pochi secondi 85 morti e 205 feriti di cui 70 con invalidità permanente. La più grande strage italiana di terrorismo.

In trent’anni sono stati condannati due manovali neo-fascisti Francesca Mambro e Giusva Fioravanti ma non conosciamo ancora i mandanti e i complici che lavorarono a un gigantesco depistaggio che non è ancora finito

La strage di Bologna parla così alla nostra memoria e noi dobbiamo ricordarlo se crediamo alla nostra costituzione e agli uomini e donne migliori della repubblica.

venerdì 1 agosto 2014

Ebola: in Africa l’epidemia continua. Ma l’Italia non è a rischio


Sarà trasportato negli Stati Uniti uno dei due cittadini americani che ha contratto il virus ebola: secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, il paziente arriverà entro un paio di giorno all’Emory University Hospital di Atlanta, dove riceverà cure e trattamenti specifici. Le due persone contagiate sono il dottor Kent Brantly e Nancy Writebol, che si trovavano nell’Africa Occidentale per svolgere missioni umanitarie. Brantly, 33 anni, lavorava come direttore del di un centro medico di Monrovia, in Liberia, dove aveva cominciato ad occuparsi dei primi casi di ebola fin dallo scorso ottobre. La Writebol, invece, faceva parte di una missione di un’organizzazione umanitaria cristiana operante in uno dei paesi dell’Africa Occidentale.


(Foto: AP Photo/Pascale Zintzen, MSF, HO – immagine di archivio)

EVACUATI I PEACE CORPS AMERICANI - Il paziente che rientrerà negli Stati Uniti – non è ancora chiaro se Brantly o Writebol – sarà ricoverato in una speciale unità di isolamento dell’ospedale di Atlanta, realizzata in collaborazione con il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americano. Il dottor Thomas Frieden ha spiegato ai giornalisti che le possibilità che l’epidemia di Ebola possa diffondersi tra la popolazione statunitense sono molto remote, perché verranno prese tutte le precauzioni del caso. Nel frattempo, per ordine delle autorità americane 340 volontari dei Peace Corps sono stati evacuati da Sierra Leone, Liberia e Guinea per scongiurare il pericolo di nuovi contagi.

IN AFRICA L’EPIDEMIA NON SI FERMA - Nel frattempo, però, in Africa ebola continua a far paura: secondo i dati diffusi dall’OMS l’epidemia, iniziata lo scorso dicembre non ancora finita, ha già causato 1.323 contagi accertati e 726 vittime. I numeri, tuttavia, potrebbero essere più alti di così, dal momento che il virus si diffonderebbe sopratutto nei piccoli villaggi, dove i casi non sarebbero riportati alle autorità. E l’epidemia accelera il passo: soltanto negli ultimi quattro giorni si sono registrati 57 decessi. Sebbene i paesi più colpiti da ebola siano Sierra Leone, Liberia e Guinea, nelle ultime ore è stato dichiarato ufficialmente il primo caso in Nigeria, segnale che il virus si sta espandendo in tutta l’area dell’Africa Occidentale. Oggi il direttore generale dell’OMS, Margaret Chan, insieme ai presidenti di Sierra Leone, Liberia e Guinea, varerà un piano da 100 milioni di dollari per frenare l’epidemia. Tra le misure di sicurezza che potranno essere introdotte, anche maggiori controlli agli imbarchi degli aeroporti locali.

LEGGI ANCHE: Quanto è pericoloso il virus Ebola per noi?

ITALIA NON A RISCHIO - Per quanto riguarda il nostro paese, gli esperti hanno più volte sottolineato che non esiste il pericolo concreto che ebola possa diffondersi anche in Italia: interpellato dal Corriere della Sera, Giuseppe Ippolito, epidemiologo e direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive «Lazzaro Spallanzani» di Roma, ha spiegato che il paese è già allertato e che la situazione è sotto controllo:

L’Italia non va considerata un Paese a rischio. Abbiamo un vantaggio: non ci sono collegamenti diretti con le città dei Paesi colpiti, eventuali passeggeri infetti dovrebbero arrivare da altri scali europei. Le autorità aeroportuali sanno quali sono e hanno rafforzato la sorveglianza. Chi dovesse sbarcare a Fiumicino con sintomi sospetti verrebbe immediatamente identificato e tenuto sotto controllo sanitario secondo un protocollo che esiste dal 1995. I servizi in aeroporto gestiti dal ministero della Salute sono efficientissimi.

C’è stato anche, nei mesi scorsi, qualcuno preoccupato che gli sbarchi di clandestini sulle coste italiane potessero portare ebola in Italia: preoccupazioni veicolate anche da una serie di false notizie e cattiva informazione. Tuttavia, come già spiegato, è molto difficile che questo accada poiché il virus, che ha un periodo di incubazione molto breve e sopratutto una mortalità molto alta, causerebbe il decesso della persona infetta prima che questa possa riuscire a compiere il lungo viaggio da uno dei paesi interessati dall’epidemia fino alla Sicilia. Senza contare che, come nel caso degli aeroporti, anche in questo caso le autorità isolerebbero immediatamente gli eventuali pazienti infetti.

(Foto copertina: LaPresse / AP / CDC)

Fonte: Giornalettismo

mercoledì 30 luglio 2014

L'Unità sospende le pubblicazioni

Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci a partire da venerdì 1 agosto non sarà più in edicola. Lo comunica Nuova iniziativa editoriale spa in liquidazione, società editrice del quotidiano. La decisione, dovuta alle grave situazione economica, arriva poco dopo le celebrazioni del 90esimo anniversario della nascita. Ecco il comunicato sul sito del quotidiano.

HANNO UCCISO L'UNITA'

I liquidatori di Nuova iniziativa editoriale spa in liquidazione, società editrice de l'Unità, a seguito dell'assemblea dei soci comunicano che il giornale sospenderà le pubblicazioni a far data dal 1 agosto 2014.
EMANUELE D'INNELLA
FRANCO CARLO PAPA

IL COMUNICATO DEL CDR: “FINE DELLA CORSA”
Fine della corsa. Dopo tre mesi di lotta, ci sono riusciti: hanno ucciso l'Unità. I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica. Gli azionisti non hanno trovato l'intesa su diversi percorsi che avrebbero comunque salvato il giornale, e che i due liquidatori avevano chiesto di approvare. Un fatto di gravità inaudita, che mette a rischio la sopravvivenza di una voce libera e autorevole dell’editoria italiana, oltre che un’ottantina di posti di lavoro in un momento di grave crisi del settore dell’informazione.

LA PRIMA PAGINA DELL'UNITA ' DI OGGI





















Nonostante tutto i dipendenti de l’Unità non si sentono soli. Anzi. Appena si è diffusa la notizia molti lettori ci hanno espresso la loro solidarietà, e questo per i giornalisti è un fatto molto importante. Il senso di comunità che questa redazione ha sempre mantenuto è emerso anche in questa occasione, come tutte le altre dolorose occasioni che purtroppo hanno accompagnato la vita del giornale negli ultimi anni. Il cdr rivendica di aver mantenuta alta la bandiera del giornale, anche quando il suo destino sembrava impantanarsi nelle sabbie mobili di una gestione scellerata, che ha aperto le porte del capitale ad azionisti incompatibili con la storia del giornale. Proprio quegli azionisti che ieri hanno contribuito ad affossare la testata. Non abbiamo perso la nostra bussola neanche quando tra le diverse offerte per rilevare la testata è spuntata quella dell’onorevole Santanchè. Anche a lei abbiamo detto: no, grazie. Sapevamo che altre ipotesi erano percorribili, e anche che il Pd si stava occupando della vicenda. Lo sapevamo e lo speravamo. Evidentemente ci siamo sbagliati. E a pagare oggi siamo innanzitutto noi.

I lavoratori agiranno in tutte le sedi per difendere i propri diritti. Al tempo stesso, con la rabbia e il dolore che oggi sentiamo, diciamo che questa storia non finisce qui. Avevamo chiesto senso di responsabilità e trasparenza a tutti i soggetti, imprenditoriali e politici. Abbiamo ricevuto irresponsabilità e opacità. Questo lo grideremo con tutta la nostra forza. Oggi è un giorno di lutto per la comunità dell'Unità, per i militanti delle feste, per i nostri lettori, per la democrazia. Noi continueremo a combattere, a chiedere a chi ci promette un futuro di darci certezze oggi. Di assicurare solidità patrimoniale. E a chi promette invece sostegno politico, diciamo che oggi è tardi per esprimere solidarietà. Chi in questi giorni visiterà le nostre feste, non troverà il giornale. Ci sembra inaccettabile.

IL COMUNICATO DELLA FNSI: VICINI AI COLLEGHI
La notizia che non avremmo voluto ricevere è purtroppo arrivata: l'Unità dal primo agosto sospende le pubblicazioni e tutti i lavoratori - giornalisti, amministrativi e poligrafici - saranno posti in Cassa integrazione a zero ore. I collaboratori perderanno il lavoro. Una svolta drammatica, purtroppo temuta e quasi annunciata in questi mesi di continui rinvii e di rimpallo di responsabilità tra azienda e politica. Ora tutti gli sforzi debbono essere posti nello sforzo per tentare il ritorno in edicola e per salvaguardare i diritti dei lavoratori dipendenti, che da tre mesi non ricevono gli stipendi, e dei collaboratori. Il Sindacato nazionale dei giornalisti, assieme al le Associazioni regionali, esprime solidarietà a tutti i lavoratori del giornale e conferma che intende affiancare i colleghi de l'Unità nelle azioni che si renderanno necessarie per tutelarne i diritti.
GIOVANNI ROSSI, PRESIDENTE FNSI

Fonte: l'Unità

martedì 29 luglio 2014

Chi è Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della FIGC


Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della FIGC, è stato processato e condannato cinque volte. È stato condannato a 4 mesi di reclusione nel 1970 per falsità in titolo di credito continuato in concorso, a 2 mesi e 28 giorni di reclusione nel 1994 per evasione fiscale e dell’Iva, a 3 mesi di reclusione nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per abuso d'ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento, più multe complessive per oltre 7.000 euro. Quest'uomo potrebbe diventare Presidente della FIGC. Evviva il calcio italiano.

Pochi giorni fa lo stesso Tavecchio pronunciò, durante l'assemblea estiva della Lega Dilettanti, questa frase che ha scatenato tante polemiche: "L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Poba (nome di fantasia n.d.r.) è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree". 

Il 28 luglio la FIFA ha chiesto alla FIGC di aprire un'indagine sul caso, ricordando alla Federcalcio come la lotta contro il razzismo sia obiettivo di massima priorità ed affermando di aver allertato Jeffrey Webb, presidente della Task Force internazionale contro il razzismo e la discriminazione.