lunedì 19 giugno 2017

Mali, uccisi i cinque attentatori del resort turistico

Alcuni uomini armati hanno fatto irruzione in un resort turistico frequentato da occidentali a Bamako, in Mali, provocando cinque morti. Le autorità hanno salvato 36 ostaggi, tra cui 13 cittadini francesi

Le Campement resort sotto attacco.

Le forze di sicurezza del Mali hanno ucciso cinque miliziani coinvolti in un attacco a un resort di lusso popolare tra i turisti occidentali nella capitale Bamako. Gli uomini armati hanno attaccato il resort Le Campement Kangaba domenica 18 giugno 2017, uccidendo quattro dei suoi ospiti e un soldato. Le autorità hanno salvato 36 persone, tra cui anche 13 cittadini francesi.

Durante l’azione militare è stato ucciso anche un cittadino portoghese membro della missione dell’Unione europea in Mali, secondo quanto riferito dall’Alto commissario per gli Affari Esteri Ue Federica Mogherini. Anche un altro membro della delegazione, di origine maliana, è stato ucciso.

Per il ministro alla Sicurezza del Mali si è trattato senza dubbio di un attentato terroristico, ma nessun gruppo ha rivendicato l’attacco finora.

I testimoni raccontano di aver udito degli spari e di aver visto una colonna di fumo elevarsi dal resort Le Campement. Sul luogo sono accorse le forze armate del Mali e quelle francesi anti-jiahdiste.

A novembre del 2015 un attentato aveva colpito il Radisson Blu Hotel di Bamako, causando la morte di venti persone, una settimana dopo gli attacchi di Parigi.

(Nella foto qui sotto una mappa del Mali).


 Fonte: The Post Internazionale

Cosa sappiamo finora sull’attacco di Finsbury Park a Londra

Un uomo è morto e otto persone sono rimaste ferite dopo che un furgone ha travolto la folla all'uscita di una moschea a nord di Londra. L'uomo alla guida è stato arrestato

Il luogo dell'attacco a Finsbury Park a Londra. Credit: Neil Hall

Un furgone bianco ha travolto la folla di fedeli musulmani all’uscita di una moschea a Finsbury Park, nel nord di Londra, poco dopo la mezzanotte di lunedì 19 giugno 2017.

Un uomo è morto e otto persone sono state trasportate in ospedale. Altri feriti sono stati medicati sul posto.

L’autista del furgone, un uomo bianco di 48 anni, è stato arrestato sul posto dalla polizia dopo essere stato bloccato da alcuni passanti.

La premier britannica Theresa May ha detto che le autorità stanno trattando l’accaduto come un “potenziale attacco terroristico” e ha annunciato che presiederà un consiglio di emergenza Cobra lunedì mattina.

La polizia metropolitana ha annunciato che le autorità antiterrorismo stanno indagando.

Jeremy Corbyn, deputato eletto in una circoscrizione che include Finsbury Park, ha detto di essere “totalmente scioccato”.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha detto che si tratta di un “orrendo attacco terroristico contro londinesi innocenti”.

Il furgone bianco ha colpito la folla di fronte alla Muslim Welfare House su Seven Sisters Road. Due testimoni hanno detto che tre persone sono uscite dal furgone, ma la polizia ha reso noto che non ci sono altri sospetti al momento.

La moschea di Finsbury Park, nel nord di Londra. Credit: Hannah McKay 

Il Consiglio musulmano, organizzazione che rappresenta i musulmani britannici, ha parlato di “un atto violento di islamofobia” e ha chiesto più sicurezza nei pressi delle moschee.

Le strade della zona erano affollate perché l’attacco è avvenuto appena dopo la fine delle preghiere vicino la moschea di Finsbury Park.

Le forze antiterrorismo britanniche hanno fatto sapere che l’incidente ha tutte le caratteristiche di un attacco terroristico. Ma l’uomo che è stato arrestato è accusato di omicidio. Tutte le vittime erano musulmane. A bordo del furgone non si trovava nessun altro secondo la polizia.

Alcune polemiche sono sorte sull’orario in cui è intervenuta la polizia, secondo alcuni testimoni infatti è trascorsa un’ora o mezz’ora. La ministra dell’Interno Amber Rudd ha detto che il fatto è stato trattato da subito come un attacco terroristico.

Il portavoce della polizia ha detto che l’attacco è avvenuto in un orario “difficile” per i servizi di sicurezze e ha ringraziato la comunità che ha bloccato l’autista del furgone.

La polizia ha reso noto che l’attentatore di Finsbury Park non era noto ai servizi di sicurezza.

Alcuni uomini pregano dopo l’attacco. Credit: Neil Hall

Fonte: The Post Internazionale

Un attentatore si è schiantato con la sua auto contro un furgone della polizia a Parigi

L'uomo era armato e potrebbe essere stato ucciso dagli agenti che si trovavano sugli Champs-Elysees. Sul caso sta indagando la procura antiterrorismo.


La polizia francese ha detto che è in corso un’operazione di polizia agli Champs-Elysees, nel centro di Parigi, lunedì 19 giugno 2017.

Secondo la Bbc, un’auto contenente bombole a gas, armi, tra cui un kalashnikov e munizioni si è scontrata contro un furgoncino della polizia scatenando un’esplosione. Secondo l’Afp, che cita il ministro degli Interni, l’uomo è morto.

L’annuncio è stato dato anche sul profilo Twitter della polizia, con cui si chiedeva al pubblico di evitare la zona.

Fonti degli Interni fanno sapere che si è trattato di un atto di “terrorismo” e che l’attacco alla Gendarmerie sarebbe stato “deliberato”. Sul caso sta indagando la procura antiterrorismo, ma secondo la polizia la situazione è adesso sotto controllo e non ci sono feriti tra gli agenti.

L’uomo, 31enne, era noto all’intelligence, con la sigla S, che indica dei soggetti sospetti radicalizzati.

Alcune persone hanno riferito sui social media che un’automobile ha preso fuoco nell’area e che ci sarebbe un uomo a terra.

In Francia è in vigore lo stato di emergenza, dopo l’ondata di attacchi terroristici che ha colpito il paese negli ultimi due anni.

Lo scorso 20 aprile in un altro attentato sugli Champs Élysées era rimasto ucciso un poliziotto.

Le linee 1 e 13 della metropolitana sono state sospese e la fermata Champs Élysées è stata chiusa.



 Fonte: The Post Internazionale

domenica 18 giugno 2017

Theresa May ammette che non è stato fatto abbastanza per le vittime della Grenfell Tower

Il sistema sanitario londinese offrirà un’assistenza psicologica particolare ai sopravvissuti e alle loro famiglie. Il governo aumenterà il personale a supporto delle vittime

L’incendio della Grenfell Tower ha causato almeno 58 vittime e le proteste dei sopravvissuti

La prima ministra Theresa May ha dichiarato che l’assistenza alle vittime dell’incendio della Grenfell Tower è stata insufficiente. Ha assicurato inoltre che tutti i sopravvissuti avranno una casa nello stesso quartiere entro tre settimane.

Downing street ha poi promesso un maggiore impegno nei confronti dei superstiti con più personale a disposizione delle famiglie e un potenziamento dei numeri di emergenza per fornire loro aiuto e informazioni di base.

“Il sistema sanitario di Londra fornirà un supporto psicologico specializzato e a lungo termine a coloro che hanno perso i propri cari” ha dichiarato la prima ministra.

“L’incendio alla Grenfell Tower è stata una tragedia inimmaginabile per la comunità locale e per il nostro paese” ha aggiunto May.

La prima ministra era stata criticata nei giorni scorsi per non aver voluto incontrare le famiglie delle vittime, a differenza di quanto fatto dal leader del partito laburista Jeremy Corbyn e dal sindaco di Londra Sadiq Khan. Alcuni manifestanti hanno anche chiesto a Theresa May di dimettersi.

May è stata difesa da Rachel Johnson, giornalista e sorella del ministro degli esteri ed ex sindaco di Londra, Boris Johnson. “Anche Theresa May è una vittima dell’incendio alla Grenfel Tower. Qualsiasi cosa faccia in questo momento viene considerata sbagliata” ha dichiarato alla LBC, una popolare stazione radio di Londra.

Anche Andrea Leadsom, leader della Camera dei Comuni e compagna di partito della May, aveva cercato di difendere la prima ministra durante un incontro con alcuni superstiti alla tragedia, subendo le critiche dei presenti.

Fonte: The Post Internazionale

Almeno 62 persone sono morte in un incendio in Portogallo

La possibile causa dell'incendio è da ricercare nell'ondata di caldo straordinaria che ha colpito il paese, con temperature superiori ai 40 gradi in alcune zone

A forest fire is seen near Bouca, in central Portugal, June 18, 2017. REUTERS/Rafael Marchante 

Almeno 62 persone sono morte in un incendio in Portogallo, nell’area di Pedrógão Grande, 50 chilometri a sud-est di Coimbra. Altre 59 persone, tra cui alcuni vigili del fuoco, sono rimaste ferite.

“Si tratta della più grande tragedia degli ultimi anni per quanto riguarda gli incendi boschivi”, ha detto il primo ministro Antonio Costa.

Il bilancio delle vittime potrebbe salire ulteriormente. Il ministro dell’interno, Jorge Gomes, ha detto che almeno 30 di coloro che sono morti sono stati trovati all’interno delle loro automobili, mentre cercavano di sfuggire dalle fiamme.

Molte case sono state distrutte. Continua la ricerca di corpi delle vittime e di dispersi. Nella notte sono scoppiati circa 60 incendi boschivi che hanno visto 1.700 vigili del fuoco a lavoro.

Le fiamme diffondono “con grande violenza” su quattro direzioni vicino Pedrógão Grande, ha specificato Gomes.

Il governo spagnolo e l’Unione europea sono intervenuti con aerei anti-incendio e mezzi di soccorso.

La possibile causa dell’incendio è da ricercare nell’ondata di caldo straordinaria che ha colpito il Portogallo, con temperature superiori ai 40 gradi in alcune zone.

“Sono completamente sbalordito dal numero di morti. Non ricordiamo un’altra tragedia di simili proporzioni”, ha detto Valdemar Alves, sindaco di Pedrógão Grande.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 15 giugno 2017

Almeno 31 civili sono morti in un attentato a Mogadiscio

L'attentato è stato rivendicato dal gruppo militante al Shabaab. Un uomo si è scagliato con un’autobomba contro l’ingresso del Posh Hotel

Un'immagine del luogo dove è avvenuta l'esplosione a Mogadiscio.

Almeno 31 persone sono morte il 14 giugno a Mogadiscio, capitale della Somalia, in un attacco suicida rivendicato dal gruppo militante islamista al Shabaab.

Un uomo si è scagliato con un’autobomba contro l’ingresso del Posh Hotel e alcuni uomini armati hanno preso in ostaggio un gruppo di persone all’interno del ristorante adiacente.

La autorità sono riuscite a entrare all’interno dell’edificio dopo diverse ore. Cinque degli attentatori sono stati uccisi.

Questo il comunicato di al Shabaab per rivendicare il gesto: “Un mujahide (combattente) con la sua autobomba è diventato un martire dopo essere entrato nel Posh Hotel, un locale notturno”.

Fonte: The Post Internazionale

Chi sono i due italiani dispersi nell’incendio al grattacielo di Londra

Gloria Trevisan e Marco Gottardi, entrambi architetti veneti, abitavano in un appartamento al penultimo piano della Grenfell Tower, dove sono morte almeno 17 persone

Foto da Facebook

I due cittadini italiani Gloria Trevisan e Marco Gottardi, architetti veneti di 27 e 28 anni, vivevano nel loro appartamento al 23esimo e penultimo piano della Grenfell Tower, il grattacielo londinese dove è divampato un incendio nella notte tra il 13 e il 14 giugno.

I ragazzi si trovavano nella capitale britannica da marzo 2017 per motivi di lavoro. Il padre di Marco Gottardi ha raccontato all’agenzia Ansa di essere stato al telefono con i ragazzi fino al momento in cui si sono accorti dell’incendio. “Ci hanno detto che l’appartamento era invaso dal fumo e le comunicazioni si sono interrotte: speriamo solo in un miracolo”, ha aggiunto l’uomo.

Nell’incendio, secondo l’ultimo bilancio di Scotland Yard, hanno perso la vita almeno 17 persone, e almeno 70 sono rimaste ferite.

Marco e Gloria si erano conosciuti all’Università di Venezia, dove entrambi si erano laureati in architettura. Lei viene da San Giorgio delle Pertiche, nel padovano, lui è originario di San Stino di Livenza, provincia di Venezia.

A marzo hanno deciso di partire per Londra per perfezionare il loro inglese. E dopo neanche due mesi avevano trovato entrambi un lavoro in due studi di progettazione diversi.

Fonte: The Post Internazionale

Trump è indagato per possibile ostruzione alla giustizia

Secondo il Washington Post il procuratore Mueller valuta l'ipotesi di un presunto ostacolo alla giustizia del presidente statunitense nel Russiagate

Il presidente Trump ha licenziato il capo dell'Fbi il 9 maggio. Credit: Kevin Lamarque

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sotto indagine da parte del procuratore speciale Robert Mueller per possibile “ostruzione alla giustizia”, secondo quanto riporta un’esclusiva del Washington Post mercoledì 14 giugno.

Il quotidiano cita funzionari anonimi e riferisce che tre ufficiali dell’intelligence hanno acconsentito ad essere interrogati dagli investigatori di Mueller.

Mueller sta indagando sulle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016 e possibili collusioni tra funzionari russi e membri della campagna di Trump. L’ex direttore dell’Fbi James Comey ha detto al Senato la scorsa settimana che ritiene di essere stato licenziato dal presidente per minare l’indagine sul Russiagate.

Secondo alcune fonti del Washington Post, l’indagine su Trump è stata aperta qualche giorno dopo il licenziamento di Comey, avvenuto il 9 maggio 2017.

Gli avvocati di Trump hanno definito “oltraggiosa” la fuga di notizie.

Il presidente Trump ha più volte negato qualsiasi collusione con la Russia, descrivendo l’inchiesta in corso come “una caccia alle streghe”.

Fonte: The Post Internazionale