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martedì 11 marzo 2014

Fukushima tre anni dopo


Era l’11 marzo 2011 quando un terremoto di magnitudo 9 sconvolge la regione giapponese del Tōhoku, scatenando uno tsunami di 11 metri che distrusse numerose comunità lungo la costa e colpì la centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Fu il secondo incidente nucleare più grave di tutti i tempi, dopo quello ucraino di Chernobyl. Nel terzo anniversario del disastro, il paese nipponico ha oggi ricordato con un minuto di silenzio, alle 14.46, le oltre 18mila vittime. Secondo le stime ufficiali 15.884 persone furono uccise dal terremoto e dallo tsunami, mentre 2636 persone risultano disperse. Ma non solo. Tre anni dopo, il nemico invisibile restano le radiazioni. Nel raggio di trenta chilometri dall’incidente nucleare, tutto è stato contaminato.


TRE ANNI DOPO IL DISASTRO DI FUKUSHIMA – Come ha ricordato la Stampa, è stata registrata una crescita anomala dei tumori alla tiroide. Sono i bambini i soggetti più vulnerabili: infanzie stravolte, anche giocare all’aperto può diventare un pericolo. Nelle aree più vicine al disastro tra settembre e febbraio i casi confermati fra i minori di 18 anni sono passati da 59 a 75. Ma, in generale, è l’intera popolazione che risiede nelle aree colpite a continuare a vivere in condizioni complicate. «Negli ultimi tre anni è stato possibile recuperare dalle difficoltà grazie ad un forte senso di solidarietà, facendo grandi sforzi per la ricostruzione», ha spiegato l’imperatore Akihito in una cerimonia in che si è svolta a Tokio. In 160mila sono stati costretti ad allontanarsi dalle aree più vicine al disastro nucleare. «Sono colpito dal fatto che così tante persone, in patria ed all’estero, continuano a sostenere questi sforzi in vari modi», ha aggiunto. La stampa nipponica ha ricordato come ancora oggi siano 267mila, in totale, le persone che vivono in rifugi temporanei nelle zone colpite dal disastro triplo (terremoto, tsunami e incidente nucleare). Il premier, Shinzo Abe, ha annunciato la realizzazione di una nuova autostrada nella regione entro maggio del prossimo anno. «Per poter accelerare la ricostruzione a Fukushima, cercheremo di velocizzare al massimo il progetto», ha promesso.

LA LENTA RICOSTRUZIONE - In realtà, nonostante le ripetute promesse del governo, molti rischiano di dover aspettare ancora diverse anni prima di trovare un nuovo alloggio. Soltanto il 3,5 per cento delle abitazioni “definitive” è stato costruito nelle province di Iwate e Miyagi. E le promesse di Abe non bastano più. Tutto mentre nel 2013 sono state oltre 600mila le persone che hanno denunciato lo Stato e la società che gestisce l’impianto devastato dallo tnunami, la Tokyo Electric Power (Tepco), per i danni subiti. Tra questi c’è anche un lavoratore della società che si trovava nella centrale al momento dell’incidente e che non ha mai potuto riprendere a lavorare per le ferite riportate. Per far fronte ai costi di ristrutturazione e alle migliaia di richieste di indennizzo, la Tepco ha approntato un fondo appoggiato dallo Stato pari a 36 miliardi di euro.

Sul Guardian è stato invece un consulente della stessa Tepco ad ammettere ieri come l’azienda «possa non avere avuto altra scelta al di fuori di quella di scaricare centinaia di migliaia di tonnellate di acqua contaminata nell’Oceano Pacifico». Parlando ai giornalisti in visita alla centrale alla vigilia del terzo anniversario del terremoto e dello tsunami del marzo 2011, è stato Dale Klein a spiegare come la Tepco deve ancora fornire rassicurazioni all’opinione pubblica sulla gestione della fuga di acqua radioattiva in mare, che continua ad ostacolare i lavori di manutenzione del sito. «La strategia a lungo termine della Tepco sulla gestione dell’acqua radioattiva è una questione che mi tiene sveglio di notte», ha spiegato l’ex presidente della Commissione per la regolamentazione nucleare degli Stati Uniti, ora . «Immagazzinare enormi quantità di acqua in loco non è sostenibile. Un rilascio controllato è molto più sicuro che mantenere l’acqua in loco», ha commentato, secondo quanto si legge sul quotidiano britannico. Sulla gestione dell’acqua la Tepco sta «facendo progressi», ma non ancora abbastanza secondo l’esperto. «È frustrante che l’azienda faccia quattro o cinque passi in avanti e poi due indietro. E ogni volta che si ha una perdita, questa contribuisce a una mancanza di fiducia. C’è spazio per un miglioramento su tutti i fronti», ha concluso.

LE CRITICHE AL GOVERNO – La stessa bonifica della zona di Fukushima non è mai realmente iniziata, considerato come Tokyo e la Tepco si siano rimpallate le responsabilità sull’intervento. Tutto mentre c’è l’impressione che l’esecutivo nipponico voglia dimenticare in fretta Fukushima, tornando a spingere per il piano di riattivazione degli impianti nucleari nel Paese. Nonostante questi restino ancora oggi spenti, il Giappone è riuscito a garantire ai propri cittadini il fabbisogno energetico richiesto. Non senza conseguenze negative per i propri conti economici, dato l’aumento del disavanzo della propria bilancia commerciale. Le critiche all’esecutivo riguardano anche la scelta della capitale nipponica di ospitare le Olimpiadi del 2020, dopo quelle del 1964. Se non manca chi interpreta i Giochi Olimpici come un’opportunità di rinascita per il Paese, c’è chi ritiene che l’evento possa spostare finanziamenti e lavoratori dalla ricostruzione post-Fukushima nelle aree del disastro.

Fonte: Giornalettismo

venerdì 22 novembre 2013

Adesso in Campania si cercano rifiuti nucleari

In Campania si cercano scorie nucleari. Ad averle sepolte sotto frutteti e zone agricole, secondo le rivelazioni del pentito Schiavone, la Camorra che nei decenni passati ha intombato a prezzi irrisori tonnellate e tonnellate di rifiuti, alcuni anche radioattivi.

Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, ha spiegato che per ora non è stata trovata alcuna conferma alla dichiarazione del pentito ma che le ricerche continueranno. A La vita in diretta, alcuni giorni fa, il pentito Schiavone aveva infatti raccontato metodi e tariffari di quello che per anni è stato un modus operandi tale da avvelenare una delle terre e delle zone più belle d’Italia: «Scaricavamo su un’area di 150-200 ettari. I contadini prendevano 45 milioni di lire a buca, il nostro guadagno era di 15 milioni. Ad un certo punto un avvocato gli propone di sotterrare dei fusti. Ci offrivano 200mila lire a fusto. Feci i conti e alla fine, venivano fuori guadagni di miliardi». «Io mi sono ribellato – racconta – quando hanno cominciato a scaricare rifiuti tossici e rifiuti atomici. Là sotto c’è qualcosa di nucleare». In quell’occasione, prosegue, «mio cugino mi dice: ‘Carmine, ma sei impazzito, ma che vogliamo uccidere tutta Casale, tutta la provincia di Caserta?’ Allora ho detto ‘hai ragione, non se ne fa nientè». Due anni dopo però, dice ancora Schiavone, «ho scoperto che avevano continuato a scaricare fusti in tutto il litorale. I contadini continuarono a guadagnare. Solo che hanno continuato a usare quell’acqua fetida per irrigare».

Ma ancora prima, alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, già nel 1997 Schiavone aveva affermato: “sono inoltre al corrente del fatto che arrivavano dalla Germania dei camion che trasportavano fanghi nucleari, che sono stati scaricati nelle discariche”. Nella stessa deposizione, Schiavone parlava anche di rifiuti di ogni tipo provenienti da Massa Carrara, Genova, La Spezia, Santa Croce sull’Arno, Milano e Arezzo. E su i terreni su cui vennero sversate sostanze radioattive, oggi ci sono allevamenti di bufale. “Gli abitanti [...] – aggiunge Schiavone – rischiano di morire tutti di cancro entro vent’anni”.

E mentre la politica nazionale continua a parlare di Ruby Rubacuori e delle beghe del Partito democratico, la Campania scandaglia con terrore i propri terreni. Il rischio concreto è che l’Itaila sia divenuta il sito illegale di stoccaggio di scorie e rifiuti non solo nostrani ma europei.

Fonte: Diritto di critica

sabato 5 maggio 2012

Il Giappone spegne l'ultimo reattore nucleare

Oggi il Giappone spegne il suo ultimo reattore nucleare. La Hokkaido Electric Power disattiverà l'unità n.3 della struttura di Tomari, l'ultima centrale nucleare attiva delle 54 giapponesi. Complimenti al Giappone. Fukushima ha evidentemente insegnato...

domenica 11 marzo 2012

Un anno fa la tragedia di Fukushima

Esattamente un anno fa, l'11 marzo 2011, avvenne un disastroso terremoto che devastò la città giapponese di Fukushima (seguita dalla crisi nucleare che tutt'ora persiste). Le vittime furono 15.854, a cui vanno aggiunti 3.155 dispersi, 26.992 feriti, 343.935 sfollati, 129.107 case totalmente distrutte, 254.139 edifici danneggiati

martedì 14 giugno 2011

Questa donna non sta bene

"Se il referendum passa vuol dire che il paese è con noi. Se con l’esito referendario dovesse confermarsi la tendenza ad una contrarietà al nucleare altro non significherebbe che un allineamento alle scelte governative". Lo ha dichiarato Daniela Santanchè.

Questa donna non sta bene. Aiutatela per favore.

sabato 11 giugno 2011

Referendum: i 4 quesiti nei dettagli

Ormai ci siamo. Domenica 12 e lunedì 13 giugno si vota per 4 referendum abrogativi.

I referendum abrogativi sono previsti dall’art. 75 della Costituzione, e prevedono l’annullamento di una legge esistente. Vediamo i 4 quesiti nei dettagli:

SERVIZI DI FORNITURA DELL’ACQUA AI PRIVATI – Al primo quesito, dal titolo “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”, è associata la scheda di colore rosso. Il referendum, promosso dal “Forum Italiano dei movimenti per l’acqua”, prevede l’abrogazione dell’art. 23 bis del decreto legge 112/2008 (“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”), meglio conosciuto come decreto Ronchi. Il provvedimento stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati – attraverso gara – o a società a capitale misto pubblico-privato. Nel secondo caso, il privato deve essere sempre scelto attraverso una gara e deve detenere almeno il 40% del capitale in questione.

TARIFFE DEL SERVIZIO IDRICO – Il secondo quesito referendario (“Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”) riguarda nuovamente l’acqua. In questo caso la scheda è di colore giallo. I promotori del referendum chiedono l’abrogazione del comma 1 dell’art. 154 del cosiddetto Codice dell’Ambiente, che stabilisce la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua e il cui importo prevede anche la remunerazione per il capitale investito dal gestore. A quest’ultimo spetterebbero infatti profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% della cifra investita senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

NUCLEARE – Alla scheda di colore grigio è affidato il quesito più discusso nella rotta di avvicinamento al 12 e 13 giugno, promosso dall’Italia dei Valori e da alcune associazioni ambientaliste. Stiamo parlando del nucleare e della possibilità che in futuro, nel nostro paese, vengano costruite nuove centrali. Nell’art. 5 (“Sospensione dell’efficacia di disposizioni del decreto legislativo num. 31 del 2010”) del decreto legge n. 34/2011, il governo Berlusconi ha incluso una moratoria di un anno sull’avvio del programma nucleare. Un successivo emendamento contenuto nel decreto omnibus, che intendeva abrogare numerose disposizioni fra cui quelle relative alla realizzazione di nuove centrali, non ha indotto la Cassazione ad invalidare il quesito, che si svolgerà regolarmente. Nel nostro paese, con un referendum consultivo, la Sardegna ha già detto no alla costruzione di nuovi impianti.

LEGITTIMO IMPEDIMENTO – L’altro quesito promosso dal partito di Antonio Di Pietro è quello sul legittimo impedimento (scheda di colore verde). Il referendum chiede l’abrogazione di alcune norme della legge n. 51/2010, secondo cui il presidente del Consiglio e i ministri possono invocare il legittimo impedimento a comparire in un’udienza penale, qualora imputati, in caso di concomitante esercizio di attività essenziali alle funzioni di Governo. I promotori del referendum chiedono che della legge, dichiarata parzialmente incostituzionale dalla Corte con sentenza del 13 gennaio scorso, vengano abrogati l’art. 1, 2, 3, 5 e 6.

I seggi saranno aperti dalle ore 8.00 alle ore 22.00 di domenica, e dalle ore 7.00 alle ore 15.00 di lunedì. Per votare occorre presentare un documento di identità e la tessera elettorale. Per il raggiungimento del quorum devono recarsi alle urne il 50% + 1 degli aventi diritto.

mercoledì 1 giugno 2011

La Cassazione ha detto SI al referendum sul nucleare

Il referendum sul nucleare si terrà il 12 e 13 giugno insieme ai due sulla privatizzazione dell'acqua e a quello sul legittimo impedimento. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza presentata dal Partito democratico che chiedeva di trasferire il quesito sulle nuove norme votate nel decreto legge Omnibus. La richiesta di abrogazione rimane quindi la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà alle nuove norme (art. 5, commi 1 e 8) e dovrà essere modificato il quesito.

Dunque il 12 e 13 giugno ci sarà anche il referendum sul nucleare.

mercoledì 4 maggio 2011

Referendum di giugno: informare è un dovere...

Manca poco più di un mese ai referendum di giugno ma sono ancora molte le persone che non ne sono a conoscenza o che non sanno precisamente su cosa si basano i referendum. C'è un abisso poiché su internet ne parlano tutti mentre la Rai censura e i 'media tradizionali' tacciono. Inoltre il governo boicotta e le cricche gioiscono al solo pensiero di poterci far pagare un bene come l'acqua o di poter costruire tante belle centrali nucleari in giro per l'Italia. In tutto questo Berlusconi non sta nella pelle pregustando la possibilità che non si raggiunga il quorum sul quesito che più lo preoccupa, quello sul legittimo impedimento, e mettendo per questa via la parola fine al principio di uguaglianza davanti alla legge.

Il messaggio che lancio anche io è semplicemente quello di trasmettere una giusta preoccupazione, quella che il referendum venga affossato dalla censura poiché, come tutti sapete, se non vanno a votare il 50% più uno degli elettori, il referendum non sarà considerato valido. Per questo dobbiamo informare tutti, in qualsiasi modo: col passaparola e soprattutto su internet (blog e social network).

Un'altra iniziativa che tutti noi possiamo portare avanti, semplicissima ma molto significativa per informare che ci sono i referendum a giugno è quella degli sms. Ad esempio ciascuno di noi può inviare 2-3 sms a persone a noi vicine (parenti, amici, colleghi) con questo testo: "Il 12-13 giugno non prendere impegni, si vota il referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento, inoltra a 3 amici". Ci costa qualche centesimo ma lo riguadagneremo in salute e in diritti.


Informare è un dovere, non a caso questo blog si chiama così...

martedì 26 aprile 2011

Si alle energie rinnovabili, no al nucleare


Guardatevi solo per un attimo intorno, magari quando decidete di fare una corsa o una passeggiata rilassante nella natura. Noterete immediatamente che siamo circondati da alcuni elementi che sono indispensabili per vivere: la luce, l'acqua e l'aria. Di tutti questi elementi, tramite il progresso e le tecnologie, l'uomo ne ha beneficiato per ricavarne energia. La natura ci ha dato l'opportunità di soddisfare le nostre esigenze, attraverso gli elementi che ci permettono poi di goderci la vita. Una fortuna.

Sono le energie rinnovabili, ossia quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani" e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Detto in maniera molto meno 'tecnica', o se preferite in parole povere, sono le forme di energia che possiamo trovare (sempre) in natura, e il cui sfruttamento è illimitato, inesauribile, pulito e sicuro. Appartengono alla categoria delle energie rinnovabili l'energia idroelettrica, solare, eolica, ma anche quella marina e quella geotermica.

Tutti gli elementi presenti sulla terra e all'interno di essa si possono, dunque, sfruttare per produrre energia. Mi chiedo da tempo, quindi, a che serve concentrarsi sull'energia nucleare?

Le tragedie di Cernobyl e quella recentissima di Fukushima hanno dimostrato la pericolosità di questa fonte di energia. Per quanto riguarda Cernobyl, l'incidente ha causato e causerà ancora nel futuro centinaia di migliaia di vittime e ancora oggi, a 23 anni di distanza, le ricerche scientifiche mostrano ancora impatti sia sulla flora che sulla fauna. Per quanto concerne Fukushima, invece, abbiamo constatato che nessuno può garantirci la sicurezza degli impianti. E se pensiamo che i giapponesi sono il popolo della tecnologia per antonomasia...

Le centrali nucleari, come sappiamo, generano scorie radioattive. Le scorie a vita media rimangono radioattive da 200 a 300 anni, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni e non esiste ancora un sistema per la gestione in sicurezza delle scorie nel lungo periodo.

Sul discorso dell'occupazione, gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare di Enel in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi” e dunque 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare.

Questione costi. Molti dicono: "il nucleare costa poco". Chi ce lo garantisce? Secondo il Dipartimento USA dell’energia un EPR costa, in euro, 7,5 miliardi, una cifra ben maggiore rispetto a quanto propagandato da Enel e governo (4,5 miliardi). Se poi teniamo conto dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e le future generazioni saranno ancora più elevati.

Il nucleare non è necessario, anche perchè entro il 2020 le fonti rinnovabili, insieme a misure di efficienza energetica, saranno in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo di Enel sul nucleare, tagliando drasticamente le emissioni di CO2.

Infine alcuni sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata da reattori. È una affermazione scorretta: anche se non è mai nullo, il rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl, sono una parziale barriera naturale per l’Italia.

Per i sopracitati motivi, quindi, il nucleare non è assolutamente indispensabile, anzi. Dunque si alle energie rinnovabili, no al nucleare.

sabato 23 aprile 2011

Fukushima insegna: per gli italiani la paura maggiore è la contaminazione dell’ambiente


Per un italiano su quattro (24%) il pericolo più temuto è la contaminazione dell’ambiente che batte addirittura gli effetti della crisi economica (20 per cento), le paure per la salute che derivano dal consumo dei cibi (17 per cento), il rischio di un incidente automobilistico (11 per cento), la criminalità e la malattia entrambe fonte di preoccupazione per il 10 per cento della popolazione.

Lo afferma la Coldiretti su una elaborazione dei dati Eurobarometro in occasione della giornata mondiale della terra, l’Earth Day, quest’anno è stata segnata dalla catastrofe nucleare di Fukushima in Giappone. “Un dramma che – afferma la Coldiretti in una nota – dimostra come scienza e tecnologia non sempre sono portatrici di verità assolute e che quando le applicazioni della scienza, ovvero le tecnologie, sono di portata tale che eventuali errori avrebbero ricadute globali e incontrollabili su salute e ambiente è importante seguire il principio della precauzione, dall’energia nucleare agli Organismi geneticamente modificati (Ogm)”.

giovedì 21 aprile 2011

Dopo il nucleare il Governo vuole disinnescare anche il referendum sull’acqua

Il Governo sta cercando di disinnescare il referendum sull’acqua pubblica così come quello relativo al nucleare. Se può farlo davvero, è una questione che si gioca in punta di diritto: la faccenda infatti non è poi così scontata.

Sono in gestazione modifiche al decreto Ronchi che ha disposto la privatizzazione dei servizi idrici: l’acqua rimarrebbe in mano ai privati, ma le tariffe verrebbero definite o dall’Autorità per l’Energia o dal Conviri, Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche.

Intravvedo una sotterranea lite fra i ministri delle Attività produttive e dell’Ambiente, cui fanno capo i due enti.

In ogni caso l’acqua, o meglio la sua gestione, rimarrebbe privata. Alla faccia della valanga di firme raccolte per il referendum.

Oggi il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani e il suo sottosegretario Stefano Saglia hanno parlato dell’opportunità (dicono) di intervenire per evitare il referendum sull’acqua. Saglia ha anche dichiarato che una parte dell’opposizione sarebbe d’accordo. Probabilmente si riferiva al Pd.

I referendum su acqua e nucleare del 12 e 13 giugno non si svolgeranno se, entro quella data, il Parlamento avrà modificato le leggi sottoposte al giudizio popolare.

Ma attenzione. Una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 68 del 1978, dice che “il tema del quesito sottoposto agli elettori non é tanto formato – in questa come in tutte le ipotesi del genere – dalla serie delle singole disposizioni da abrogare, quanto dal comune principio che se ne ricava”.

Se ne può dedurre che il referendum non ha luogo soltanto se la legge viene modificata nel senso – o nello spirito – voluto dai promotori del referendum.

E dunque le domande sono: il referendum sul nucleare voleva azzerare le disposizioni già emanate per la scelta dei siti nucleari (come propone il Governo) o voleva eliminare il ricorso all’energia nucleare? Il referendum sull’acqua mirava a far sì che le tariffe fossero decise da un ente pubblico o mirava invece a far rimanere interamente pubblica la gestione dell’acqua?

Se chiedessero a me, risponderei che i due referendum s’hanno ancora da fare. Dovrà comunque decidere la Cassazione.

Per il resto, mi stupisco che un primo ministro così sollecito ad invocare l’onnipotenza del popolo elettore si mostri così recalcitrante di fronte alla prospettiva che gli italiani si esprimano sul serio attraverso le urne.

Sarà mica che Berlusconi vede come il fumo negli occhi il raggiungimento del fatidico quorum perchè c’è un terzo referendum, quello sul legittimo impedimento, dal quale la sua (presunta) investitura popolare diretta potrebbe uscire alquanto ammaccata?

Sul Corriere della Sera “e adesso pronti a fermare il referendum sull’acqua” (via rassegna stampa del Governo, l’articolo non è on line)

Su Reuters Italia Romani, intervento legislativo per evitare il referendum sull’acqua

La composizione dell’Autorità per l’energia

La composizione della Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche

La sentenza della Corte Costituzionale numero 68 del 1978 sui referendum in caso di leggi modificate dal Parlamento (via Giornalettismo)

Fonte: Blogeko

giovedì 7 aprile 2011

Il disastro di Fukushima causerà 200.000 casi di cancro in cinquant’anni

Il fallout proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima, fuori controllo dall’11 marzo, ha innescato una sorta di macabra lotteria che distribuirà fra la gente un numero imprecisato di casi di cancro.

Per primo ha azzardato una stima Chris Busby, esperto di salute e radiazioni, che ha utilizzato il modello di rischio messo a punto dall’European Committee on Radiation Risk.

Risultato: poco meno di 200.000 casi di cancro nei prossimi 50 anni fra i circa tre milioni di persone che vivono a meno di 100 chilometri dalla centrale; moltissimi casi sarebbero evitabili trasferendo subito la popolazione altrove.

Il documento è dei primi di aprile, sulla base dei dati disponibili fino a fine marzo. A Fukushima però le cose (e i rilasci di radioattività) probabilmente andranno per le lunghe: il Governo giapponese ha ammesso che ci vorranno mesi per riportare sotto controllo la centrale.

L’European Committee on Radiation Risk è un gruppo informale fondato dai Verdi presso il Parlamento europeo. Sento già levarsi alti clamori: ma è di parte! E’ una stima gonfiata! Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il disastro di Chernobyl provocò solo 4.000 vittime fra la popolazione, come è possibile che in Giappone ne siano attesi così tanti? Eccetera eccetera.

Provo a rispondere. Personalmente, trovo del tutto inverosimile la stima dell’Oms sui morti di Chernobyl. L’Oms è legata da un accordo di cooperazione all’Iaea, l’agenzia atomica dell’Onu (trovate il link in fondo) che è dichiaratamente filonucleare.

Che le stime dell’Oms siano totalmente inverosimili lo pensano anche i medici dell’Ucraina e della Bielorussia, che dopo Chernobyl hanno dovuto fare personale e frequente conoscenza con casi di cancro prima relegati all’universo delle nozioni teoriche. In fondo è linkato un articolo del Guardian che approfondisce il tema.

Le stime sui casi di cancro per Chernobyl variano moltissimo. All’estremo opposto rispetto ai 4.000 casi calcolati dall’Oms ci sono i 6 milioni di casi attesi da Greenpeace.

Dove sta la verità, tanto per avere una pietra di paragone? Solo in Italia, che rispetto alla Bielorussia e ad altre zone d’Europa fu appena toccata da uno spiffero radioattivo proveniente da Chernobyl, l’Istituto Superiore per la Sanità ha stimato circa 3.000 casi mortali di cancro.

Alla luce soprattutto di quest’ultima cifra, la stima dell’l'European Committee on Radiation Risk non mi pare inverosimile. E’ una stima, appunto: altre ne verranno, forse più accurate, ma può dare un primo ordine di grandezza del rischio.

European Committee on Radiation Risk

La stima sui casi di cancro legati a Fukushima basata sul modello di rischio dell’European Committee on Radiation Risk (on line sul sito di Farewinds)

Dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Chernobyl, la reale portata dell’incidente

Il testo completo dell’accordo di cooperazione fra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e l’Organizzazione Mondiale per la Sanità

Sul Guardian la situazione attuale nelle zone più colpite dal fallout di Chernobyl

Un documento di Greenpeace contenente una tabella riassuntiva delle stime di casi di cancro legati a Chernobyl

Un vecchio articolo del Corriere della Sera in Italia 3.000 morti per Chernobyl

Fonte: Blogeko

venerdì 1 aprile 2011

Fukushima, radiazioni oltre i limiti a 40 km dalla centrale

La fascia di sicurezza di 20 chilometri intorno a Fukushima non basta più a garantire l’incolumità della popolazione. Trasportate dal vento, le particelle radioattive che continuano a fuoriuscire dall’impianto stanno raggiungendo zone sempre più distanti dal suo perimetro, contaminando il mare, il suolo, l’aria e gli organismi con cui entrano in contatto. A Ietate, un piccolo villaggio a una quarantina di chilometri dalla centrale, i tecnici dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica, inviati sul posto per effettuare campionamenti del terreno, hanno rilevato ieri livelli di radioattività superiori a quelli considerati pericolosi per la salute dall’agenzia stessa. Una scoperta che in realtà era già stata fatta da Greenpeace all’inizio della settimana, quando un suo team di esperti giunto sul luogo aveva denunciato la presenza di quantità di radiazioni tali da risultare nocive per l’organismo umano, chiedendo alle autorità nipponiche di procedere a un’immediata evacuazione della zona.

Alla richiesta dell’organizzazione ambientalista si è unita ieri quella dell’Aiea, che ha suggerito al governo di Tokyo di estendere la fascia di sicurezza intorno a Fukushima. Malgrado il moltiplicarsi delle pressioni, tuttavia, l’esecutivo nipponico non sembra intenzionato a prendere provvedimenti immediati. «Valuteremo attentamente la situazione sulla base dei dati forniti dall’Aiea ma non sembra che esista al momento la necessità di intervenire», si è limitato ad annunciare ai microfoni dei giornalisti Yukio Edano, segretario del gabinetto giapponese.

Le misurazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, unite a quelle dell’ente giapponese sul livello di iodio radioattivo nel mare vicino alla centrale (che ieri sono risultate 4.385 volte superiori alla norma e in aumento rispetto al giorno precedente) rafforzano l’ipotesi che i tentativi portati avanti dalla Tepco, la società che gestisce la struttura, per contenere le radiazioni non stiano dando i risultati sperati. Gli sforzi per raccogliere l’acqua radioattiva intorno ai reattori sono andati avanti per tutta la giornata di ieri, mentre a causa del maltempo sono state sospese le operazioni per spargere resina sintetica nell’area per trattenere le radiazioni. I tecnici continuano a a pompare l’acqua contaminata fuori dall’edificio delle turbine delle unità 1 e 3, anche se è quella presente nella trincea di manutenzione sotto il reattore 2 a preoccupare maggiormente dati gli alti livelli di radioattività registrati sulla sua superficie.

Contemporaneamente nelle tre strutture viene iniettata a getto continuo acqua dolce da un camion dei pompieri e da pompe elettriche, in modo da raffreddare il materiale presente all’interno. Intanto per la prima volta dall’inizio della crisi il premier Naoto Kan ha annunciato espressamente che la centrale di Fukushima sarà completamente smantellata. Fino ad oggi il leader del Partito democratico aveva invece lasciato intendere che l’ipotesi più probabile fosse il decommissioning dei reattori dall’uno al quattro, una soluzione che avrebbe comunque risparmiato il cinque e il sei. Ieri Kan ha anche incontrato il presidente francese Nicolas Sarkozy, giunto nell’arcipelago nipponico per una visita di solidarietà.

Nella conferenza stampa congiunta il premier giapponese ha sottolineato che il suo governo intende procedere a un attento riesame del settore nucleare: «Una volta che l’incidente sarà circoscritto, abbiamo bisogno di valutare il sistema attuale in cui viene lasciata la gestione degli impianti al settore privato». Dal canto suo Sarkozy ha proposto una riunione delle autorità dei Paesi del G20, a Parigi, per definire una normativa internazionale sulla sicurezza nucleare.

Fonte: Terranews

martedì 22 marzo 2011

La nube radioattiva arriva in Italia, ma i media non ne parlano

Secondo Meteo France giovedì è previsto l'arrivo della nube radioattiva di Fukushima sull'Italia. Le radiazioni, secondo gli esperti, saranno innocue e non desteranno particolari preoccupazioni. Ma nonostante ciò, i media nazionali non ne parlano come se, in realtà, stesse arrivando una perturbazione o un'ondata di freddo improvviso...

lunedì 21 marzo 2011

Ultime da Fukushima, nuovo allarme e pioggia radioattiva


Oggi a Fukushima è attesa la pioggia e la Nuclear safety commission of Japan (Nisa) ha detto che non ci sarà alcun effetto per la salute umana se le persone saranno esposte a piccole quantità di pioggia, ma ha aggiunto che «La gente dovrebbe ancora evitare di bagnarsi con la pioggia». Inoltre, proprio mentre si tirava un sospiro di sollievo per la stabilizzazione dei reattori della centrale nucleare di Fukushima, dal reattore 3 è fuoriuscito un nuovo pennacchio di fumo e la pressione è nuovamente in aumento, costringendo all'evacuazione dei "liquidatori" che si erano riavvicinati all'impianto.

E pensare che solo ieri era stato denunciato un accumulo di pressione nel reattore 3, con possibile emissione nell'aria di vapore radioattivo, ma la Nuclear safety commission of Japan (Nisa) aveva detto che non era necessario alcun rilascio per alleggerirla. L'aumento della pressione era stato causato dal pompaggio di acqua di mare nell'involucro del reattore, che ha prodotto vapore e quindi l'aumento di pressione. In molti si chiedono proprio che fine faccia (e quali conseguenza abbia e avrà) l'acqua di mare che viene pompata in quantità incredibili sui reattori per stabilizzarli, visto che fino ad ora nei grandi incidenti nucleari si era utilizzata acqua dolce dei fiumi. Daniel Zurosky, direttore del reparto radiation safety all'University South Carolina School of Medicine, ha detto all'Associated Press che «La contaminazione potrebbe anche aumentare nel pesce, un ingrediente base della dieta giapponese, a partire da materiale radioattivo che è entrata in acqua, diventano parte della catena alimentare e venir consumato dai pesci. I funzionari giapponesi devono di monitorare gli alimenti. Dopo Chenobyl, le autorità sovietiche non erano state in grado di capire i pericoli del fallout radioattivo che si diffuse in tutta l'area dei terreni coltivabili».

L'unica cosa certa è che alla fine Fukushima non rientrerà in funzione e sarà un nuovo monumento radioattivo al fallimento del nucleare, più grosso di Chernobyl. Anche secondo Nils Böhmer, il fisico Bellona che sta seguendo minuto per minuto la tragedia nucleare, «I reattori della centrale di Fukushima sono ormai storia. Alla fine saranno tutti sepolti nel cemento, come quello di Chernobyl». In molti sono anche dubbiosi su quello che sta combinando la Tepco con il collegamento all'energia elettrica dei due reattori che hanno subito le esplosioni di idrogeno a causa del loro surriscaldamento. «Io non credo che sia una cosa sicura per tutti. Tutti i reattori sono stati esposti a shock, quindi chissà se le tubazioni saranno ancora intatte...» ha detto al Los Angeles Times Edwin Lyman dell'Union of concerned scientists. Lyman vede comunque la stabilizzazione dei reattori come un buon segno ed un punto di svolta.

Per quanto riguarda le vasche del combustibile, la Nisa si è rifiutata di rispondere alle domande sui risultati delle misurazioni effettuate, ma ha confermato che sarà molto difficile operare nei fuel pool 3 e 4 a causa della gravità dei danni che hanno subito.

Intanto sale la preoccupazione per il cibo dopo che negli spinaci raccolti a Hitachi, una città della prefettura di Ibaraki a più di 100 Km a sud di Fukushima, è stato trovato iodio radioattivo 27 volte sopra al limite, mentre a Kitaibaraki, 75 Km a sud della centrale nucleare, lo iodio radioattivo negli spinaci è risultato essere 12 volte più del limite. Il governo giapponese si affanna a dire che non c'è nessun rischio per la salute umana, ma spinaci e verdure radioattivi sono stati trovati anche a Tochigi, nella prefettura di Chiba.

Latte contaminato da iodio è stato trovato in quattro comuni, spingendo il governo Fukushima invitare tutti allevatori dalla zona a bloccare volontariamente le spedizione del latte e non consumarlo essi stessi.

Il Ministero giapponese della scienza e tecnologia ha detto che materiali radioattivi sono stati trovati in campioni di acqua prelevati nelle prefetture di Tokyo, Tochigi, Gunma, Saitama, Chiba, Kanagawa e Niigata: «I livelli sono inferiori al limite ufficiale di 300 becquerel per chilogrammo fissato dalla Nisa» Ma giovedì scorso il ministero del welfare aveva trovato nell'acqua nei rubinetti 308 becquerel per chilogrammo di iodio. Secondo l'On russa ecodefence «Tracce di iodio radioattivo sono state registrate nelle tubazioni dell'acqua potabile nelle prefetture di Totogi, Gumma, Niggata, Tiba e Saitama. Inoltre, i campioni di acqua di Totogi e Gumma, che sono vicine alla prefettura di Fukushima, hanno mostrato segni di contaminazione da cesio».

Intanto il latte comincia a scarseggiare, anche perché diverse fabbriche di imballaggio sono state distrutte dallo Tsunami.

Secondo Ecodefence le rassicurazioni dei giapponesi somigliano troppo a quelle dei sovietici al tempo di Chernobyl e Glenn D. Braunstein del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles ha detto che anche i livelli di radiazione annunciati dalle autorità sanitarie giapponesi potrebbero essere dannosi per i bambini: «I bambini stanno crescendo ed i loro organi sono in crescita, quindi sono molto sensibili agli effetti delle radiazioni. Devono davvero evitare il latte proveniente dai dintorni del disastro del reattore».

sabato 19 marzo 2011

Ai referendum del 12 giugno per dire NO devi segnare SI


Ai referendum del 12 giugno per dire NO devi segnare SI

- Vuoi eliminare il ricorso all'energia nucleare? SI
- Vuoi cancellare la privatizzazione dell'acqua? SI
- Vuoi sbarazzarti del legittimo impedimento? SI

Il referendum passa se si raggiunge il quorum. Occorre che vadano a votare 25 milioni di italiani.

mercoledì 16 marzo 2011

I 50 eroi di Fukushima che combattono contro il mostro atomico


Come non pensare, nel fuggi fuggi generale che circonda per chilometri e chilometri la centrale nucleare di Fukushima, a quei 50 uomini che con spirito di sacrificio e abnegazione combattono contro il mostro atomico? I loro concittadini ed il mondo intero, con il fiato sospeso, hanno puntato gli occhi su di loro. Dal loro lavoro, da un loro successo, dipende la vita di migliaia di persone. Cinquanta uomini, 50 lavoratori e tecnici impegnati in un compito difficile, far raffreddare il più possibile le barre di combustibile nucleare della centrale, per tenere a bada il "mostro nucleare", per piegarlo e vincerlo affinchè non abbia a fare danni maggiori di quelli già fatti dal terremoto e dallo tsunami. Dicono siano sfiniti da turni massacranti ma che, nonostante la paura ed a volte un vero e proprio terrore di una imminente contaminazione, continuino imperterriti anche se esausti nel loro lavoro. Quanti di noi si sarebbero offerti volontari per imbrigliare e combattere il mostro? Loro lo hanno fatto, hanno alzato la mano dicendo sì alla domanda forse forse più difficile della loro vita. C'è chi sostiene lo abbiano fatto istintivamente senza pensare agli affetti familiari, alla moglie, ai figli , ai genitori. Altri invece, e forse i più attenti, affermano lo abbiano fatto proprio per questi. Qualunque siano state le loro motivazioni, quelle 50 persone meritano tutto il nostro rispetto, la nostra totale ammirazione. Quando si rischia la vita coscientemente e volontariamente per gli altri non si è solo uomini e neppure grandi uomini, si è semplicemente eroi.

Fonte: Azzurro

domenica 13 marzo 2011

Provate ad immaginare cosa potrebbe accadere in Italia

La centrale di Fukushima ora desta molta preoccupazione. Si va verso la fusione delle barre di combustibile. La situazione è gravissima...

E pensare che il Giappone investe molto in tecnologie antisismiche e nella messa in sicurezza degli impianti nucleari. Provate ad immaginare cosa potrebbe accadere in Italia. Vi sentireste tranquilli con le centrali nucleari sotto casa?

NO AL NUCLEARE

sabato 12 marzo 2011

Allarme fusione nucleare in Giappone

La terra ha continuato a tremare in Giappone ancora con epicentro la costa nord-est già devastata dal terremoto di ieri. Il giorno dopo la devastazione causata dallo tsunami, l'emergenza principale appare quella nucleare. L'area intorno alla centrale di Fukushima è stata evacuata e le autorità temono che si sia verificata una fusione nucleare.

mercoledì 2 febbraio 2011

La Corte Costituzionale boccia una parte della legge sul ritorno al nucleare

I ricorsi delle Regioni battono il Governo 2-1. Nel senso che poco fa la Corte Costituzionale ha bocciato una parte del decreto legislativo per il ritorno all’energia nucleare, stabilendo che è necessario il parere della Regione interessata dall’ubicazione di un impianto.

In precedenza la Corte Costituzionale, accogliendo un’istanza presentata da alcune Regioni, aveva bocciato un’altra parte della legge, quella relativa all’urgenza del nucleare. Aveva invece respinto il ricorso presentato dalle Regioni che verteva sul loro ruolo nel decidere dove collocare gli impianti.

Oggi appunto la terza sentenza, sempre in materia di sedi degli impianti e competenze delle Regioni. Il Governo dunque per ora perde 2-1, ma la telenovela giuridico-atomica non è ancora finita.

La Corte Costituzionale ha reso pubblica poco fa la sentenza n.33, relativa ad una parte del decreto legislativo 15 febbraio 2010 n. 31, “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi”,

Oggetto del contendere era – di nuovo – il ruolo delle Regioni. In particolare, erano in discussione le parti del decreto relative alla possibilità per lo Stato di scavalcare le Regioni contrarie ad accogliere un impianto sul proprio territorio.

La Corte Costituzionale ha stabilito in sostanza che le Regioni hanno la possibilità di far sentire la propria voce nel momento in cui il Governo sottopone alla Conferenza unificata Stato-Regioni l’elenco dei siti idonei ad accogliere gli impianti: di lì in poi, l’energia è una questione di interesse nazionale – semplifico, a costo di tagliare con l’accetta – e il Governo ha il diritto di dire l’ultima parola.

Tuttavia, ha aggiunto la Corte, il decreto sul ritorno al nucleare è incostituzionale nella parte in cui non prevede che la Regione sede di un impianto esprima il proprio parere sul rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio dell’impianto stesso. La Regione anzi, ha detto la Corte, dev’essere adeguatamente coinvolta, anche se il parere che le è richiesto non deve essere ritenuto vincolante.

Non so con che faccia qualcuno si azzarderà mai ad imporre una centrale nucleare ad una Regione che ha avuto modo di esprimere un no chiaro, tondo ed ufficialissimo.

La telenovela giuridico-atomica non è finita, dicevo. Resta ancora in piedi un ricorso promosso dalla Puglia, contro la toppa a mio avviso decisamente raffazzonata che il Governo ha cucito sulla sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha bocciato l’urgenza del ritorno al nucleare. Le Regioni possono vincere la partita 3-1, sicuro.

Sentenza della Corte Costituzionale n. 33 del 2011: ricorso di alcune Regioni sul decreto per il ritorno al nucleare

Fonte: Blogeko