mercoledì 4 novembre 2009

Addio a Claude Lévi-Strauss, padre dell'antropologia moderna


E' morto l'antropologo ed etnologo Lévi-Strauss. Era nato in Belgio il 28 novembre del 1908, fra pochi giorni avrebbe compiuto 101 anni.

Le origini, gli studi. Lévi-Strauss, di famiglia ebrea, nasce a Bruxelles ma si trasferisce presto con i genitori a Parigi dove suo padre lavorava come ritrattista. La sua formazione culturale avviene nel clima intellettuale parigino. Studia Legge e Filosofia alla Sorbona, non conclude gli studi in Legge ma si laurea in Filosofia nel 1931. Inizia a insegnare in un liceo di provincia - un'esperienza che condivide con Maurice Merleau-Ponty e con Simone de Beauvoir.

Le scienze umane, gli incontri decisivi. Le sue posizioni filosofiche sono molto critiche nei confronti delle tendenze idealiste e spiritualistiche della filosofia francese del periodo fra le due guerre. Scopre presto nelle scienze umane, in particolare nella sociologia e nell'etnologia, la possibilità di costruire un discorso più concreto e innovatore sull'uomo. Decisivi gli incontri con Paul Rivet, che conosce in occasione dell'esposizione di Jacques Soustelle al Museo Etnografico, e con Marcel Mauss, del quale fu allievo. Di quest'ultimo, lo segna in particolare il metodo utilizzato per spiegare e analizzare riti e miti dei popoli primitivi.

La scoperta del Brasile. Nel 1935 gli viene offerto di andare a insegnare Sociologia a San Paolo in Brasile, dove una missione culturale francese aveva avuto l'incarico di fondare una università. Sarà per Lévi-Strauss l'occasione per conoscere un mondo completamente diverso da quello europeo, ma soprattutto per entrare in contatto con le popolazioni indie del Brasile, che diventeranno l'oggetto delle sue ricerche sul campo.

Le spedizioni, l'analisi sul campo. Il suo esordio nel campo dell'antropologia avviene in maniera graduale. Nei primi tempi, quando è libero dagli impegni universitari, compie brevi visite nell'interno del paese. Organizza poi una spedizione di qualche mese tra i Bororo, un gruppo etnico del Brasile, e infine una missione, che durerà un anno, nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica dove incontrerà "i veri selvaggi", cioè le popolazioni meno acculturate e nello stesso tempo per lui più interessanti.

La guerra, la fuga a New York. Tornato in Francia nel 1939 entra nell'esercito allo scoppio della seconda guerra mondiale ma nel 1941, subito dopo l'armistizio, a causa delle persecuzioni contro gli ebrei, fugge e si imbarca per gli Stati Uniti. A New York conosce e frequenta altri intellettuali emigrati e insegna presso la Nuova scuola per le ricerche sociali. Insieme a Jacques Maritain, Henri Focillon e Roman Jakobson, è considerato uno dei fondatori dell'École Libre des Hautes Études, una specie di "università in esilio" per accademici francesi. E dal 1946 al 1947 lavora anche come addetto culturale per l'ambasciata di Francia.

Gli anni americani. Gli anni trascorsi a New York sono molto importanti per la formazione di Lévi-Strauss. La sua relazione con il linguista Jakobson gli è d'aiuto per mettere a punto il suo metodo di indagine strutturalista. Lévi-Strauss è anche considerato, insieme a Franz Boas, uno dei maggiori esponenti dell'antropologia americana. Disciplina, quest'ultima, che insegna presso la Columbia University a New York, lavoro che gli fa ottenere un titolo che gli servirà per essere accettato con facilità negli Stati Uniti.

Il ritorno in Francia, il dottorato alla Sorbona. Nel 1948 torna a Parigi e nello stesso anno consegue il dottorato alla Sorbona con una tesi maggiore e una minore - come era tradizione in Francia - dal titolo The Family and Social Life of the Nambikwara Indians (La famiglia e la vita sociale degli indiani Nambikwara) e The Elementary Structures of Kinship (Le strutture elementari della parentela). Quest'ultima viene pubblicata l'anno seguente e subito è considerata uno degli studi antropologici più importanti, realizzati fino a quel momento, sui rapporti di parentela.

"Tristes Tropiques", la popolarità. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta Lévi-Strauss continua le sue pubblicazioni, sempre con maggiore successo. La popolarità di Lévi-Strauss si deve a Tristes Tropiques, pubblicato nel 1955: in parte biografia, in parte riflessione filosofica sul viaggio, l'opera è soprattutto un diario sistematico dei suoi studi su quattro tribù primitive del Sud America. Nel 1959 diventa titolare della cattedra di Antropologia sociale presso il Collége de France. Dopo qualche tempo pubblica Structural Anthropology, con una raccolta dei suoi saggi. In quel periodo sviluppa un programma che comprende una serie di organizzazioni - come il Laboratory for Social Anthropology - e un nuovo giornale, L'Homme, sul quale pubblicare i risultati delle sue ricerche.

"Pensée Sauvage", il dibattito con Sartre. Risale al 1962 la pubblicazione di quello che, secondo molti studiosi, viene considerato il suo lavoro più importante, Pensée Sauvage, nel quale vengono delineate la teoria della cultura della mente e - nella seconda parte del lavoro - la teoria del cambiamento sociale: la seconda parte coinvolgerà Lévi-Strauss in un acceso dibattito con Jean-Paul Sartre riguardo alla natura della libertà umana.

Il grande progetto "Mythologiques". Ormai diventato molto popolare, Lévi-Strauss dedica la seconda metà degli anni Sessanta alla realizzazione di un grande progetto: quattro volumi di studi dal titolo Mythologiques. In essi, Lévi-Strauss analizza tutte le variazioni dei gruppi del Nord America e del Circolo Artico esaminando, con metodologia rigorosamente strutturalista, le relazioni di parentela tra i vari elementi. L'ultimo volume di Mythologiques viene pubblicato nel 1971.

I riconoscimenti. Nel 1973 Lévi-Strauss viene accolto dall'Académie Française. Nel 1975 riceve l'Earsmus Prize, ma negli anni ha avuto numerosi riconoscimenti e lauree ad honorem da università prestigiose come Oxford, Yale, Harvard e Columbia. E' stato membro di istituzioni celebri incluse la National Academy of Sciences, l'American Academy and Institute of Arts and Letters, l'American Academy of Arts and Sciences, l'American Philosophical Society.

Fonte: La Repubblica

Link:

- Lo strutturalismo
- Il pensiero di Lévi-Strauss

1 commento:

Andrea De Luca ha detto...

un grande studioso