sabato 20 giugno 2015

Giornata mondiale del rifugiato, l’Onu denuncia: governi incapaci di fermare le guerre

Secondo l’ultimo rapporto dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ci sono stati 59,5 milioni di profughi alla fine del 2014, rispetto ai 37,5 milioni di dieci anni fa. Più della metà sono bambini


L’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, António Guterres ha ammesso che “il mondo è un caos” e “non è possibile aiutare” molti dei quasi 60 milioni di migranti forzati. Oggi si celebra la giornata mondiale del rifugiato e Guterres ha denunciato la “totale incapacità da parte della comunità internazionale a lavorare insieme per fermare le guerre e costruire e mantenere la pace”.

L’ultimo rapporto dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unchr) ha riferito di un forte aumento del numero di persone costrette a fuggire dalle loro case, pari a 59,5 milioni alla fine del 2014, contro i i 51,2 milioni del 2013, sottolineando come più della metà dei rifugiati a livello mondiale siano bambini. Secondo l’Unhcr, nel 2014 ogni giorno 42.500 persone diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni, e in tutto il mondo una persona ogni 122 è attualmente un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo.

Tra le cause principali, il fatto che negli ultimi cinque anni sono scoppiati o si sono riattivati almeno 15 conflitti: otto in Africa (Costa d’Avorio, Repubblica Centrafricana, Libia, Mali, Nord-Est della Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan e quest’anno Burundi); tre in Medio Oriente (Siria, Iraq e Yemen); uno in Europa (Ucraina) e tre in Asia (Kirghizistan, e diverse aree del Myanmar e del Pakistan). Nel frattempo permangono da decenni le condizioni di instabilità e conflitto in Afghanistan, Somalia e in altri Paesi, rendendo costante il flusso di migranti da questi luoghi.

Fonte: Internazionale

1 commento:

Jan Quarius ha detto...

L'ONU non è che faccia più di tanto...