venerdì 18 marzo 2011

I figli della 'questione meridionale'


Come oramai tutti sapranno, l’Italia unita compie 150 anni. Quello che, dal 17 marzo 1861 a oggi, ci hanno insegnato è l’esistenza di una 'questione meridionale', intesa come ambizione del Sud di uscire dall’inferiorità impostagli dal Nord; a mitizzare i vari Garibaldi, Cavour, Mazzini, Vittorio Emanuele II e a sconsacrare briganti come Carmine Crocco e Giuseppe Nicola Summa, detto Ninco Nanco; ci hanno fatto credere che Garibaldi sia riuscito con mille uomini a liberarci dai Borbone; insomma ci hanno insegnato a crederci inferiori per il solo fatto di essere nati più a Sud di un Nord.

Quello che sapientemente hanno evitato di raccontare nei libri di storia ha altro 'sapore'. Ha il 'sapore' di un Sud derubato dei suoi averi, delle sue braccia, violentato nello spirito. Ha il 'sapore' di un Regno come quello duosiciliano che fino a prima dell’invasione sabauda era terzo al mondo per ricchezza dopo Inghilterra e Francia. Ha il 'sapore' di comunità, intesa come fosse comuni, come primi campi di concentramento in Europa istituiti dagli italiani del Nord per i 'fratelli' del Sud, o il cercare una terra desolata per deportarvi i meridionali e ucciderli senza essere osservati. Ha il 'sapore' di vuoto, vuoto come le banche, le regge, i musei, le case private derubate di ogni avere per pagare i debiti del Piemonte. Ha il 'sapore' di libertà, intesa come libertà per i piemontesi di violentare le donne, legarle ad un albero, abusarne e poi ucciderle. Ha il 'sapore' di mille patrioti, tutti o quasi avanzi di galera, contro pochi briganti, tutti o quasi in battaglia per difendere la propria terra. Ha il 'sapore' di mafia, quella pagata da Garibaldi per essere aiutato ad invadere il Sud. Ha il 'sapore' di politiche economiche nefaste, quelle che hanno aiutato il Nord ad industrializzarsi e il Sud ad essere emarginato e a migrare.

Questo miscuglio di sapori, ha il gusto dell’orrido, dell’ingiusto. D’altronde, gli italiani sono 'fratelli', ma ricordo che anche Abele e Caino lo erano...

Il Sud ha bisogno di un punto di partenza su cui potersi risollevare e, ridare alla gente del meridione una verità storica, sarebbe un bel punto da cui ripartire.

Giuseppe De Luca

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1 commento:

Giacomo ha detto...

Per Cavour e Garibaldi la nostra Sicilia non è stata una terra da liberare, ma una terra da conquistare.

Cavour in particolare non era interessato a unire l'Italia ma solamente ad allargare i confini del regno dei Savoia, per risollevare il Piemonte dalla recessione economica.

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