martedì 25 maggio 2010

Ciao Josè. In bocca al lupo


A volte un 'semplice' allenatore di una squadra di calcio può trasformarsi in un argomento da prima pagina, in un fenomeno mediatico, in una star, come succede più o meno con gli attori famosi. E' quello che è capitato a Josè Mourinho. Un uomo con un carattere misterioso, freddo, lui che nasce 47 anni fa nel mite Portogallo, a Setubal. Quando si presentò 2 anni fa in Italia già capimmo di che pasta era fatto. "Io non sono un pirla" disse alla sua prima conferenza stampa italiana. Da lì, Mourinho si fece conoscere è iniziarono a trapelare le prime critiche da parte della stampa. Nel corso di questi due anni i suoi gesti, le sue dichiarazioni, le sue 'uscite' hanno fatto discutere. Mourinho veniva criticato non perchè era vincente, ma per il suo carattere spavaldo e gradasso. Materiale in più per i giornalisti sportivi. E non solo. Forse al calcio italiano mancava una figura così. Ma dall'altra parte c'è da riconoscere la sua bravura e il suo capire di calcio. Le sue esperienze col Porto e col Chelsea insegnano. Poi, la definitiva consacrazione nell'Inter. E probabilmente anche grazie a lui se la squadra di Moratti quest'anno ha riconquistato la Champions League dopo ben 45 anni. Mica ieri insomma. Quindi a Mourinho vanno riconosciuti anche i meriti sportivi e non solo il suo carattere e il suo modo di fare. E' scontato ormai il suo addio all'Italia. In entrambi i casi ci mancherà. Ciao Josè e in bocca al lupo.

3 commenti:

Alessandro Cavalotti ha detto...

Come personaggio Mourinho non mi è mai piaciuto, ma a dare ragione, nello sport, sono unicamente i risultati. Gli va dato atto di aver costruito una squadra fortissima, solida e sicura di sé, che sarà molto difficile superare anche nei prossimi anni.
P.S. A scanso di equivoci, sono juventino...

Francesca ha detto...

La D'Amico la settimana scorsa ha parlato dell' impero immobiliare della Chiesa: molto interessante!
http://www.la7.it/trasmissioni/puntate.asp?Trasm=exit

logos nella nebbia ha detto...

Da interista condivido quanto tu hai scritto. Ma anche dal lato personale concordo con il tuo post.
Premetto che considero tuttora la squadra per cui tifo antipatica, non saprei bene il perchè ma il motivo principale sono la presenza di troppi stranieri motivandolo con il fatto che dovrebbe coltivare di più il vivaio, come una grande squadra dovrebbe fare, per sè e per la sua città.
Mourinho ha parlato sempre fuori dai denti, gli piace l'Inter ma non il calcio italiano, soprattutto ciò che ruota intorno. Una antipatia già dalle prime battute quindi andarsene è stata la cosa giusta per lui.
Non mi sono piaciute le dichiarazioni di qualche giocatore, facendo intendere che vorrebbe andarsene. Ci vuole più rispetto per i tifosi e per chi ti paga a peso d'oro con i soldi dei tifosi stessi in primis.
Non è mia abitudine parlare di calcio ma ho visto questo post carino e ho voluto dire la mia.
Ciao
Lorenzo