venerdì 2 marzo 2012

La Tav è inutile, 360 docenti universitari e ricercatori chiedono a Monti di non farla

La Tav Torino-Lione non serve a niente e costa tantissimo. Cosa taglieranno per realizzarla? La tua pensione, la scuola, la sanità?

Noto con enorme rammarico che fare un megabuco buco supplementare sotto le Alpi viene presentata come un problema di ordine pubblico mentre il rapporto costi-benefici, che dovrebbe essere centrale, è invece praticamente assente dal dibattito di questi giorni.

E con rammarico (se possibile) ancora maggiore constato che proprio sul nodo dei costi-benefici 360 uomini e donne di scienza – docenti universitari e ricercatori – stanno prendendo a metaforiche sberle scientifiche Monti, il Governo e tutti quelli che vogliono la Tav.

Dicono in sostanza che l’opera non è assolutamente giustificata nè giustificabile.

L’appello a Mario Monti afinchè “ripensi” la Tav Torino-Lione “sulla base di evidenze economiche, ambientali, sociali” è stato scritto da Sergio Ulgiati, Dipartimento di Scienze per l’Ambiente dell’Università Parthenope di Napoli; Ivan Cicconi, ricercatore nel settore delle costruzioni ed esperto di infrastrutture e appalti pubblici; Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana; Marco Ponti, professore ordinario di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano.

In coda all’appello ci sono 360 firme tutte provenienti da quegli stessi ambienti. E’ gente che – mi pare evidente – guarda alle cifre e ai fatti. Il nocciolo:

il progetto della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, inspiegabilmente definito “strategico”, non si giustifica dal punto di vista della domanda di trasporto merci e passeggeri, non presenta prospettive di convenienza economica né per il territorio attraversato né per i territori limitrofi né per il Paese, non garantisce in alcun modo il ritorno alle casse pubbliche degli ingenti capitali investiti (anche per la mancanza di un qualsivoglia piano finanziario), è passibile di causare ingenti danni ambientali diretti e indiretti

Il tutto viene poi argomentato punto per punto, vi rimando al testo in fondo: comunque, dicono i professori, il traffico merci Italia-Francia è crollato del 31% dal 2000 al 2009 (quindi prima della crisi economica), la linea ferroviaria storica è ora sottoutilizzata, la Torino-Lione costerebbe complessivamente 20 miliardi di euro (anzi circa 30, se si tiene conto dei prevedibili aumenti in corso d’opera) e questo, scrivono i docenti universitari a Monti,

penalizzerebbe l’economia italiana con un contributo al debito pubblico dello stesso ordine della manovra economica che il Suo Governo ha messo in atto per fronteggiare la grave crisi economica e finanziaria che il Paese attraversa

Non risulta che il professor Monti abbia dato udienza ai colleghi professori desiderosi di spiegargli che la Tav è inutile e anzi dannosa. Non risulta nemmeno che lui (o qualcun altro del Governo) abbia risposto demolendo le affermazioni dei professori: i politici continuano semplicemente ad andare in tv per dire che la Tav è un’ “opera prioritaria di interesse strategico nazionale”.

La ragione e la politica, sulla Tav, sono diventati due universi paralleli senza punti di contatto. E se il punto di vista della politica uscirà vincitore cosa taglieranno per realizzare la Tav: la scuola, la sanità o la tua pensione, lettore?

Su NoTav l’appello a Monti dei 360 docenti universitari e ricercatori

Su Repubblica Torino Tav, Mercalli: il Governo cerca l’escalation per coprire l’inutilità dell’opera

Fonte: Blogeko Il Journal

1 commento:

bizzo ha detto...

...speriamo che questa lettera sia letta e ascoltata...