domenica 2 gennaio 2011

Ricordiamo i morti sul lavoro del 2010

di Marco Bazzoni*

Il 2011 è arrivato, ieri tutta Italia a festeggiare per l'arrivo del nuovo anno, ma c'erano anche delle persone che non avevano nulla di cui festeggiare, e sono i familiari dei 1080 lavoratori, che nel 2010 hanno perso la vita perchè sono morti sul lavoro. In attesa dei dati che ci fornirà l'Inail per l'anno 2010, notiamo che rispetto al 2009 quando ci sono stati 1050 morti sul lavoro, i morti sul lavoro nel 2010 sono in aumento, questo secondo i dati forniti dal blog Caduti sul Lavoro.

Dopo questa premessa, vorrei ricordare, che i dati Inail tengono conto solo degli infortuni denunciati, quindi sono dati che vanno presi come punto di riferimento, ma non come dati definitivi, perchè non tengono conto anche di tutti i lavoratori che muoiono "in nero" o che denunciano l'infortunio come malattia per paura di ritorsioni dal parte del datore di lavoro, perchè hanno un lavoro precario, quindi sono ricattabili. Ecco perchè ho sempre detto che questi dati sono fortemente sottostimati.

Io vorrei ci ricordassimo di tutte queste persone che non ci sono più, che molte volte sono morte perchè nelle aziende non si rispettavano neanche le minime norme di sicurezza sul lavoro. Ma non dobbiamo dimenticarci anche degli oltre 25 mila lavoratori che sono rimasti invalidi, e che difficilmente potranno essere ricollocati sul lavoro: c'è chi ha perso un piede, una gamba, un braccio, una mano, un occhio o è rimasto in carrozzina.

Qual'è la soluzione perchè si riducano drasticamente tutti questi infortuni e le morti sul lavoro?! Di una cosa sono sicuro, non è di certo quella intrapesa dal Governo Berlusconi, che il 3 Agosto 2009, con il Dlgs 106/09, detto decreto correttivo al Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro (Dlgs 81/08), ha completamente stravolto il testo voluto dal Governo Prodi, dimezzando tra le tante cose, molte sanzioni a carico dei datori di lavoro, dirigenti, preposti, e sostituendo in alcuni casi il carcere con l'ammenda.

L'unico deterrente che temono i datori di lavoro sono le sanzioni, se vengono dimezzate, cosa resta? I controlli forse? Ma se l'Asl hanno un personale ispettivo ridotto all'osso che è formato da circa 1850 tecnici della prevenzione (o ispettori Asl), che sono in continuo calo, perchè man mano che molti tecnici vanno in pensione, non ne vengono assunti altri. Tanto è che se dovessero controllare tutte le aziende che ci sono in Italia, che sono circa 6 milioni, ogni azienda riceverebbe un controllo ogni 33 anni, quindi considerando la vita media di un'azienda, praticamente MAI.

Non è una soluzione neanche quella del Ministero del Lavoro, di fare una campagna per la sicurezza sul lavoro, con lo slogan "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene", con degli spot che colpevolizzano i lavoratori: sembra quasi perchè i lavoratori non vogliono bene a loro stessi e alle loro famiglie, ecco perche si infortunano sul lavoro, restano invalidi, si ammalano o peggio muoiono. Mentre dice poco o nulla sulle responsabilità dei datori di lavoro.

Mi dispiace ma non ci siamo assolutamente. Scusate se mi ripeto, l'ho detto fino allo spasimo, ma sembra quasi che chi di dovere non ci voglia sentire o faccia finta di non sentire, la prima cosa da fare sarebbe iniziare ad insegnare la sicurezza sul lavoro fin dalle scuole elementari come si fa in Francia, perchè molte volte ho sentito parlare di mancanza di cultura della sicurezza sul lavoro, sia nei datori di lavoro, che nei lavoratori, ma se non la iniziamo ad insegnare fin da piccoli, come pretendiamo che ci sia la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro?

Perchè non dimentichiamocelo mai, gli studenti di oggi, saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani....
Inoltre, andrebbero ripristinate, quindi aumentate le sanzioni a carico dei datori di lavoro, dirigenti e preposti, perchè è impensabile che l'unico deterrente sia abbassato. I controlli vanno aumentati, questo lo dicono tutti, peccato solo a parole. Per far ciò bisogna sia aumentato fortemente il personale ispettivo delle Asl, perchè solo così si possono reprimere i comportamenti scorretti di molti datori di lavoro, che consideranno la sicurezza sul lavoro, come un optional per la loro azienda.

Io mi sono stancato di sentire da più parti, che non ci deve essere repressione verso le aziende per quanto riguarda la sicurezza su lavoro. Ma quando mai c'è stata tale repressione? Quando? Magari ci fosse stata, probabilmente non avremmo tutti questi infortuni e morti sul lavoro..... Io voglio invitarVi a leggere la denuncia sia alla Commissione Europea, che al Parlamento Europeo

Dopo 13 mesi da quando ho fatto la denuncia sulle difformità di alcuni articoli del Dlgs 106/09, rispetto alla Direttive Europee sulla sicurezza sul lavoro, il 30 Novembre mi è arrivata (finalmente) la risposta del Capo dell'Unità Salute, sicurezza e igiene sul luogo di lavoro, della Commissione Europea Occupazione, Affari Sociali, Pari Opportunità, che mi ha comunicato, che a Gennaio 2011 verrà proposto all'Esecutivo della Commissione Europea, l'apertura una procedura d'infrazione contro l'Italia, per la mancata conformità delle misure di recepimento italiane in relazione a certe disposizioni della direttiva europea 89/391/CEE sulla sicurezza sul lavoro, tra cui deresponsabilizzazione del datore di lavoro (articolo 5 direttiva), posticipazione dell'obbligo di valutazione del rischio di stress legato al lavoro (articolo 6, paragrafo 3, punto a), proroga dei termini impartiti per la redazione del documento di valutazione dei rischi per una nuova impresa o per modifiche sostanziali apportate ad un impresa esistente (articolo 9, paragrafo 1, punto a).

* Marco Bazzoni - Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza - Firenze.
bazzoni_m@tin.it

sabato 1 gennaio 2011

Buon Anno!


Auguro a tutti i lettori, assidui o frequentatori, e a tutti i blog amici di trascorrere un sereno e felice Anno Nuovo

Andrea De Luca

venerdì 31 dicembre 2010

Perchè non scorderemo il 2010



Il 2010 è stato un anno pieno di eventi: catastrofi naturali, fallimenti economici, crisi politiche, addii celebri, scandali, fatti di cronaca, storie di speranza e tanto altro ancora...

Cosa vi è rimasto impresso o cosa ricordate, in positivo o in negativo, di questo 2010?

mercoledì 29 dicembre 2010

Eterna promessa!


"Sono convinto che ci sia una volontà precisa per dimostrare urbi et orbi che il nostro intervento non è stato risolutivo. Penso di tornare ad assumere direttamente la responsabilità per l'immediato sgombero ma anche per gli impianti futuri". "Sono intervenuto a ripetizione ma c'è qualcuno che cerca di ostacolare il nostro operato con ogni mezzo altrimenti non si spiega perchè sorgono sempre nuove difficoltà".

Ci risiamo insomma ... due anni di promesse non mantenute e 1500 tonnellate di rifiuti per le strade della città (appena due giorni fa) evidentemente non sono sufficienti (secondo lui) per dimostare che non è stato fatto ... nulla!

Berlusconi: “entro luglio via i rifiuti da Napoli” (1 luglio 2008)

Berlusconi: “Napoli è pulita, l’emergenza rifiuti è finita” (18 luglio 2008)

Berlusconi: “Napoli pulita in 3 giorni” (28 ottobre 2008)

Berlusconi: “emergenza rifiuti finita” (3 febbraio 2009)

Berlusconi: “via i rifiuti in 3 giorni” (29 ottobre 2009)

Berlusconi: “presto via la puzza da Napoli” (28 ottobre 2010)

Berlusconi: “via i rifiuti in 2 giorni” (14 novembre 2010)

Berlusconi: “Via i rifiuti in meno di 15 giorni” (26 novembre 2010)

martedì 28 dicembre 2010

Perché in Nigeria continuano le violenze

Ogni anno centinaia di persone muoiono negli scontri etnici e religiosi in Nigeria. Solo duemila sono state uccise negli ultimi dieci anni nello stato di Plateau, lo stesso in cui sabato scorso, la vigilia di Natale, sono morte almeno 80 persone nelle violenze tra musulmani e cristiani a Jos, la capitale della regione. Ora la polizia sta pattugliando le aree dove sono sfociate le tensioni e la situazione si è relativamente calmata, ma il problema è lungi dall’essere risolto. Se, scrive BBC, in molti liquidano il problema con i termini “scontri etnici” e “scontri religiosi”, le motivazioni che stanno dietro questa guerra civile sono più complesse, e ruotano anche intorno a politica e denaro.

La Nigeria è divisa tra musulmani, cristiani e tribù che seguono religioni animiste. La lotta tra le due religioni principali si fa sentire soprattutto a Jos, la capitale del Plateau, uno stato in cui si scontrano la maggioranza cristiana (principalmente di etnia Tarok, Berom e Tiv) e i musulmani (di etnia Fulani e Hausa), che vorrebbero introdurre la Shari’a, la legge islamica. Mentre i cristiani sono solitamente agricoltori, i musulmani sono soprattutto nomadi che vivono d’allevamento e baratto. In Nigeria, scrive sempre BBC, la carriere politica è vista spesso come un modo per fare soldi per te o la tua comunità. L’80 per cento del prodotto interno lordo passa attraverso le amministrazioni governative, nazionali e locali, e non è raro che i politici provino ogni strada per riuscire a essere eletti o rimanere al potere, compreso lo sfruttamento dell’odio tra i gruppi etnici.

A peggiorare la situazione, la Nigeria divide i suoi cittadini tra “nativi” e “coloni”. Se i cristiani sono considerati principalmente nativi, i musulmani vengono spesso classificati come coloni, nonostante vivano nel paese ormai da generazioni e non abbiano memoria del loro luogo d’orgine. Ai coloni, quindi soprattutto ai musulmani, è proibito occupare determinate posizioni governative, e lo stato non paga la loro educazione. Elementi che aumentano sensibilmente la sensazione di discriminazione. Il governo ha inviato l’esercito nelle zone più colpite dalle violenze, ma c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto perché raramente le autorità puntano a colpire chi organizza i gruppi e gli scontri, e si limitano a fermare gli scontri combattendo contro i militanti. Nel 2011 si terranno le elezioni, nella speranza che la situazione possa migliorare.

Reuters ha elencato gli scontri più significativi avvenuti negli ultimi dieci anni.

2000
Migliaia di morti nel nord della Nigeria: i cristiani si oppongono alla proposta musulmana di introdurre la Shari’a, la legge islamica, nello stato di Kaduna.

Settembre 2001
Circa un migliaio di morti in seguito alle preghiere dei musulmani a Jos, numerose chiese e moschee a fuoco.

Novembre 2002
La Nigeria abbandona il concorso di Miss Mondo che si tiene ad Abuja. La decisione arriva dopo la morte di almeno 216 persone a Kaduna, a causa di una frase in un articolo di un quotidiano che suggerisce che Maometto, se fosse vivo, probabilmente sposerebbe una delle partecipanti a Miss Mondo.

Maggio 2004
Centinaia di persone, soprattutto musulmani di etnia Fulani, vengono uccisi dai militanti cristiani Tarok a Yelwa, una città della Nigeria centrale. I sopravvissuti dicono di avere seppellito 630 cadaveri.

Qualche settimana più tardi, scontri tra musulmani e cristiani a Kano, una città del nord. I leader delle comunità cristiane parlano di circa 500/600 persone, principalmente cristiani, morte in due giorni.

Febbraio 2006
Almeno 157 persone muoiono in una settimana di scontri tra musulmani e cristiani. Le violenze iniziano a Maiduguri, una città nel nordest della Nigeria, durante le proteste musulmane contro le vignette danesi su Maometto. I cristiani si vendicano attaccando nel sud del paese.

Novembre 2008
Scontri tra bande di musulmani e cristiani a Jos, nati in seguito a una contestata elezione politica locale, in cui muoiono almeno 700 persone.

Febbraio 2009
Il governatore dello stato di Bauchi impone un coprifuoco notturno il giorno successivo a scontri in cui sono state bruciate chiese e moschee e undici persone hanno perso la vita.

Luglio 2009
Boko Haram, un’organizzazione che chiede l’entrata in vigore della Shari’a, lancia diversi attacchi a Bauchi dopo l’arresto di qualcuno dei suoi membri. La situazione degenera: il leader dell’organizzazione Mohammed Yusuf viene ucciso, e nei successivi cinque giorni vengono uccise circa 700 persone, secondo i dati della Croce Rossa.

Dicembre 2009
Almeno 40 persone vengono uccise negli scontri tra le forze di sicurezza nigeriane e i membri di un gruppo islamici a Bauchi, armati di maceti.

Gennaio 2010
Muoiono circa 400 persone negli scontri tra le bande musulmane e cristiane a Jos, la maggior parte per colpi d’arma da fuoco.

Marzo 2010
Centinaia di persone vengono uccise negli scontri tra i pastori islamici e gli abitanti cristiani dei villaggi Dogo Nahawa, Zot e Ratsat, poco a sud di Jos. Le stime indicano 300 morti.

Fonte: Il Post

domenica 26 dicembre 2010

Test di italiano per avere il permesso di soggiorno, ma mancano i corsi


Dal 9 dicembre scorso per avere il permesso di soggiorno in Italia bisogna superare il test di italiano. Il problema però è dove gli stranieri possano fare i corsi?

Secondo quanto spiega Antonio Russo, responsabile immigrazione per le Acli “l’anomalia di questa procedura è quella di istituire una prova della conoscenza della lingua, senza aver prima previsto e progettato un piano articolato per l’insegnamento della lingua italiana. Chiediamo cioè agli immigrati di fare i test senza avergli mai fatto fare i corsi, se non quelli affidati all’iniziativa dei soggetti di volontariato”.

Vladimiro Polchi su Repubblica ricostruisce che chi vuole può prenotare online la prova d’esame. Entro 60 giorni dovrebbe essere convocato per il test e le prime prove dovrebbero svolgersi a febbraio 2011 presso i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti.

Non deve sostenere la prova d’esame chi ha degli attestati che certifichino la conoscenza dell’italiano a un livello non inferiore all’A2 del Quadro comune di riferimento europeo; chi ha titoli di studio o titoli professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado oppure certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o dottorati); chi è affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico.

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale!


Auguro a tutti i lettori, assidui o frequentatori, e a tutti i blog amici di trascorrere un sereno e felice Natale

Andrea De Luca