mercoledì 31 marzo 2010

Leghismo a destra, masochismo a sinistra


Si è così: hanno vinto Berlusconi e la Lega. Inutile nascondersi dietro alle apparenze, "7 regioni a 6 per la sinistra" non significa niente. Le regioni più popolose e più importanti sono andate al centrodestra. Conquistati il Piemonte, il Lazio, la Campania e la Calabria. Formigoni viene riconfermato governatore in Lombardia e il leghista Zaia ha stravinto nel Veneto, diventando il secondo presidente di regione della Lega assieme a Cota, che batte per pochissimo (0,4%) Mercedes Bresso in Piemonte. Tutti i partiti tranne la Lega perdono voti.


Molto positiva la conferma di Nichi Vendola in Puglia, che è riuscito a battere non solo il Pdl e l'Udc, ma anche un po' il Pd. Certo, se l'Udc avesse raggiunto l'accordo con il Pdl la sinistra avrebbe forse perso anche quella regione, ma non si vive con i se.

Il Movimento a 5 stelle di Grillo ha ottenuto un discreto successo nelle cinque regioni nelle quali si è presentato. Soprattutto in Emilia Romagna, con il 7% di Favia (che mi sembrava infatti il più interessante), e in Piemonte con il 4,1% di Bono, che, bisogna dirlo, ha contribuito alla sconfitta di Bresso. Si certo, sono semplici cittadini non iscritti a partito, giovani, con idee nuove eccetera, ma la decisione di presentarsi con una lista propria, con un proprio candidato governatore ha sicuramente sottratto voti decisivi a sinistra e ha consegnato una regione alla Lega. Tra l'altro non ho ancora ben compreso le differenze tra Idv e il movimento di Grillo, e di conseguenza il motivo per il quale l'Idv fa parte della coalizione di sinistra e il Movimento no.

Berlusconi vede dunque confermato l'appoggio degli elettori e ora dovrà fare i conti con una Lega sempre più forte e sempre più radicata sul territorio. La macchia verde si espande, purtroppo.

Messaggio shock sulla bacheca di Cota: "Uccidere un comunista non è reato"


L'elezione di Roberto Cota alla carica di presidente della Regione Piemonte ha riacceso qualche istinto animale. Tra i tanti messaggi apparsi sulla sua pagina Facebook, all'indomani della sua elezione alla carica di presidente della Regione Piemonte, ve n'è qualcuno che lascia chiaramente intendere quali siano le aspettative di qualche elettore di Cota. Per esempio quello di Alberto Gramaglia che, dopo aver annunciato di voler stringere la mano al presidente, lancia sulla bacheca un segnale scioccante: "La storia ce l'ha insegnato, uccidere un comunista non è reato". Se il buongiorno si vede dal mattino...

martedì 30 marzo 2010

Riassunto delle Elezioni regionali


Finisce 7 a 6 la lunga sfida per le elezioni regionali. La Lega sfonda al nord e trionfa con Zaia in Veneto e Cota in Piemonte. Gli alleati del PDL tengono la Lombardia e conquistano Campania e Calabria. Nel Lazio la Polverini vince, di poco, sulla Bonino. Il centrosinistra, che aveva 11 regioni e ne perde 4, resta in Toscana, Umbria, Emilia, Marche, Basilicata e Liguria. La Puglia riconferma Vendola. L'elettorato ha confermato la sua fiducia in Berlusconi, ma il travolgente successo della Lega è il segnale che qualcosa potrebbe cambiare negli equilibri di coalizione. Sull'altro fronte il PD in difficoltà con l'Idv in crescita e un inatteso successo di Grillo. Un fatto è certo: l'astensionismo non ha penalizzato (come si pensava) il centrodestra ma ha coinvolto anche l'opposizione. Un elettore su 3, infatti, non ha votato alle regionali. L'affluenza è stata pari al 63,6% con una flessione di quasi 8 punti rispetto al 2005.

Se volete potete lasciare qualche vostra considerazione e opinione sulle elezioni regionali.

lunedì 29 marzo 2010

Ratzinger e Berlusconi, una coppia tutta italiana

La valanga pedofilia sta stravolgendo la Chiesa cattolica in tutto il mondo. La stampa straniera non lesina accuse e, come nel caso del settimanale tedesco Der Spiegel, richieste di dimissioni del Papa.

E in effetti, un capo di Stato travolto da uno scandalo di queste dimensioni, accusato di essere a conoscenza e di aver coperto numerosi casi di pedofilia di preti che, nel segreto pontificio, hanno continuato a perpetrare le loro turpi gesta – l’ultimo caso riguarda un sacerdote tedesco riconosciuto colpevole di abusi su minori e reintegrato nel lavoro pastorale negli anni in cui Ratzinger era arcivescovo di Monaco – non avrebbe altro scampo se non le dimissioni.

Ma qui si tratta del Papa, l’erede al soglio di Pietro, il capo di uno Stato teocratico, la figura tra umano e divino che rappresenta Dio in Terra e da lui eredita l’infallibilità.

Nonostante ciò, se Ratzinger avesse coscienza del cambiamento dei tempi si dimetterebbe. Chiederebbe scusa alla vittime e al mondo intero. Ammetterebbe di aver fallito come servitore di una religione che mette al primo posto la difesa dei più deboli.

Invece il Vaticano sceglie un’altra tattica, quella del nostro presidente del Consiglio quando, travolto dallo scandalo escort-appalti-favori elettorali, attaccato da tutto il mondo, messo alla berlina da tutta la stampa (estera), rimase arroccato alla sua poltrona nel nome di un presunto complotto. Ratzinger, e con lui il Vaticano tutto, si sta comportando esattamente nello stesso modo.

Così come per Berlusconi c’è una guerra tra il bene (lui) e il male (la sinistra), tra l’amore (lui) e l’odio (la sinistra), tra la giustizia (lui) e l’iniquità (i magistrati ‘comunisti’), così per Ratzinger e i suoi fedelissimi è in corso “una guerra tra la Chiesa e il mondo, tra Satana e Dio”. Parola di monsignor Antonio Ribaldi, vescovo emerito di Acerra, condivisa non solo dai seguaci del Papa, ma anche da certa parte politica italiana, che rinsalda un patto molto proficuo proprio alla vigilia delle elezioni regionali.

Il Vaticano è, dunque, nel mirino di tutto il mondo. Quel mondo civile ed evoluto, progressista e libero da una schiavitù secolare che contraddistingue invece il Bel Paese. Il quale tace. Tace la politica e tacciono le istituzioni. Tacciono i giornali (se non per i resoconti di cronaca) e finanche gran parte dei cittadini.

In un paese normale, che non è il nostro, piazza san Pietro sarebbe stata invasa ogni giorno da migliaia di persone per chiedere le dimissioni di Ratzinger; la politica, di destra o di sinistra non importa, avrebbe urlato allo scandalo e immediatamente ritirato ogni forma di collaborazione politica, economica ed istituzionale con uno Stato che lascia che l’infanzia venga violata senza alzare un dito. Ma in un Paese normale anche l’amico di Ratzinger, Berlusconi, sarebbe stato costretto da un pezzo alle dimissioni.

Diventeremo mai un ‘Paese normale’?

domenica 28 marzo 2010

Berlusconi baciamo le mani. Perché la stampa italiana ha occultato questa foto?

Che Berlusconi abbia una passione per i dittatori è noto: del resto il suo modello è quello e non fa nulla per nasconderlo. Ma per Gheddafi, Berlusconi, ha un debole particolare. Riuscite ad immaginare Obama che bacia la mano al dittatore coreano Kim II Jong? Improbabile, anzi no impossibile. E invece Berlusconi va al meeting della Lega Araba e che fa? Bacia le mani al raìs di Tripoli come dimostra questa immagine che appare su questo blog per la prima volta in Italia. Queste immagini, girate ieri, stanno facendo il giro dei paesi arabi ma in Italia nulla, nessuna traccia. Non è che in fondo c'è un po' da vergognarsi?

Aiutiamo Radio 100 Passi

Come molti di voi sanno, la notte fra il 7 e l’8 marzo è stata rubata l’attrezzatura di Radio 100 passi. Ignoti hanno portato via computer, mixer, giocattoli e attrezzi degli artigiani che lavorano nel centro socioculturale “Tavola Rotonda”, il centro che riunisce le associazioni Acunamatata, Ubuntu, il Centro aggregativo Riad, il circolo Arci Tavola Tonda e Radio 100 passi (che prende il nome dall'emittente di Peppino Impastato) e che proprio quel giorno avrebbe dovuto iniziare la programmazione. Da subito Radio 100 Passi ha cominciato a mandare in onda una trasmissione simbolica no stop con mezzi di fortuna, noi vogliamo aiutarli a ricomprare l’attrezzatura necessaria. Chiediamo a tutti voi di contribuire alla riapertura di Radio 100 passi versando un contributo su questo link: http://www.radio100passi.net/crbst_9.html (qui troverete diverse modalità di contributo, sia per diventare soci che per versare un semplice contributo).

Berlusconi ha paura... il centro sinistra non è da meno

La paura è strisciante e circola sia a sinistra ma soprattutto al centro destra, forse solo la Lega è indenne dal timore del risultato di questa tornata elettorale. Sicuramente il più nervoso di tutti è il dittatore di Arcore che, dopo qualche giorno di silenzio all'indomani del pasticcio della presentazione delle liste nel Lazio, ha cominciato a cavalcare quella dimostrazione di insicurezza all'interno del Pdl per trasformarla in un boomerang a proprio favore. La faida interna al Pdl fra l'anima di Forza Italia e quella di An ha causato il ritardo che ha alla fine ha lasciato fuori la lista del Pdl a Roma, ma il grande manovratore dopo qualche giorno di incertezza ha iniziato a rovesciare la fritatta. Un problema interno è diventata una congiura da parte della sinistra e naturalmente dei giudici affiliati alla stessa sinistra. Ha in pratica ripreso il suo tam tam preferito quello della congiura contro la sua persona.

La manovra per impedire al paese di parlare dei programmi politici in occasione delle elezioni regionali era comunque già iniziata da qualche settimana con la chiusura delle trasmissioni di approfondimento, prima su tutte le reti televisive, poi sulla televisione pubblica e naturalmente mediaset. Un fatto eccezionale senza precedenti in qualsiasi paese democratico dove, proprio in occasione delle elezioni, i dibattiti e gli approfondimenti televisivi si intensificano. Dopo aver messo a tacere personaggi scomodi come Santoro, Flores e Annunziata il dittatore di Arcore si è scatenato trasformando una tornata elettorale amministrativa in una elezione politica nazionale come se si dovesse decidere sul governo del paese. Ha iniziato a parlare di giustizia, dei presunti successi del governo, di immigrazione, insomma di tutti i temi possibili ad esclusione di quelli che avrebbero interesse a livello regionale come la sanità, il lavoro ed il nucleare. Ha poi messo in scena la rappresentazione di Roma con il giuramento dei candidati governatori del Pdl e con la sceneggiata delle domande lanciate a squarciagola ai partecipanti alla manifestazione in perfetto stile mussoliniano (come ha ben dimostrato Santoro ieri sera). Insomma ha impostato la campagna elettorale in prima persona come se si trattasse di vere e proprie elezioni politiche nazionali.

Proprio il silenzio sul nucleare rappresenta la cartina di tornasole dei timori del cavaliere. Il rilancio dell'energia nucleare da parte del governo passa gioco forza attraverso le regioni che dovranno ospitare le centrali nucleari che si intendono realizzare. Bene se il centro destra pensa che sia la scelta giusta quale migliore occasione per indicare proprio in campagna elettorale i siti dove il governo pensa di installare le centrali stesse. Invece silenzio assoluto sia per il timore di perdere voti considerato che il popolo italiano si è già espresso in merito ed a larga maggioranza sia perchè i vari candidati governatori hanno già dichiarato la loro opposizione alla installazione di una centrale nella propria regione.

E' stata quindi una non campagna elettorale ed ora dalla mezzanotte di stasera fino a lunedì alle 15 staranno tutti con il fiato sospeso, si perchè anche il centro sinistra non è che se la passa tanto bene con i vari scandali scoppiati in alcune regioni amministrate dalla sinistra.

Una cosa è certa: considerato che Berlusconi l'ha messa sul piano nazionale e personale sarebbe il caso che il paese fornisse finalmente una risposta degna di merito al dittatore di arcore che, non dimentichiamolo, in qualsiasi altro paese democratico del pianeta sarebbe già stato costretto a dare le dimissioni.

venerdì 26 marzo 2010

In Piemonte riappare il fascio littorio nelle liste elettorali

Accade che a Baldissero Canavese e a Parella in provincia di Torino, per l'elezione comunale dei sindaci (Fabio Toma e Paolo Sola), vengano presentate due liste che riportano come simbolo nelle liste elettorali il fascio littorio. La denuncia e del popolo viola di Ivrea.

Raiperunanotte, un successo straordinario!


La puntata di Raiperunanotte, andata in onda al Paladozza di Bologna, ha avuto un successo straordinario: 125 mila accessi in streaming, 40 piazze collegate, 30 radio, 50 mila sottoscrittori che hanno donato denaro.

Santoro:"Raiperunanotte il più grande evento web di sempre"

Il successo era già stato annunciato con quelle 50.000 donanzioni da 2,50 euro l'una raccolte in un lampo: la puntata di Raiperunanotte registra una partecipazione straordinaria e fa straripare di spettatori il Paladozza: nessuno dei 6000 posti disponibili all'interno delle struttura resta infatti libero. Fuori al palazzetto, una foltissima folla si è radunata per assistere la puntata e, sul web, il collegamento è stato seguitissimo. Tra la gente si notano rappresentanti del popolo viola con sciarpe e striscioni, i lavoratori della Delta ed i precari della Tim; tutti vogliono esserci, tutti vogliono gridare la propria voglia di libertà vera e non pallidamente propagandata dal leader politico di turno.

Nessun partito ha pagato le trasferte eppure in tantissimi sono accorsi per seguire Michele Santoro, Giovanni Floris, Gad Lerner, Sandro Ruotolo, il vignettista Vauro, Roberto Natale e Franco Siddi della Fnsi (il sindacato dei giornalisti che con l'Usigrai e la redazione di Annozero hanno organizzato Raiperunanotte) riuinitisi sotto il tetto del piccolo stadio coperto da autentici "esiliati momentanei dell'informazione". Un informazione che chiede aiuto ai suoi fruitori e vince, stravince. Ciò che si nota è anche la tanto pretesa "oggettività giornalistica" che viene a mancare negli articoli delle varie testata blasonate come il Corriere, il Sole 24 ore ecc...si perpepisce la simpatia di tutti i cronisti per i colleghi che hanno sfidato un sistema obiettivamente ingiusto e censorio e che sono stati premiati dal pubblico.

La puntata si apre con un filmato d'epoca di Benito Mussolini "collegato" a delle riprese fatte durante la manifestazione di piazza del Pdl di sabato scorso a Roma.

"Caro presidente Napolitano"; l'incipit della trasmissione è un invito al presidente della Repubblica per ricordare l'sos di Danilo Dolci che "40 anni fa decise di infrangere la legge per fare la prima radio libera" ed il rispetto "per la Costituzione che dice che tutti hanno il diritto di esprimere il loro pensiero liberamente".

"Non siamo al fascismo, ma certe assonanze sono preoccupanti"
, afferma Santoro sempre rivolto al Capo dello Stato. Collegate ad ascoltare la tradizionale lettera di Marco Travaglio (sull'inchiesta di Trani) ci sono 200 piazze tutte gremite. Le persone che hanno seguito la trasmissione non si contanto ma, di sicuro, non ci saranno lotte di numeri e cifre tra la Questura e gli organizzatori. Questo perchè non si "vince" una poltrona ma solo la - a quanto pare meno ambita - libertà d'espressione.

Fonte: Julienews

Grandiosi e spettacolari gli interventi di Marco Travaglio e Daniele Luttazzi.

Marco Travaglio



Daniele Luttazzi (parte 1)



Daniele Luttazzi (parte 2)


Una grande riscossa contro la censura. Una grande serata di informazione libera.

giovedì 25 marzo 2010

Appello alla Rete! Basta un attimo, non lasciatela sola! Non vi costa nulla!


Vorrei il vostro aiuto perchè a distanza di 4 anni non riesco a dare degna sepoltura al mio Andrea. Andrea Gagliardoni aveva 23 anni ogni giorno partiva da Porto Sant’Elpidio (Ap) per recarsi al lavoro. Il 20 giugno 2006, Andrea si alza alle tre e quarantacinque del mattino per essere sul posto di lavoro alle cinque. Alle sei e dieci la macchina tampografica comincia a dare problemi, come già più volte era accaduto, allora, mio figlio, cerca di risolvere il problema come facevano anche gli altri operai. Mette la macchina in “stand-by” (usando il pannello dei comandi che si trova lontano dal piano di lavoro e deve essere azionato con entrambe le mani) e controlla. In quel momento la pressa riparte da sola lasciando ad Andrea il tempo di lanciare un urlo lancinante e la testa viene colpita da due tamponi che gli spezzano l’osso del collo in pochi secondi. L’hanno trovato così i compagni di lavoro in una pozza di sangue che usciva copioso da un orecchio. Tutto ciò è accaduto perché quella macchina assassina era priva di mezzi di sicurezza. Sono trascorsi quattro anni da quando il mio angelo se ne è andato. Da quel giorno, la nostra famiglia è distrutta. Nessun aiuto da parte di nessuno; né dai proprietari della fabbrica, che io definisco uomini senza cuore né cervello, né da parte delle istituzioni. La tragedia è così grande che non si ha la lucidità per pensare nè per riflettere. Bisogna trovare un loculo per Andrea viene proposto da una signora che abita nello stesso palazzo di tumulare Andrea nel loculo che lei ha comprato qualche anno prima. Poi arriva la beffa da parte del comune di Porto Sant'Elpidio e in particolare del sindaco Mario Andrenacci: quando i familiari vanno a chiedere di poter dare degna sepoltura ad Andrea si sentono rispondere che questo non può avvenire per un regolamento interno e cioè bisogna aspettare la morte della signora, proprietaria del loculo, e contestualmente traslare Andrea. Tutto ciò è irriverente e irrispettoso nei confronti di chi è morto e di chi è rimasto. Vi chiedo di aiutarmi perchè se dovessi mancare io chi penserà al mio povero Andrea?

Scriviamo al sindaco di Porto Sant’Elpidio:
chiedo degna sepoltura per Andrea Gagliardoni!
psesindaco@elpinet.it


Graziella Marota, madre di Andrea Gagliardoni

Ospedale civico di Palermo, diversi arresti per corruzione

Un ospedale che, almeno sulla carta, sarebbe dovuto essere tra i meglio attrezzati e riforniti del bel paese. Invece, ogni volta che la struttura si ritrovava a dover affrontare un'emergenza, medicinali e strumenti sanitari a disposizione del personale risultavano sempre scarsissimi; finendo molto, troppo in fretta.

Dopo anni di inspiegabili mancanze e plateali inefficienze, con liste complete dei materiali alle quali non seguivano mai le forniture connese, la polizia tributaria di Palermo si è decisa ad aprire un'inchiesta e, al termine della stessa, sono stati eseguite le di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip di Palermo per due influenti medici; già sospesi dal loro incarico proprio per l'inizio delle indagini. Il primo destinatario della custodia cautelare è Massimo Re, direttore del I° servizio di anestesia e rianimazione dell’ospedale Civico e Benfratelli di Palermo. Subito dopo di lui gli agenti hanno raggiunto il dottor Giustino Strano; responsabile del servizio di Medicina Iperbarica. Prima dei due medici, era già finito in carcere il manager palerminato della sanità Giuseppe Castorina. Per tutti e tre, come si legge su Newnotizie.it, pendono accuse per "plurimi episodi di corruzione ed in particolare l’ottenimento di somme di denaro e di altre utilità quali viaggi, partecipazioni a congressi, cene, abbonamenti allo stadio nonché – nel caso di Mario Re – l’accollo delle spese per la campagna elettorale alle elezioni regionali del 2001, per un ammontare complessivo stimabile in più di 150.000 euro per il direttore e circa 50.000 euro per il dottor Strano".

Il triangolo era infatti composto proprio dai due primari e da Castorina: i primi ricevevano "favori" e benefit economici di vario genere e, in cambio, firmavano per la ricezione in realtà mai avvenuta dei prodotti che avrebbe dovuto fornire la "Med Line Srl"; ditta posseduta proprio dal manager finito in manette. Ovviamente, i costi dei materliali ordinati, mai prodotti né consegnati ma registrati come ricevuti, erano a carico dell'ospedale civico e quindi delle casse pubbliche. Una vera e propria sanitopoli isolana alimentata da una fitto, fruttuoso e ramificato sistema clientelare che veniva alimentato da diversi funzionari che agivano, a vario titolo, nell'azienda ospedaliera del campoluogo siculo.

Già nel 2008, un importante "tassello" del sistema era stato scardinato. Si trattava del conosciutissimo cardiochirurgo Carlo Marcelletti che, dopo aver fornito la sua importante confessione, si suicidò. Dalle sue dichiarazioni emerse che, proprio la Med Line srl di Castorina, era il fulcro principale attorno al quale ruotova l'interno sistema di corruzione.

Fonte: Julienews

Epatite, numeri da paura: nove su dieci non sanno di esser ammalati

Epatite, sono numeri che fanno paura. Duecento milioni di persone nel mondo sono affetti dal virus dell'epatite C, cinque volte i malati di hiv. Sono i dati principali emersi oggi a Pechino durante il 20esimo Congresso dell'Asian Pacific Association for the Study of the Liver. E al congresso non sono emersi purtroppo dati rassicuranti, visto che anche la versione 'B' dell'epatite, che si pensava fosse debellata, è ancora viva sia in Europa che nel nostro paese.

Ogni anno, secondo l'associazione, circa 4,5 milioni di persone contraggano il virus e una parte di essi va incontro ad epatite cronica, cirrosi ed epatocarcinoma cellulare.

Non va meglio quando si parla di epatite B: questo virus provoca 600mila morti all'anno ed è una malattia silenziosa visto che solo una persona su dieci è al corrente di aver contratto il virus. Nel nostro paese gli affetti cronici da epatite B sono circa 700mila.

Il continente più colpito dall'epatite è l'Asia: 3 portatori cronici su 4 sono residenti infatti nel continente giallo (75% del totale). Di questi, 20 milioni di malati sono solo in Cina: un numero notevole, se si pensa che i malati europei, africani e del medio oriente non superano i 14 milioni. Anche la mortalità nel paese è notevolmente più alta della media: in Cina vi sono 280 mila decessi ogni anno rispetto ai 36 mila in Europa.

Berlusconi a Bari, un flop clamoroso. Guardate la foto

Un flop di dimensioni colossali si aggiunge a quello di Napoli. Ormai Berlusconi colleziona insuccessi ovunque. Il padiglione 18 della Fiera del Levante è per metà vuoto: aspettavano 12.000 sostenitori ma alla fine ne sono arrivati un migliaio. Bye bye Berlusconi.

La foto è stata scattata nel bel mezzo del comizio del Berlusca (come si vede dal maxischermo). Tutti i candidati sono già sul palco.

Il mistero del Lambro


INQUINAMENTO. Nel fiume potrebbero essere finite anche sostanze tossiche. La Lipu: «Nello stomaco degli uccelli non c’erano tracce di idrocarburi ma i volatili avevano emorragie agli organi e il fegato spappolato».

E' passato esattamente un mese dallo sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro. Erano le tre e mezza di notte dello scorso 23 febbraio, quando dalle cisterne della Lombarda Petroli, migliaia di metri cubi di idrocarburi finiscono nel vicino corso d’acqua. La magistratura ipotizza un atto doloso, effettuato da persone esperte che sapevano dove mettere le mani. Perché le valvole andavano azionate in una precisa sequenza, da un apposito quadro elettrico in grado di attivare le pompe. Non si trattava quindi di aprire un semplice rubinetto.

Ora, un mese dopo, a quel disastro ambientale se ne sarebbe aggiunto un altro. Oltre al combustibile, pare che nel fiume siano finite anche altre sostanze tossiche, prodotti chimici il cui corretto smaltimento costa fior di quattrini. Le autopsie condotte dalla Lipu (Lega italiana per la protezione degli uccelli) sugli animali morti, sembrano confermare questa ipotesi. Perché i risultati sono alquanto anomali. Nello stomaco dei volatili, infatti, non sono state trovate tracce di idrocarburi. Gli animali presentano invece emorragie a vari organi, problemi neurologici, il fegato completamente spappolato. Segnali di un avvelenamento chimico diverso dal semplice contatto con il petrolio.

«Abbiamo applicato protocolli internazionali che si usano in tutto il mondo - spiega Massimo Soldarini della Lipu - portando gli animali al Centro recupero uccelli marini ed acquatici di Livorno, diretto da un veterinario che nel 2002 è stato une mese in Galizia, in seguito all’incidente della petroliera Prestige. In quell’occasione ha trattato oltre 3.000 uccelli che poi sono stati quasi tutti liberati: con una percentuale superiore al 90 per cento. Invece - denuncia Soldarini - quelli del Lambro sono morti tutti. E gli uccelli sono tra i migliori indicatori di qualità ambientale, quindi se muoiono significa che qualcosa non va. E scoprire cosa è importante anche per la nostra stessa sopravvivenza». I risultati delle autopsie sugli animali non sono le uniche anomalie. Una settimana dopo il suo intervento, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso dichiara chiusa l’emergenza.

Bertolaso rassicura la popolazione, spiegando che è stato recuperato circa il 70 per cento degli idrocarburi sversati. Ma poche ore prima il governatore della Regione Veneto, Giancarlo Galan, vieta l’uso dell’acqua del rubinetto. Denunciando che sul Delta del Po (a Porto Tolle e Adria) è stato trovato del dicloroetano. Un solvente chimico, molto tossico, cancerogeno e nocivo anche per le vie respiratorie, usato per la pulizia dei materiali ferrosi. «I dicloroetani - spiega poi Galan - non c’entrano con gli idrocarburi. È evidente che qualche sciacallo ne ha approfittato». Ma poche ore prima dell’annuncio di Bertolaso, l’Arpa del Veneto smentisce le sue stesse analisi, parlando di un errore. Nel frattempo anche sul Lambro vengono avvistate strane chiazze blu, in seguito smentite dalle autorità.

«Una delle ipotesi - afferma Soldarini - è che dall’ex raffineria sia uscito un mix di sostanze chimiche, molto costose da smaltire. Anche perché gli idrocarburi conveniva venderli e non buttarli in un fiume». Poi c’è il problema della quantità finita nel fiume. Per l’Arpa e la Regione Lombardia sono 2.600 tonnellate, per Brianza Acque 2.800. In ogni caso poco sopra le 2.500 tonnellate che in base alla Direttiva Seveso un impianto può stoccare senza particolari misure di sicurezza.

Ma la Protezione civile ha comunicato di avere recuperato dallo sbarramento di Isola Serafini (Piacenza) 1.800 tonnellate, lasciandone in acqua circa 600. Cui si aggiungono le 2.615 trattenute nel depuratore di Brianza Acque, pari al 70 per cento del totale. Ma già sommando questi dati alla fine nel Lambro sarebbero finite qualcosa come 5mila tonnellate.

Fonte: Terra news

mercoledì 24 marzo 2010

Un nugolo di famiglie


Ricapitolando, scusandomi in anticipo per eventuali omissioni ed invitandovi a comunicarmi eventuali integrazioni: Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio), Daniela Santanchè (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio), Andrea Augello (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio), Elio Vito (Ministro dei Rapporti con il Parlamento), Umberto Bossi (Ministro delle Riforme per il Federalismo), Roberto Calderoli (Ministro della Semplificazione Normativa), Franco Frattini (Ministro degli Affari Esteri), Ignazio La Russa (Ministro della Difesa), Altero Matteoli (Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), Roberto Castelli (Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) sono divorziati, Sandro Bondi (Ministro dei Beni e delle Attività Culturali) è separato, Mariastella Gelmini (Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) è rimasta incinta prima di sposarsi, Vittoria Michela Brambilla (Ministro del Turismo) ha un figlio nato fuori dal matrimonio e Stefania Prestigiacomo (Ministro dell'Ambiente) ha sposato un divorziato.

Per essere una maggioranza che dovrà difendere i valori cattolici non c'è male.

Un voto sexy per un Pdl più "trasparente"


Gira su Facebook quest'immagine. Si tratta di Italia Caruso, nata il 15 settembre 1982, una importante carriera di show girl alle spalle: finalista a Miss Italia nel 2001, velina mancata per Striscia la notizia nel 2004 e conduttrice tv per diversi programmi. Oggi la carriera della sexy 27enne prende una svolta inaspettata, con la sua candidatura alle elezioni regionali in Calabria nelle liste elettorali del Pdl.

40 anni fa la prima radio libera

Il 25 marzo 1970 nacque la prima emittente libera della storia d'Italia ad opera del “Centro studi e iniziative per la piena occupazione” fondato da Danilo Dolci. Franco Alasia e Pino Lombardo furono protagonisti della "Radio dei poveri Cristi", l' emittente che rimase in vita per appena ventisei ore ma passò ugualmente alla storia. I due si barricarono in un palazzo di Partinico e cominciò a parlare davanti a un microfono.

«Sos, Sos... siamo i poveri cristi della Sicilia occidentale e questa è la radio della nuova resistenza...». Per un giorno intero Alasia e Lombardo lanciarono accuse contro chi aveva rubato i fondi per la ricostruzione del Belice e denunciarono le condizioni disumane nelle quali vivevano. Ventisei ore dopo decine di poliziotti fecero irruzione come se in quella stanza di Palazzo Scalia ci fosse un summit di mafia. Armi in pugno, bloccarono Franco Alasia e Pino Lombardo chiudendo quel primo tentativo di radio libera.

Giovedì 25 marzo 2010 si svolgerà a S.Margherita Belìce (Palermo) una manifestazione in occasione del quarantennale della nascita della prima radio libera in Italia. L'incontro avrà luogo presso il Teatro S.Alessandro, alle ore 18.00. Sarà presente Amico Dolci . Interverranno Pino Lombardo , testimone diretto della trasmissione, Giuseppe Fontanelli critico letterario esperto della poesia di Dolci, e Vito Bellafiore già coordinatore dei sindaci del Belìce.

martedì 23 marzo 2010

Rai per una notte, il Popolo Viola si mobilita. Ecco l'elenco delle proiezioni pubbliche in tutta Italia

Il popolo viola scalda i motori in vista del grande appuntamento di giovedì 25 marzo quando, dal Paladozza di Bologna verrà trasmesso "Rai per una notte" condotto da Michele Santoro. Tante le proiezioni pubbliche organizzate in tutta Italia dai viola. Ecco nel dettaglio le informazioni. L'elenco è in costante aggiornamento.





IMPORTANTE: La diretta dal Paladozza inizia alle ore 21 e pertanto l'inizio delle proiezioni è previsto ovunque per quell'ora

Ivrea, centro La Serra
Perugia, centro congressi Capitini
Pistoia, Piazza Gavinana
Pescara, Piazza Salotto
Bologna Paladozza e un maxi schermo in piazza Azzarita oppure presso la libreria Rinascita in Largo Aosta 36
Bergamo, Caffè letterario, San Bernardino 53
Milano, Colonne di San Lorenzo
Catania, Camera del lavoro via Crociferi 40 ore 20
San Teodoro (OT) Teatro Comunale Via Sardegna
Brescia, Sala Consiliare di Bagnolo Mella in piazza IV Novembre
Roma, Rai per una Notte in piazza Navona
Acquasparta, paese in prossimità di Terni, Ostello San Francesco
Paestum (Salerno), Studi redazione STILETV, Via Magna Graecia 136 - Capaccio Paestum
Parma, In diretta streaming dal circolo Arci Zerbini (Piazzale S.Caterina vicino a via Bixio)
Cagliari, via La Maddalena 3
Savona, libreria UBIK corso italia
Salerno, proiezione presso Associazione Il Cantiere Salerno Est, via G.B. Amendola, 71 (Pastena)
Alghero, Santa Maria La Palma
Terni, la Siviera via Carrara 6
Barletta, Laboratorio dei Valori
(http://www.facebook.com/?ref=home#!/event.php?eid=404728669879&ref=mf)
Cosenza, presso il Filorosso, area polifunzionale dell'Università della Calabria
Genova, Piazza Matteotti, Genova
Firenze, Circolo ARCI “Bencini”, Via Mercadante, 58 Firenze
Faenza presso il Rione Rosso in via Campidori 28
Castillenti (TE) PIAZZA UMBERTO I
Roma Trastevere, Casa della Cultura, via di San Crisogono 45
Porano (Orvieto) -TEATRO SANTA CRISTINA
Palermo, Galleria L'Altro
Bari, in piazza su maxischermo Corso Vittorio
Gorizia, Kulturni dom
Roma Esquilino, via Galilei 57
Padova, Prato della Valle. In caso di pioggia forte presso il multisala Portoastra al Bassanello; sempre a Padova è possibile vedere Annozero anche presso il circolo Arci "La mela di Newton" in via della Paglia 2 (zona Specola-Torresino)
Pisa, Largo Ciro Menotti (borgo stretto) ore 20 oppure alla casa dello Studente in via Garibaldi
Bracciano (Roma), Albergo "Da Alfredo"
Turo sul Trasimeno (PG), presso il centro sociale in via del Porto.
pdcituoro@libero.it
Torino, maxi schermo in Piazza Carlo Alberto oppure in via Verdi con i dipendenti Rai
Firenze, piazza della libertà caffe decò
Enna, Piazza Vittorio Emanuele
Cologno Monzese, piazza castello
Trento, via Muredei, 8, info@cgil.tn.it
Ancona, Via Saffi 22 (di fianco lo sportello ERSU)
Bologna - Pub Mutenye, via del Pratello 44/a
Siracusa, Centro Pio La Torre, P.zza S. Lucia 24
Priverno (Lt), piazza Giovanni XXIII
Siena, Sala dei Mutilati (accanto hotel Jolly)
Pinerolo, presso il Nuovo Stranamore
Acireale, cinema Margherita, via Cavour 26 ore 20
Montegranaro, Altritalia club, via Cristiani 8
Lucca presso il circolo "Il Lampadiere" via dei Fossi
Sassari, Santa Maria La Palma
Figline Valdarno, presso circolo Arci Rinascita
San Giovanni La Punta (CT), Circolo Peppino Impastato, via Roma 213
Asti, presso il centro culturale San Secondo
Sardara (Sardegna), su schermo gigante presso il locale Los Amigos
Roma presso il Circolo Arci Malafronte, via Monti di Pietralata 16. Ore 18 dibattito e a seguire proiezione "Rai per una notte"
Mantova, presso circolo ArciTom in piazza Tom Benetollo 1
Modena, Circolo ricreativo Cittanova, via Pomposiana 52
Chieti, in corso Marrucino angolo viale Libertà (davanti alla Carichieti)
Castellarano (Reggio Emilia), circolo Celsius233, via Fausto Coppi 2/b
Pesaro, piazza A. Fava (parch. il Curvone)
Trapani, al circolo Mauro Rostagno in via Vespri 81
Sesto Fiorentino, presso il circolo Arci di Quinto Alto in via Gino Venni 6
Milazzo (Messina), Sala Rotonda del Paladiana
Livorno, piazza Cavallotti ore 20
Vaiano (Prato) presso la Casa del Popolo
Udine, sede Pd in via Joppi 63
Messina, proiezione presso il centro servizi Guernica oppure presso il ritrovo "La Dolce Vita" in piazza Duomo
Casale Monferrato, sede della sinistra casalese in via Lanza 116
Piangipane (Ravenna), in via Piangipane 155 (accanto al Teatro Sociale)
Empoli, Circolo Arci Santa Maria
Monserrato (Cagliari), Momoti Teatro Is Mascareddas, via 31 marzo 1943 n. 20
Monopoli, proiezione pubblica in via Marsala 13
Napoli, proiezione pubblica in piazza del Gesù
Macerata, proiezione presso il Koso Kafè in via Carradori 80
Fabbrico (Reggio Emilia) presso il centro giovani di via Piace 56
Foggia presso la Sala Falso Movimento
Sassari in piazza Università
Trieste proiezione al KNULP via Madonna del Mare 7
Cotronei (Kr) proiezione pubblica in Corso Garibaldi snc - 88836

All'estero:
La Paz (Bolivia), ufficio del GVC, calle Victor Sanjinez 2722
Londra, 14 High Parade, Streatham Hi. Rd SW 16 1EX ore 19
Berlino, presso l'associazione Malaparte Eylauerstr. 24, 10965 Kreuzberg

In onda anche su:
Skytg24, Current tv, Repubblica tv, Rainews24,
Youdem, Tele Lombardia, Napoli Tv, Antenna Sud, Tele
Studio, Quinta e Sesta Rete, Canale 6, Antenna Tre, E’T v,
Rete sette, Tv centro Marche, Tele regione, Tvr Voxson
In diretta streaming anche dal sito de L'Espresso

In onda anche su Radio Popolare, Radio Città Futura, Radio Nostalgia e Radio Città Aperta
In diretta anche su Camminando Scalzi
In diretta anche su SecondLife
PER SEGNALARE altri appuntamenti scrivete a: fondatorenobday@hotmail.it

Fonte: San Precario

domenica 21 marzo 2010

La Lega distribuisce sapone anti-immigrati

Succede ad Arezzo. I militanti della Lega Nord "distribuiscono nei mercati delle bustine contenenti sapone liquido con l’avvertenza di usarlo dopo aver toccato un immigrato".

Null'altro da aggiungere. Se non l'auspicio che nelle patrie galere vi sia del posto libero.

Quel tarocco di Paolo Borsellino: vergogna!


Questo terribile striscione esibito in corteo dai figli del "Partito dell'Amore" parla da solo. Notate chi è il terzo tarocco, è il giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992. Questa foto segna e segnerà per sempre il marchio della vergogna sul PDL e sul suo Presidente. Hanno infangato la memoria di Borsellino. Non ho parole. Che schifo!

sabato 20 marzo 2010

E questi sarebbero un milione?


Sabato 20 marzo. Sono le ore 17.35 mentre sto scrivendo. Si sta svolgendo a Roma, in piazza San Giovanni, la manifestazione del PDL. Più di un milione di persone secondo gli organizzatori. Ma se guardate la foto in alto non sembrano. Secondo indiscrezioni la piazza è stata ristretta con le transenne per farla sembrare più colma di gente. Furbi eh?

P.s.: la banda ha suonato 'faccetta nera' e siccome doveva essere una manifestazione 'per' e non 'contro', si sono uditi molti slogan contro Santoro.

venerdì 19 marzo 2010

L’eco-quartiere e il “paese delle pale”: due esempi da imitare

Come ben sappiamo l’energia rinnovabile, il riciclo, il rispetto per l’ambiente sono il nostro futuro. Ma ancora oggi, purtroppo, nelle città – grandi e piccole – persiste la maleducazione dell’inquinamento, dello spreco e dell’ignoranza ecologica. Per fermare il riscaldamento globale e la conseguente nostra autodistruzione bisogna attuare un cambiamento.

Quando si parla di cambiare si ha sempre un po’ paura. Ma ciò non significa modificare radicalmente le abitudini. Vuol dire solamente continuare a vivere normalmente, utilizzando però mezzi differenti, che rispettano il pianeta. Esistono due iniziative concrete, che tutte le città del globo dovrebbero prendere a esempio.

In Italia, precisamente in Abruzzo, possiamo trovare un piccolo paese con una particolarità: è totalmente eco-sostenibile. Castiglione Messer Marino (in provincia di Chieti) è stato rinominato il “paese delle pale”, proprio per la particolarità delle sue sessantasette pale eoliche, che riforniscono l’intera zona di energia pulita. Non solo eolico, ma anche attenzione per la protezione del territorio e delle aree verdi. La stragrande maggioranza dei cittadini di Castiglione è convinta della scelta dell’eolico, soprattutto dopo aver constatato il reale risparmio energetico che ne hanno tratto. Risparmio e buona salute… per noi e per la nostra terra.

Come già detto, Castiglione, fortunatamente, non è l’unico esempio cittadino di rispetto dell’ambiente. A Vauban, eco-quartiere di Friburgo (Germania), i 5.000 abitanti vivono in simbiosi con la terra che li circonda. Loro stessi sono “portatori sani “di iniziative volte a promuovere la salute del pianeta: uso esclusivo di energia solare, grazie ai pannelli impiantati sui tetti di tutte le case; in circolazione vi sono solamente 150 auto ogni mille persone (la media italiana è di 592); chi aderisce al car sharing, ovvero condivide il proprio mezzo con altre persone, usufruisce dell’abbonamento gratis al tram.

Esempi che dovrebbero far riflettere tutti noi e soprattutto le nostre amministrazioni comunali. Si può e si deve cambiare. Per poter ancora dire “futuro”.

giovedì 18 marzo 2010

Abruzzo: la peggiore discarica abusiva d’Europa e nessuno fa niente

La famigerata discarica di Bussi è ancora lì e nessuno sembra aver tempo per preoccuparsene. C’è stato il terremoto, è vero, ma sono anni che la situazione è ormai nota e nessuno sembra intenzionato ad attivarsi seriamente per risolverla, riuscendo così a contenere localmente uno scandalo di dimensione nazionale con gravi implicazioni sulla salute di molti italiani.

La più grande discarica d’Europa di rifiuti tossici è del tutto abusiva, per niente sicura e per giunta nell’alveo del fiume Tirino, che poi finisce nel Pescara (mappe: [1] [2] ) e per ora le autorità hanno prodotto solo chiacchiere. Pochi giorni fa il WWF ha pubblicato il verbale della Conferenza dei Servizi decisoria sul Sito di Bonifica nazionale di Bussi dell’11 febbraio del 2010 e la relazione “valutazione del danno ambientale” dell’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale allegata al verbale.

Documenti che ribadiscono danni per miliardi di euro e gravi pericoli per le popolazioni e per i corsi d’acqua, ma sembra che l’ostruzionismo di Montedison (vera responsabile del disastro attraverso i decenni) sia molto più potente della scarsa voglia dei politici locali di far luce su una vicenda che puzza di corruzione e complicità politica fin da quando Montedison si insediò tra quelle valli.

Politici che ora sembrano orientati a lasciare lì tutto, al massimo a ricoprire e confinare le discariche, ma che fino ad oggi non sono stati nemmeno capaci di recintare le zone più compromesse, nonostante siano ormai passati anni dal primo allarme lanciato dagli ambientalisti e altrettanto dall’apertura di un’indagine giudiziaria per reati gravissimi.

I politici locali hanno agito infatti per minimizzare le conseguenze e nascondere lo scandalo per quanto possibile, al punto di riaprire pozzi inquinati e di impedire anche le operazioni più urgenti ed elementari di messa in sicurezza del territorio e (incredibile) d’informazione per le popolazioni locali. Un deficit che non è certo stato colmato dai media nazionali e locali, che hanno evidentemente di meglio da fare, se è vero com’è vero che della discarica di Bussi e del pericolo che rappresenta sono in pochi ad esserne al corrente. Chiunque può fare la prova e chiedere in giro cos’è Bussi, nemmeno tra gente mediamente informata troverete che ne conosca la storia e lo stato.

Elezioni regionali Campania: le liste del PDL piene di pregiudicati

Di Girolamo si è dimesso da Senatore. Perchè non lo hanno fatto Dell’Utri, Cuffaro, Berlusconi o Cosentino? In effetti di personaggi contigui alla criminalità organizzata nelle liste del PDL c’è n’è più di uno.

Per ciò che riguarda la Campania oltre a Cosentino nei confronti del quale la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di richiesta d’arresto, il quale fortunatamente è stato messo fuori dalle liste del PDL, nelle liste guidate dal finto socialista Caldoro ci sono personaggi di tutto rispetto. Il primo della lista è l’ormai famoso Roberto Conte, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica e già arrestato due volte. C’è poi lady Mastella al secolo Sandra Lonardo accusata di associazione a delinquere, peculato, tentata concussione, abuso d’ufficio e falso. Robetta da niente. L’ex presidente del consiglio regionale farà la campagna elettorale da Roma, non potendo mettere piede in Campania per via di un provvedimento restrittivo dell’autorità giudiziaria. C’è infine Antonio Gambino, condannato in primo grado e pochi giorni fa in appello a un anno e cinque mesi per peculato per aver speso quasi 22.000 euro con la carta di credito del Comune di Pagani di cui era sindaco fino a pochi mesi fa. Pensate da consigliere regionale che sarà in grado di fare.

Photoshop gioca brutti scherzi!


Questa foto che vedete è stata scelta per pubblicizzare la manifestazione del Pdl di sabato. Ma se guardate con attenzione la foto vi accorgerete di un particolare curioso. Notato niente? Si vedono chiaramente alcuni palloncini viola in basso. Probabilmente la foto è stata presa da una manifestazione del Popolo Viola. Nel pubblicarla non si sono accorti dei palloncini. Un episodio curioso e abbastanza comico! Forse è stato qualche comunista a procurarsi questa foto?

mercoledì 17 marzo 2010

Il compagno Berlusconi

Eccola l'ultima declinazione iconografica del nostro premier. Un presidente disposto a tutto pur di conquistare al proprio carisma quella metà degli italiani che ancora gli resistono. Anche a trasfigurarsi nel peggiore dei suoi nemici.

Affrontato sul più nobile dei colli romani il giudizio di Ponzio Pilato, nonostante i Sommi sacerdoti togati ancora se ne stiano lì ad infierire su di lui, in anticipo sull'imminente Pasqua (quale migliore occasione per battere sul tempo quel tal Cristo re dei giudei?) l'Unto del Signore decide per portare a compimento la propria Passione. Volete un comunista? Eccomi, sono qua, mi faccio comunista io - ma, per l'amor di Dio mio padre, amatemi!

La sindonica immagine è apparsa sul sito del Pdl/Promotori della libertà. Per promuovere la manifestazione di sabato prossimo, "L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio". Perché è inutile: quando c'è da chiamare la gente in piazza, la destra sa di giocare su un terreno che non le appartiene. E deve ricorrere alla persuasione di gesti che fanno leva su una memoria collettiva impressa anche in coloro che, per distrazione, noia o opportunismo, dimenticano, o fingono di dimenticare, che questa Repubblica è figlia della Resistenza. E che durante la Resistenza non erano i compagni quelli che stavano dalla parte sbagliata.

E chissà che la maggiore ossessione di Berlusconi non venga proprio da qui, dalla proiezione di quell'intimo debito, da lui avvertito come insostenibile.

martedì 16 marzo 2010

Berlusconi indagato a Trani per concussione

La scena politica italiana in piena campagna elettorale non è riempita dai programmi che i vari partiti intendono proporre ai cittadini per migliorare i governi delle regioni, ma per l’ennesima volta da un processo che riguarda Silvio Berlusconi. Infatti il presidente del Consiglio dei ministri, da stasera è formalmente indagato anche dalla procura di Trani nell'inchiesta Rai-Agcom. Lo si è appreso dal contenuto della risposta che la procura di Trani ha fornito all'istanza presentata stamani dai legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolò Ghedini, che chiedevano se il premier fosse indagato.

Le indagini riguardano presunte pressioni da parte del premier Berlusconi su Giancarlo Innocenzi, commissario Agcom nominato dal centrodestra, per bloccare alcune trasmissioni tv a lui scomode, come Annozero di Michele Santoro. Il premier, che in mattinata ha chiesto tramite i suoi avvocati di sapere se è indagato, ha detto di essere «scandalizzato». «A Trani - ha detto in un'intervista al Gr1 - ci sono state palesi violazioni di legge: è una iniziativa grottesca» che tuttavia «non mi preoccupa affatto» poichè «sono intervenuto a destra e a manca» contro i processi in tv e le mie sono «posizioni non soltanto lecite ma doverose».

A far discutere sia politici che magistrati è poi la decisione del ministro della Giustizia Angelino Alfano di inviare a Trani. La maggioranza dei consiglieri, sia laici che togati, del Csm ha infatti chiesto di accertare se vi siano delle interferenze nelle indagini in corso che riguardano «personaggi politici di rilievo nazionale», chiaro riferimento al premier.

Intanto il cda della Rai, nonostante la recente decisione del Tar del Lazio, ha confermato lo stop ai talk show politici. La decisione è stata presa a maggioranza (cinque voti contro il ripristino dei programmi e quattro a favore). La decisione è stata aspramente criticata dall'opposizione. Soprattutto alla luce della pronuncia del Tar che, accogliendo il ricorso di Sky e Telecom Italia, ha chiesto lo stop al regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show in periodo elettorale nelle tv private nazionali.

Il cda di viale Mazzini ha contemporaneamente dato mandato al direttore generale, Mauro Masi di acquisire al più presto dalla Commissione Parlamentare per l'Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi le valutazioni di competenza, cui la Rai dovrà adeguarsi. La decisione è stata duramente criticata dai membri nominati dall'opposizione che hanno invece sostenuto le ragioni della ripresa dei talk show: «Esprimiamo il nostro voto contrario - scrivono i consiglieri Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten a conclusione del Cda - perché si tratta di una decisione dilatoria che non sana la forzatura di interpretazione del regolamento compiuta quando a maggioranza fu decisa la sospensione di quattro trasmissioni di approfondimento».

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti si è detto amareggiato per l'esito della riunione del Cda di oggi. Amareggiato, «per la divisione» evidente in seno al Consiglio, e «per la mancata ripresa dei talk show». Garimberti si era già detto favorevole a riprendere le trasmissioni sospese e ritiene abbastanza frustrante che si sia ancora appesi su questa vicenda, con il tempo che non gioca a favore. Il presidente Rai auspicava che la lettera del presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, recapitata oggi, potesse sbloccare la situazione.

Soddisfatta dalla decisione del cda Rai la maggioranza. A giudizio di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, «la decisione del Consiglio di amministrazione Rai è corretta sia nel metodo (nel riconoscere che, allo stato, un regolamento c'è, ed è quello, peraltro positivo, approvato dalla Commissione di vigilanza) sia nel merito».

Fonte: Julienews

lunedì 15 marzo 2010

domenica 14 marzo 2010

Risultati del sondaggio 'Alle prossime elezioni regionali di marzo cosa voterai?'











Italia Dei Valori
47 (30%)

Partito Democratico
34 (22%)

Non andrò a votare
20 (13%)

MoVimento 5 stelle(Grillo)
18 (11%)

Rifondazione Comunista
7 (4%)

Lega Nord
6 (3%)

Sinistra Ecologia Libertà
5 (3%)

Radicali
4 (2%)

Non so
3 (1%)

Popolo della Libertà
3 (1%)

Fiamma Tricolore
2 (1%)

Forza Nuova
2 (1%)

Udc
1 (0%)

Alleanza per l'Italia
0 (0%)

Comunisti Italiani
0 (0%)

Altro
0 (0%)


Voti totali 152

I sondaggi non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione.

Berlusconi attacca il Popolo viola

Ieri è accaduto un fatto importante che è passato per lo più inosservato. Per la prima volta, parlando della manifestazione di piazza del Popolo e attaccando "l'ammucchiata stravagante", Berlusconi ha citato pubblicamente il Popolo viola. Lo ha fatto nel corso un'intervista telefonica al Tg 4 di Emilio Fede con queste parole: "...Con il solito Di Pietro, ormai leader incontrastato della sinistra, che ha ammanettato insieme l'estrema sinistra, il Popolo viola, il partito democratico di Bersani e i nuovi giustizialisti della Bonino".

Insomma il Popolo viola è ormai entrato a pieno titolo nella blacklist di Berlusconi (insieme al segretario del maggior partito di opposizione, alla candidata governatrice del Lazio e ai soliti comunisti dell'estrema sinistra).

Fonte: San Precario

sabato 13 marzo 2010

13 marzo 2010: la svolta, la riscossa, la rinascita della sinistra?


Sabato 13 marzo 2010. Roma, piazza del Popolo. Le opposizioni e il Popolo Viola insieme in una grande manifestazione. 200 mila persone per protestare contro il governo, per la difesa della costituzione, per la democrazia, per la libertà di informazione e per il lavoro. Che questa giornata sia ricordata finalmente come la svolta, la riscossa, la rinascita della sinistra?



Nichi Vendola



Antonio Di Pietro



Pierluigi Bersani



Emma Bonino

Gas radon, prima del terremoto può diminuire o aumentare

Una scoperta firmata da studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Università Roma Tre (Paola Tuccimei, Silvio Mollo, Sergio Vinciguerra, Mauro Castelluccio, Michele Soligo) ha permesso di isolare i meccanismi fondamentali che determinano la diminuzione e l’aumento del rilascio del gas radon prima di un terremoto. Il lavoro in fase di pubblicazione su Geophysical Reaserch Letters (GRL) è stato finanziato dal progetto TRIGS (www.trigs.eu), sotto il sesto programma quadro della Commissione Europea e del “New and Emerging Science and Technology Pathfinder”. Il lavoro spiega che la diminuzione di gas radon può essere il precursore di processi di fratturazione e quindi anomalie negative di rilascio di gas dovrebbero essere considerate indicatrici di imminenti rotture.

A Sergio Vinciguerra, coautore della ricerca facciamo alcune domande:

Dalla vs ricerca risulta che la deformazione e la rottura di rocce durante un terremoto può portare sia alla diminuzione che all’aumento del radon. Ci può spiegare la dinamica di questi due fenomeni apparentemente contraddite?
A differenza di quanto comunemente si ritiene, particolarmente alla luce dei recenti dibattiti sul terremoto de L’Aquila, oltre che ad aumenti di emissione di radon prima di un evento sismico si è spesso osservate ad anomalie negative, cioè diminuzioni di emissione, in diversi contesti geologici.

E’ noto che le rocce hanno un contenuto molto variabile di porosità (cioè dei vuoti al loro interno). Quelle rocce, come basalti o graniti ad esempio, che contengono piccolissime quantità di vuoto sottoposte a un carico daranno luogo a rotture con aumento di emissione del radon. Ma in tantissimi casi, sia in aree vulcaniche (basti pensare ai tufi) che in zone di faglia (ad es. arenarie e conglomerati o molte rocce carbonatiche) le rocce contengono un alta percentuale di vuoti, spesso superiore anche al 30%. Queste rocce sottoposte a carico ‘imploderanno’ chiudendo inizialmente i vuoti disponibili, fino a che raggiunta una soglia di densificazione critica, si assisterà alla formazione di fratture. In termini di rilascio di gas, come il radon, questo si tradurrà inizialmente in una diminuzione di emissione (meno vuoti, meno spazi per i gas) e soltanto quando si formeranno fratture, che rappresentano nuove ‘vie’ per i gas, l’emissione di radon aumenterà rispetto al suo valore di fondo.

In conclusione sono stati isolati i meccanismi fisici nelle rocce responsabili della diminuzione e dell’aumento dell’emissione di radon osservati sul terreno prima di eventi sismici o vulcanici.

Come avete effettuato le prove di laboratorio che vi hanno portato a queste conclusioni?
Si è misurata l’emissione del radon con un radonometro dotato di un detector per particelle alfa, appartenente all’Università di Roma3.

I campioni sono stati deformati con una pressa uniassiale acquisita con il progetto europeo TRIGS e appartenente al laboratorio HP-HT dell’INGV di Roma 1, presso cui sono state effettuate anche le analisi al microscopio elettronico.

Sono stati studiati campioni di tufo rosso a scorie nere proveniente dall’apparato vulcanico di Vico (Lazio). Questa litologia presenta alta concentrazione di radon e una porosità iniziale del 47% (in termini pratici metà della roccia è costituita da vuoti). Si è quindi misurata l’emissione naturale di radon e il cambiamento dopo cicli di carico crescente. La struttura del campione collassa sotto carico riducendo l’emissione di radon, ma a una soglia critica di densificazione appaiono delle fratture che determinano una impennata nel rilascio dello stesso.


La vostra scoperta può essere utilizzata come un segnale premonitore di evento sismico?
La nostra scoperta ha permesso di isolare i meccanismi fondamentali che determinano la diminuzione e l’aumento dell’emissione di radon prima dei processi di rottura, che avvengono durante terremoti o eruzioni vulcaniche. Stiamo estendendo l’analisi ad altre litologie con diversi contenuti di vuoti per studiarne l’emissione di radon in funzione del carico applicato. Questo ci permetterà nei prossimi anni di sviluppare un modello per i cambiamenti di emissione di radon osservati e fornire un supporto quantitativo all’interpretazione delle anomalie di questo gas prima di eventi sismici e vulcanici. Colgo l’occasione per precisare che solo attraverso l’integrazione di studi sistematici, come questo, di un fitto monitoraggio del radon e degli altri segnali precursori e una conoscenza dettagliata del contesto geologico, che il nostro istituto ha sviluppato negli anni è possibile giungere al riconoscimento di segnali premonitori, con bassi margini di errore.

Il Professor Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sottolinea che il terremoto è una frattura delle rocce che costituiscono la crosta terrestre. Alla frattura si arriva in seguito ad un lungo processo di deformazione di quella che sarà la zona epicentrale. La deformazione provoca variazioni delle proprietà fisiche e chimiche delle rocce.

Queste variazioni sono chiamate fenomeni “precursori” perché talvolta precedono un terremoto. Il loro studio è fondamentale per capire come avviare il processo di deformazione. Tale processo è strettamente connesso alla dinamica interna molto energetica del nostro Pianeta. Quindi lo studio dei fenomeni precursori può farci capire come funziona la Terra. In questo senso il lavoro è un progresso fondamentale.

venerdì 12 marzo 2010

5 domande per l'Eni in Congo

Rivolgere pubblicamente domande “scomode” ai “potenti” attraverso i giornali sta diventando sempre più frequente (e necessario) quando ai quesiti non viene data risposta per altre vie. Oggi tocca a Eni, destinataria della campagna “Cinque domande per Eni”. A lanciarla sono quattro testate giornalistiche indipendenti: Altreconomia, Valori, Radio Popolare e Africa che chiedono, insieme e a voce alta, risposte chiare ed esaurienti alla multinazionale petrolifera italiana sulle sue attività in Congo Brazzaville, che potrebbero provocare gravi danni ambientali (vedi il nostro pezzo di maggio 2009).

Si tratta di attività, in parte già in corso e in parte in programma, di esplorazione delle sabbie bituminose (terreno impregnato da quantità, anche ridotte, di petrolio, la cui estrazione è molto costosa e necessita tecniche ad alto impatto ambientale), produzione di biocombustibili e realizzazione di una centrale a gas da 350-400 Megawatt di capacità.

Un intervento che vale 3 miliardi di dollari per il periodo 2008-2012, frutto di un accordo siglato tra Eni e il governo congolese nel 2008, i cui dettagli non sono mai stati resi noti al pubblico, né alle comunità locali (nonostante Eni si fosse impegnata a coinvolgere la popolazione nelle proprie decisioni).

A rivelarne parte dei contenuti e a denunciare gli enormi danni che provocherà all’ambiente, in una foresta tropicale protetta, è stato un rapporto realizzato dalla Fondazione tedesca Heinrich Boell e dall’italiana Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (Crbm), intitolato “Energy futures. Gli investimenti di Eni in sabbie bituminose e olio di palma in Congo Brazzaville” (la versione ntegrale è disponibile sul sito www.boell.org), presentato lo scorso novembre, prima a Berlino e poi a Milano.

Le due organizzazioni che hanno realizzato il Rapporto, insieme a rappresentanti della società civile congolese, hanno rivolto ad Eni le domande oggetto della campagna, ma non hanno ricevuto risposte. Dopo molta insistenza lo scorso dicembre Eni ha concesso loro un incontro, durante il quale però non sono state fornite le informazioni richieste.

Cinque domande per Eni

1. Eni ha effettuato valutazioni dell’impatto ambientale del suo intervento nel Congo Brazzaville (in particolare dello sfruttamento delle sabbie bituminose)? Perché non sono state rese pubbliche?

2. Qual è la composizione e la quantità dei gas bruciati con il gas flaring (combustione dei gas che fuoriescono durante l’estrazione del petrolio) nel giacimento di M’boundi? È certo che non siano nocivi per le persone e per l’ambiente?

3. Eni ha dichiarato che l'accordo con il governo congolese permetterà di produrre di 2,5 miliardi di barili di greggio, mentre le autorità locali sostengono che verrà prodotto bitume per realizzare strade. Qual è la verità?

4. Eni aveva dichiarato che avrebbe promosso “una consultazione libera, informata e continua” con le comunità locali. Invece i dettagli degli accordi, firmati con il governo congolese (nel 2008) per i nuovi investimenti (3 miliardi di dollari), non sono pubblici né disponibili per le popolazioni locali. Perché?

5. Amnesty International ha pubblicato recentemente un rapporto molto critico sulle compagnie petrolifere che operano in Nigeria, che evidenzia “la povertà, il conflitto, le violazioni dei diritti umani e la disperazione” che hanno portato alla popolazione del Delta del Niger. Quali iniziative state portando avanti per implementare le raccomandazioni di Amnesty sulla Nigeria e per evitare che il Congo diventi come il Delta del Niger?


giovedì 11 marzo 2010

Fotovoltaico da record in Italia


L’Italia sale al 2° posto in Europa, preceduta solo dalla Germania, nella classifica dei produttori di energia solare, con produzione pari a un “GigaWatt” di potenza. Gli impianti certificati in funzione sono più di 70.000 e forniscono energia a un milione e duecentomila persone. Dunque, in pochissimo tempo e nonostante grandi rallentamenti prodotti da intralci burocratici e da un ministro nuclearista (Scaiola) che vede in pericolo la costruzione di centrali nucleari se il fotovoltaico soddisfa la domanda di elettricità, siamo arrivati alla autosufficienza energetica per oltre un milione di persone.

Figuriamoci che tipo di accelerazione ci sarebbe in materia di indipendenza energetica se la regione Sardegna, dove mi trovo, che ha un milione e seicentomila abitanti, con un sistema industriale in crisi, reso precario dagli umori e dalle convenienze di multinazionali straniere, trasformasse le due zone industriali, quella al nord di Porto Torres, e quella a sud-ovest di Porto Vesme, in due poli di produzione di pannelli fotovoltaici, i più moderni ed efficienti e oggi anche meno costosi, con l’obiettivo dichiarato di rendere la Sardegna una isola verde, totalmente indipendente dal petrolio. Non ci sarebbe modo migliore per allontanare ogni ipotesi su una possibile centrale nucleare a Oristano o, peggio, su un eventuale deposito di scorie radioattive in una zona già sotto servitù militare. Sarebbe bellissimo veder partire un progetto del genere, coinvolgere le università di ingegneria di Sassari e Cagliari con ricche borse di studio per chi si specializza nel fotovoltaico, in sinergia con una struttura produttiva da riconvertire, ma che già possiede professionalità e maestranze con esperienza industriale. Quell’inutile evento del G8, spostato da La Maddalena a L’Aquila, ci è costato 500 milioni di euro di denaro pubblico, lasciando nell’isola manufatti incompiuti che nessuno vuole gestire. Ma quanto ci costa il partito del “fare” e del “buon governo”? Vuoi vedere che se ci fosse un progetto serio per l’autosufficienza energetica della regione Sardegna, per venire incontro ai tanti disoccupati, per una isola verde con il fotovoltaico diffuso sul territorio, senza concentrazioni in grandi centrali, e che farebbe decadere anche la costosissima metanizzazione con gas proveniente dalla Algeria, i nostri ottimi governanti piangerebbero miseria, non tirerebbero fuori un euro, e parlerebbero di sognatori e di illusi??

Oggi, di fronte alla possibilità reale, semplice e pulita, di moltiplicare per 50 il fotovoltaico esistente, equamente su tutto il nostro territorio e diventare così autosufficienti, ecco dei mascalzoni che se ne fregano delle nostre paure e della nostra salute, che con arroganza vogliono imporre la scelta nucleare contro la volontà del popolo italiano che già votò un referendum che cancellava l’opzione nuclearista. Anche lo stabilimento industriale di Termini Imerese in Sicilia, che presto chiuderà, dovrebbe essere immediatamente convertito in fabbrica di pannelli fotovoltaici, per rendere autosufficiente energeticamente tutta la Sicilia, assorbendo tutti gli operai che saranno licenziati dalla Fiat, per fare del sole il petrolio siciliano. Con l’elettricità si cucina, ci si illumina, ci si scalda e ci si rinfresca, ci si sposta con un’auto elettrica, e per fare questo non si emette un solo grammo di Co2.

Fonte: Bella Ciao